"THE END"

sabato 23 giugno 2012

Nutrire il mostro...

Molto valido l'articolo che incollo oggi, analizza bene la situazione e ne trae i dubbi che ad ognuno dovrebbero venire in mente tanto sono ovvi ...
Io mi sono visto lo Sfidante più volte ed ho letto diversi testi di Castaneda, (i voladores, che ne pensate?), e devo dire che non ho la certezza perché indubbiamente non la si può avere tanto il mistero è grande ... ma battute a parte, quale spiegazione se non questa a tutti i comportamenti umani? Il dolore, fisico o psicologico, è evidente che fa di tutto per ricoprire le esistenze di ognuno, e non c'è risposta che tenga, nemmeno per la sopravvivenza stessa della specie, eppure, sono millenni che perpetriamo sempre le stesse identiche azioni, a ciclo come le stagioni! Leggevo anche questo post da cui traggo un’altra breve riflessione sul sistema che si è imposto  sulla massa, chiediamoci il perché ...  […] Non è un caso che il sistema educativo nazionale e la mentalità borghese insegnino ai bambini a competere in ogni cosa e ad ossequiare, o meglio direi a "VENERARE", i ruoli e le posizioni sociali. Il pensiero “unico” imposto attraverso la scuola e i mass media non fa altro che allenare ogni individuo all’obbedienza nei riguardi di qualsiasi autorità, facendo annegare nell’oblio tutti i valori umani che possiede una persona in quanto tale. Così l’essere umano deve soccombere in favore dei ruoli, decisi e imposti da una precisa logica, nella posizione della scala gerarchica sociale, e tutti ambiscono a ruoli anziché ad essere persone. La società che riceve questo imprinting non potrà far altro che alimentare la cultura del dominio, e quindi dell’aggressività, sia in chi esercita l’autorità che in chi la subisce. Va da se che, in questo modo, i crimini diventino persino fisiologici e sistematici, facendo apparire questo perverso meccanismo normale, naturale. E’ sufficiente che un alunno diventi capoclasse perché questo alunno, imbevuto dalla cultura del dominio, (i bambini copiano i comportamenti degli adulti), diventi immediatamente autoritario nei confronti dei compagni, così come un semplice condomino eletto amministratore di un palazzo, fino a vedere una semplice professoressa universitaria diventare ministro e distruggere diritti acquisiti in un secolo di lotte, in un attimo [...] ... e l'essere umano non c'è più, troviamo al suo posto solo ruoli e medaglie ...
 Qui l'articolo completo. 
 Buona lettura


Nutrire il mostro...


C’è qualcosa, che riguarda l’EGO, che non riesco mai a cogliere chiaramente. Intendo proprio “cogliere”, non specularci astrattamente sopra.

A volte, mi pare proprio che la verità stia nelle tradizioni mitologiche sciamaniche, che parlano di un’istallazione estranea, parassitaria, che si nutre e sopravvive ai danni del vero SE‘.
Stiano come stiano le cose, che bello poter ragionare un po’, sulla delicata e violenta possibilità, che il peggiore dei nemici si nasconda proprio nell’ultimo dei posti dove andresti mai a cercarlo.
Un peggiore tra i nemici che si presenta, e mi parla ogni istante, con la mia voce. E’, a turno, il mio migliore amico, la mia peggior “ex”, i miei sensi di colpa e la mia rabbia repressa, verso chi mia ha dato una “educazione”. Ha mille volti, mille accenti, ma alla fine ritorna ad essere sempre un “altro” me. Mi dice costantemente, che lui E’ me. Credo sia verosimile che una tale identificazione sia la causa di buona parte dei problemi di questo mondo. Tutto, verosimilmente, parte dall’accettazione di un’IDENTIFICAZIONE. Una’altra, ulteriore prova (se ce ne fosse bisogno) dell’immenso potere posseduto dalla prerogativa, umana, di conferire il proprio ASSENSO a qualcosa.
Identità; identificazione …
Ma cosa accade, se invece tale identità, fosse un’antica e terribile seduzione; e se la gente, perciò, si aggirasse per la strada, sempre più pronta a questionare, litigare e venire alle mani, quando il peggiore dei loro nemici, lo proteggono ad ogni istante dentro se stessi?
Intendiamoci, signori, miei : in questo luogo di spirito, nessuno lancia sentenze. Qui, mi piace solo mettere le cose sul tavolo, per guardarle, studiarle e meditarci sopra. Quando incappo in qualcuno dotato del necessario coraggio, mi capita di poterci discutere sopra con lui, o lei.
Ma il punto è: nessuna sentenza; ma ipotesi sempre e solo intelligenti e sentite; questo sì!
E allora, come la mettiamo, noi umani,  da sempre affannati a saltarci a vicenda alla gola, e perfettamente persuasi che on problema, si trovi e capiti “là fuori”? Non è forse la paura, a guidare il 90% delle nostre scelte, delle nostre azioni? Non sono forse il 90% delle nostre scelte, scelte puramente reattive?
Ah, certo! Mi si verrà a dire che è naturale proteggersi! Che la paura è un’emozione sana, volta alla protezione dell’essere umano . Ma siamo davvero sicuri, che si tratti di qualcosa di destinato a proteggere l’essere umano; e non piuttosto, di qualcosa che protegge unicamente l’ego, una parte ai danni del tutto, e non il SE’ (il quale, peraltro, è un’entità alquanto più vasta, e abissalmente più profonda, rispetto all’ego )? E se non stesse poi neppure proteggendo una parte di noi stessi, ma unicamente qualcosa che VUOLE PASSARE, per “noi stessi” … come la metteremmo, la faccenda?

Cerchio nel grano di Santena, Torino, del 17 - 06 2012: Interpretazioni, testimonianze e misteri


Testimonianze:


17 giugno 2012
L’attesa anche quest’anno è stata premiata. Proprio oggi venivo informato telefonicamente dal caro amico/visitatore di Cronache Terrestri, Damiano Schiavo della presenza di una nuovo pittogramma nella zona di Santena (Torino, non Poirino). A informarlo telefonicamente a sua volta era l’ormai mitico signor Giovanni Audritto, (proprietario del campo di grano dove l’anno scorso era apparso il Crop Circle a Riva di Chieri nel 2011) che non ha perso l’occasione per dimostrare il suo grande rispetto verso la nostra passione, con la sua grande disponibilità. Un suo conoscente l’aveva informato che anche nel suo campo di grano erano apparsi strani cerchi. Dopo aver sentito telefonicamente il Sig. Audritto mi sono informato su dove era situato il nuovo Crop Circle. Recatomi a Santena (TO), nonostante le precise indicazioni mi sono perso diverse volte e mi sono trovato in alcuni campi di grano sofferenti di un’allettamento.
Preso dallo sconforto, ho deciso di ricontattarlo per avere ulteriori informazioni su come localizzare il cerchio nel grano. Il Sig. Audritto mi ha chiesto di aspettarlo a Santena che mi ci avrebbe accompagnato di persona (un mito vivente). Ho trovato il Sig. Audritto in gran forma… sembrava ringiovanito di dieci anni… mi ha accompagnato al campo dove già il proprietario del terreno ci attendeva. Il Crop Ci trova sulla strada Cappellette ed è difficile vederlo se non si sa esattamente dove si trova. Il proprietario del campo era ancora incredulo dell’accaduto e mi ha raccontato che solo l’anno prima sfotteva il Sig.Giovanni per i cerchi nel suo campo e domenica mattina è rimasto esterefatto davanti a questo pittogramma “stampato” nel suo campo. Il crop circle è visitabile da chiunque, basta seguire le tramlines, non rovinare il grano ancora in piedi e non lasciare rifiuti. La formazione da terra è difficile da apprezzare anche perchè il crop circle si estende per oltre 100 metri.
Il pittogramma è composto nella parte esterna da un’ovale delle minensioni di circa 68 metri. Attorno dell’ovale si trovano 18 formazioni di cerchi (9 per i lati lunghi dell’ovale). Le formazioni sono composte da cinque cerchi l’una. Al centro dell’ovale un cerchio di 5 metri, intorno al cerchio centrale di sono 5 circonferenze quasi ovali. Ogni circonferenza ha uno spessore di 30 centimetri e ha un cerchio di 2 metri disposto in posizioni apparentemente casuali. Dico apparentemente perchè dalle foto aeree sembra chiaro che le circonferenze siano in realtà le orbite di alcuni pianeti. Dalla formazione di cerchi più lontana (rispetto al punto di accesso al Crop Circle) parte una spirale (di spessore 30 centimetri) che compie quasi un giro intero verso il suo interno terminando con un’altro cerchio di dimensioni di cinque metri. All’interno della spirane ci sono altri sei cerchi collegati fra di loro con delle linee, ma non sovrapposti alla spirale. Sempre all’interno di quest’ultima di trova l’ultimo cerchio, ovvero il più grande che è di dimensioni pari a 7 metri. Per ora vi lascio alle fantastiche foto aeree scattate da un’amico di Giovanni Fire che le ha pubblicate sull’ormai mitico sito http://www.cropcircleconnector.com.L’articolo verrà aggiornato il più presto possibile visto che ho girato un video sul Crop Circle e alcune foto, ma per questioni di montaggio il tutto non è ancora pronto.. buona visione.
20 giugno 2012
Questa mattina ho visitato il campo santenese in cui domenica scorsa, 17 Giugno 2012,  è stato scoperto un grande grande pittogramma. La formazione si estende per oltre 100 metri di lunghezza e rappresenta due disegni differenti il cui possibile significato lo vedremo più avanti nell’articolo. Ieri  sera ha piovuto a Santena, città della provincia di Torino, e il campo quest’oggi alle 10.00 di mattina era ancora bagnato. Come arrivo vedo che al suo interno c’erano già cinque persone; altre sarebbero arrivate da lì a poco. Le spighe erano piegate a novanta gradi e non ho trovato i classici buchi dei paletti che i circlemakers piantano nel terreno per fare il loro disegno. Questo crop circle praticamente è perfetto. Ho pure avuto la fortuna, guarda caso, di imbattermi in un signore del posto -al quale avevo chiesto indicazioni accostandomi con l’auto sulla statale alle porte di Santena – che mi ha raccontato di aver visto, e non era da solo, un paio di sfere luminose volteggiare sopra la zona del crop circle nelle tre consecutive serate antecedenti la scoperta del pittogramma, avvenuta domenica grazie a un pilota di ultraleggero che sorvolava la zona, ma questa persona con cui ho parlato ancora non sapeva della comparsa del crop circle, l’ha appreso da me. E qualche minuto dopo l’ho rivisto all’interno del campo del pittogramma.
Che cosa rappresenta il crop circle di Santena?
Senza azzardare nessuna certezza assoluta, ma rimanendo sempre nel campo delle ipotesi, riporto che sono stati avanzati diversi significati. Un ricercatore che ha pubblicato su cropcircleconnector ad esempio, sostiene che la formazione più grande, delimitata da un’ovale costellato da 18 file formati ognuno da 5 piccoli cerchi disposti a grandezza crescente, rappresenta il Sistema Solare e precisamente il Sole con attorno a sè l’asse delle orbite con i relativi pianeti Mercurio, Venere, Terra e Marte. La loro posizione non è casuale.E’ la posizione che assumeranno questi pianeti il giorno del 21 Dicembre 2012, giorno in cui come detto dagli antichi Maya si chiuderà l’attuale ciclo di Lungo computo.
Secondo i Maya, ogni ciclo del Lungo computo corrisponde ad un’era del mondo. Il passaggio da un’era all’altra è segnata da diversi cambiamenti preceduti da eventi più o meno significativi. Il ciclo attualmente in corso è il quarto ed è iniziato l’ 11 agosto 3114 a.c.  ed è vicino al termine: il nuovo ciclo inizierà il 21 Dicembre 2012.
E non si tratta affatto di “fine del mondo”, ricordiamocelo, la profezia maya non dice questo: lo ha fatto l’interpretazione errata e speculativa occidentale.
Accanto invece, troviamo la formazione più piccola, racchiusa in una spirale che si origina da uno dei 18 setdi cerchi e rappresenterebbe la costellazione di Orione con accanto Giove (cerchio più piccolo) e la Luna piena (cerchio più grande) nella posizione che avranno il giorno 28 Dicembre 2012. E difatti la disposizione è molto simile.
Oppure rappresenta la costellazione del Cancro?
22 giugno 2012
Ecco l’attesissimo pittogramma di questo anno 2012 scoperto Domenica 17 Giugno nella campagna di Santena (non molto lontano dal luogo in cui l’anno scorso è apparso il pittogramma a Riva presso Chieri/Poirino). A darne la notizia in anteprima è il portale web Cronache Terrestri  dal quale ho tratto. Ecco le foto aeree di questa bellissima formazione .
Informato dall’amico Ivano Lopresti, di un interessante crop circol in zona ho deciso di recarmi sul luogo per eventuali constatazioni. Parto per Santena, sono sulla tangenziale nord di Torino. Esco dalla tangenziale appunto per Santena. Incontro una rotonda. Svolto a sinistra per strada antica di Chieri. Supero la tangenziale e svolto a destra al primo bivio in strada delle Cappellette. Proseguo per circa un kilometro e, vedo cartelli che indicano (a sinistra)la direzione da seguire per trovare il pittogramma. Strada di campagna sterrata, ma stranamente pulita lateralmente dall’invasione delle piante. Qualcuno ha pulito. Mezzo kilometro e, alla sinistra un parcheggio di recente produzione. Cartelli ovunque (Che organizzazione in un paese dove  funziona quasi nulla! Governo in prima linea!) Lascio la macchina e mi avvio a piedi. Incontro il proprietario del campo, il signor Fesio Mike e la signora Marina Bosio.

UNA VITA DIVERSA DALLA TUA



di Miguel Martinez -
La Polizia di Stato dovrebbe occuparsi di fare indagini richieste dai magistrati, e per il resto stare zitta.
Invece, ha un sito su cui pubblica, talvolta, articoli che forse starebbero meglio su un quotidiano scandalistico. Ad esempio sul sito della Polizia di Stato, due “esperti di terrorismo” ci mettono in guardia dall’ultimo pericolo: le donne italiane che hanno scelto l’Islam:
“La nuova frontiera della minaccia terroristica di matrice religiosa passa attraverso il reclutamento di giovani donne, spesso occidentali, che abbracciano l’Islam”
Spiegano:
“Da tempo Al Qaeda sta cercando di compensare l’affievolimento della propria capacità operativa (causata dalla significativa perdita di uomini e mezzi) con la capillare diffusione della sua ideologia, allo scopo, soprattutto, di reclutare nuovi adepti. “
Tutta la potenza degli Stati Uniti ci ha messo qualche trilione di dollari, dieci anni e due guerre per arrivare ad al-Qaeda, ma badanti, operaie e casalinghe italiane riescono evidentemente a entrare facilmente in contatto con l’Organizzazione.
Una delle convertite – o come preferiscono dire loro stesse, ritornate – all’Islam, attenzionata in questo periodo dal dispositivo securitario, mi ha mandato un messaggio in privato. Forse uno sfogo, se volete, ma scritto con tale chiarezza e profondità che le ho chiesto di poterlo pubblicare.
Vi presento ciò che ha da raccontare, cambiando solo il nome per risparmiare suo padre.
La parte fondamentale del testo è quello che precede le note, che pubblico solo per completezza.
*******************
Mi chiamo Maria … ; Khadija per i miei fratelli e sorelle nell’Islam;
vivo nella terra delle contraddizioni, dove la “malanova” (1) non è un personaggio di fantasia nato dalla penna di qualche scrittore, ma un essere umano, una donna, realmente esistita, che ha dovuto cambiare tutta la sua vita rinunciando ai propri affetti per poter continuare a vivere, o meglio sopravvivere;

La maledizione del Club 27, il Club J


Kurt Cobain, Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Brian Jones, Amy Winehouse, Richey James Edwards sono solo le vittime più famose della maledizione che colpisce i musicisti ventisettenni
La maledizione dei musicisti di 27 anni: il Club 27 e il Club JLe maledizioni non esistono, certo, e questa non sappiamo neanche da chi sia stata lanciata, ma si tratta comunque di "qualcosa" che sembra proprio esistere, sotto gli occhi di tutti, con una lunga serie di vittime che non accena ad arrestarsi.

Si tratta della Maledizione dei 27 anni, e di tutte le coincidenze e fatti strani che si trascinano con essa...

La maledizione dei 27 anni: Alexandre Levy

Tutto ebbe inizio alla vigilia del quarto centenario dalla scoperta dell’America, domenica 17 gennaio 1892. Sul Tropico del Capricorno proprio mentre la costellazione dell’omonimo segno zodiacale splendeva ancora all’orizzonte, a San Paolo del Brasile, il pianista, compositore, direttore d’orchestra, Alexandre Levymoriva all’età di soli ventisette anni.

Pioniere assoluto dei suoi tempi per aver esplorato la fusione tra musica classica e folk popolare brasiliano, il maestro paulista lasciò un vuoto che i suoi concittadini cercarono di riempire subito bandendo un prestigioso premio a lui intitolato.

Con la morte di Levy il Brasile perdeva un grande artista e, anche se all’epoca nessuno lo poteva immaginare, nel mondo apriva i battenti un club davvero selettivo.
Ma andiamo con ordine.

La maledizione dei 27 anni: Coincidenze

Jim Morrison e il Club 27Il 3 luglio 1971 a Parigi, Jim Morrison, poeta, cantante e leader del gruppo rock dei Doors, si spegneva a ventisette anni in circostanze ancora oggi non chiarite. Il referto ufficiale parlò di arresto cardiaco, ma, sebbene l’arresto cardiaco sia l’ovvia conseguenza della morte di chiunque, nessuna autopsia fu effettuata per individuare la causa esatta dello stop al cuore del Re Lucertola.
In assenza di certezze, la teoria più diffusa dai media dell’epoca fu un’overdose da miscuglio di alcol ed eroina. Secondo la compagna di Morrison, la stilista americana Pamela Courson, l'eroina fu da lui inalata per sbaglio credendola cocaina.

FELICITA'



Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell’animo, perché questo è il compito della vita felice, a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall’ansia.
Una volta raggiunto questo stato ogni bufera interna cessa, perché il nostro organismo vitale non è più bisognoso di alcuna cosa, altro non deve cercare per il bene dell’animo e del corpo. Infatti proviamo bisogno del piacere quando soffriamo per la mancanza di esso. Quando invece non soffriamo non ne abbiamo bisogno.
Per questo noi riteniamo il piacere principio e fine della vita felice, perché lo abbiamo riconosciuto bene primo e a noi congenito. Ad esso ci ispiriamo per ogni atto di scelta o di rifiuto, e scegliamo ogni bene in base al sentimento del piacere e del dolore.                                                            Epicuro
Fonte  

Barclays, bloccate le carte di credito ai clienti delle zone terremotate (per "salvaguardare i loro interessi") ...


Bloccate le carte di credito ai terremotati


Quando leggo questi articoli e penso che ancora non chiudono il conto in banca ... penso che siamo proprio un branco di coglioni! Io piuttosto di mettere li i soldi li brucerei, maledetti schifosi!





 
Niente carte di credito per gli abitanti delle città colpite dal sisma in Emilia Romagna del 20 e 29 maggio. Circa una settimana fa, la banca inglese Barclays, circuito Visa, ha bloccato le carte di credito attivate ai cittadini delle zone terremotate. La denuncia arriva dal Alessandro Osti, direttore della Confesercenti di Ferrara e residente in una dei comuni danneggiati dalle scosse, che racconta su Facebook la propria esperienza, invitando a boicottare la banca. (...) un operatore del call center della banca conferma. “È vero. Tanti clienti delle zone terremotate non sono stati capaci di pagare la rata mensile. Per questo la banca ha deciso di bloccare tutte le carte attivate in quei comuni, in via precauzionale. È stato fatto per evitare che il sistema caricasse gli interessi a danno del cliente”.(Fatto Quotidiano)


Avevate dubbi ragazzi? loro lo fanno solo per salvaguardare il cliente eh ... ci mancherebbe altro ... avete mai visto una banca rubare soldi ai propri clienti?


Fonte

venerdì 22 giugno 2012

La psicologia del profondo di C. G. Jung


di Diego Pignatelli Spinazzola 


La psicologia del profondo di C. G. Jung ed il mysterium iniquitatis dell'alchimia: tra ineptia mysterii dogmatica e sintesi teologica. Giugno 2012

C. G. Jung, in molti dei suoi saggi sull'alchimia, raffigurava l'incredulità teologica come un ineptia mysterii o mysterium iniquitatis.
Per la teologia, l'imaginatio a cui Jung faceva riferimento, l'impossibilità di conoscere Dio se non con un atto di fede o tramite deo concedente, erano questi i dogmi unilaterali che lo stesso Jung, indagava aprendo varchi di quel mysterium iniquitatis, e seguendo l'esempio degli gnostici. Come vera e propria teologia, l'alchimia, basa le proprie premesse, su quelli che Jung descriveva come "fatti psichici". Al pari di mistici, i precursori della linea alchemica e quindi della teologia del profondo di Jung, complementavano le proprie teorie sulle proiezioni di contenuti psichici, che sprofondavano nella materialità inconscia, dandole corpo sottile, quell'amplificatio che si ritiene essere un ermeneutica di "fantasie" consce e preconsce e che redimevano la materia corporalis. Nella compagine di questi studi e ricerche, i processi di distillazione e solidificazione della materia (solificatio) ne davano corporalità volatile e spirituale. Nella coniunctio di zolfo e mercurio, la sintesi avveniva nel'immergenza del symbolicum e nella coagulatio degli elementi attraverso quattro distinte fasi del processo (regimina), all'attualizzazione del lapis filosofale, pietra costituente l'imago lapis cristica, che ogni alchimista rendeva viva, ed angularis, proprio perché rigettata dai costruttori, e sovente ritenuta pietra incorruttibile, aqua divina, e filius macrocosmii, il servator a cui spettava la suprema opera di redenzione. Il mercurius philosophorum, così lo chiamavano gli alchimisti, era un ambivalente ma anti-dogmatica entità fugace, che faceva la disperazione di ogni alchimista, perché proposito ed intendimento dell'opera era fissare questa forza mercuriale, con lo zolfo anch'esso mercuriale ma umido, stagnante e stabile. Il sale solvente doveva invece fissare le due componenti solfuree e mercuriali, appunto con coniunctio salina. La totalità del processo, costituiva simbolicamente il monstrum hermaphroditum, il filius noster, serpente ed unicorno, agathodaimon per gli gnostici. Teologicamente queste allegoriae costituivano un paradosso che solo l'alchimia poteva risolvere, restituendo alla funzione inferiore, ctonia, il vero posto che le spettava, ciòè quella di Salvator. Mercurio come glutinum mundi, e divinità ctonia, attuava così la coniunctio di elementi che nella psicologia del profondo di Jung, divengono necessari al completamento della funzione simbolica della psiche, ossia rappresentando una funzione di sintesi costruttiva ermeneutica che compensi non solo l'unilateralità del dogma cristiano, bensì anche l'unilateralità della coscienza, staccata dalle fantasie e dalle immagini inconsce. Il Cristo per accendere la luce nelle coscienze, richiede l'oscurità, la residenza ctonia. Ed è per questo che si ritiene essere un Cristo gnostico, portatore di tenebra, la cui vera matrice, Sophia, è redentrice. E questo Jung lo aveva ben compreso, rilevando i motivi mitici del mitologema cristiano, che inconsciamente o non inconsciamente proiettati, ogni alchimista si portava dentro. Redimendo la sua condizione psichica, l'alchimista portava interrogativi sul cosmo animato e non animato, cosmo e microcosmo. Per questo motivo egli individuava nei simboli della circulatio, da Jung, definito mandala, rotatio, l'ordinamento di un universo (vedi Jacob Bohme) che non si fermava all'ineptia mysterii teologica, incline a disapprovare tali eresie. Gli gnostici, hanno per primi aperto il campo all'indagine psichica, seguiti dagli alchimisti che si proponevano come medici, astrologi, fisici, matematici. 

Questa profonda comprensione dell'universo interiore (Centrum per Dorn), faceva degli alchimisti, dei cercatori di un aurum non vulgi, aureo e subliminare; una ricerca della natura perfetta, che solo pochi hanno saputo tenere in vita. C. G. Jung è riuscito ad esplorare quella cripta ermetica, quel lapisinvisibilitatis, che circondava di un alone di mistero questi antichi teologi. Va a Jung, il merito di aver ampliato le conoscenze alchimistiche, ossia quei residui di una lettura pagano-gnostica che ci viene da Paracelso, Michael Maier, Gerhard Dorn, Zosimo di Panopoli, Arnaldo de Villanova, Basilio Valentino, Tertulliano, ed altri celebri gnostici ed alchimisti. La via regia per l'inconscio, vedeva consolidare tra la psicologia del profondo di Jung e l'alchimia, con i suoi processi inconsci di proiezione sulla materia, un gemellaggio, che concesse all'alchimia, non solo il primato di scienza psichica inerente proprio ai processi inconsci, ma anche di una scienza "riscattata" da vera e propria superstite (dai lavori di Jung) di una coscienza in cui contenuti e raffigurazioni mitiche erano ancora mescolate e pervenute nell'individuo, al di fuori del mutamento storico e psicologico che segnerà quasi e per sempre la fine di una convivenza pacifica con l'inconscio.

Diego Pignatelli Spinazzola

Fonte

Ho visto Gesù!!!


Ho visto Gesù!

Volete vedere anche voi il luogo dove nasce Gesù? 
Guardatevi l’immagine, o scaricate “stellarium”, un software open source gratuito dove potete simulare i movimenti “meccanici” e perfetti del cielo stellato, scegliete la data del 24 Dicembre, giorno in cui le tenebre vengono sconfitte dalla luce e i giorni iniziano lentamente ad allungarsi, non a caso molte divinità nascono il 25 Dicembre, Dioniso compreso! hahahaa, non ho manie divine, fidatevi, Dioniso rappresentava la persecuzione, l'eccesso, la libertà e l'arte in genere ...




Smettete di illudervi piuttosto dietro alle solite storielle, favolette per bambini direi ... certo, la figura di Gesù è bella e buona, proprio come la figura di Socrate nell’antica Grecia, ma da qui a dire che sono esistiti ne passa di strada. Io direi piuttosto che questi sono gli uomini che “tutti noi dovremo” essere per avere un mondo certamente migliore. Pensate che in alcuni commenti sul film Zeitgeist si trova ancora chi si arrabbia perché mettono in evidenza quanto la religione cristiana ha copiato dalle vecchie credenze, e si arrabbiano … perché arrabbiarsi se mettono in dubbio il dio "personalissimo" dio? Anche Socrate, e se vogliamo anche Buddha, si possono mettere in dubbio proprio come nel “Crepuscolo degli Idoli” di Nietzsche, e non è importante se siano esistiti o no, l’importante è se vogliamo o non vogliamo comportarci nel modo che questi "archetipi" insegnano. Questo sappiamo che non lo fa nessun credente, e perciò si perdono in quelle zuffe da bambini … no, questo è mio, no questo non è vero! Sveglia, sveglia … è troppo facile dire "Gesù era un grande", così ci si lava le mani e possiamo compiere qualsiasi azione ... perché invece non dire Gesù faceva così e farlo anche noi? Meno facile di sicuro, ma molto più gratificante ... e non dimentichiamo mai che tutto quello che facciamo ci ritorna moltiplicato! Socrate, Gesù o Buddha possiamo essere noi in questa vita, non aspettate l'altra come chiesa insegna.

Vi piacciono le figure di questi saggi? Imitatele allora!!!

Dioniso777

ESTINZIONE DELLA SPECIE, le regole ...

Chiede Rosalux:
“Ispirata da una discussione con il Martinez, sul suo blog, mi chiedo e vi chiedo: ma per voi è una buona o una cattiva notizia che gli indiani Seminole si siano comprati la catena Hard Rock Cafe vendendo l’anima al capitalismo, oppure farebbero meglio a farsi esplodere sui bus di pendolari di Chicago in base alla considerazione che “esiste un diritto dei nativi americani a tutto ciò che va dall’Alaska all’Arizona”?
No, lo chiedo sul serio, eh? Vorrei un parere.”
E’ un perfetto esempio di quello che dicevo prima sui luoghi comuni. Intanto, non è,  chiaramente, un discorso sui Seminole (se Rosa sapesse dove abitano, non avrebbe parlato di Chicago), ma una metafora per la Palestina. Raccontata con una battuta chiara ed efficace.
Per spiegare quale sia il problema con questa battuta, mi trovo costretto a scrivere unlungo trattato, che pochi leggeranno. Però lo scrivo lo stesso, perché la questione dei Seminole è interessante di per sé.
Togliamoci di mezzo la fuffa romantica che accompagna sempre i “pellirossa”: un commentatore del blog di Rosalux tira pure in ballo i “visi pallidi” dei fumetti. Alcuni Seminole erano anche proprietari di schiavi (neri), altri invece erano schiavi (neri) scappati, altri addirittura bianchi poveri, tanto per dire.
I Seminole della Florida hanno condotto la più dura guerra di resistenza di tutta la storia degli Stati Uniti, durata – con varie riprese – dal 1817 al 1858. Durante le tre guerre, ci sono stati molti massacri: ovviamente i più forti ne hanno uccisi di più, ma nemmeno i Seminole hanno scherzato. Gli Stati Uniti hanno perso infatti diverse migliaia di soldati.
Nel 1833, gli americani convinsero alcuni Seminole, presumibilmente analfabeti,a firmare un “trattato” che prevedeva la loro deportazione a ovest del Mississipi: erano tempi in cui il nascente capitalismo cercava la terra, per le risorse che poteva offrire e per lo sviluppo agricolo, e quindi volevano togliere la terra ai Seminole.
Ovviamente, non tutti i Seminole hanno accettato questo patto, per cui sono statideportati a forza, fin nel lontano Oklahoma: circa un terzo sono  morti durante il viaggio. Alcune centinaia di individui, rimasti in Florida,  sono stati rinchiusi in una piccola zona paludosa, perennemente allagata, piena di zanzare e coccodrilli, mentre le loro terre venivano date ai coloni.
E’interessante notare che i Seminole non hanno mai riconosciuto la conquista americana: ancora oggi, si chiamano il “Popolo invitto”, e non hanno mai firmato un trattato di pace con gli Stati Uniti.
Passano centoventi anni di degrado, miseria, alcolismo e razzismo.
Non sono i Seminole a decidere di uscirne: a cambiare le cose è l’improvvisa eccedenza di capitali degli Stati Uniti, ottenuti grazie al saccheggio del West.

AVANTI UN ALDRO


Processo Aldrovandi, tra le forze dell’ordine grande attesa. Hanno dovuto ammazzare pure quella.
In serata la sentenza del processo Aldrovandi. Sempre che non abbia paura a farsi vedere in giro di notte.
Il caso che ha tenuto banco a lungo su giornali e tv attende con ansia la decisione finale: Balotelli tornerà titolare?
(Vi ricordate di Federico Aldrovandi? Era un giovane ferrarese capace di rompere manganelli con la sola forza del pensiero)
Confermata la condanna per i quattro agenti: tre anni e sei mesi già ridotti per l’indulto. Praticamente li dobbiamo risarcire.
(Tre anni e sei mesi poi ridotti per l’indulto. Tanto valeva lasciarlo vivo)
I quattro agenti condannati a tre anni e sei mesi. Che comunque per la morte di un ragazzo di diciotto resta sempre un buon affare.
La pena per i colpevoli appare a molti troppo mite. Purtroppo non hanno spaccato neanche una vetrina.
I poliziotti non finiranno in carcere ma verrà loro inflitta una sanzione disciplinare: salteranno i prossimi tre pestaggi.
Durissima la requisitoria del procuratore: “I poliziotti non avevano davanti un mostro”. Lo avevano dentro.
“I poliziotti non avevano davanti un mostro”. Quindi non passano di livello.
Il pg Mazzotta ha criticato l’eccesso dell’uso della forza nei confronti di una persona inerme. Se vale il diritto internazionale, ora si può invadere la polizia.
La violenza omicida dei poliziotti definita “deficit di diligenza”. E lo stato di Aldrovandi dopo il pestaggio “deficit di attenzione”.
Il comportamento degli agenti definito “deficit di diligenza”. Gli imputati facevano gli indiani.
L’accusa per gli agenti è di essere saltati a cavalcioni su Federico. Senza prima sellarlo.
“C’è stata senz’altro cooperazione colposa nella condotta degli agenti per via della comune scelta di azione, della consapevolezza di agire insieme, fattore che gli imponeva di controllare anche l’azione dei colleghi e nel caso di regolarla”. In altre parole, manganellavano a ritmo.
Secca smentita dei poliziotti: “Nessuno è salito a cavalcioni su Federico”. Non avevano monetine.
Federico aveva passato la serata al Link di Bologna. È quello che al mattino era in condizioni migliori.
I quattro agenti raccontarono che il ragazzo gli si era avventato contro a colpi di karate. Ed è per quello che gli hanno tolto la cera.
I poliziotti affermano che Aldrovandi ebbe comportamenti chiaramente autolesionisti. Come ad esempio non scappare subito.
Uno dei poliziotti si stupì dell’insensibilità di Aldrovandi al dolore. Mai quanto io della loro.
“Aldrovandi si mostrò insensibile al dolore”. Non era a casa a vedere Porta a Porta.
Mentre veniva massacrato Aldovrandi non urlò. Non voleva rovinare la Nona di Beethoven.
Gli agenti non utilizzarono il defibrillatore automatico di cui era dotata la volante. Tutto il resto sì.
Presenti in aula Giorgio Sandri, Lucia Uva, Stefano Gugliotta, Domenica Ferrulli e Ilaria Cucchi. Non si faceva prima con una class action?
Tra i presenti anche il padre di Gabriele Sandri. Poi gli hanno spiegato che il processo a Mauri era da un’altra parte.
Il padre di Sandri si è presentato all’udienza per portare la sua solidarietà a quello di Aldrovandi. “Visto? Senza di noi non vi sareste neanche conosciuti”.
(Sapete quanti poliziotti servono per ammazzare un uomo? Nessuno)
Lino Aldrovandi: “C’è giustizia nell’aria”. Ma no, quella è baruffa.
Ora per i colpevoli potrebbe esserci il licenziamento. O l’assunzione alla Fiat.

* * *

Autori: batduccio, benze, stark, misterdonnie, creste83, purtroppo, lowerome, starrynight, sofino, miguel mosè, giggi, milingopapa, mestmuttèe, serena gandhi, edelman e bostik15.

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