"THE END"

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lunedì 10 dicembre 2012

L’informazione deviata e la centesima scimmia



Iniziamo dai fatti.
Martedì 20 novembre due giornalisti dell’emittente televisiva statunitense ABC 7 si sono dimessi in diretta senza alcun preavviso. Un fatto eclatante dovuto, stando alle loro dichiarazioni, a problemi gravi e di lunga durata nella gestione dell’informazione, a continui interventi editoriali da parte della direzione, a recenti sviluppi giunti alla loro attenzione e, infine, all’impossibilità di svolgere il proprio lavoro in maniera corretta verso il pubblico. Così Cindy Michaels, che era anche direttrice del telegiornale, e Tony Consiglio, dopo oltre 12 anni complessivi di servizio nell’emittente televisiva, hanno scelto di anteporre i valori di onestà ed etica giornalistica ai propri interessi personali, salutandosi vicendevolmente con un commovente abbraccio.

Nello stesso giorno, sul sito di Repubblica è stato censurato un articolo di Piergiorgio Odifreddi nel blog “Il non-senso della vita” nel quale il matematico dimostrava, per l’appunto matematicamente, come Israele si sarebbe dimostrato dieci volte peggiore dei nazisti nell’attacco ai palestinesi dell’operazione “Pillar of defense” (qui l’articolo originale). La cancellazione dell’articolo sarebbe avvenuta, secondo lo stesso Odifreddi, su pressione della comunità ebraica verso la redazione di Repubblica e ha spinto l’autore a lasciare un ultimo articolo di commiato (“809 giorni di libertà“) e a concludere la sua esperienza con la testata giornalistica, dichiarando di preferire una scelta radicale piuttosto che dover riflettere di volta in volta se ciò che scrive piace o non piace a qualcuno.

Nel mese di luglio scorso fu Radio Ies, una delle emittenti radiofoniche più apprezzate della capitale, a chiudere senza preavviso la seguitissima trasmissione “Ouverture” di David Gramiccioli, una rubrica di informazione alternativa che trattava numerosi argomenti normalmente ignorati o travisati dall’informazione ufficiale e che ospitava spesso esponenti di spicco della controinformazione sul web. Una chiusura che ha arrestato l’importantissima opera di approfondimento e informazione su temi sensibili come le cure alternative per il cancro, la verità sull’undici settembre, la pericolosità dei vaccini, la corruzione che affligge le istituzioni, i casi di pedofilia e la geoingegneria criminale clandestina. Una chiusura che è giunta, non a caso, proprio in una fase di grande aumento degli ascolti grazie alla diffusione delle trasmissioni sul canale YouTube di Radio Ies. Un evento che ha suscitato molto clamore nel mondo della controinformazione e dell’informazione alternativa.Fortunatamente Gramiccioli ha potuto riprendere l’attività su Radio Roma Capitale con rinnovato successo e con un nuovo canale YouTube.

Tornando un po’ indietro nel tempo, voglio citare anche le clamorose dimissioni di Maria Luisa Busi da conduttrice del TG1, avvenute nel maggio 2010 con la contestuale denuncia pubblica dell’informazione parziale e di parte, appositamente deviata e manipolata, in ossequio alla linea editoriale imposta dalla direzione della prima fonte di informazione ufficiale nazionale. Nella sua lettera aperta, la giornalista denunciò una situazione che le impediva di svolgere il proprio compito senza pregiudizio per le proprie convinzioni professionali e che comportava la scientifica vessazione dei giornalisti non allineati, puntualmente rimossi dagli incarichi ed emarginati. Una situazione in cui a prevalere era il pensiero unico, senza più spazio per il dissenso e la dialettica democratica, con deliberate azioni di discredito per indebolire la valenza delle affermazioni di chi dissentiva.

L’informazione ufficiale deviata

L’informazione deviata rende la gente deviata.


Episodi come questi hanno scoperchiato per l’ennesima volta la pentola dell’informazione ufficiale, portando in superficie l’opera di scientifica manipolazione, filtro e censura che affligge i media mainstream e che si contrappone fortemente ai valori di onestà, etica e libertà di espressione che dovrebbero caratterizzare il ruolo del giornalista e dell’informatore. Purtroppo per uno che sceglie di salvaguardare questi valori e preservare il diritto alla vera informazione dei cittadini, ce ne sono altri mille che contribuiscono a mantenere in vita un sistema marcio e corrotto grazie alle loro piccole azioni quotidiane, anteponendo l’interesse personale a quello collettivo.

La professione del giornalista, infatti, non può essere ritenuta un lavoro come tutti gli altri, bensì una vera e propria missione al pari, ad esempio, di insegnanti, medici, magistrati, forze di polizia, politici e governanti. Una missione che dovrebbe avere come obiettivo la verità, il bene comune, l’evoluzione e la salvaguardia dei valori fondamentali dell’umanità. Una missione con obiettivi vitali ma che, come le altre missioni citate, viene ogni giorno tradita e rinnegata. Queste mosche bianche dell’informazione hanno dimostrato ai loro colleghi cosa voglia dire abbandonare un sistema guasto e scegliere di svolgere l’amato mestiere in altra forma, magari con meno audience, meno riconoscimenti, minore fama e una retribuzione inferiore, ma con molta più etica e infinita più dignità.

Il controllo dell’informazione è indispensabile all’oligarchia che detiene il potere per far passare tutti i messaggi appositamente confezionati per indirizzare l’opinione pubblica. A tal proposito voglio consigliare l’attenta lettura di uno splendido ed esaustivo articolo di Solange Manfredi, intitolato “La funzione della televisione” e pubblicato nell’interessantissimo blog di Paolo Franceschetti, nel quale vengono spiegati in maniera semplice e sintetica i meccanismi quotidianamente adottati nei principali mezzi di manipolazione mentale, soprattutto la scuola, la televisione e l’industria dell’intrattenimento, nonché l’obiettivo di provocare frustrazione, insicurezza e paura per ridurre l’essere umano in uno stato di totale sottomissione.

Chi scrive su canali non ufficiali, soprattutto sul web fornisce mediamente un servizio di informazione qualitativamente superiore rispetto a quello dei canali d’informazione ufficiali, con splendidi e circostanziati approfondimenti, vasta documentazione a supporto e la doverosa e puntuale citazione delle fonti. Da tempo, infatti, sul web si svolge un’importantissima opera di ricerca e diffusione della verità e, se una notizia è clamorosa, essa viene quasi sempre confezionata e presentata per suscitare il clamore e l’attenzione che merita, esattamente il contrario rispetto alla rassegnata, falsamente rassicurante e monocorde informazione dei mezzibusti sorridenti della televisione o al generale appiattimento delle testate giornalistiche.

Argomenti importantissimi, che riguardano il nostro passato, il presente e il futuro, come i crimini umanitari perpetrati da UE e FMI, i gravissimi reati di signoraggio, usura e anatocismo del sistema finanziario, gli scandali dell’industria farmaceutica, la geoingegneria militare clandestina e la guerra ambientale in atto, i falsi atti di terrorismo, le guerre d’occupazione e le false rivoluzioni perpetrate da organizzazioni criminali, la rete di pedofilia e satanismo che permea le istituzioni, i traffici di armi, esseri umani, rifiuti tossici e scorie radioattive o l’imposizione legalizzata degli OGM dovrebbero essere strillati tutti i giorni con grande sdegno all’apertura dei telegiornali e sulle prime pagine dei quotidiani.

Notizie di fondamentale importanza come l’avvento della tecnologia Keshe, il processo di secessione in atto negli Stati Uniti, l’evoluzione del concetto di sovranità individuale o la verità su spiritualità e religione, invece, non trovano alcuno spazio. Anzi, questi argomenti vengono accuratamente omessi, occultati, manipolati e negati, proponendo invece all’opinione pubblica il continuo ripetersi di notizie futili, uniformi e allineate, condite di ossequi lascivi a governanti e politici di sorta, oltre ad allegre e simpatiche rubriche di previsioni meteo che tentano in tutti i modi di occultare i gravi crimini ambientali che si svolgono tutti i giorni sulle nostre teste e intorno a noi.

I veri giornalisti

Molta gente ammira estaticamente i vari Santoro, Travaglio, Saviano o Gabbanelli, che sembrano rivelare notizie clamorose ma in realtà espongono solo piccoli e insignificanti frammenti di verità tralasciando parti più importanti e scabrose. Questa gente probabilmente dimentica che c’è un motivo ben preciso se questi soggetti vengono ammessi con regolarità a presenziare nel teatrino dell’intrattenimento mediatico deviato.

I giornalisti veri e i ricercatori della verità sono altri, ad esempio gente come Gianni Lannes, Maurizio Blondet,Massimo Mazzucco, Marco Cedolin, Rosario Marcianò, Paolo Ferraro e altri coraggiosi “complottisti” cui va la mia ammirazione perché argomentano e documentano con prove oggettive, circostanziate e grande dovizia di particolari. Gente che in alcuni casi viene accerchiata dalla magistratura, è costretta all’esilio o a vivere sotto scorta e nel terrore, quello vero, reale, tangibile. Oppure gente come Ilaria Alpi, Milan Hrovatin, Mauro De Mauro, Peppino Impastato, Franco Caddeo, Arrigo Molinari, Graziella De Palo, Italo Toni, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno, Giovanni Spampinato e Giancarlo Siani, che hanno dato la vita pur di non tradire la loro missione di onesta informazione e di rappresentazione della verità.

Coloro che invece tradiscono tutti i giorni la missione del giornalista hanno una responsabilità gravissima verso i cittadini, della quale dovranno rispondere prima o poi, se non alla giustizia, sicuramente alla propria coscienza. In quell’occasione non potranno dire di aver semplicemente riportato quello che gli era stato ordinato di dire, perché chi sceglie di far parte di questo sistema marcio e deviato non può disconoscere il grave crimine del quale si è reso consapevolmente complice e strumento.

La soluzione pacifica finale

Fortunatamente, un modo per abbattere il sistema in breve tempo e senza fare grandi rivoluzioni di piazza esiste ed è di semplice attuazione. Oggi più che mai è indispensabile uscire dal perimetro di questo sistema di informazione deviato, svincolarsi ed ignorarlo completamente, farlo collassare autonomamente nell’indifferenza e nell’oblio. Come una trasmissione viene chiusa per carenza di audience, così l’intero sistema può essere distrutto semplicemente ignorandolo. Se nessuno accendesse più la televisione, nessuno comprasse più giornali, nessuno consultasse più i siti web e i canali informativi dei media mainstream, il sistema imploderebbe in breve tempo, senza colpo ferire, senza necessità di petizioni e rivoluzioni, pacificamente e silenziosamente. Le trasmissioni televisive non avrebbero più alcun senso, le rotative farebbero le ragnatele e i giornali sarebbero utili solo per pulire decentemente i vetri.

L’indifferenza è un’arma terribile. Siamo noi che tutti i giorni concediamo all’informazione deviata di entrare nelle nostre case e nella nostra testa attraverso lo schermo televisivo, del computer, del tablet e dello smartphone o tramite le pagine dei giornali. Siamo noi che diamo il nostro consenso all’esistenza e alla sopravvivenza di un sistema ormai corroso e logorato dalla disonestà e dalla corruzione, semplicemente regalandogli la nostra attenzione, permettendogli di indirizzare la nostra opinione, le nostre emozioni, i nostri costumi, i nostri atteggiamenti, la nostra percezione della vita, dando quindi un senso alla sua opera criminale di coercizione psicologica e di sottomissione.

Lo stesso vale per il teatrino della politica e qualsiasi altro sistema con i medesimi connotati di criminalità e corruzione. L’informazione ufficiale non è altro che la cassa di risonanza del sistema complessivo: se crolla l’informazione ufficiale, l’intero sistema perde di visibilità, collassa e sparisce nel nulla.

È perfettamente inutile chiedere e sperare che un sistema così lercio si ripulisca dall’interno, esso va ignorato, eluso, dimenticato. Semplicemente non esiste più. Questa sarà quindi l’ultima volta che tratterò l’argomento dell’informazione ufficiale e chi comprenderà pienamente il senso di queste righe, condividendolo, agirà di conseguenza. Potrà sembrare solo un’utopia se si pensa che, qualche giorno fa, ben tre milioni di italiani assopiti e sottomessi hanno addirittura pagato due euro di tasca propria per votare alle primarie del PD a favore di politici che non faranno mai i loro interessi ma obbediranno ai voleri del sistema, come tutti gli altri, di qualsiasi colore e convinzione essi dichiarino di essere.

Ebbene, nonostante tutto, io credo fermamente in questa soluzione.

La centesima scimmia

La teoria della centesima scimmia, conosciuta anche come la teoria dei campi morfogenetici ed elaborata dal biologo britannico Rupert Sheldrake, suppone che quando un individuo di una specie impara un nuovo comportamento, provoca di conseguenza un cambiamento nel campo morfogenetico e la risonanza morfica, come una sorta di vibrazione, si trasmette in un tempo brevissimo all’intera specie. Il raggiungimento di una massa critica (cento soggetti nel caso della teoria) consentirebbe, quindi, di installare negli altri esemplari della specie una nuova intelligenza collettiva, per la quale il punto di non ritorno è costituito dalla soglia di consapevolezza che, una volta oltrepassata, crea un’idea così potente da poter essere straordinariamente trasmessa da una mente all’altra, entrando a far parte della coscienza di tutti i membri della specie.

Lo sforzo che mi prefiggo consiste nel raggiungere il maggior numero di menti possibile, instillando il concetto che è giunta l’ora di abbandonare il sistema dell’informazione ufficiale negandogli il nostro consenso e di evolverci come individui, passando dall’essere consumatori passivi di menzogne a ricercatori attivi di verità, quella verità che ci renderà finalmente liberi. Dobbiamo riappropriarci della capacità di pensare con la nostra testa, del coraggio di impegnarci in prima persona, della forza di riaprire gli occhi e di ritrovare la perduta identità di esseri umani coscienti e consapevoli, in grado di desiderare e disegnare un futuro migliore.

In questa operazione, potrei immodestamente e presuntuosamente considerarmi come la prima scimmia o forse la decima, la quarantacinquesima o la sessantunesima. In realtà, mi piace pensare di essere la novantanovesima scimmia, ma soprattutto mi piace immaginare che la centesima scimmia, quella che oltrepassa la soglia di consapevolezza e consente di innescare la trasmissione del concetto all’intera specie, sia proprio tu che stai leggendo queste righe.



Ettore Guarnaccia

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