"THE END"

sabato 21 gennaio 2012

”GLI ITALIANI NON VOGLIONO PIU’ FARE CERTI LAVORI”, o forse ”GLI ITALIANI NON SONO ABITUATI A FARE GLI SCHIAVI?"


SULLE NAVI COSTA : 500 DOLLARI AL MESE PER 84 ORE LAVORATIVE A SETTIMANA

E POI CONTINUANO A DIRE:”GLI ITALIANI NON VOGLIONO PIU’ FARE CERTI LAVORI”, dovrebbero dire invece:”GLI ITALIANI NON SONO ABITUATI A FARE GLI SCHIAVI”. Solo vent’anni fa lavoravi per cifre che ti permettevano una vita dignitosa, oggi, dopo vent’anni se hai la sfiga di lavorare, guadagni meno di allora, sia a livello economico che per il potere d’acquisto che un lavoro ti offre, nemmeno una casa ti paghi!

Stamani commentavo così l'articolo che segue, letto sul blog http://latanadelgufo.blogspot.com :

Ma che vergogna!!!
Pensa, io negli anni '90-'94 ho lavorato come cameriere, a terra non sulle navi e lavorando tre giorni a settimana guadagnavo un milione e seicento mila lire, anche se ho pensato di imbarcarmi perché conoscevo un signore che lavorava come cameriere sulle navi da oltre 15 anni e mi parlava di 4 milioni di lire al mese, ed in effetti quanto stava a riposo un mese per poi ripartire per sei, lui e la sua famiglia avevano un tenore di vita molto alto, vent'anni fa questo, ora la globalizzazione schiavista ci ha riportato indietro di almeno due secoli, oggi non li prendono con la forza dall'Africa gli schiavi, li prendono per il collo con i debiti da pagare e con l'illusione . . .

 Parlare 3 lingue e lavorare dodici ore per 800 euro? Ma dove cazzo viviamo? Io nemmeno mi alzo dal letto per quella cifra. Avevo una parente a Varese,  sempre a fine anni 80, che lavorava come traduttrice per una banca, tre lingue, orari umani, sempre sui quattro milioni al mese, oggi un laureato che conosce 3\4 lingue lavora con i topi al Mc Donald’s per seicento euro al mese, guardate qua: http://wwwblogdicristian.blogspot.com/2012/01/topo-nei-panini-del-mcdonalds-e-il.html

                                 Topo vivo trovato In McDonalds Hamburger Buns

 Passiamo alla Costa Crociere, le paghe ed i turni lavorativi da schiavo.

La testimonianza di chi lavora per la compagnia raccontano l'altro lato della crociera: contratti a tempo, nessun rispetto delle regole e maestranze straniere per i posti più umili

I dipendenti a bordo delle 25 navi della Costa Crociere sono in totale 18 mila. “L’80 per cento di loro ha meno di 40 anni e proviene da 70 paesi diversi”, dice l’azienda. Fatta eccezione per gli ufficiali, quasi tutti italiani e ben pagati, i membri dello staff sono per lo più giovani provenienti da Asia e da America Latina. I più numerosi sono i filippini, seguiti da indiani e indonesiani. A loro vengono affidati i compiti più umili, come la pulizia delle camere o il lavaggio delle stoviglie.

Gli europei lavorano invece a contatto con il pubblico, dall’animazione all’accompagnamento turistico. Funzionava così anche per i 1.026 membri dell’equipaggio della Concordia, tra cui c’erano 296 filippini, 202 indiani, 170 indonesiani e 144 italiani. Le condizioni di lavoro? Herbert Rodelas è un filippino di 28 anni sbarcato a novembre dalla Costa Magica. Lavora per la compagnia dal 2005 come uomo delle pulizie: “Il mio ultimo stipendio è stato di 547 dollari al mese. Lavoro in media 12 ore al giorno, sette giorni su sette”. Va un po’ meglio ai camerieri. Brijesh Patel, indiano, ha lavorato per Costa Crociere dal 2000 al 2007: “Lo stipendio iniziale era di 550 euro, ma con le mance capitava di raggiungere anche 1.500 euro”. I ritmi di lavoro? “Dalle 12 alle 14 ore al giorno, sette su sette”. Brijesh Patel è stato fortunato: il suo stipendio gli è sempre stato versato in euro. “A febbraio del 2010″, racconta Herbert Rodelas, “la compagnia ha iniziato a pagare noi extracomunitari in dollari. Con un cambio uno a uno: quindi i miei 547 euro si sono trasformati in 547 dollari”. Una perdita secca, a valori attuali, di circa 150 dollari al mese.

Proteste? “Nessuna, temevamo di perdere il posto”. Già, perché i contratti di lavoro sulle navi sono a tempo determinato, vanno dai quattro agli otto mesi. E non esistono garanzie di rinnovo. Anche gli europei non se la passano bene. Monica Lommi, 35 anni, è stata a bordo delle navi Costa come accompagnatrice turistica, posto per cui è richiesta la conoscenza di almeno tre lingue: “Lavoravo dalle 10 alle 15 ore al giorno, sette giorni su sette. Così per tutti i sei mesi di contratto. Lo stipendio? 900 euro al mese”. La legge italiana prevede che sulle navi da crociera non si possa lavorare in media più di 11 ore al giorno. Leo Gaggiano, referente unitario della Cgil per il gruppo Costa Crociere, assicura che “i dipendenti della compagnia lavorano al massimo 10 ore, ogni settimana beneficiano di una giornata di pausa e le loro paghe sono superiori a quanto stabiliscono le organizzazioni internazionali”.
Tutti i lavoratori del gruppo contattati sostengono però un’altra versione. Come Melissa Virdi, 30 anni, operatrice al front desk, compito per cui è richiesta la conoscenza scritta e orale di almeno quattro lingue: “Ero occupata sette giorni su sette, per almeno 12 ore al giorno, turni notturni compresi, e lo stipendio era di 700 euro al mese”. Come è possibile? Il trucco lo spiega una manager che per Costa Crociere continua a lavorare e perciò preferisce l’anonimato: “Ogni 15 giorni dobbiamo inserire in un modulo elettronico le ore lavorate dai dipendenti del nostro ufficio. Il programma non permette però di riportare una media superiore alle 11 ore al giorno, quindi i dati ufficiali non sono reali”.
Ecco spiegata la bella vita di chi lavora sulle navi da crociera. Gente che dorme in cabine da 6 metri quadri, da dividere in due, senza un oblò perché quelli sono riservati ai clienti. Gente che ci ha rimesso la vita davanti all’isola del Giglio. E’ così, grazie all’abbattimento dei costi della manodopera, che i clienti possono permettersi crociere a prezzi abbordabili. Anche in virtù di quei filippini bistrattati perché incapaci di parlare italiano. D’altronde sarebbe difficile trovare migliaia di connazionali disposti a ricevere uno stipendio di 500 dollari al mese per una media di 84 ore lavorative a settimana.
E infatti, nonostante la maggioranza dei clienti sia italiana, parlare la nostra lingua non è indispensabile per lavorare sulle navi della Costa. Il requisito fondamentale è la conoscenza basilare dell’inglese. Su una cosa i dipendenti tengono però a fare chiarezza: la preparazione alle emergenze. Tutti i lavoratori prima di imbarcarsi devono sostenere a spese proprie (500 euro) il Basic Safety Training, un corso di tre giorni in cui vengono addestrati alle tecniche antincendio, al salvataggio in mare e alle operazioni di primo soccorso. A ciò si aggiungono le simulazioni di abbandono nave: procedure che ogni lavoratore deve svolgere una volta iniziato l’imbarco. Sono le stesse esercitazioni che i passeggeri saliti a Civitavecchia avrebbero svolto sabato, a 24 ore dall’inizio della crociera, proprio come prevede la legge.


Altro articolo interessante sul nuovo schiavismo mondiale lo trovate su http://www.comedonchisciotte.org/site//modules.php?name=News&file=article&sid=9728
LA PRECARIETÀ SOSTIENE IL MIRACOLO TEDESCO

Noi siamo quello che mangiamo. IL CIBO CI CAMBIA DENTRO


Appunti scientifici sull'intervista a De Fez "Dalla Cina: il cibo ci  
cambia dentro" - Panorama
a cura del Dr. Giuseppe Altieri, Agroecologo

 GENTILE REDAZIONE DI GREENPLANET VI PREGO DI PUBBLICARE QUESTO MIO 
COMMENTO ALL'INTERVISTA A DE FEZ

Vorrei ricordare solo alcune cose riguardo a queste interviste dal 
taglio semplicemente riduzionista e non scientifiche

1. l'Uomo è sul pianeta da milioni di anni dove si è Co-evoluto 
"lentamente" con le modificazioni climatiche e naturali, ecologiche ed 
agroecologiche, che hanno pian piano adattato il suo DNA e quello 
degli altri esseri viventi....
..per cui è molto difficile che qualcosa di naturale gli faccia del 
male...
anche se le patate le mangiamo da pochi secoli in Europa i nostri 
antenati hanno girato in lungo e in largo il pianeta.... conservandone 
memoria nel DNA...
e se ci sono piante velenose o altri fattori di rischio abbiamo 
l'intelligenza per evitarli

2. le manipolazioni genetiche artificiali, come negli organismi 
transgenici (con geni estranei alla specie) o gli OGM da mutazioni 
indotte (con radiazioni ionizzanti, chimica mutagena e radiazioni 
ultrasoniche od elettromagnetiche, ecc) creano rapide ed ampie  
modificazioni del DNA con ripercussioni a tutto il patrimonio genetico 
nel suo complesso
...e trasferimento genico verticale (nella stessa specie) ed 
orizzontale (ad altre specie attraverso microrganismi della 
digestione, o della decomposizione nei terreni, ecc)....
  per cui la nuova varietà o razza produce nuove sostanze sconosciute, 
nuovo Rna, allergeni, tossine incognite e sconosciute modificazione di 
enzimi ecc...dalle conseguenze sicuramente pericolose, ovvero 
dannose... ma sconosciute ed imprevedibili ...
che si trasferiscono nell'ambito della specie e tra le specie, con 
danni irreversibili...
tra le cosiddette "nuove malattie"... Celiachia, Parkinson, Cancri di 
ogni genere, allergie di ogni tipo... ecc.
Lo studio cinese si riferisce in particolare a Rna modificato (che si 
forma a partire dal DNA e trasferisce le informazioni genetiche dal 
nucleo al resto delle cellule, ndr) derivante da OGM, che interferisce 
sul metabolismo naturale di chi se ne nutre... con effetti 
pericolosissimi

3. non esistono dosi di tolleranza di agenti mutageni e cancerogeni 
come Pesticidi, OGM, diossine ecc... ma solo la diversa capacità 
individuale di resistenza a tali modificazioni indotte nelle nostre 
cellule e nel nostro metabolismo (che agiscono ad es da interferenti 
endocrini a dosi infinitesimali, modificando i nostri ormoni...) per 
cui il nostro sistema immunitario continuamente agisce , ma entro 
certi limiti, nella riparazione del DNA (dove è importantissima la 
presenza di vitamine di ogni tipo e naturali, minerali, ecc, nella 
dieta che dev'essere BIO-Logica... in modo da "prevenire" le 
malattie), nella soppressione di cellule mutate o cancerogene, cos' 
come nel combattimento contro virus e altri microrganismi patogeni 
dannosi al nostro equilibrio fisiologico...
I più deboli saranno i primi a rimanere vittime di agenti inquinanti 
di sintesi e manipolazioni genetiche artificiali, con danni 
irreversibili per la propria salute...
...tra questi i bambini che oggi subiscono dosi di pesticidi molto 
superiori agli adulti essendo tarate su un corpo di 60 kg !!! ...ed 
avendo un metabolismo molto delicato in quanto in veloce 
accrescimento...
Il bambino non è un piccolo adulto (ndr)... Ed è per questo che gli 
OGM sono spesso vietati almeno nell'alimentazione per l'infanzia
LA COSTITUZIONE ITALIANA DICE CHE TUTTI I CITTADINI SONO UGUALI DI 
FRONTE ALLE LEGGI... PER CUI LE SOGLIE DI (IN)TOLLERANZA VANNO 
ABROGATE...

LA COSTITUZIONE INOLTRE TUTELA LA SALUTE E L'AMBIENTE  SALUBRE (ART 32 
E 9)  E IL PROGRESSO DELL'AGRICOLTURA NELLA CONSERVAZIONE DELLA 
FERTILITA' DEI TERRENI (ART 44) PER LE GENERAZIONI FUTURE, REGOLANDO 
L'ATTIVITA' ECONOMICA AFFINCHE' TALI DIRITTI INVIOLABILI SIANO 
RISPETTATI (ART 41)

E' ora che le norme europee e soprattutto Nazionali applichino la 
clausola di salvaguardia nazionale e il principio di precauzione verso 
tutti gli OGM e non solo sugli organismi transgenici, vietando 
l'importazione e la produzione degli stessi con tolleranza zero ed 
etichettature obbligatorie per ogni traccia di ogm negli alimenti... 
se proprio qualcuno volesse sperimentarli sul proprio corpo.

Sarebbe ora che i veri scienziati (e i giornalisti seri) si 
mobilitassero contro il riduzionismo scientifico...
...che fa male sicuramente alla salute fisica, ma anche a quella mentale
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Dalla Cina: il cibo ci cambia dentro
Inserito il 15 gennaio, 2012 - 16:27 Fonte Greenplanet

Da oggi la frase 'L’uomo è ciò che mangia' potrebbe arricchirsi di 
nuovi significati in seguito alla scoperta fatta da un gruppo di 
ricercatori cinesi e pubblicata sulla rivista Cell Biology. Chen-Yu 
Zhang e colleghi della Università di Nanjiing hanno verificato che i 
microRNA, piccole sequenze di nucleotidi, contenuti nelle piante si 
trasferiscono nell’organismo dell’uomo che le consuma e interagiscono 
con l’espressione dei suoi geni.

Nel sangue di 21 volontari si è cercata la presenza di microRNA 
derivanti da specie vegetali come il riso, il frumento, le patate e il 
cavolo. I microRNA non solo si trovano nei campioni di sangue 
prelevati, ma dimostrano di poter anche modificare le funzioni 
cellulari dei soggetti testati. Questo è risultato evidente nel caso 
di un microRNA del riso che si lega ad alcuni recettori che 
controllano la rimozione del colesterolo LDL(quello cattivo) dal 
flusso sanguigno, inibendone l’attività.

Anche se è sicuramente troppo presto per capire in che modo questa 
interazione in tutte le sue possibili declinazioni incida sulla salute 
dell’uomo, quello che è chiaro è che il cibo che mangiamo ha un 
effetto sui nostri geni. Panorama.it ha intervistato Roberto Defez, 
primo ricercatore presso l’Istituto di Genetica e Biofisica del Cnr di 
Napoli.

Dottor Defez, ci aiuti a capire la portata di questa scoperta

La novità consiste nel fatto che il micrRNA ha un effetto diretto 
sulla regolazione di geni umani, cioè incide sul loro comportamento.

Quali sono le conseguenze ipotizzabili dell’interazione a livello 
genetico tra piante e uomo?

E’ troppo presto per capire quanto il passaggio dei microRNA possa 
essere funzionale e quanto e se dannoso. I ricercatori cinesi 
sostanzialmente dimostrano che questi microRNA si legano a proteine e 
geni umani e ne influenzano l’espressione. Quanto poi questo trovi una 
reazione nell’organismo, è aspetto diverso. Dallo studio emerge in 
pratica che aver mangiato riso per alcuni millenni ha indirizzato le 
popolazioni a un certo stile, un certo metabolismo, una certa 
caratteristica.

Ma possono esserci anche influenze negative sul comportamento dei geni?

Si può intepretare la notizia in maniera allarmante o semplicemente 
dire che le abitudini alimentari di ogni popolazioni influiscono sulle 
modalità di regolazione di vari geni.

Che cosa succede se mangiamo cose diverse rispetto agli alimenti che 
abbiamo sempre mangiato tradizionalmente?

Non esiste il pedigree di quello che mangiamo. Tutto quello che noi 
italiani stiamo consumando in questo istante in stragrande maggioranza 
non viene dal bacino del Mediterraneo ma dall’America. Siamo ancora 
dei neofiti per quel che riguarda il consumo di patate, pomodori, 
peperoni, mais, soia, riso. Continuamente arrivano specie nuove. 
Abbiamo assistito allo sbarco dei kiwi in Italia, un frutto che non 
esisteva da noi fino a poco tempo fa e del quale adesso l’Italia è un 
grande produttore. I cambiamenti nella dieta avvengono continuamente.

Se tutto quello che mangiamo influisce a un qualche livello sui nostri 
geni, anche gli organismi geneticamente modificati possono avere 
effetti simili?

Non ne sarei né sorpreso né terrorizzato perché, a partire dal grando 
duro della pasta che consumiamo, le modifiche genetiche subite dai 
cibi che consumiamo normalmente sono almeno quattro volte più 
abbondanti rispetto a quelli che chiamiamo Ogm. Sono specie vegetali 
bombardate da radiazioni mutagene che causano la modifica della 
regolazione di almeno 8.000 geni. Stiamo consumando in questo momento 
più di 2.500 varietà di prodotti vegetali modificati attraverso questa 
tecnologia.
Uno stesso frutto rimane sugli scaffali dei supermercati 
per 7-8 anni, poi geneticamente cambia. Non è vero che teniamo 
cultivar vecchie di secoli, in realtà selezioniamo costantemente.

Mi sta dicendo che il cambiamento che noi tanto temiamo, Ogm inclusi, 
non ci deve spaventare?

Le spighe di grano erano altre un metro e mezzo durante la Seconda 
Guerra Mondiale, adesso sono altre 80 cm. L’abbassamento delle spighe 
è il frutto di una serie di mutazioni operate in maniera casuale al 
solo fine di ottenere una specie di grano più produttiva. Per gli Ogm 
vengono prese le stesse misure di sicurezza che si adottano con i 
farmaci, mentre quel grano non è mai entrato in un trial di 
valutazione. Lì bastava migliorare la resa e il prodotto veniva 
immesso subito sul mercato senza bisogno di validazione.

Quindi quello che mangiamo è potenzialmente tutto a rischio?

Nessuno ha mai provato la pericolosità, chessò, di una carota 
somministrandola ad animali da esperimento e valutando 500 parametri 
come si fa con gli Ogm. Se così si facesse con tutti gli alimenti oggi 
probabilmente non potremmo consumare fagioli e patate perché, se non 
vengono cotti, contengono tossine estremamente pericolose. A mia 
memoria il riso, protagonista di una delle interazioni individuate 
nella ricerca, non ha mai provvocato stragi alimentari. Ma il kiwi, 
che citavamo prima, ne avrebbe potute provocare. Ci sono classi di 
popolazione che sono pesantemente allergiche al kiwi. La ricerca 
cinese è insomma interessante e importante, ma se dovessi individuare 
seri rischi per la salute comincerei da cose più semplici.

Per esempio?

Le nostre diete ci dimostrano che noi non siamo adatti a mangiare 
tanti carboidrati e tanto zucchero. La sovradisponibilità di zuccheri 
e carboidrati sta di fatto causando l’epidemia di obesità a cui 
assistiamo.

(fonte: Panorama.it)

Letto sul blog 


lesciechimicheagenovafotodidoriano54.blogspot.com/


giovedì 19 gennaio 2012

Il povero Vaticano


by http://www.informarmy.com

All’Italia in rovina interessano i miliardi del Vaticano
di Ariel Dumont– 13 dicembre 2011
Pubblicato in: Francia

Traduzione di ItaliaDallEstero.info

 Il Vaticano, che non paga alcuna imposta, è disposto a versare allo Stato italiano il suo contributo per rimborsare il debito. Ma quanto deve pagare? Miliardi o milioni? L’unica certezza è che la Santa Sede ne ha i mezzi. Ecco l’inventario del suo impressionante patrimonio.
E’ da molto tempo che gli italiani reclamano la revisione dei Patti Lateranensi siglati nel 1929, che consentono al Vaticano di sfuggire al fisco. Ma nessun governo, ne’ di destra ne’ di sinistra, ha mai avuto il coraggio di affrontare nuovamente la questione di questa esenzione fiscale, cosa che gli costerebbe una parte dell’elettorato cattolico.
Malgrado tutto, da quando il neo governo Monti ha chiesto agli italiani « dei sacrifici » per salvare l’Italia dal fallimento, le vittime dell’estremo rigore finanziario pensano che anche la Santa Sede, nella sua infinita bontà, dovrebbe mettere mano al portafoglio.
Un gruppo appena creato su Facebook a questo proposito conta già 168.000 « amici ». In parlamento, una ventina di deputati del PD ha redatto un documento che esige l’abolizione o almeno la revisione del concordato del 1929, che il governo Craxi aveva già revisionato nel 1984 … in favore del Vaticano.
La Santa Sede è pronta a portare la sua croce
Improvvisamente, il governo di tecnici formato dall’ex commissario europeo per la concorrenza che, in un primo tempo, non ha voluto includere la Santa Sede nella lista delle istituzioni soggette ad imposta, potrebbe fare un passo indietro. Così, miracolosamente, per evitare il Calvario e la pubblica lapidazione il Vaticano dichiara di essere pronto a portare la sua croce partecipando allo sforzo collettivo.
Ma la prima carità comincia da se stessi, ha lasciato intendere il cardinale Angelo Bagnasco, direttore della conferenza episcopale italiana, quando ha ribadito che la Chiesa non ha intenzione di accettare un’abolizione del Concordato, ma al massimo una modifica dello stesso. Un modo per dire che la Chiesa è pronta a dare il suo contributo, ma senza esagerare.
La chiesa romana risparmia ogni anno 2,2 miliardi di euro di ICI e altri 4 miliardi tra IVA, IRPEF e IRAP.

115 000 immobili e 9 000 scuole
Altri tipi di vantaggi hanno fatto sobbalzare l’UE, secondo cui una parte della Curia sfrutta la sua esenzione dalle imposte per fare concorrenza alle cliniche, alle scuole e agli alberghi che pagano regolarmente le tasse. Si consideri che Bruxelles è profondamente contraria alle manipolazioni della sacrosanta libera concorrenza, non finta.
Ma a quanto ammonta il patrimonio del Vaticano? In mancanza di cifre reali – il Vaticano riesce, grazie al concordato, a sfuggire alla normativa catastale – restano le valutazioni approssimative.
L’amministrazione del patrimonio della sede apostolica dimostra di essere estremamente modesta quando valuta questo patrimonio in 50 milioni di euro.
Non solo si tratta di una cifra ridicola, ma non è neanche aggiornata, dato che ogni congregazione religiosa possiede un impero immobiliare in perenne rivalutazione.
A Roma, ogni anno vengono stilati diecimila testamenti in favore del clero. Le stime non ufficiali danno come risultato un tesoro dal valore impressionante : 115 000 immobili, 9 000 scuole e più di 4 000 tra ospedali e istituti sanitari.
I regali fiscali di Berlusconi
Solo nella città eterna, il Vaticano possiede 23 000 tra terreni ed immobili, 20 case di riposo, 18 cliniche private e 6 ospizi. A titolo di esempio, il patrimonio di Propaganda Fide, la congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, conta circa 9 miliardi di euro, ed è composto da sontuosi edifici in pieno centro a Roma, tra cui il magnifico palazzo che fa bella mostra di sè in Piazza di Spagna.

“Lasciate che i pargoli vengano a me.” Una massima che il Vaticano applica alla lettera grazie all’appoggio del governo italiano. Per fare cosa gradita alla Santa Sede, il governo Berlusconi nel 2005 aveva esentato dalle imposte tutti gli immobili che appartenevano ad istituti no-profit. Una legge che favorisce le 214 colonie estive [di proprietà del Vaticano, N.d.T.] censite dalla Federazione degli albergatori italiani, il cui fatturato annuo sfiora i 700 milioni di euro.
Business is business
Non dobbiamo dimenticare il redditizio business del turismo religioso, che fa affluire nelle casse del Vaticano 4 miliardi di euro ogni anno. Per aumentare queste cifre, moltissimi conventi e seminari sono stati riconvertiti in alberghi o appartamenti la cui vendita e locazione frutta centinaia di migliaia di euro.
Un po’ di generosità verso lo stato italiano pesantemente indebitato – si tratterebbe solo di qualche miserabile miliardo di euro – sarebbe la prova che la Chiesa, quando serve, sa restare al di sopra delle basse questioni materiali.

[Articolo originale "Les milliards du Vatican intéressent l'Italie ruinée" di Ariel Dumont]

PORCO DIO, NON VENITEMI A PARLARE DI FEDE, RELIGIONE O TESTI SACRI, IL MAIALE DEL SIGNORE FA LA SUA PORCA FIGURA IN TERRA!
E VOI PITOCHI, ( IN ITALIANO PEZZENTI) FATE ANCHE L'ELEMOSINA AL VATICANO, FURBI CHE SIETE!!!

Ricordate sempre questo

Ricordate questo discorso ogni volta che guardate la TV ed ogni volta che sfogliate un quotidiano!
letto su: http://eliotroporosa.blogspot.com
Quello che segue è il discorso che John Swinton, sembra oggi, ma è datato 1880, l’allora redattore-capo del New York Times, pronunciò in occasione di un banchetto con i suoi colleghi presso l’American Press Association:
“In America, in questo periodo della storia del mondo, una stampa indipendente non esiste. Lo sapete voi e lo so pure io.
Non c’è nessuno di voi che oserebbe scrivere le proprie vere opinioni, e già sapete anticipatamente che se lo facesse esse non verrebbero mai pubblicate. Io sono pagato un tanto alla settimana per tenere le mie opinioni oneste fuori dal giornale col quale ho rapporti. Altri di voi sono pagati in modo simile per cose simili, e chi di voi fosse così pazzo da scrivere opinioni oneste, si ritroverebbe subito per strada a cercarsi un altro lavoro. Se io permettessi alle mie vere opinioni di apparire su un numero del mio giornale, prima di ventiquattr’ore la mia occupazione sarebbe liquidata.
Il lavoro del giornalista è quello di distruggere la verità, di mentire spudoratamente, di corrompere, di diffamare, di scodinzolare ai piedi della ricchezza, e di vendere il proprio paese e la sua gente per il suo pane quotidiano.Lo sapete voi e lo so pure io. E allora, che pazzia è mai questa di brindare a una stampa indipendente?
Noi siamo gli arnesi e i vassalli di uomini ricchi che stanno dietro le quinte. Noi siamo dei burattini, loro tirano i fili e noi balliamo. I nostri talenti, le nostre possibilità, le nostre vite, sono tutto proprietà di altri. Noi siamo delle prostitute intellettuali.


Vi preghiamo di ricordare questo discorso ogni volta che accendete il televisore ed ogni volta che sfogliate un quotidiano e vi preghiamo anche di farlo leggere a quante più persone possibili perché solo la consapevolezza ci può aiutare a migliorare la situazione.


In effetti avete sentito parlare nei media mainstream della Sicilia? Non credo, si parla tanto della nave "affondata", ma ascoltate e diffondete questo video, e magari imitate, fermate la macchina.


Diffondete e imitate! Fermiamo tutto e vediamo questi farabutti nelle stanze del potere come vivono.

I siciliani si dimostrano intelligenti, perché come leggevo in questo blog è vero che:"É la gente comune che fa l’Italia, la gente semplice.Chi governa forse non ha ben compreso che senza di loro, senza di noi, l’Italia non esiste. Senza la preziosa manovalanza la società italiana si paralizza. E allora perché la si bastona con pesantissime tasse, perché le si nega la pensione e un posto di lavoro sicuro? L’economia va rilanciata, non repressa: la gente va aiutata, non spremuta come un limone e poi gettata via." Senza di noi non mangia più nessuno, non servono guerre, quelle le fanno i banchieri per interessi personali uccidono, a noi basta fermarci.

[Fonte: Richard O. Boyer e Herbert M. Morais, Labor's Untold Story, United Electrical, Radio & Machine Workers of America, NY, 1955/1979]

John Swinton pronunciò queste parole nel 1880 e la speranza che nell’ultimo secolo la situazione possa essere migliorata può derivare solo dall’affinamento delle tecniche di propaganda che, attraverso i giornali e l’ancora più potente televisione, fanno credere al popolo che esista libertà di stampa, di espressione e di informazione.

mercoledì 18 gennaio 2012

Psicopatici al potere:"Affonda una nave, affonda l'Europa..."


PSICOPATICI AL POTERE

Il dottor Kevin Barrett, nel suo Twilight of the Psychopaths, sintetizza :

 Gli psicopatici hanno svolto un ruolo sproporzionato nello sviluppo della civiltà, perché si prestano più facilmente a mentire, uccidere, ingannare, rubare, torturare, manipolare e, in generale, infliggere grandi sofferenze ad altri esseri umani senza alcuna sensazione di rimorso, al fine di stabilire il proprio senso di sicurezza attraverso il dominio.[…]
Quando si comprende la vera natura dell’influenza dello psicopatico, che è privo di coscienza, emozioni, egoista, freddo calcolatore, e privo di qualsiasi morale o norme etiche, si inorridisce, ma allo stesso tempo tutto improvvisamente comincia ad avere un senso.
La nostra società è sempre più senz’anima perché le persone che la portano avanti e che danno l’esempio sono senz’anima – letteralmente essi non hanno alcuna coscienza.
Nel suo libro Political Ponerology, Andrej Lobaczewski spiega che gli psicopatici clinici beneficeranno dei vantaggi anche in modo non violento nel corso della loro scalata delle gerarchie sociali.
Questo avviene perché possono mentire senza rimorso (e senza la presenza di quella spia fisiologica dello stress che viene rilevata dai test con la macchina della verità), gli psicopatici possono sempre dire ciò che è necessario per ottenere ciò che vogliono. Continua qui

Ho messo questo articolo in apertura per poter capire meglio il prossimo.

UE, la Prigione dei Popoli e la fine della “Concordia”


Ecco la testata del giornale EFFEDIEFFE questa mattina:

Una cosa dovrebbe essere chiara dopo il degrado di gruppo che Standard & Poors ha mitragliato contro sei Stati europei: è come un’esecuzione di massa dei tempi di guerra. Il destino greco, inverni senza termosifoni e prezzi alle stelle (nei momenti di disordine in Atene, il pane è arrivato a costare 60 euro al chilo) è più vicino di quanto ci vogliano far credere. E può accadere di colpo, senza preavviso. Un altro degli effetti perversi dell’Unione Europea si rivela in piena luce: non protegge più nessuno – salvo i banchieri o i gay.

Poi leggo su WALLSTREETITALIA:
Tutti pronti: crollo della borsa in arrivo

New York – Altro che anno della rivalsa. Il 2012 non sembra destinato ad essere ricordato in questo modo, da chi investe professionalmente sul mercato azionario, stando ai grafici. Ci sono infatti segnali chiari e preoccupanti di un prossimo ritracciamento a Wall Street, dal punto di vista dell’analisi tecnica.
Infine nel sito LUOGOCOMUNE mi imbatto in un articolo di Massimo Mazzucco sulla tragedia della Concordia:
L’affondamento della Concordia
L’affondamento della motonave Concordia era programmato. Non c’è stato nessun “incidente”, non c’è stata nessuna “disgrazia”, non c’è stata nessuna “casualità” che abbiano portato quella nave ad incagliarsi sugli scogli dell’Isola del Giglio.
Inizialmente non volevo crederci, ma le mille prove inconfutabili emerse in rete nelle ultime ore mi hanno fatto cambiare idea: l’affondamento della nave da crociera è stato un chiaro segnale da parte dei poteri occulti per indicare la fine della “concordia” europea nata – non a caso – sulle stesse acque, durante la crociera del panfilo Britannia.

La nave Concordia rappresentava esplicitamente l’unità europea, visto chei suoi 13 ponti prendevano il nome dalle 13 nazioni europee: Olanda, Svezia, Belgio, Grecia, Italia, Gran Bretagna, Irlanda, Portogallo, Francia, Germania, Spagna, Austria, e Polonia. Il simbolismo di questa scelta è evidente: i passeggeri di ciascun ponte pisciano su quelli di sotto, a cascata, e gli ultimi pisciano in mare. L’Europa deve essere unita sì, ma in senso verticale, non orizzontale. In questo modo i problemi di ciascuno diventano i problemi di tutti, e non si getta mai via niente. Inoltre, basta provocare una falla alla base della costruzione, e tutto viene giù in pochi minuti, senza che resti un solo superstite.
Lo scettico dirà che non c’era nessun bisogno di “annunciare” la fine dell’Europa, con l’affondamento della Concordia, visto che questa fine è già iniziata da molti mesi, ed è ormai sotto gli occhi di tutti.
Fessacchiotto. L’affondamento del Costa Concordia è solo la conferma definitiva di questa distruzione, ma il preavviso silenzioso era già stato lanciato nel Febbraio del 2010, quando un altro “Concordia”, molto meno noto, era stato affondato vicino alle coste brasiliane (a cercare in rete si trova veramente di tutto). E quel Concordia – guarda caso – era stato ospite del “Britannia Heritage” di Westcoast,…
… in Canada, solo tre anni prima. Come dire “noi vi abbiamo accolto a braccia aperte, ma voi state facendo i furbi, e quindi siete avvisati”. E visto che l’Europa ha continuato a fare orecchie da mercante, adesso paga il conto. Da oggi non potrete più divertirvi a pisciare uno sopra l’altro – ci hanno detto quelli dei poteri occulti – e finite in acqua tutti insieme.


Sono tante le navi ad affondare. "Che scandalo! Il capitano Sarkozy non ha voluto lasciare la nave ...", dice la vignetta pubblicata da Le Monde. Parallelismo tra la tragedia della Concordia e la perdita della tripla A da parte della Francia.
Fra l’altro, proprio ieri “Standards & Poor” ha declassato la Francia, come a rimarcare che l’affondamento della Concordia non sia stato affatto casuale. Perchè non abbiano affondato direttamente una nave francese non è chiaro, ma forse non ce n’erano a disposizione che passassero abitualmente sugli scogli per “salutare” la popolazione locale. (Bisogna anche dare un minimo di plausibilità a questi eventi, altrimenti la gente mangia la foglia. Non a caso la “cerimonia” del passaggio fra gli scogli era già stata istituita da molto tempo, in previsione del giorno – che sarebbe sicuramente arrivato – in cui si volesse rimarcare l’affondamento dell’Europa con un evento fortemente simbolico).
Ogni volta che passavano di lì il timoniere chiedeva preoccupato al capitano: “Ma scusi capitano, perchè dobbiamo continuare a fare questa cazzata immonda ogni volta che andiamo da Livorno a Civitavecchia? Davvero è per salutare gli isolani?”
“Tu non ti preoccupare – gli rispondeva il capitano, guardando lontano nella notte – un giorno capirai.”
Ma il simbolismo di questo affondamento non finisce qui, anzi ha radici secolari. “Quasi” secolari, in realtà, perchè l’affondamento del Titanic avvenne il 14 aprile del 1912, mentre quello della Concordia è avvenuto il 13 gennaio del 2012. Lo scettico fa prontamente notare che queste due date, a parte l’anno, non hanno assolutamente niente in comune.
Fessachiotto. La Concordia ha speronato lo scoglio nella sera del 13, ma in realtà il suo affondamento è avvenuto all’alba del 14. Inoltre, fra le due date intercorrono esattamente99 anni e 9 mesi: prova a capovolgere quei tre numeri, scetticuzzo dei miei stivali, e dimmi un pò cosa ti ritrovi?

D’accordo, dirà lo scettico, ma cosa c’entra comunque il Titanic? Quello fu un vero incidente in mare, provocato dalla sfortuna e dalla leggerezza del capitano. Perchè paragonarlo ad un affondamento intenzionale come quello della Concordia?
Fessacchiotto. Ma lo sai almeno chi viaggiava sul Titanic? Ci viaggiavano Benjamin Guggenheim, Isidor Straus e John Jacob Astor IV, tre importanti personaggi che si opponevano alla creazione della Federal Reserve Bank negli Stati Uniti. E lo sai quando fu fondata la Federal Reserve? Nel dicembre del 1913.
Quindi il piano era evidente: invece di far fuori silenziosamente queste tre persone, una per una, senza che nessuno se ne accorgesse, i luridi banchieri misero in piedi una complicatissima macchinazione per riuscire a farli imbarcare tutti nello stesso giorno sulla nave più sicura e inaffondabile della storia, e poi convinsero il capitano a fare di tutto per speronare un iceberg nel buio della notte, colpendo l’unico punto della fiancata dove una lacerazione di grandi dimensioni permettesse di imbarcare acqua a sufficienza da raggiungere in poco tempo la cima delle paratie intermedie, provocando così il travaso fatale.
Era tutto calcolato, questa gente non lascia mai niente al caso. Infatti, si preoccuparono persino di avvisare il marconista della California – nave che già sapevano si sarebbe trovata nelle vicinanze del Titanic, a quell’ora e in quel punto preciso dell’oceano – in modo che ignorasse i loro ripetuti segnali di S.O.S. Altrimenti rischiavano che questo piano machiavellico andasse in fumo, e che tutti i passeggeri venissero comunque salvati dalla nave accorsa in loro aiuto.
Dopodichè i luridi banchieri attesero un anno e otto mesi prima di fondare la Federal Reserve, in modo che a nessuno venisse il sospetto che i due fatti fossero correlati.
Si potrebbe andare avanti, ma la marea di stupidaggini che circolano in rete in queste ore è tale che sarebbe come pescare nella tonnara: dovunque lanci prendi qualcosa.
Attenzione però, perchè è proprio questa marea di stupidaggini che permette di coprire verità ben più profonde ed inquietanti, negandole grazie alla loro palese stupidità. Esiste sicuramente una “kabala” di poteri occulti – anzi, probabilmente più di una – che agiscono per influenzare il futuro del mondo secondo una loro agenda precisa, e sicuramente questi personaggi usano simboli e codici particolari per mandarsi messaggi a vicenda, ma pensare che questi codici – e soprattutto il loro reale significato – siano decifrabili da chiunque in modo così facile, univoco e rudimentale significa negare loro l’intelligenza stessa che sarebbe necessaria per tenere in piedi questa grande messinscena in primo luogo.
Cerchiamo di non cadere nel tranello del “tanto è tutto programmato”, perchè è proprio nel suo assolutismo indifferenziato che noi perdiamo la facoltà di ragionare, di distinguere e di valutare, e quindi perdiamo l’unica possibilità che abbiamo per arrivare davvero a capire chi e che cosa si nascondano dietro alle quinte del potere.

Massimo Mazzucco


Fonte http://www.stampalibera.com/?p=39249

http://maestrodidietrologia.blogspot.com/2012/01/e-dolce-me-naufragar-il-questo-mare.html, ancora strane ipotesi...



La vita ha un senso?


La Vita ha un Senso?
DI JIDDU KRISHNAMURTI



Io penso che dobbiamo parlare insieme di qualcosa di fondamentale importanza, qualcosa di cui ogni essere umano dovrebbe occuparsi perché riguarda la nostra vita, la nostra attività quotidiana, il modo in cui noi sprechiamo i giorni e gli anni della nostra vita.

Perché ? E a che scopo? Noi nasciamo e moriamo, e in questi anni di dolore e di angoscia, di gioia e di piacere, si perpetuano l'eterna battaglia e l'eterno sforzo di andare in ufficio o in fabbrica per quaranta o cinquant'anni, di cercare di dare la scalata al successo, di accumulare denaro, piacere, esperienza, conoscenze; e alla fine, la morte. Alcuni scienziati dicono che l'uomo progredisce grazie alla conoscenza. È proprio così? Noi sappiamo un'infinità di cose su molti argomenti - biologia, archeologia, storia e così via - ma non sembra che questa conoscenza abbia modificato l'uomo in maniera radicale, profonda. Non fanno che perpetrarsi il conflitto, la lotta, il dolore, il piacere, l'eterna battaglia di sempre per l'esistenza. Poiché noi vediamo che tutto ciò continua ad accadere in ogni paese e a ogni latitudine, di che cosa si tratta? È molto facile rispondere con una spiegazione emotiva, romantica, nevrotica, oppure intellettuale o razionale. Ma se voi mettete da parte tutte queste cose che, per quanto intellettuali dimostrano tutte una certa superficialità, io penso che si tratti di una domanda molto importante. È importante porsela ed è importante trovare una risposta personale senza lasciarsi condizionare da un prete, da un guru o da un qualsiasi concetto filosofico, senza affermare niente, senza credere in niente, senza coltivare alcun ideale, ma soltanto una profonda osservazione. In caso contrario, la nostra sarà una vita fatta di automatismi.

Il nostro cervello si è abituato a un modo di vivere mecca­nico; ora, una parte del cervello deve essere necessariamente meccanica, per quanto riguarda l'acquisizione della conoscenza e nell'uso ingegnoso di questa conoscenza in ogni circostanza della vita, in ogni azione ester­na, e da un punto di vista tecnologico. Ma la conoscenza che abbiamo acquisito - e di conoscenza possiamo accumularne sempre di più - non risponde alla domanda fondamentale: qual è il significato, in che cosa consiste la profondità della nostra vita? Noi vediamo bene che tutta l'umanità deve creare un'unità, perché soltanto così la razza umana sopravviverà fisicamente e biologicamente. Non saranno certo i politici a risolvere questo problema, non l'hanno mai fatto! Al contrario, manterranno le separazioni: da ciò traggono grandi vantaggi. L'umanità deve unirsi, è un fatto fondamentale per la sua esistenza, che tuttavia non può accadere attraverso regole, dogmi burocratici, leggi e cose del genere. Quando dunque noi osserviamo tutto ciò dal nostro punto di vista di esseri umani che vivono nel caos di un mondo praticamente impazzito - la vendita di armamenti per profitto, l'uccisione di persone in nome di un'idea, di una nazione, di un dio -che cosa dobbiamo fare? E a che scopo tutto ciò? Le religioni hanno cercato di dare un senso alla vita: parlo delle reli­gioni istituzionalizzate, propagandistiche, ritualistiche. Ma nonostante i duemila o i diecimila anni di vita, l'uomo ha semplicemente affermato certi principi, certi ideali, certe deduzioni, ma lo ha sempre fatto a paro­le, sempre in maniera superficiale e irrealistica. Perciò, se siamo seri - e dobbiamo esserlo, altrimenti non viviamo in maniera reale, il che signi­fica che non sorridiamo o non ridiamo mai - seri nel senso di un impe­gno totale rispetto al problema globale dell'esistenza, penso diventi molto importante scoprire un senso personale della vita.

Quando dunque ci chiediamo qual è il senso globale della vita, ci troviamo di fronte al fatto che il nostro cervello è prigioniero in un solco, in un'abitudine, in una tradizione, nel condizionamento dell'educazione ricevuta, coltiva soltanto conoscenza, informazioni e funziona così in maniera sempre più meccanica. Per approfondire questo problema deve regnare un grande dubbio. Dubbio e scetticismo sono fondamentali perché, rinnegando tutto quanto l'uomo ha costruito - le sue religioni, i rituali, i dogmi, le credenze che sono tutte movimenti del pensiero - producono una certa libertà della mente. Come anche gli scienziati ammettono, il pensiero è un processo materiale che non ha risolto i nostri problemi, che non è stato capace di indagare a fondo in se stesso. Essendo esso stesso un frammento, ha semplicemente frantumato tutta l'esistenza. Così, esiste questa qualità del cervello che è meccanicistica e che in certe aree lo è necessariamente; ma interiormente, nella struttura psicologica della mente umana non c'è libertà. La mente è condizionata, è trattenuta da una credenza, dai cosiddetti ideali, dalla fede. Perciò, quando si arriva a dubitare, quando si accantona tutto questo - non in maniera teorica, ma fattuale, meticolosa - allora, che cosa rimane? Abbiamo paura di farlo perché ci diciamo: "Se rinnego tutto quello che il pensiero ha creato, che cosa rimane?".

Quando voi capite la natura del pensiero - che è un processo meccanico del tempo, una misura, la risposta al ricordo, un processo che porta sempre più sofferenza, angoscia, ansia e paura all'umanità - e andate oltre, lo rinnegate, che cosa rimane?

La Libertà è il primo e l'ultimo passo. La scoperta inizia con la Libertà, senza di essa l'uomo è semplicemente una macchina.

martedì 17 gennaio 2012

Schiavi del bisogno


Il bisogno è la voglia nascosta, che porta all’attaccamento. Il bisogno del sesso, del bere, della fama, del culto, con le loro complesse cause, il bisogno dell’autorealizzazione con le sue ambizioni e frustrazioni; il bisogno di Dio, dell’immortalità. Tutte queste forme di bisogno generano inevitabilmente quell’attaccamento che provoca dolore, paura e la sofferenza della solitudine.

Il bisogno di esprimersi attraverso la musica, attraverso la scrittura e la pittura e qualche altro mezzo, provoca un disperato attaccamento al mezzo dell’espressione. Un musicista che usa il suo strumento per conquistare la fama, per diventare il migliore, cessa di essere un musicista; egli non ama la musica ma la sfrutta. Noi ci usiamo a vicenda per i nostri bisogni e chiamiamo tutto ciò con nomi dal suono dolce. Da questo derivano disperazione e dolore infinito. Usiamo Dio come rifugio, come protezione, come rimedio ai nostri mali, e così la chiesa, il tempio con i suoi preti assumono grande significato, mentre non ne hanno nessuno. Noi usiamo ogni cosa, macchine e tecniche, per le nostre esigenze psicologiche, e non c’è alcun amore per la cosa in se stessa. Esiste amore soltanto quando non c’è il bisogno. La sostanza dell’ego è questo bisogno, e il costante mutare dei bisogni e l’interminabile ricerca, da un attaccamento all’altro, da un tempio all’altro, da una delega all’altra. La tendenza ad affidarsi a un’idea, a una formula, ad appartenere a qualcosa, a una setta, a un dogma è nella natura del bisogno, della sostanza dell’ego, e prende la forma delle attività più altruistiche. Si tratta di una copertura, di una maschera.

Il debito, la guerra e la morale della storia.


Oggi voglio aprire con questo aforisma:” La moralità è un modo di atteggiarsi che si mette in atto con le persone che si detestano.” Oscar Wilde

Perché ci parlano tanto di crisi, debito da pagare e nel frattempo non c’è giorno in cui non ammazzino nel nome della democrazia? E per uccidere sperperano i soldi delle tasse che tutti voi pagate, io non pago nulla perché non ho nulla, mia scelta personalissima. E che dire dei soldati? Ieri mattina leggevo questo articolo: http://anoldseed.blogspot.com/2011/03/lethal-warriors.html, prima si arruolano pensando chissà cosa nella loro testa, poi tornano e straziati dai sensi di colpa uccidono a casaccio, anche chi li amava, per poi arrivare a dare fine alla loro di vita. Perché ancora si arruolano questi complessati? Bisogna avere la cattiveria dentro, il marcio che ti logora, per indossare una divisa, chi è pacifico e sereno non penserebbe mai e poi mai di arruolarsi, su questo la diceva bene Bill Hicks nello spezzone tratto da uno dei sui spettacoli intitolato “I gay nell’esercito”, questo il link per chi ancora non l’avesse visto: http://www.youtube.com/watch?v=GAoOUi3_xuc. Ok, vi lascio alla lettura della nostra situazione disastrata ed ai calcoli che qualcuno s’è preso la briga di fare. Inghilterra, la più indebitata di tutti. Altro che manovra di lacrime e sangue, qui ci stanno solo prendendo per i fondelli e noi come sempre tutti zitti in uno stato di torpore e di ipnosi che di precedenti nella storia non ne ha. Altro che 2012 ed i Maya!

Buona giornata, un saluto, Dioniso777


Per chi mi dice che sono pessimista, se paghi le tasse, guarda cosa fanno con i tuoi soldi, eccolo!


Interesse calcoli per il pagamento

“L’Iran sta cercando di sviluppare un’arma nucleare? No.”
Leon Panetta, Segretario alla Difesa degli Stati Uniti
1. Qualcuno su un blog ha fatto questo esercizio si calcolo: Se quantifichiamo il debito pubblico a 2.000 miliardi di euro e assumiamo un tasso d’interesse del 7% e infine usiamo come unità di misura temporale la "generazione" (convenzionalmente un intervallo di 25 anni), ecco le rate per estinguere il debito:
Con rata annua di 172 mld: 1 generazione (25 anni - esborso totale: 4.290 mld)
Con rata annua di 145 mld: 2 generazioni (50 anni - esborso totale: 7.246 mld)
Con rata annua di 140 mld: 6 generazioni (150 anni - esborso totale: 21.000 mld).
E' evidente che noi non possiamo pagare il debito. 
Ma non lo può fare la Grecia (forse dichiarerà il default tra tre settimane a meno che la Merkel riveda tutta la strategia della Germania, ovvero tutta la strategia dell'euro e della BCE, cioè anche nostra, nel senso preteso dagli anglosassoni).
Non lo possono restituire la Spagna, il Portogallo e la Francia.
Meno che meno la sdegnosa Gran Bretagna (che tra debito privato e pubblico arriva a oltre il 280% sul PIL, altro che noi che arriviamo fra tutti e due a circa il 246% contro una media europea del 260%, e con una ricchezza privata ben maggiore).
Non gli USA, che infatti dal 1971 pagano i loro debiti direttamente con le bombe atomiche, cioè con la loro politica di potenza necessariamente in coartata espansione.
Ma non lo può fare probabilmente nemmeno la Germania, specie se i Paesi su cui ingrassa (cioè l'Europa del Sud) verranno ridotti a scheletri.
Sì, d’accordo. In realtà l’importante sono gli interessi. Ma a patto che si possano pagare all’infinito. Altrimenti la restituzione del capitale diventa decisiva.

2. L'anno dei Maya della finanza globale si caratterizza dal fatto che nel 2012 dovranno essere rifinanziati titoli di stato per 11.550 miliardi di euro, pari ad un sesto del PIL mondiale. Le banche europee hanno in scadenza titoli propri per 800 miliardi. Inoltre ci sono le scadenze dei titoli delle aziende: quasi 800 miliardi nella sola Europa. E ovviamente quelle delle banche americane e asiatiche. La morale è che serve quasi un quarto del PIL mondiale per fare fronte a questa necessità finanziaria.
Ovviamente se il debito aumenta serve geometricamente di più. Ecco perché non è un caso se la data fatidica per la manovra lacrime e sangue non era il 2011 né il 2013 ma proprio il 2012 (ed ecco perché gli Italiani nati nel 1952 sono così sfigati).
E, come dovrebbe ormai essere evidente a tutti, che Berlusconi sia caduto proprio allo scadere del 2011 e che al suo posto Mario Monti sia subentrato just in time ed ex officio - leggi Napolitano su input di Merkel, Obama, Bilderberg, Trilateral, Goldman Sachs, Macchia Nera e Banda Bassotti - non è un caso nemmeno quello.
Era inevitabile, tutto previsto dagli astri della Haute Finance. Con buona pace di quei tapini alcolizzati dall’antiberlusconismo che sono andati sotto il Quirinale a cantare “Bella ciao! (da figlio di partigiano, ogni volta che ci penso mi viene l’orticaria - è più forte di me).
Ma non è solo un problema nostro. Come dicono le cifre, il 70% del debito pubblico è composto da emissioni di Giappone e Usa. Tokyo ha bisogno di rinnovare 3.500 miliardi, Washington 4.500.
Noi però facciamo la nostra porca figura con oltre 350 miliardi di titoli del debito pubblico in scadenza. Per quanto riguarda il debito privato abbiamo in pole position Unicredit con 30 miliardi in scadenza, Intesa San Paolo con 24 miliardi, e tra gli industriali Telecom, con quasi 8 miliardi di dollari e Fiat con 1,25 miliardi (al 9,25%).
La Francia può vantare la Bnp Paribas con 270 miliardi di dollari e in complesso ha il 50% dell’esposizione a breve di tutta la UE. Ma non basta: il sistema bancario francese è molto esposto sui titoli pubblici italiani: nel capitalismo tout se tient, nell’espansione e nel disastro.
Ci penseranno le lotte di potere a decidere chi ci guadagnerà e chi ci perderà. Perché se sistematicamente tout se tient, non è vero che i capitalisti siano solidali tra loro nella buona e nella cattiva sorte: loro non si sposano mai con nessuno, al massimo vanno ad escort.
Non è quindi una gran sorpresa che la Francia sia stata declassata da Standard & Poor’s. Si aspettava solo l’OK politico. Perché la Francia dopotutto è stata la punta di diamante della guerra alla Libia. E molte altre guerre bisognerà ancora fare.

3. Per non far collassare il castello di carte occorre da una parte ridurre i debiti e dall’altra immettere denaro fresco nel sistema. Questo vuol dire che il ritrovato asse Parigi-Berlino deve andare a farsi fottere. E’ meglio un asse Roma-Parigi o una nuova troika Roma-Parigi-Bonn, con la prima che, fustigata sul sedere, ha il mandato obamiano di far cambiare le idee alla terza e la seconda che fa da “traduttore simultaneo” tra le altre due, ovvero media.
Ma la mediazione non deve diventare una lungaggine.
Se la Francia viene declassata, gli attentati a Damasco aumentano e le operazioni in Siria sono destinate ad aumentare e a cambiare di qualità, scala e intensità. Assad lo ha capito benissimo e cerca di fare quel che può. Ha appena annunciato un’amnistia generale. L’esperienza della Libia dice però che questo è l’inizio della fine, perché i tagliagole fondamentalisti liberati da Gheddafi su promessa di rinunciare alla violenza andarono subito a farsi armare dall’Occidente e dai sui sicari. La situazione in Siria è diversa, di sicuro. E la Russia stavolta probabilmente non ha intenzione di concedere una no-fly zone sulla Siria.
Ma ricordiamoci che di là, cioè di qua, da noi in Occidente, tra i potenti regna la disperazione. E questo fa paura.
Il tempo per loro stringe, e prima che qualcuno dica alla Haute Financemondiale e ai poteri territoriali in simbiosi con loro: “Vedo”, si potrebbe pensare alla mossa pazza-arrogante-disperata del dottor Stranamore. Laguerra con la sua “distruzione creatrice”. E innanzitutto distruzione dei “libri mastri”, come dice Giulietto Chiesa, ad esempio grazie al probabile collasso dell’economia globale conseguente alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Per non considerare il forte rischio di allargamento mondiale del conflitto.
Altro che blitz della Finanza a Cortina! Qui al posto del registratore di cassa faranno trovare il fallout radioattivo.
Allo stato maggiore russo c’è ormai la rassegnazione di assistere entro l’anno ad una guerra atomica presso i propri confini, senza poterci fare nulla.
Prima però l’Occidente dovrà neutralizzare la Siria. Lo farà creando caos e indebolendo Assad e gli Alauiti fino al collasso. Detto incidentalmente, dato che gli Alauiti proteggono da sempre il 10% cristiano della popolazione, possiamo aspettarci qualche bel pogrom da questo indebolimento o addirittura espulsioni di massa. La Santa Sede però non alza nemmeno un sopracciglio. Qualcuno vedeva nell’antirelativismo di Ratzinger una sorta di argine filosofico al relativismo nichilistico del capitalismo. Filosoficamente quadrava. Ma materialmente - sempre questo materialismo tra i piedi! - mi sa tanto che sulla filosofia ha vinto un probabile agreement tra la finanza cattolica e quella anglosassone. Così, a naso. Perché le cose segrete non le sapremo mai, o le sapremo troppo tardi. Intanto al Vaticano, Monti continua a non far pagare l’ICI.
In compenso la stessa logica che lo ha spinto a iniziare il massacro sociale lo spingerà a mandarci in guerra con gli alleati contro l’Iran. Lo faremo, in un modo o in un altro. Quanto meno perché, se non mi ricordo male, facciamo parte integrante della struttura d’attacco Bataan Expeditionary Strike Group, che nemmeno dipende dalla NATO ma direttamente dal Comando europeo degli Stati Uniti (fu un regalo Prodi-D’Alema).
Esagerazioni?
Beh, la Libia sta ancora fumando. Altro che esagerazione.
E il generale statunitense Wesley Clark giura che la tabella di marcia con Yemen, Somalia, Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, Libano e Iran, l’ha letta veramente al Pentagono. E poi, se ci ricordiamo del Patriot Act di Bush jr, dovremmo sapere benissimo che negli USA, come in tutto il mondo, quando si va alla guerra bisogna premunirsi contro i “nemici interni”. Ecco perché il 2 gennaio di quest’anno il democratico Obama, il leader nero che tanto ha fatto sognare la nostra sciagurata e irresponsabile sinistra, ha firmato il famigerato National Defense Authorization Act, che sospende le libertà civili e consente la “detenzione a tempo indeterminato degli Americani”, come ricorda Michel Chossudovsky.
Á la guerre comme á la guerre.
Dobbiamo aprire gli occhi e scongiurare in ogni modo questa sciagura mondiale.

Piotr (Пётр)
Fonte: www.megachip.info
Link: http://www.megachip.info/tematiche/guerra-e-verita/7517-finanzmilitarismo.html
16.01.2012

lunedì 16 gennaio 2012

Profezie?



Una cosa è certa, la frase seguente non è una profezia:

Gli avvenimenti attuali determinano le tendenze future. I semi di domani vengono piantati negli avvenimenti sociali e politici di oggi.

Per quello che sappiamo, sempre per chi si vuole informare, gli altri guardino la televisione, le partite e scherzino tra loro sulle cose sceme della vita, ma, per i pochi che si informano con l’andamento odierno possono tutti essere dei veggenti se apprendono i segnali, i sintomi della malattia capitalista. Anch’io posso diventare veggente se fumo 4 pacchetti di sigarette al giorno e dico che morirò prima dei settant’anni, sarebbe un miracolo accadesse il contrario!

Lo stesso vale per la nostra economia “tossica”, la cara Merkel dice che Monti fa dei grandi passi, però veniamo declassati, anche un deficiente capirebbe che c’è qualcosa di molto losco dietro ad una manovra simile. E poi chi sono questi “incontrollati ed intoccabili” che declassano?

 Che siano forse speculatori in borsa? Ma proprio forse???

Che hanno a che fare con lo stato, le leggi, la costituzione, queste agenzie di rating in mano a privati che con una sola speculazione in borsa guadagnano più di tutti i lavoratori italiani messi assieme? Facile a questo punto fare previsioni, non credete? Nel 2012 non accadrà nessun evento raro o apocalittico, saranno questi pazzi schizofrenici che si credono una razza ariana, esiste ancora molto forte il senso di appartenenza ad una razza prescelta, superiore, il nazismo non è mai morto, lo dico sempre, si è solo trasformato in qualcosa di ancora peggiore, nonostante sembrasse impossibile che ci fosse un opzione peggiore del terzo reich. Al peggio non c’è mai fine.

Dioniso777

Siamo così CATTIVI?


Perché siamo così CATTIVI?

Diciamoci la verità: a noi del nostro prossimo non ce ne fotte nulla.

State passeggiando per il centro della vostra città. Vedete a una decina di metri un senzatetto che chiede l'elemosina. Che palle. Sperate che non la chieda a voi. Cinque metri. Il senzatetto vi guarda negli occhi. Voi distogliete immediatamente lo sguardo. Un metro. "Mi scusi ha un euro per cortesia? Ho fame". Fate un cenno con la testa senza guardarlo e lo superate. A questo punto potreste pensare "cazzo, quell'uomo non ha neppure i soldi per mangiare.. Avrà pure freddo. Sarà umiliante chiedere l'elemosina? Forse è disperato. Potrei aiutarlo. Ho visto nei suoi occhi tristezza e rassegnazione.. Se nessuno lo aiuta.." Invece no.
"Sta arrivando una ragazza in minigonna, wow!" Appena superato il "pericolo senzatetto" quell'uomo non esiste più.

Uscite dal tabacchi delusi per non aver vinto 5 mila milioni di euro al gratta & vinci. "Daniele!"
Chi è? Vi voltate; è Paolo, un vostro vecchio amico. "Toh, Paolo! Ciao!" "Ciao Daniele, come stai?" "Bene grazie, ora stavo tornando a casa, e tu? Tutto ok?". L'espressione di Paolo cambia. Che succede? Diventa triste. inizia a singhiozzare e poi esplode a piangere mentre vi abbraccia. "Noo! Non è tutto ok! Ho bisogno di aiuto.. Mi ha lasciato.. Adesso sta con un altro ed io sono rimasto a casa da solo! Lei.. blablabla".
Potreste pensare "ma povero Paolo! Ora gli offro una birra e lo faccio sfogare un po'. Guarda come si è ridotto, ha proprio bisogno di una spalla.." Invece no. "Ma porca di quella troia! ma tutte a me capitano? Non potevo comprare un altro gratta & vinci così lo avrei evitato? ed ora? Come faccio ad andarmene?"

Finalmente siete a casa. Vi sedete sul divano e vi rilassate. Aaah! Accendete il televisore. Una pubblicità progresso sulla fame nel mondo "..ogni 3 secondi un bambino muore di fame..". Potreste pensare "COSACOSACOSA?? ogni 3 secondi COSA??" Incazzati uscire per strada e spaccare tutto, così, per la rabbia. Invece no, cambiate canale. E' una reazione meccanica. Bimbi neri su sfondo giallognolo attivano questo automatismo. Il gioco dei pacchi. Ok, questo sì, va bene. Avete appena spento il cervello che "toc toc" bussano alla porta. potreste pensare "Oh, qualche mio amico ha sentito il bisogno di venirmi a trovare.. che cosa dolce!" Invece no. "Che palle! Ma chi è che rompe adesso?"

Perchè ci comportiamo così? Siamo cattivi? Forse no. Forse siamo troppo vicini. Che significa?
Provo a spiegarmi...

Immaginate di vedere per la prima volta un senzatetto. Non ne avete mai visto uno. Per la prima volta vedete un uomo disperato, infreddolito e affamato che violenta la sua dignità chiedendovi un euro.glielo dareste? Probabilmente sì.

Immaginate di sentire per la prima volta la storia di un vostro vecchio amico che ha problemi di cuore e soffre come un pazzo. Nessuno mai vi aveva esposto un problema del genere. lo stareste ad ascoltare? Probabilmente sì.

Immaginate che non vi venga mai a trovare nessuno, mai. Bussano alla porta. Andreste ad aprire super felici che qualcuno vi sia venuto a trovare? Probabilmente sì.

Questo è il punto. Il mondo prima non era così; le persone vivevano in campagna a diversi km l'una dall'altra. Non c'erano macchine, strade e illuminazione, non si doveva lottare per attraversare una via con centinaia di persone che passano a destra, sinistra, sopra, sotto. Qualcuno ti urta "..e stai attento, stronzo!" Non si prendevano autobus stracolmi, non si faceva la fila alle poste. Non si faceva a gara per tra gli scaffali di un supermercato per comprare l'ultimo televisore in offerta.

L'uomo è sì un animale sociale ma forse così è troppo.

Noi abbiamo bisogno dei nostri spazi. Le città non sono adatte per la vita umana o meglio, non sono adatte per le relazioni umane. Noi non sappiamo chi vive nell'appartamento di fronte. Noi non sappiamo chi è che urla nel piano di sotto e non vogliamo saperlo. noi non vogliamo chiacchierare con uno che incontriamo per strada, non vogliamo neanche guardarlo negli occhi.

Questa alta densità di esseri umani nei centri urbani porta inevitabilemte all'indifferenza verso tutto e verso tutti. ..e l'indifferenza verso il prossimo equivale alla cattiveria. Ci abituiamo a qualsiasi cosa e niente ci fa più effetto.

Non siamo cattivi però ci diventiamo. Perché non siamo fatti per vivere così ma possiamo continuare a provarci. Fisicamente tutti vicini vicini, e mentalmente tutti in universi differenti.

LKWTHIN

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