"THE END"

sabato 11 febbraio 2012

Dormite sonni tranquilli

Facciamoci quattro risate, ma riflettiamo per favore.

La dolce sobrietà del signor monti


Ecco chi è la CHIESA. Leggere per credere.


La prima forma di globalizzazione, di corruzione e mafia, quindi la più potente è da un paio di millenni al potere, predicano molto bene, ma vediamo come razzolano?

Primo esempio: 

Treviso, senzatetto si rifugia in convento, frati chiamano polizia

Gli oltre sei miliardi di euro che ogni anno escono dalle casse pubbliche per entrare in quelle della Chiesa hanno ben poche giustificazioni, tanto che anche gli apologeti del mondo cattolico finiscono per trovarne una sola: il bene che la Chiesa farebbe alle fasce più sfortunate della società. Ripeterlo è quasi un dogma, per i mezzi di informazione italiani, ma poi arrivano anche le plateali smentite. Per esempio da Treviso, dove una senzatetto sessantenne, alle prese con una temperatura di sette gradi sotto lo zero, dopo essere stata rifiutata da tutti i centri di accoglienza, si era rifugiata con cartoni e coperte nel cortile del convento dei Carmelitani Scalzi. I quali, scrive Il Corriere del Veneto, hanno subito chiamato la polizia. La quale ha accompagnato la donna al caldo, nella sala d’aspetto approntata presso la stazione dai volontari organizzati dal Comune.
Secondo esempio:
VOLEVO FARMI SUORA UN PRETE SI E' FATTO ME

9 febbraio 2012 - La terribile storia di Emanuela Violani in un libro verità sulle violenze ecclesiastiche
Lasciata sola, da tutti. Violentata per anni da un sacerdote, dal quale voleva soltanto un po’ di sostegno, di compagnia, magari qualche abbraccio. E lui, invece, voleva da lei soltanto sesso, rubato nei cimiteri o nei letti delle canoniche. Emanuela Violani è uno pseudonimo, e nel libro intitolato “Diario Segreto dei Miei Giorni Feroci”, riportato in stralci da Marco Politi sul Fatto Quotidiano, racconta la sua storia quotidiana di violenze, durata cinque anni, in un paesino di campagna: [...]
fino a quando si è ribellata, ma allora era troppo tardi. E pensare che da giovane si voleva fare suora.
VIOLENZA IN CHIESA – Ragazza fragile, in una famiglia che non le dava l’affetto che sentiva di meritare, Emanuela ha fatto presto a cercare sostegno altrove.
H o iniziato a fare direzione spirituale quando avevo 18 anni e la storia è iniziata quasi subito. Il don aveva capito il mio punto debole, la carenza d’affetto e, piano piano, lavorando sulla mia psiche fragile, è riuscito a mettermi in testa che l’amore, l’affetto, è un bene che si può vendere e comprare. La nostra frase era “Cinque minuti di quello che vuoi tu in cambio di cinque minuti di quello che voglio io”. Io volevo solamente sfogarmi, parlare dei miei problemi ed essere abbracciata, volevo essere messa al centro dell’attenzione, cosa che non accadeva mai nella mia famiglia. La prima volta è stato così. “Ti porto in camera, ci sdraiamo sul letto così ti abbraccio meglio”. Ero talmente inesperta che non avevo mai visto un pene in vita mia, non sapevo come si facevano certe cose, ma poi ho dovuto imparare per forza. Stavamo su quel letto, c’erano volte in cui io dovevo semplicemente stare ferma e lui mi ravanava dappertutto e volte in cui si sedeva sul mio collo e io avevo paura di soffocare. In camera sua c’era un crocifisso di legno pesante, proprio sopra il letto. Io avevo il terrore che quel crocifisso potesse cadermi in testa. Poi lui si rivestiva in fretta, mi buttava i vestiti e mi diceva di andarmene, aveva fretta di liberarsi di me.
Emanuela, alcoolizzata, divenne facile preda del famelico giovane prete.
Era prete da poco. Ogni tanto andavamo al parcheggio del cimitero ed era sempre la solita storia: ho dovuto pagare tutto quello che mi ha dato. Ogni tanto mi portava al cinema o a mangiare una pizza. Io ero contenta perché non uscivo mai, solo che poi al ritorno andavamo a finire sempre in qualche parcheggio isolato e lì non mi doveva abbracciare per cinque minuti, dovevo subito iniziare. Per due anni mi sono ubriacata quasi tutti i fine settimana e quando non bevevo, andavo dal don perché avevo bisogno di riempire il vuoto della mia anima. Capivo che lui mi stava usando, ma io volevo stare con qualcuno. Ho anche avuto disturbi alimentari, mi nutrivo quasi esclusivamente di latte e nell’estate 2003 sono arrivata a pesare 41 chili. Era agosto, faceva caldo, stavo talmente male che non mi interessava della mia verginità, avrei dato tutto pur di essere presa in braccio e coccolata per qualche minuto, ma quando mi sono accorta che faceva sul serio, mi sono spaventata, ho iniziato a sentire male e gli ho detto di fermarsi. Lui (cento e più chili contro i miei quarantuno) con una mano mi teneva ferma e con l’altra mi tappava la bocca, poi ricordo il sangue, un “vaffa n c u l o ” detto da me e un “lo volevi anche tu” detto da lui. Ci ho messo un anno a capire che cosa mi era successo veramente, ho capito che razza d’uomo era solo quando ci siamo rivisti dopo diversi mesi e mi ha sbattuta fuori casa perché non volevo fare porcate con lui
DOLORE E DISPREZZO – Non che gli altri sacerdoti a cui si è rivolta per trovare sostegno le abbiano dato una qualche tipo di mano, o di aiuto: solo odio, solitudine e disprezzo.
Mi sono confessata da don D. Ho detto che avevo commesso un solo grande peccato: “Atti impuri con un prete” e lui mi ha detto cose orribili, mi ha detto che io ero il demonio sulla terra, che se quel prete dava la comunione dopo essere stato con me rovinava la sua comunità. Ero lì in ginocchio in quella chiesa scura con un pretino anziano che mi faceva cadere addosso dei massi enormi e non sapevo come difendermi. Non voleva darmi l’assoluzione , ma poi si è convinto e mi ha detto di non rifare più certe cose. Io sono uscita dal confessionale di corsa perché lui voleva vedermi, facevo fatica a stare in piedi, facevo fatica a parlare, ero sbiancata.
La ragazza, disperata, ad un certo punto si è anche gettata da un ponte.
Don Virginio Colmegna,che a Milano dirige la Casa della Carità, afferma di aver letto il diario di Emanuela con “fatica, disgusto e conatidi vomito”, augurandosi che il violentatore “ammantato di potere religioso” si assuma le sue responsabilità e decidadi “rompere la copertura ipocrita del silenzio”. Nel diario, Emanuela scrive di un incidente. A me ha confessato di essersi gettata da un ponte. Venti giorni dopo l’ operazione, venti giorni soltanto dopo che mi hanno aperto la testa, mi hanno ricostruita con il metallo e con le viti, mi hanno tirato fuori le ossa della faccia che erano entrate… venti giorni dopo don G. mi ha detto che non ero più buona neanche a fare pompini.
Il commento del Vaticanista del Fatto è senza appello. “Mi ha detto al telefono che per anni, dopo che si rifiutava di vedere il suo violentatore, il prete l’ha perseguitata con messaggini”, scrive Politi. “Finalmente lo ha denunciato per violenza. In Questura le hanno risposto che era passato troppo tempo. È andata dal vescovo. Il tribunale ecclesiastico doveva intervenire, ma nulla è successo. Il prete ha confessato di avere compiuto un “atto di debolezza”, ora è parroco. Le hanno proposto di versare una somma di denaro a un’associazione benefica da lei indicata. Così, per non dovere ammettere pubblicamente responsabilità, Emanuela ha rifiutato. In Vaticano l’altro giorno hanno organizzato una veglia per le vittime, ma discutono ancora se rendere obbligatorio o no che il vescovo denunci i preti criminali”.
libro :diario segreto sei miei giorni feroci

L'attacco contro il gestore del sito tanker enemy (e diverse segnalazioni)



Attacco giudiziario contro il gestore del sito TankerEnemy

La prova delle scie chimiche, l'ennesima: chi le denuncia viene censurato, vilipeso, oltraggiato e poi persino denunciato per ... diffamazione; la denuncia parte poi da gente che continuamente usa parole "ben poco gentili" nei confronti di chi, a dir loro, "crede alle scie chimiche".
Ma se la gente che parla di scie chimiche fosse davvero maniaca e paranoica, se si inventasse davvero tutto, come mai questa gente arriva addirittura a mettere di mezzo tribunali e avvocati? Se una persona "impazzita" dovesse inventarsi la storia che io collaboro coi marziani per pianificare l'invasione del nostro pianeta, andrei forse a denunciarlo per diffamazione? No, mi metterei a ridere e lascerei stare la questione! Eppure se crediamo che le scie chimiche non esistono, che sono tutte assurde paranoie, allora dobbiamo anche credere che questa gente stia mettendo in piedi tutto questo gran casino per un futile motivo
Di fronte a d una simile situazione le persone che "dubitano" o "non credono" alle scie chimiche, hanno il dovere morale di riflettere e comprendere che una simile manovra ha senso solo se il potere costituito deve a tutti i costi far tacere le voci scomode che denunciano il peggiore scempio di tutti i tempi.
Fate vedere questo video a tutte le persone "scettiche" "dubbiose", fate girare l'informazione, fatelo sapere a tutta Italia. Informate tutti i contatti e diffondete la notizia tramite le mailing list, facciamo sì che questa squallida operazione gli si rivolti contro.
A presto ci attiveremo per una campagna di sostegno anche finanziario per le spese legali. Ovviamente i soliti noti hanno preso al volo l'occasione per insinuare che siamo dei ladri, degli approfittatori, che parliamo di scie chimiche solo per avere una scusa per raccogliere soldi ... ma ormai ci abbiamo fatto il callo, e poi chi vuole tapparsi gli occhi non troverà sempre delle ottime scuse per non guardare in faccia la realtà.

Anche Valdo Vaccaro nel mirino dei disinformatori

USA:ALTRI 82 MILIONI PER LA SUPER BOMBA
.GLI STATES STANNO COSTRUENDO LA BOMBA CONVENZIONALE PIU' POTENTE MAI VISTA!



Medici scoprono la valenza antitumorale del digiuno(sebbene lo associno alla pericolosa chemioterapia)

venerdì 10 febbraio 2012

Le vergogne tutte italiane. Sembravamo ultimi, ma ora il mondo ci copia . . .


Siamo proprio italiani!

Cazzo, se lo siamo. Premetto che Travaglio come Grillo mi hanno deluso, li consideravo più indipendenti, cerca e ricerca, scopri che entrambi sono venduti, uno non parla di signoraggio e alle domande di un giornalista risponde fatti i cazzi tuoi, l'altro lavora per la casaleggio associati, (se non sapete chi è QUI ve ne farete un idea), ma ogni tanto, nonostante tutto ciò, qualcosa di giusto e soprattutto divertente lo dicono. In questo video mi sono sbellicato dalle risate, Travaglio per via di dialettica è imbattibile, comunque si dice ridere per non piangere sia chiaro, hahaha, dalle stravaganze del nostro mondo politico e degli intrallazzi che questo riesce a tenere in piedi nel silenzio ottuso del nostro popolo, italiani...


 poi lascio a voi due articoli su monti, nemmeno la maiuscola merita questa sottospecie di essere umano, due punti di vista, soprattutto è molto bella la lettera, o il video come preferite, entrambi contengono lo stesso testo, scritta da un ragazzo al mister monti. Che branco di pecoroni ignoranti vedo a questo mondo, non solo in Italia, ma in genere, chi legge più di tre libri all’anno, e poi ti chiedi ma possibile che nessuno scenda in piazza? Sono tutti troppo impegnati a lavorare per mantenere i nulla facenti che li governano, pensate che il rimorso più grande in punto di morte è l’aver dedicato troppo tempo al lavoro, da un infermiera australiana che ha assistito alla morte più di qualche volta evidentemente, qui il testo per intero dell'intervista. E poi la gente ha tanto paura di morire? Ma perché se in fondo vivete per gli altri? Cosa perdete davvero se morite? Il tempo . . . già Socrate 2500 anni fa lo diceva, come Seneca, vendiamo e pretendiamo soldi per qualsiasi merce, ma del bene più prezioso che possediamo, il presente, il nostro tempo, questo no, lo cediamo senza darne un valore, quando è l’unica cosa di cui siamo veramente padroni. 
Poi Marco Cedolin, il corrosivo, nel secondo pezzo, ci spiega molto bene il perché nessuno scenda in piazza, perché come le pecore hanno bisogno di un pastore e di un cane che le guidi, il popolo ha bisogno sempre di qualcuno che lo indirizzi, da soli non sanno cosa fare, smarriti nel labirinto della vita e del mondo così funesto. :-)
Buona lettura e buona giornata a tutti.

Dioniso777

Lettera a mario monti, il video


Il testo:

"Io non sono un tipo che si abitua, Mario.
Sarà che sono fatto male, che ho dei problemi... ma non mi abituo.
Sarà che son strano e il calcio non m'interessa. Non mi interessa il gossip e sono refrattario allo stile di vita che pubblicità e talk show cercano velatamente di iniettarmi nelle vene.

Certo, ho altri interessi... molto strani e socialmente poco rilevanti come la musica, la scrittura, la poesia... e l'attivismo. Sì, lo ammetto, sono colpevole: mi informo e faccio informare gli altri. Su che cosa? Su tutto quello che i media tacciono e che distorcono. E devo essere sincero: c'è tanto materiale!

Tornando a noi, Mario... non ti dispiacerà se ti chiamo Mario... E non "presidente" o magari "onorevole". Il fatto è che io non ti ho votato e quindi non sei il mio presidente. Lo sarai di chi ti ha votato, ma non mio... ah, scusa, nessuno ti ha votato, dimenticavo. E per quanto riguarda l'onorevole: io non uso quella parola. Ma, se la dovessi usare, la userei per qualcuno che ha dimostrato onore. E tu non rientri nella lista. Tornando a noi, dicevo, io non sono un tipo che si abitua, ma sono un tipo che nota le cose. Vedi, ci sono degli animali che per attaccare la preda si avvicinano molto lentamente per non essere notati e poi la azzannano. Lo fanno per sopravvivere, per necessità. Gli uomini, alcuni uomini, pur non agendo per necessità, riescono a fare "di meglio" perché sanno parlare e sanno fingere. Quindi ci sono uomini potenti che per ottenere quello che vogliono hanno imparato che non si può piegare un popolo usando la forza. Altrimenti questo, a lungo andare forma delle resistenze. Allora si ricorre a mezzi un po' più subdoli: li si fa abituare. Passo dopo passo: una carezza oggi, un buffetto domani, uno schiaffetto più in là... magari ci si inventa qualcosa che li convinca che è per il loro bene, che è necessario... una guerra, un attentato terroristico, una crisi economica... e magia! Ti ritrovi a spezzargli la schiena senza che loro battano ciglio... anzi magari ti ringraziano pure.

Come ti dicevo io non mi abituo. Non mi abituerò a uno Stato governato da una persona che nessuno ha votato. Non mi abituerò ad accettare come Presidente del Consiglio una persona che lavora per delle oligarchie occulte come il gruppo Bilderberg. Non mi abituerò mai ad accontentarmi con un sorriso a denti stretti della miseria che ci fate piovere dall'alto perché so che la ricchezza e la miseria di cui parlate non esistono: sono le persone a dare valore alle cose, non il contrario. So che ci sono abbastanza risorse per tutti, in Italia e nel mondo, ma che la finanza e l'economia che vi siete inventati ci giocano su perché tutto finisca nelle mani di pochi, mentre tutti gli altri rimangono ad azzannarsi nell'arena sanguinaria ma politicamente corretta chiamata mercato. Non mi abituerò a un'Italia fatta a pezzi con la scusa delle "Privatizzazioni necessarie" perché so che in realtà è una svendita, un ricatto per ripagare il debito colossale e inestinguibile che voi avete contratto con dei banchieri privati. Loro sono furbi non vogliono soldi, vogliono le nostre istituzioni, il controllo totale. Non mi abituerò ad avere paura dei mostri di carta che avete inventato, come il terrorismo di Al Qaeda, tanto da piagnucolare protezione e arrivare a chiedere uno stato di polizia o addirittura farmi impiantare un chip sottopelle per essere sempre rintracciato. E che dire dell'essere controllato ai limiti della follia con la scusa della lotta all'evasione fiscale: so benissimo che è solo una questione di controllo e non economica perché i veri evasori non li toccate mai!

Perciò mi dispiace caro Mario, ma io, e molte altre persone come me, non ci abitueremo mai. Non mi abituerò ad essere precario, a vivere di stenti, ammazzarmi di debiti, neanche se a dirmelo sei tu con la tua faccia tosta da senatore a vita (cazzo dev'essere noioso!) il tuo stipendio da 5 zeri e le compagnie segrete che frequenti e a cui stai svendendo l'Italia. Dovresti tu abituarti ad essere precario... goditela finché puoi, vai ai talk show, sentiti con i tuoi amici al Bohemian Grove, salutami Moloch... non durerà ancora a lungo".

Cambieremo il modo di vivere degli italiani





Non era certo il caso di scomodare la prima pagina del Time, mentre sarebbe bastata una passeggiata all’interno di un mercato rionale, ma forse per la prima volta da quando esercita il ruolo di presidente del Consiglio, il golpista Mario Monti si è prodotto in un’esternazione di adamantina genuinità.
Il modo di vivere degli italiani è senza dubbio già cambiato e cambierà radicalmente nel corso dei mesi a venire, in modo molto più profondo rispetto a quanto l’opinione pubblica oggi possa prevedere.
Si lavorerà saltuariamente, poco e male, con retribuzioni talmente basse che solo qualche anno fa sarebbero sembrate fantascienza. Si continueranno a pagare i contributi Inps, senza  però più avere diritto a maturare una pensione. Si venderanno le case di proprietà (quando non ci penserà Equitalia prima di noi) per far fronte ai debiti e continuare a mangiare un paio di volte al giorno. Si pagherà la benzina a peso d’oro, ma non dovremo preoccuparcene, perché viaggeremo tutti con i taxi low cost guidati da disperati ma con il marchio Fiat, avendo dovuto vendere le nostre auto. L’obesità scomparirà come per incanto, dal momento che il desco sarà sempre più asfittico e saltare i pasti diventerà lo sport più in voga, smetteremo perfino di fumare…..perché un pacchetto di sigarette costerà come una cena al ristorante di qualche anno fa. Saremo sempre più pendolari, perché il lavoro (o quello che ne resta) necessita di flessibilità.  Faremo sempre meno figli e smetteremo di carezzare il sogno di costruire una famiglia, perché tanto i figli quanto la famiglia costano e non avremo in tasca il becco di un quattrino. Cambieremo casa ogni 4/5 mesi per inseguire il contratto a termine del momento, ma non sarà un’operazione complessa, perché dovremo trasportare ben poche cose.
Saremo un popolo ad interim che camminerà come un gambero, vivrà di precarietà e di rimpianti del passato, mentre tenta di escogitare qualche sistema per riscaldarsi durante l’inverno. Un popolo che avrà cambiato il proprio modo di vivere così radicalmente da trasformarlo anche lessicalmente in “sistema per sopravvivere”, con buona pace dell’usuraio che nel frattempo sarà tornato in banca, e pure del Time.

Ma se Berlusconi o Prodi (per citare i due personaggi che nell’ultimo ventennio hanno governato di più) avessero tirato nel corso dei loro mandati la metà delle bastonate dispensate da Monti in solo un paio di mesi cosa sarebbe accaduto?
Ricordiamo che il salapuzio di Arcore, nel 2001 rischiò una vera e propria insurrezione popolare, con gli scioperi generali che fioccavano come la neve in quel di Cesena, per il solo fatto di aver ventilato una possibile soppressione dell’art.18 e il professor mortadella ci andò altrettanto vicino a fine 2006, quando in risposta alla sua finanziaria (che altro non era se non un puffetto sulla guancia) oltre un milione di persone invasero Roma, strepitando contro le nuove tasse che avrebbero ucciso i cittadini.

Per quale ragione oggi Monti ed i suoi ministri possono permettersi di aumentare le tasse, sopprimere i diritti, mandare in rovina e pure sbeffeggiare in TV, milioni d’italiani, senza che esista nessuna seria risposta popolare ad intaccare una “pace sociale” che in Italia non sembra mai essere stata così solida?

La ragione in fondo è di una semplicità disarmante. Avete mai visto dei cittadini andare a protestare, senza essere stati chiamati a farlo da qualcuno? Che si trasse di un partito, di un sindacato, di un’organizzazione, di un movimento o di un comitato, alla base di qualsiasi protesta c’è sempre stato un soggetto che chiamava il popolo a raccolta.

Monti, prima d’iniziare la mietitura si è premurato di essere previdente ed ha comprato i favori di tutti (ma proprio tutti) quei soggetti che in qualche misura avrebbero potuto mettergli i bastoni fra le ruote. Dai parlamentari ai sindacalisti, dai giornalisti agli “intellettuali”, dai sondaggisti agli economisti, dai leader dell’antagonismo alle associazioni dei consumatori. Ogni soggetto potenzialmente pericoloso è stato cooptato, affinché si prodigasse per tenere la gente ermeticamente chiusa in casa, magari davanti alla Tv, di fronte a qualsiasi decisione venisse presa.

Silenziosi ed ordinatamente rassegnati, gli italiani (finché ne saranno in possesso) resteranno in casa, nell’attesa di una chiamata “alle armi” che non arriverà mai, inconsapevoli del fatto che l’unico cambiamento che potrebbe salvare loro la vita, consisterebbe nell’acquisire la capacità di autodeterminarsi ed invadere le piazze, senza generali ma con tanti forconi, consapevoli che si può farlo, anche senza qualcuno che li porti di peso fino là.

Apparenze e illusioni


Molto bello il testo che segue, ve lo consiglio, dovrete dedicarvi un po' di tempo perché sono tratti di un libro e non molto brevi, ma vi assicuro che ne vale la pena perché parla di tutte le menzogne che ci raccontiamo ogni giorno, per strada, ma non devo aggiungere altro, rischierei solo di rovinarlo! Titolo originale del post:

RICERCANDO LA PERFEZIONE APPARENTE



Negli ultimi tempi, ho incontrato molte di persone che devono affrontare seri problemi personali e che, nonostante condizioni molte diverse, tra loro hanno un denominatore comune. Tutti credono di vivere la loro esperienza sgradevole per colpa di qualcun altro.
Abbiamo già visto come tutti noi spesso troviamo faticosa l´accettazione dei nostri difetti e abbiamo grosse difficoltà nell´assumerci la responsabilità delle nostre azioni. Quando il risultato è positivo, arriviamo addirittura ad attribuirci il merito di gesta compiute da altri invece, quando l´esito è negativo, cerchiamo a tutti costi di negare il nostro coinvolgimento, scaricando la responsabilità su qualcun altro.

Viviamo in una società che propone di continuo l´immagine della perfezione. Persone perfette, corpi perfetti, denti perfetti. Anche le pubblicità per le creme e le lozioni per il corpo mostrano donne e uomini bellissimi, senza difetti, senza un chilo di troppo, ragazze che non sono soggette ancora ai problemi dell´età; eppure l´esteso commercio di questi prodotti prova che il pubblico condizionato dalla pubblicità, acquista anche se sa benissimo che non assomiglierà mai ai modelli presentati negli spot pubblicitari.
Sembra quasi che chi compra questi prodotti cerchi di acquistare un sogno, la speranza di trasformarsi in qualcun altro, questo indica che, in fondo, non siamo soddisfatti di chi siamo e delle nostre sembianze fisiche. La vendita delle creme è solo un esempio, ma, facendo un´indagine più approfondita, la produzione di cosmetici, la chirurgia estetica e il mondo del fitness, producono un giro d´affari di molti milioni di euro.
Quali sono le ragioni che portano a questa ricerca della perfezione?
Chi non può permettersi costosi rimedi sospira, mentre guarda le riviste di moda, immaginando di essere al posto di quelle donne e uomini fortunati. La nostra società moderna, ormai, promuove non solo la perfezione fisica, ma anche quella sociale e personale. I nostri rapporti dovranno in ogni caso apparire ‘giusti’, se non perfetti e quando non siamo in grado di presentarci al meglio, allora un´apparenza attraente basterà. Poi, quando la capacità di mantenere quell´apparenza cede per qualche ragione, cambiamo partner, divorziamo, cambiamo lavoro e amici oppure rimaniamo dove siamo, annegando in un lago di autocommiserazione, sognando qualcosa di inaccessibile, incolpando gli altri per la nostra esistenza infelice e insoddisfacente.

Finché la vita va a gonfie vele, piena d´amore, di affetto e condizioni positive, allora anche noi siamo contenti dell´immagine perfetta che presentiamo, ma quando le cose non vanno per il verso giusto voltiamo le spalle a noi stessi, spaventati dall´immagine imperfetta intravista negli occhi degli altri e borbottiamo “cosa dirà la gente? ”.
Attraverso i secoli l´essere umano ha sviluppato una società in cui l´immagine, l´apparire, è diventata una chiave d´accesso per ottenere l´accettazione sociale. I giovani lo dimostrano molto bene seguendo la moda, il trend, perché hanno bisogno di sentirsi accettati e di far parte di un gruppo. Questo perché l´essere umano è un animale sociale; anche se è costretto a seguire un sistema codificato di regole mantiene la capacità di esprimersi nella sua individualità; è costretto a seguire le regole della società a cui appartiene, ma non necessariamente gli stessi ideali.

La storia insegna che molti sono stati puniti per il loro individualismo, trucidati per le loro azioni ribelli che, in qualche caso, hanno cambiato il corso della storia. Grazie al loro coraggio, al loro idealismo e alla lotta contro la tirannia politica e religiosa, il mondo è un luogo più civile. Ma la maggioranza di noi è incapace di seguire un ideale, perché spesso non corrisponde a quello di chi vive intorno a noi, siamo congelati in un sistema sociale squilibrato, frequentemente obbligati a comportarci come impone la maggioranza, come detta la consuetudine, come fanno tutti, come agivano i nostri genitori, i nonni e bisnonni. Lo stesso punto di vista religioso e politico della tradizione familiare, la vita sociale del paese spesso sono solo un´apparenza, insieme a vari altri comportamenti adottati per pura abitudine e non per scelta. Ma le tradizioni sono veramente importanti oppure molte sono solo condizionamenti e limiti da superare?

Nelle varie culture del mondo molte condizioni sono rimaste immutate da secoli, anche in alcuni paesi cosiddetti democratici, come alcune usanze religiose relative al matrimonio e riguardo alla posizione sociale della donna. ...

giovedì 9 febbraio 2012

I figli dei ministri sono tutti "geni". Poi si legge: “la generazione perduta d’Europa” pubblicato su TheGuardian


I figli di papà lavorano a posto fisso per 500 mila euro all’anno, gli sfigati, a 3 euro l’ora che vada bene e per qualche mese, al peggio si lavora gratis e ti paghi anche le spese. Ma quindi paghi per lavorare? Si.
Il nepotismo in Italia non ha mai avuto fine, e poi tengono la faccia tosta di parlarci di meritocrazia?!??


Ma perchè i "figli di..." sono tutti dei geni e non c'è nemmeno uno sfigato... Monotoni campioni che, guarda caso, trovano sempre dei lavori di prestigio proprio "vicino a mamma e papà". Singolarità statistica o "superiorità di razza"!? O forse semplicemente i loro genitori potrebbero almeno risparmiarci le prediche in tv...!?

Eccoli:

GIOVANNI MONTI (figlio di Mario)

39 anni. A poco più di 20 anni è già associato per gli investimenti bancari per la Goldman Sachs, la più potente banca d'affari americana, la stessa in cui il padre Mario ricopre il ruolo apicale di International Advisor. A 25 anni è già consulente di direzione da Bain & company, dove rimane fino al 2001. Dal 2004 al 2009, vale a dire fino al suo approdo alla Parmalat, Giovanni Monti ha lavorato prima a Citigroup e poi a Morgan & Stanley: a Citigroup è stato responsabile di acquisizioni e disinvestimenti per alcune divisioni del gruppo, mentre alla Morgan è stato vice-president e si è occupato in particolare di transazioni economico-finanziarie sui mercati di Europa, Medio Oriente e Africa, alle dipendenze dirette degli uffici centrali di New York. La Morgan Stanley è la stessa a cui proprio papà ha liquidato due miliardi e mezzo di titoli derivati del ministero del tesoro ai primi di gennaio....

SILVIA DEAGLIO (figlia di Elsa Fornero)

37 anni. A soli 24 anni, mentre già svolgeva un dottorato in Italia, ottiene un incarico presso il prestigioso Beth Israel Deaconess Medical Center di Harvard, il prestigioso college di Boston. La figlia del ministro inizia ad insegnare medicina a soli 30 anni. Diventa associata a 37 anni, nella stessa università dove insegnano mamma e papà, nell'ottobre 2011. alla professoressa Deaglio ha certamente giovato nella valutazione comparativa il ruolo di capo unità di ricerca all'Hugef, ottenuto nel settembre 2010 quando era ancora al gradino più basso della carriera accademica, e a ridosso dell'ultima riunione della commissione di esame che l'ha nominata docente di seconda fascia. Come ormai risaputo, l'Hugef è finanziato dalla Compagnia di San Paolo, all'epoca vicepresieduta da mamma Elsa Fornero.

PIERGIORGIO PELUSO (figlio di Annamaria Cancellieri)

Appena laureato viene catapultato subito all'Arthur Andersen. Un fenomeno della natura. Da lì balza a Mediobanca. Passa poi per diversi enti e dirigenze bancarie tra cui Aeroporti di Roma (consigliere d'amministrazione), Gemina (consigliere) Capitalia, Credit Suisse First Boston e Unicredit per finire, poco tempo fa, alla Fondiaria Sai dove ricopre il ruolo di direttore generale con compenso da 500mila euro all'anno.
PS: E credete che gli altri vivano con meno? Queste sono famiglia da un milione all’anno come minimo, ma dove buttano tutti questi soldi? Voi ne avete un idea?

MICHEL MARTONE (figlio di Antonio)

Figlio di Antonio Martone, avvocato generale in Cassazione, amico di Previti e Dell'Utri e Brunetta, già nominato da Brunetta presidente dell'authority degli scioperi, ruolo da cui si è dimesso dopo essere stato coinvolto come testimone nell'inchiesta P3. Il padre lo raccomanda a Dell'Utri. Alla fine anche lui ha trovato un posto nella macchina dello Stato a Roma, vicino a papà... E che posto: viceministro! 
Il superaccomandato Michel Martone ha una carriera universitaria molto rapida: a 23 anni vince un dottorato all'università di Modena. A 26 anni diventa ricercatore di ruolo all'università di Teramo. A 27 anni diventa professore associato. Al concorso, tenutosi tra gennaio e luglio 2003, giunse al secondo posto su due candidati, in seguito al ritiro di altri 6. Presentò due monografie, una delle quali in edizione provvisoria (ossia non ammissibile); ottenne 4 voti positivi su 5, con il parere negativo di Franco Liso, contro i cinque voti positivi ricevuti dall'altra candidata, 52enne con due lauree e 40 pubblicazioni. Tuttavia fu Martone ad ottenere il posto da ordinario. A 37 anni diventa viceministro del governo Monti. 

Fonte

DI 
VIOLA CAON
 – 8 FEBBRAIO 2012PUBBLICATO IN: GRAN BRETAGNA
TRADUZIONE DI ITALIADALLESTERO.INFO

Viola Caon ha lasciato la sua casa in Italia per cercare lavoro. Ora torna a vedere come i suoi ex compagni di classe se la stanno cavando… e nella settimana in cui cifre scioccanti hanno svelato quanto la gioventù europea sia malamente colpita dalla crisi della disoccupazione, parliamo anche dei ventenni fortemente colpiti ad Atene e Madrid.
Forse essere giovani non è mai facile. Ma essere un ventenne europeo è stato raramente più stressante di ora.
Più di un quarto degli Italiani (28%) tra i 16 e i 24 anni sono disoccupati. Altri stanno facendo fatica a cavarsela con tirocini non retribuiti o lavori sotto pagati e con poca sicurezza. Il nuovo primo ministro italiano Mario Monti si è impegnato ad aiutare la generazione dei più giovani, promettendo tra le altre cose di aiutarli ad avviare nuove imprese. Ma l’austerità incombe e il futuro è incerto, persino terrorizzante per molti. Non si tratta solo dell’Italia naturalmente. La disoccupazione nella zona Euro è a livelli record. Secondo l’Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, 16,3 milioni di persone sono senza lavoro nelle 17 nazioni che si sono unite all’Euro. La storia della generazione perduta sta diventando lo scandalo di un continente. In Spagna, il 51.4% delle persone tra i 16 e i 24 anni è senza lavoro. In Grecia la percentuale è del 43%. Mentre la crisi della zona euro peggiora, sono tornata nella mia città natale, Civita Castellana, 65km a nord di Roma, per incontrare i miei compagni di scuola del liceo Giuseppe Colasanti. Michela, Maria, Elena, Elisa, Michele, Martina e io eravamo nella classe del 2005.
Quando Monti ha annunciato il suo pacchetto di austerità da 30 milioni di euro ha dichiarato: “Avremo bisogno di sacrifici”. A Civita, quei sacrifici si stanno facendo. È uno dei centri industriali più grandi della regione. Dalla fine della seconda Guerra mondiale, circa il 90% delle persone ha trovato impiego producendo sanitari e ceramiche per il bagno, per i quali Civita è rinomata. Quella che tutti ora chiamano “la crisi” è arrivata qui prima di altrove, in quanto la città ha sofferto le conseguenze della globalizzazione e la competizione con la Cina, dove prodotti simili sono fatti in modo più economico. Molte fabbriche hanno chiuso, in migliaia sono senza lavoro. La crisi del debito che è iniziata nel 2008 significa che la disoccupazione incombe anche su molti di quelli che sono riusciti a tenersi il lavoro. Poi ci sono i giovani. Salire il primo gradino sulla scala del lavoro non è mai stato facile in Italia, dove quello che conta è spesso chi conosci. Ma con la nazione che affronta l’austerità per il futuro più immediato, e con il PIL dell’intera zona euro che si prevede in diminuizione dello 0.5% nel 2012, le previsioni sono deprimenti. Pertanto incontrare i miei compagni di scuola è stata un’esperienza. La mia decisione sei mesi fa di vivere e lavorare a Londra è stata in parte dovuta all’economia. Ma come se la stanno cavando i miei compagni di scuola?

Martina Rossitto, 26 anni, Studentessa universitaria, biologia umana.
“Sto facendo un tirocinio al laboratorio per la fibrosi cistica dell’ospedale Bambin Gesù a Roma. Sono stata fortunata, in quanto lì fanno ricerca seria. Ho ottenuto il posto perché conosco uno dei dottori nel laboratorio. Non mi pagano, nemmeno le spese. Tuttavia mi considero privilegiata in quanto la maggior parte dei miei compagni di università lavora 12 ore al giorno e non ha nemmeno accesso a strumenti di ricerca basilari. In Italia, scegliere di lavorare come ricercatore è un suicidio. Il governo continua a tagliare fondi.”

Maria Francesca Zozi, 26 anni, studentessa universitaria all’Accademia delle Belle Arti
“Mi sento spesso dire che sarò una laureata inutile. Lo trovo incredibile: i governi continuano a investire in altri settori e tagliano su arte e educazione. È semplicemente assurdo. Il problema è che il settore pubblico, che include la maggior parte della nostra eredità artistica, è corrotto e insufficiente. Ho molti progetti in mente, mi piacerebbe frequentare un corso all’Accademia d’Arte di Brera, ma davvero non posso permettermelo. Lascerei la nazione se non fosse per il mio ragazzo, che dice che dobbiamo restare e lottare per un futuro migliore”.

Elisa di Pietro Paolo, 25 anni, commessa disoccupata.
“Ho cercato un lavoro appena ho finito il liceo sei anni fa. Ho trovato un posto come commessa in un negozio a Roma con un contratto a breve termine. I miei datori di lavoro rinnovavano il contratto ogni anno, finché un giorno hanno smesso di farlo. Hanno licenziato una ragazza che aveva lavorato per loro 5 anni perché aveva preso un periodo di malattia a causa di una polmonite. Dallo scorso gennaio sono disoccupata e ho fatto lavori occasionali: un campo vacanze, volantinaggio, e ora per una cosa no-profit. Il problema è che avendo già lavorato come tirocinante, i datori di lavoro devono assumermi con un contratto vero e proprio e non gli conviene.”

Michele Stentella, 26 anni, DJ e studente di scienze politiche
“Ho fatto il DJ per anni. Oltre a lavorare alcune notti in un grande club a Roma, ho anche cominciato a lavorare con un produttore. Se le cose vanno bene, potrei anche ottenere un contratto con un’etichetta importante. Ma la crisi ha colpito anche il mio settore. Sempre più club stanno chiudendo. Le persone non possono permettersi di spendere molti soldi e tutti ne risentiamo alla fine del mese. Ho un logo registrato e 4 ragazzi che lavorano con me. Spero davvero di riuscire a fare questo lavoro. Nel frattempo studio e spero che una laurea tornerà ad essermi utile un giorno.”

Michela Moretti, 25 anni, apprendista avvocato.
“Mi sono laureata in legge e ho iniziato un apprendistato in uno studio di avvocati vicino la mia città natale, Viterbo. Naturalmente, non mi pagano nemmeno le spese. Le sole persone che conosco che vengono pagate durante i loro apprendistati sono i figli degli avvocati. Vanno a lavorare negli studi dei genitori e vengono pagati. Con Monti che parla di liberalizzare le professioni, tutto è ancora meno chiaro per noi. Parlano persino di togliere di mezzo gli apprendistati. Ci sarà molta confusione.”

Elena Cirioni, 25 anni, apprendista giornalista radiofonica.
“Ho fatto un tirocinio di due anni con una radio FM locale che non mi ha mai nemmeno pagato le spese.
Fortunatamente, ho avuto un’altra opportunità con una web radio privata che mi paga le spese e mi aiuta ad ottenere una licenza da giornalista. Lavoro dalle 15 alle 20 ore a settimana e mi pagano 200 euro al mese. Il mio sogno è diventare un’attrice di teatro e spero ancora di riuscire a realizzare questa mia ambizione ad un certo punto. Il problema è che l’industria culturale è eternamente in crisi in Italia e non ci sono soldi per nuovi attori.”

GRECIA

La più grande vittima della crisi economica della Grecia è stata la gioventù, uomini e donne che non hanno mai conosciuto i tempi del boom ma che ora devono sopportare il peso di uno dei programmi di austerità più duri d’Europa. Con la disoccupazione a livelli di record massimi mentre la nazione soffocata dal debito sta passando il quinto consecutivo anno di recessione, quasi il 44% delle 907.953 persone senza lavoro è tra i 15 e i 24 anni. Per la prima volta dagli anni ‘60, il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 18,5%, secondo i dati rilasciati dall’ufficio statistico nazionale a Novembre. Quattro persone su 10 senza lavoro sono giovani, sebbene tre mesi dopo con ancora più aziende in chiusura le cifre sono certamente peggiori. Il prospetto di mancanza di lavoro e l’assenza di educazione professionale che vada a reindirizzare i nuovi disoccupati, le paure del collasso economico incombente e gli avvertimenti che ci potrebbero volere ben 10 anni prima che l’economia dei servizi ricominci appena a riprendersi, hanno spinto molti dei più intelligenti e migliori a guardare all’estero. L’esodo ha provocato una fuga di cervelli che potrebbe avere un effetto devastante sulla crescita futura della nazione. Decine di migliaia di giovani greci si crede siano emigrati oltremare negli ultimi due anni. Quasi sempre provenienti dall’élite educata, sono andati sia in altre nazioni europee sia più lontano come in Australia. Una fiera del lavoro australiana tenutasi ad Atene a ottobre aperta ad 800 persone ha attratto circa 13 mila richieste di partecipazione. I leader di comunità di Melbourne, destinazione di una simile emigrazione greca negli anni ‘50 e ‘60, sono stati invasi da richieste da parte di laureati greci.

Christos Xeraxoudis, 24 anni, chef disoccupato
“Sono uno chef di formazione e cerco lavoro da mesi. Ho inviato il mio CV a alberghi e ristoranti in tutta Grecia, ma delle oltre 50 richieste che ho fatto, ho ricevuto solo una volta una risposta. Recentemente ho cercato lavoro in Gran Bretagna, Germania e Svizzera, dove ho parenti, ma non ho ricevuto risposta. Ma sono ottimista. La Grecia aveva bisogno di cambiare. Deve essere ricostruita daccapo. Ha così tanto da dare ma in qualche modo aveva perso la strada. Siamo persino arrivati al punto di importare limoni dall’Argentina.”

Evangelia Hadzichristofi, 26 anni, designer di interni disoccupata.
“Sono disoccupata da un anno. È dura. Sono un designer di interni e la nostra industria è stata malamente colpita. Ho fatto un tirocinio al Museo Benaki (ad Atene) ma poi non mi hanno tenuto ed è stato impossibile trovare lavoro da allora. Ho cercato lavoro come segretaria, receptionist, commessa e la risposta è sempre stata ‘no’. Sono al punto che conto ogni singolo centesimo e devo appoggiarmi a mio padre che è in difficoltà egli stesso con la sua azienda. Ho appena fatto una richiesta per lavorare in Inghilterra e Amsterdam perché almeno c’è sempre l’estero.”

Giorgos Dimas, 25 anni, lavora come chef.
“Sono stato disoccupato per tre anni fino alla settimana scorsa quando ho finalmente trovato un lavoro da chef. Sono tornato a scuola a studiare da cuoco e ho imparato l’inglese ma è stato molto difficile. Nella mia mente c’è sempre il pensiero che il ristorante dove sto per andare a lavorare potrebbe fallire, visto che nessuno ha più soldi. Ma sebbene potranno volerci un po’ di anni per la mia generazione per trovare lavoro penso effettivamente che la crisi sia stata una cosa buona. In Grecia si parlava solo di lavori da pubblici dipendenti e nient’altro. Doveva cambiare. “
Report di Helena Smith, Atene

SPAGNA

Non è proprio tempo per ventenni in Spagna.
Secondo cifre della scorsa settimana, il 51.4% dei giovani tra i 16 e i 24 anni sono senza lavoro, mentre la disoccupazione totale ha oltrepassato la barriera dei 5 milioni. Questa è spesso stata definita la generazione più istruita della Spagna. È anche quella che ha le prospettive più spaventose. Sebbene sia fortunata abbastanza da ottenere un lavoro, la maggior parte, circa il 60%, deve vivere con salari bassi e con poche sicurezze lavorative. Le migliori opzioni in genere sono apprendistati o contratti temporanei che permettono al datore di lavoro di licenziare senza difficoltà. La situazione è ora critica, come indicato dall’appello del primo ministro Mariano Rajoy la scorsa settimana a Bruxelles. Ha chiesto un maggiore realismo da parte di Bruxelles sui tentativi della Spagna di tagliare il proprio deficit. L’austerità sta mandando la Spagna nella recessione e il pericolo è che una generazione dovrà esser sacrificata come risultato.
Un nuovo termine è stato coniato circa un decennio fa per descrivere persone giovani che guadagnano 1000 euro al mese, i mileuristas. Ora le cose stanno messe talmente male che questo termine denigratorio descrive un’aspirazione inottenibile per la maggior parte.

Eduardo Caña, 23 anni, Studente
“Sto studiando giornalismo e economia e ho fatto tutti i tipi di lavori sotto pagati: servire birre in bar sulla spiaggia di Valencia, lavorare nelle costruzioni in Galizia, scaricare camion di frutta e riempire buste per clienti all’Ikea. Non sono mai stato pagato più di 7 euro l’ora. Ho anche lavorato come apprendista per un quotidiano, quasi gratis. Una mia amica stava lavorando per un giornale per meno di 400 euro al mese. Il suo contratto temporaneo è scaduto e mi hanno chiamato per offrirmi lo stesso lavoro ma come un tirocinante non pagato. L’ho trovato così offensivo. Finirò la scuola il prossimo giugno e se non esce nulla sto pensando di trasferirmi all’estero.”

Marita Blazquez, 25 anni, studente
Ho trovato impossibile ottenere un lavoro nel mio campo. Nella mia città natale Granada, ho lavorato come guardiana in un’area giochi per bambini di un centro commerciale e questo è il più vicino a cui sono arrivata a lavorare con i bambini, che è stato il mio obiettivo da quando ho cominciato a studiare. Sono venuta a Madrid ma tutto quello che sono riuscita a trovare sono stati due lavori part-time, prima in un centro commerciale poi in un negozio di abbigliamento, dove mi hanno assunto come impiegata con un contratto illegale per 3 euro l’ora. Quando ho chiesto condizioni migliori, il mio boss mi ha licenziato. Ho cominciato a studiare di nuovo per diventare un’insegnante. Ma sono disponibili solo pochi posti ogni anno così non ho idea di cosa farò dopo.”

Adriano Justicia, 27 anni, fotografo disoccupato.
“Sono un fotografo e ho anche una laurea in studi cinematografici, ma non sono riuscito a trovare un lavoro in alcuna di quelle aree. Ho lavorato come venditore telefonico, in vendite di carte di credito e anche per l’associazione di beneficenza Croce Rossa, per pochissimi soldi. Sono appena tornato a studiare per una laurea in produzioni tv, che include un training non pagato. Se non ottengo un lavoro dopo quello, penso che sarò costretto a trasferirmi di nuovo a Berlino, dove sono stato per un paio di mesi come apprendista in uno studio fotografico. Date le circostanze, sembra essere l’opzione migliore sebbene sia sempre difficile lasciare il proprio paese.”

Maria Lazaro, 25 anni, agente pubblicitario e turistico, disoccupata.
“Sono venuta a Madrid a lavorare come manager per il museo del Real Madrid. Ho lavorato al museo dello stadio Santiago Bernabeu per due anni fino a quando non sono stata licenziata sei mesi fa. Da allora ho lavorato in posti temporanei, 3 o 5 giorni come hostess in conferenze di affari e fiere, molti dei quali senza nessun tipo di contratto.
Il mio partner lavora come designer grafico e ha appena ricevuto un’offerta di lavoro a Saragozza, perciò probabilmente ci trasferiamo lì. Sono appena stata ammessa di nuovo a scuola dove spero di ottenere un master, per vedere se mi aiuterà a ottenere finalmente un lavoro.”
Report di Diego Salazar, Madrid

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Nota dell’autrice dell’articolo per Italidallestero.info

Sono arrivata in Inghilterra a settembre del 2010 per un master in giornalismo internazionale. La mia storia racconta bene quella di tanti altri che hanno deciso di uscire dall’Italia alla ricerca di un futuro più dignitoso di quello che gli si prospettava. Credo di poter dire per me come per altri, che continuare a passare attraverso una trafila infinita di collaborazioni non retribuite e stage gratuiti che alla meglio avrebbero portato a un impiego precario e poco remunerativo intorno ai trent’anni, nella migliore delle ipotesi, non era una prospettiva sostenibile.
Le storie di sfruttamento nell’Italia ai tempi della crisi europea, del piano di austerità da 30 milioni di euro, della disoccupazione giovanile al 28% sono dolorosamente numerose. Nel caso del giornalismo, la questione si tinge inoltre molto spesso di particolari ancora più penosi e oppressivi nei confronti dei giovani che vogliono iniziare questa carriera.
Durante il corso in Inghilterra, ho avuto accesso a stage e collaborazioni in alcune delle principali testate nazionali (Independent, Guardian, Observer, Mail on Sunday). Con dolore, mi sono spessa domandata retoricamente: sarebbe stato altrettanto facile in Italia?
Dallo stage all’Observer, domenicale del Guardian, è nata l’idea di un pezzo che descrivesse le difficoltà dei giovani in Italia nel trovare lavoro in un momento critico come quello attuale. Essendo io una di loro, il redattore Julian Coman ed io abbiamo pensato che fosse una buona idea andare a rintracciare i miei compagni delle superiori e vedere come se la stessero cavando.
L’esperimento si è rivelato un viaggio all’indietro nel tempo e un’operazione di recupero della prospettiva interna al paese. Seguire da fuori la caduta del governo Berlusconi, lo spread che volava alle stelle, la nomina di Monti e la sua richiesta di “sacrifici” agli italiani non è stato facile. Parlarne con i miei ex compagni delle superiori mi ha aiutato a colmare la distanza tra la mia preoccupazione per il paese e la prospettiva di chi ha deciso di rimanere.
Le storie che raccontano sono vere e sentite e, oltre a restituire lo stato di una generazione che complessivamente fatica a costruirsi un futuro, servono anche a smentire molti dei luoghi comuni secondo i quali i giovani italiani non hanno coscienza del panorama politico in cui si trovano ad agire.
Infine, queste testimonianze rispondo da sole alle recenti, poco ponderate dichiarazioni di Monti sul posto fisso. La dignità e il diritto a un futuro non sono una cosa “monotona”.
Viola Caon

mercoledì 8 febbraio 2012

L'Illusione, la grande menzogna

Intervista ad un grande uomo, Simone Perotti, che ha cambiato vita, un esempio che è possibile, un esempio da seguire, perché solo in questo modo si può uscire dalla gabbia.


La ruota del criceto gira, gira. Ci fermiamo solo per mangiare un po’ di cibo. Per dormire. E ogni mattina la ruota ci aspetta. Più muoviamo le nostre zampette, meno pensiamo. Un giorno scenderemo dalla ruota, apriremo la gabbia per inseguire i nostri sogni.
Ma quando? Domani, dopodomani, l’anno che verrà? Vecchi con la pensione minima?
Qual è il momento giusto per cambiare e provare a vivere se non ora?

Il Passaparola di Simone Perotti, scrittore:
Pensare, studiare, cambiare. 
Ciao agli amici del blog di Grillo, mi chiamo Simone Perotti, sono uno scrittore, ho lavorato per 19 anni in azienda, poi ho deciso di occuparmi soltanto di scrittura e di navigazione, per campare prima del successo dei miei libri, perlomeno ma tutt’ora faccio il marinaio, lo skipper, l’istruttore di vela, pulisco barche, faccio tutto quello che si può in mare.Le cose nella vita si fanno sempre per due ragioni: o per amore o per forza, in questo caso la decrescita non sarà più una scelta come da qualche anno è per molte persone, molto più di quello che pensiamo tra l’altro, ma sarà necessaria perché la grande promessa che avremmo tutti lasciato le campagne, poi addirittura lasciato le industrie, saremmo tutti vissuti nelle città, avremmo avuto tutti una cravatta, una scrivania, una macchinina, una casetta, una vita borghese come ci era stata promessa dal Sistema, questa promessa non verrà realizzata, non si può fare. Il sistema non drena più tutte le risorse lavorative che doveva inglobare, non può dare, non può più assicurare benessere come prometteva e quindi si è trattato di una truffa o quantomeno grave errore di valutazione. La cosa più grave e più spiacevole di questo periodo è osservare come gli attori di questo sistema, quelli che l’hanno pensato, studiato, che ne sono stati sacerdoti, non stanno facendo alcuna autocritica, perché capirei l’errore, anche ammettendo la buona sorte e la buonafede… però adesso evidentemente le cose sono troppo chiare, troppo palesi e bisognerebbe che qualcuno dicesse: “Ci siamo sbagliati!”. Un sistema come questo capitalismo che promette benessere a tutti, ma non lo mantiene, non lo si può realizzare, occorre rifondare questo capitalismo, ne parlava nel 1977 già Berlinguer, così come Pasolini, così come tanti altri. 

ACTA: un accordo micidiale


Il problema è semplice


Il problema è semplice: si chiama usura
by  
 Massimo Mazzucco , www.luogocomune.net

Non mi aveva mai attratto la discussione fra austriaci e signoraggisti (ed eventuali terze parti) su chi debba detenere il controllo della famosa “stampante”, per correggere i problemi dell’attuale sistema monetario, e non avevo mai preso posizione al riguardo. Non mi sono astenuto per cerchiobottismo, ma perchè sentivo che c’era qualcosa di profondamente errato nell’impostare la questione in quel modo. Oggi ho finalmente capito il perchè: è il famoso meccanismo dello spostamento del problema, che avviene quando la gente finisce per scannarsi a morte su argomenti che non cambieranno comunque l’essenza delle cose.

Nella recente discussione sul debito pubblico, qualcuno ad un certo punto ha scritto “Se ci prestano 100 fiches per commerciare tra di noi, NON è fisicamente possibile restituirne 105 alla fine dell'anno. Ogni altro dotto discorso serve solo a imbrogliare la gente.” Io sono rimasto colpito da questa frase, che secondo me contiene una verità essenziale, e l’ho subito messa nella “Voce del sito”.

Apriti cielo! Tutti i nostri esperti di economia (io non lo sono, purtroppo vado a braccio) si sono rivoltati con commenti di protesta che andavano da “quella frase è una falsità dimostrata” a “non diciamo scemenze perfavore”.

Io ho rilanciato dicendo che l’unico modo per ripagare quel debito era di creare 5 fiches false, e a quel punto gli esperti si sono scatenati nei conteggi più acrobatici per dimostrare che è perfettamente possibile ripagare un debito superiore al capitale complessivo, facendo circolare la moneta nel corso del tempo.

“Come” questo sia possibile non ha più importanza in questa sede. Di fatto, nel proseguimento della discussione è emerso che le stesse persone che denunciano l’abuso compiuto dagli “stampatori di carta straccia” accettano serenamente il meccanismo del prestito con interesse. “Si può giocare benissimo all’interno delle regole” - sostengono costoro – guarda qua.” Ma quando ci si ritrova a discutere di percentuali, di scadenze, di interessi, di “preferenza temporale”, di ratei dilazionati, e persino di patate portate in banca al posto dei soldi che non hai, si perde di vista il fatto che siamo all’interno di un sistema in cui il banco vince sempre in ogni caso.

E’ come a Las Vegas, dove ciascuno cerca la slot-machine che da più tempo non paga soldi, sperando di essere lui il fortunato che la svuota tutta d’un colpo. Nel frattempo i proprietari del casinò osservano con le loro telecamere questa marea di disperati ...


... che versano ininterrottamente nelle loro casse più soldi di quanti ne portino a casa.

Nel momento stesso in cui attraversa la porta del casinò, la gente – intesa nel suo insieme - ha già perso la partita. Ci sarà sempre il fortunato di turno, che si porta a casa la Cadillac con le maniglie d’oro, ma quella serve solo ad invogliare gli altri a continuare a giocare fino all’ultimo centesimo che hanno in tasca.

Le slot-machines del casinò sono tarate per incassare (trattenere) 105 dollari per ogni 100 dollari pagati, esattamente come un prestito di 100 dollari ne richiede indietro 105 alla scadenza del debito. Nessuno dei due sistemi può essere battuto, se si considera la partita a lungo termine: al casinò, puoi stare a tirare quella leva finchè vuoi, ma prima o poi i tuoi soldi finiranno, e scoprirai che stanno tutti nella pancia della slot-machine. Nel caso del denaro, l’unico modo per ripagare un debito superiore al prestito (*) è quello di accettare nuovi debiti, che ti possono essere offerti solo introducendo sul mercato nuova moneta creata dal nulla. A loro volta, anche quei debiti avranno un interesse, per cui nascerebbero già insolvibili in partenza.

Certo – qualcuno dirà – ma il sistema monetario è molto più complesso di una fila di slot-machines: ci sono le banche centrali, le banche di affari, le banche commerciali, i titoli di stato, i titoli azionari, le assicurazioni su quei titoli, e persino le collezioni di francobolli con cui diversificare le tue strategie di investimento. Se è solo per quello, anche al casinò c’è il tavolo della roulette, il poker, il black-jack, il domino, il ramino e il seven-eleven, e anche lì puoi diversificare le tue strategie finchè vuoi. Ma alla fine della stagione il casino chiude sempre in attivo, per cui in passivo ci resti tu e tutti gli altri illusi come te che hanno varcato quella soglia.

Anzi, in questo caso il mercato monetario è mille volte peggio delle slot-machines, perchè finora abbiamo parlato solo dell’usura, ma c’è anche l’altro meccanismo, altrettanto perverso, chiamato “riserva frazionaria”, che permette di inventarsi moneta da prestare senza nemmeno doverla stampare, moltiplicando così per mille lo strapotere di cui già gode il simpatico usuraio.

Io ti scrivo dei numeri sul conto corrente, e tu mi riporti dei soldi che hai guadagnato col sudore della fronte. Oppure ti tolgo tutto quello che hai.

Non è forse questo che è successo di recente in America? A furia di giocare con prime, subprime, rialzi e ribassi, titoli e controtitoli, a furia di prestare soldi che nemmeno esistono, e a furia di creare nuova moneta per ripagare quei prestiti, la ricchezza è finita tutta nella mani delle banche, mentre i cittadini sono rimasti con le pezze al culo.

Fra poco il casinò chiude, e chi s’è visto s’è visto.

La stessa cosa sta succedendo per quasi tutti i paesi del terzo mondo, che vengono costretti ad accettare prestiti sempre più pesanti pur di ripagare i debiti che hanno dovuto assumere in passato pur di sopravvivere.

E sta per succedere anche ai paesi cosiddetti “avanzati”, come quelli dell’Unione Europea. Di recente la Grecia si è vista offrire una riduzione del 50% del debito in scadenza, ed un nuovo prestito per pagare il rimamente 50%, a condizione che accettasse non solo il 4% di interesse sul nuovo prestito, ma anche che le prime entrate del paese andassero immediatamente a saldare questi interessi, prima di venire usate per qualunque altra cosa.

In altre parole, prima ancora di finanziare una scuola o riparare un vecchio ospedale i greci dovevano andare a lavorare per pagare gli interessi alle banche prestatrici. (Anche qui, le banche “scrivono dei numeri” sul conto corrente della Grecia, mentre i cittadini devono andare a sudare fisicamente per riazzerare al più presto quei numeri. Nel frattempo sono magari costretti a saltare un pasto su tre).

Se questa non è schiavitù globale, ottenuta con l’uso sistematico dell’usura, ditemi voi come dobbiamo chiamarla.

Ciò che stupisce di più, di fronte ad un meccanismo così palesemente perverso, è che alcune fra le persone più preparate in materia cerchino di difenderlo nello specifico, mentre evitano di vederlo nel contesto più ampio: “Ma davvero dobbiamo stare ancora a discutere del fatto che chiedere un interesse su un prestito sia legittimo? Fammi capire, se io ti presto 100 monete d’oro a 30 anni dovrei farlo a zero interessi? Dovrei darti 100 monete, non chiederti nulla per decenni e poi, a scadenza, volere solo il capitale iniziale di 100 monete? Altrimenti sono un ladro e farabutto e tu non sei in grado di restituirle?”

Chi scrive queste cose non solo esaspera i termini, per far apparire la proposizione impossibile, ma salta disinvoltamente dalla FIAT money al prestito in oro, dimenticando che la prima è stampabile all’infinito, mentre il secondo – a meno di estrarne dell’altro – rimane sempre quello che è. La stessa scuola economica che lui sostiene infatti non prevede la creazione di nuova moneta.

In ogni caso, è evidente che di fronte a ragionamenti del genere la schiavitù creata dall’usura è destinata a perdurare, mentre la comparsa all’orizzonte di soluzioni radicalmente diverse non può che allontanarsi nel tempo.

Tutto ciò nonostante le conseguenze negative, a livello globale, di questo sistema monetario siano ormai sotto gli occhi di tutti.

Massimo Mazzucco


* Perfavore, non ricominciamo a dire che un debito maggiore del capitale è ripagabile “facendo girare i soldi nel tempo”, oppure con la pizza o le patate del contadino. Non sto parlando del singolo prestito, ma del meccanismo del prestito in assoluto, che va dal primo giorno in cui viene creata una certa moneta (valuta) fino a quando quella valuta rimane in circolazione.

E’ in questo senso che avevo inteso la famosa frase ““Se ci prestano 100 fiches per commerciare tra di noi, NON è fisicamente possibile restituirne 105 alla fine dell'anno”, e non certo parlando del prestito del salumiere.

E poi si legge 


GRECIA: CRISI UMANITARIA SENZA PRECEDENTI

Il discorso che segue è stato pronunciato da Sonia Mitralia – membro del Comitato greco contro il debito e del CADTM internazionale, di fronte alla Commissione sociale dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, tenutasi il 24 gennaio 2012 a Strasburgo sul tema: “Le misure d’austerità: un pericolo per la democrazia e i diritti sociali”. A quasi due anni di distanza dal trattamento d’urto imposto alla Grecia dalla Banca centrale europea, dalla Commissione europea e dal Fondo monetario internazionale, il suo bilancio è catastrofico, rivoltante e disumano. Di_Sonia Mitralia Σόνια Μητραλιά. 


Oramai siamo in guerra totale, ricchi psicopatici che ammazzano cittadini onesti, e poi si parla di valori . . .

lunedì 6 febbraio 2012

Diamo oggi il triste annuncio, btjunkie è morto, a che pro?

Ciao a tutti, chi non ha usato btjunkie? Oggi è venuto a mancare, peccato, ha dato a noi tutti la possibilità di scambiarci molte cose. In fondo se acquisto un Cd o un DVD e te lo presto che problema c'è? Interessante l'articolo di Luogocomune.net http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3934 Paulo Coelho: piratate i miei libri!


BENE, HANNO CHIUSO btjunkie, BASTA ANDARE SU QUALSIASI MOTORE DI RICERCA E SCRIVERE IL NOME E POI AGGIUNGERE LA MAGICA PAROLA, t*****nt che ne appaiono a migliaia di seeds e peers, quindi a che scopo chiudono questi blog? Ricordo che da noi in Italia è stato proibito già da tempo, noi arriviamo prima al fondo, è risaputo :-)


btjunkie is dead . . . 
2005 - 2012
This is the end of the line my friends. The decision does not come easy, but we've decided to voluntarily shut down. We've been fighting for years for your right to communicate, but it's time to move on. It's been an experience of a lifetime, we wish you all the best!




Allora noi, non possiamo scambiarci film o altro, e chi ci li proibisce invece cosa fa? Mangia al Senato per cifre ridicole, tutto gratis, scusate, necessario per lavoro, io operaio la benzina me la pago non me la rimborsano! . . . se lo fossi, ma non lo sono col ca**o che lavoro gratis o per 3 euro all'ora, fare l'elemosina in stazione ti rende dieci volte di più, anche se non è il massimo. In ogni modo, btjunkie è morto, non serve a nulla, parlano di leggi che proibiscano qualsiasi scambio e poi senti questo:


Ma fosse solo questo, parlano della fine del posto fisso, la crisi, loro che sono Senatori a VITA, sino alla fine dei giorni prenderanno una cifra che noi nemmeno in vent'anni di lavoro vedremo. Le masse lavorano per ritrovarsi a fine mese, dopo una valanga di ore lavorative, con il ladro che si prende tutto, a che pro darsi da fare? Il lavoro fisso, peccato che per una casa vogliono delle garanzie, peccato che in tutta Europa, tranne Grecia, ci sia un reddito minimo, peccato che in Italia il lavoro costi tanto e chi lavora guadagni poco, dove vanno questi soldi? Nelle auto blu, nelle pensioni, ecc. Allora si lavora, si tre mesi all'anno, e per cosa? Per migliorare la società? No, neppure quello. Noi italiani arriviamo sempre prima . . .
C'è qualcosa che non va . . . 

Solo questo commento, che ho lasciato a questo link può spiegare razionalmente la nostra miserevole situazione:

Sai, l'ipnosi di massa e la conseguente indifferenza deriva si dal dividi et impera, ma anche da certi studi psicologici dove si vede chiaramente che l'individuo isolato si da all'autodistruzione, perciò è già impegnato, per esempio grazie a Doriano54 e un altro blog ho postato questo ieri.
E non parlo del lavaggio del cervello, controllo mentale, basta digitare su youtube o seguire certi siti che ne vedi e senti delle belle, non parliamo poi di Mk Ultra, Project Venus, ecc ecc
Pensiamo anche alle medicine, o droghe, visto che hanno trovato le stesse sostanze nelle medicine che nelle droghe da strada, che ci mettono nel cibo e nell'acqua...
Se ci trovassimo uniti, basta Tv, basta internet, tutti in piazza e fermiamo il paese, ma non per qualche settimana, sino a che non ci lasciano vivere, ma purtroppo...
Ciao Ivano, il mio non è pessimismo, ma guuardati attorno, i conti non tornano, non c'è niente da fare, una manciata di persone non può gestire miliardi di persone!!!


Cercate solo su Youtube controllo mentale, questo per esempio
Oppure Solange Manfredi ed il blog di Paolo Franceschetti:



Solo fantasie? Lascio a voi il giudizio. Divertitevi 


:/)


Divertitevi poi con questi link:


http://lnx.nonsoloufo.eu/wordpress/2012/01/21/siamo-tutti-drogati-e-nessuno-lo-dice/


http://lnx.nonsoloufo.eu/wordpress/2011/12/27/sulla-guerra-psicologica-di-massa-1%C2%B0-parte/


http://scienzamarcia.altervista.org/dossier.html


http://scienzamarcia.altervista.org/ --->Qui trovate di tutto!!!

http://scienzamarcia.blogspot.com/


http://maestrodidietrologia.blogspot.com/2012/02/csar-cosa-succedera-alla-ragazza.html


http://lnx.nonsoloufo.eu/wordpress/2011/10/23/come-si-controllano-le-masse/

http://www.nesara.it/cache/nesara/700%20(59).htm

Sono solo alcuni esempi presi a casaccio, se approfondite la ricerca . . . he,hehe

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