"THE END"

sabato 17 marzo 2012

Random dell'anima.


Nuvola Rossa, grande capo indiano disse a un uomo bianco:”Quando avrete prosciugato l’ultimo dei fiumi, tagliato l’ultimo degli albero, ucciso l’ultimo dei bisonti e magari anche pescato l’ultimo dei pesci, allora, solo allora ma neppure un attimo prima capirete che non potete mangiare i vostri inutilissimi SOLDI!!!”
Noi qui, figli del puma, l’umanità che si misura in ora, le she son fe, l’unica scelta è il mimetismo e il volo.
 Hai venduto l’anima al mercato e già qualche santo in terra c’è cascato, ora ti senti più nervoso, con la facci ada goloso, per combinazione la salvezza tua si paga in soldi, $,$,$,$!
Soldi, soldi, soldi, money, money, dinaro.


Stasera sono molto contento, bella musica, bell'ambiente, bello tutto, segue ...

Un gruppo che davvero mi ha dato tanto, per anni li ho ascoltati e cercati di capire, ci sono riuscito? Nell'anima mi hanno lasciato veramente molto, bella e mitica la frase in fondo detta a un  uomo bianco ... 
Provate anche voi, ecco i brani che più mi toccano, SPLENDIDI a dir poco! … 


 . . . quasi come Schopenhauer, (e non solo!), ciao Fiore, hai fatto un buon acquisto, vedrai che splendido libro e che orizzonti ti aprirà. Ma, c’è sempre un ma, è complicato, anche se semplice in effetti, ma no ti deve mancare i Parerga e Praralipomena e gli aforismi sulla saggezza del vivere in particolare, buddhismo allo stato “PURO”. Poi l'arte di conoscere se stessi è misantropia allo stato puro, hehehehehehheh!!!! Bello! In ogni modo hai preso il libro del Buddha, noi siamo solo "IDEA". Ahhhh, Orgasmo mentale, niente di meglio!!!
Start

Amico mio, trasforma l’energia, è un gioco duro che ci ha segnato gli occhi …

Cercando un altro me non vedo più la fine, cercando dentro di me non vedo più la fine, sarà perché ogni cosa è come un onda meravigliosa … imparerò da me, imparerò sulle mie ossa perché questo è

Voi, che avete occhi per non vedere e bocche per non parlare, meglio così!!!
 io vi farei proprio così, come vi ha fatto dio, perché io sono come dio, potrei rapirvi il cuore per un attimo, io che no ho mai incontrato dio ma conosco un'altra verità, io sono come dio e gli uomini li rifarei come ora
Dio !!! … io pazzo come dio vi farei morire di paura promettendo l’inferno alla pietà, io che sono come dio gli uomini li rifarei come ora … CIECHI!

Hey tu amigo, che mi guardi con la faccia strana, che confusione è proprio vero che siamo nati solo per soffrire, ma prova a dire una sola ragione che ti fa stare qui, hey hey amigo, tu che mi guardi con la faccia fa scimmia, sei bastonato e troppe volte pensi che non hai più voglia, prova a parlare senza parole e dire:” NOI simao liberi!!!”
La strada è deserta e siamo soli in gara, vai amigo!

Perché abbiamo tutti bisogno di ca...ca...carezze!!!
Quale bestia quale cane! Lasciatemi in un angolo da me, che non riesco più a capire se voglio una carezza o mordere … urlo di notte ai vicoli pisciando sulle vostre carezze! Mordo ai cani come me ...

Apapaia: Si può vinecer una guerra e poi … forse anche da soli, si può estrarre il cuore anche al più nero assassino, ma è più difficile cambiare un idea, IL MIO sogno è un taglio netto a tutto e voglio che sia più reale, potrei stare ore ed ore a parlare al silenzio … ma è più difficile cambiare un idea.
Il mio sogno è un mare acido e dimmi se non è reale, di giorno traveste di luce ogni cosa vivente e non toglie la paura dei fantasmi. RISPETTA le mie idee, rispetta le mie idee, apapaia, apapaia, apapaia, apapaia
                                                                                                                               
Pro, pro, proibito! E’ proibito! Qui niente mare a a mi sembra un funerale, chi muore solo, chi ammazza per il pane, generali infesta, la morte è pure questa. Dice che è proibito anche pensare
… vede tutto attraverso, sabbia rossa e deserto …
Ho sete, sete di te che non sei qui, stella caduta dagli occhi che voli sul mio deserto
Ho sete, le nuvole mi cadono dentro, cerchio che ha perso il suo centro, perché ha smarrito ogni senso, sabbia rossa e deserto …
Lunga scala d’aria all’alba nel deserto, non c’è confine tra l’occhio fuori e l’occhio dentro, lenta processione all’alba nel deserto, Fata Morgana ha già cambiato ogni profilo, e aspetta a parlare prima che l’illusione si sia mossa, poi scopro il confine che dall’infinito vola dentro di me, Morgana!

Giro di notte con le anime perse, si della famiglia io sono il ribelle, e vendimi l’anima e ti vendo alle stelle, e il paradiso è un astuta bugia, tutta la VITA è una grossa bugia, la dittatura è una gran fregatura ma a volte uno strappo è una necessità, a chi va bene a chi va male e sono un animale, sia! Mama mia el Diablo …


Grazie Litfiba ...

Dioniso777

Dov'è il popolino?

... ringraziate la dilagante imbecillità

Proviamo ad ascoltare questo video, FINE DEI TEMPI E PROFEZIE. Seguo da molto questo utente e non è la prima volta che metto un suo video


... curioso, non trovate?!?


Devo dire che per primo alle profezie non credo, come non credo ai testi sacri, cosiddetti sacri, però è alquanto curioso notare come tutti abbiamo delle coincidenze notevoli ... ricordate quello che Gaber cantava nel '78, in "Io se fossi Dio":
"... fatevi avanti col mito del progresso e con la vostra schifosa ambiguità, ringraziate la dilagante imbecillità." 
Chissà cosa canterebbe oggi. 


Copio incollo un commento che ho trovato sul blog di Rosalouise1, io ci farei una riflessione, eccolo qui:

Illusione Possibile
“Si racconta che quando negli anni sessanta, iniziarono i viaggi grazie all’acido (LSD) negli USA si preferì non contrastare tale nuova moda in quanto una massa psichedelica era meglio gestibile di chi il cervello lo utilizzava e si poneva delle domande.
E qui, qualche dubbio dovremmo averlo considerando come tale fenomeno si sia evoluto o meglio sia stato lasciato evolversi.”

video trovato qui http://angeliinastronave.blogspot.com/

non sensi . . .


Mi ha colpito la frase di chiusura di quest'articolo:

Ma noi, siamo persone … almeno, serie? No, eh! Solo matti in libera uscita! 

Io lo dico da molto che la popolazione è ad un livello di schizofrenia che non andrebbe sottovalutato in un paziente in cura. Vittorino Andreoli, con il suo bellissimo libro "Il Denaro in Testa", l'ha fatto, ha messo sul lettino dello psicanalista il denaro e i nostri comportamenti ad esso legati, e non poche volte paragona il rapporto che l'uomo dei nostri tempi ha con il denaro a quello che il tossicodipendente ha con la droga. Molto interessante il testo e lo studio, io lo metterei come testo scolastico, qui e qui due articoli scritti sul libro.
Buona lettura,

Dioniso777


Paese di contraddizioni e non sensi 


Marinella Andrizzi Sinibaldi
Anziché stamparci i soldi da soli, ce li facciamo stampare da altri che poi ce li prestano con gli interessi!  Furbi, vero?
Ci dicono che le sovranità popolari non servono. Meglio liberarsene. Come a dire, meglio essere servi che padroni. Meglio vivere in affitto che non in casa propria. Meglio andare a mangiare al ristorante, che non mangiare i frutti del proprio orto.
Ci dicono che i nostri diritti, non è bene averli e che ci dobbiamo abituare all’idea di non averne. Mentre i politici e i banchieri hanno tutti i diritti che vogliono. Così avremo meno da pensare.
Abbiamo gli stipendi e le pensioni più basse d’Europa, ma le tasse più alte del mondo. Come a dire: il povero è quello che deve spendere più di tutti. Altrimenti, rischierebbe di non essere più povero.
Ormai la maggior parte degli italiani è alla soglia della povertà, e gli stipendi continuano a scendere. Ma gli stipendi dei dirigenti e dei politici, aumentano sempre. La legge del contrappasso?
Tolgono 150 euro al mese dagli stipendi, e scioperano per riaverne 15.
Il nostro è un Paese ormai in totale crisi e recessione, ma abbiamo i politici più pagati del mondo. Modestamente!.....

Abbiamo un Presidente della Repubblica che dovrebbe essere il garante della Costituzione e, invece, ci dice che la Costituzione, almeno alcune parti, devono essere cambiate.
In favore del popolo?
No, delle banche!  Ma per un Presidente che ci viene a dire che il diritto al lavoro è qualcosa di anacronistico, tutto sommato, è normale anche che pretenda di far cambiare la Costituzione dalle banche. E senza sentire noi. Altrimenti sarebbe “populista”. Ovvero: merdaccia!
Ma siamo una nazione … o un manicomio?
La metà di quello che ho scritto, tra persone serie, raziocinanti e ben messe con il proprio cervello, sarebbe più che sufficiente a far saltare tutto in aria.
Invece, se proprio vogliamo fare qualcosa di terribile, andiamo, come cretini, con i sindacati più venduti e corrotti del mondo, dopo quelli americani, a sbandierare qualche pezzo di stoffa colorato, facendo finta di alzare la voce, per non più di quattro ore “una tantum”.
Ma noi, siamo persone … almeno, serie? No, eh! Solo matti in libera uscita!



E poi per aggiungere un po' di follia, visto che ne siamo forniti, leggiamoci questa barzelletta e ridiamo un po', la somiglianza con la realtà non è cosa da poco conto, siamo una barzelletta . . . in fondo.



La mosca e il professore

Michele Brunati

In questi giorni tutte le reti d'informazione, nessuna esclusa, ci hanno comunicato il risultato dell'ultima statistica sui consumi delle famiglie italiane, mettendo in evidenza il fatto che si è verificata una riduzione tale da portarci al livello degli anni Ottanta del secolo scorso.
Ad una persona come me, favorevole alla "decrescita felice e ragionata", la notizia non poteva che far piacere, pur tenendo conto del fatto che il calo non è da attribuirsi ad una consapevole presa di coscienza della gente, resasi conto che così non si può più continuare, ma ad una inaudita mazzolata sul nostro potere d'acquisto perpetrata da questo governo di luminari col preciso intento di... rilanciare l'economia!
Questa evidente contraddizione, percepibile anche dal contabile di una bocciofila, mi ha fatto ricordare la vecchia barzellettadello scienziato e la mosca ammaestrata”.
Per i più giovani e per gli smemorati la storiella è questa.
Un esimio professore di stampo bocconiano, entomologo di chiara fama e di oscuri principi, pensò di eseguire un delicato esperimento nel suo laboratorio di ricerca. Prese una mosca ammaestrata dai suoi predecessori a spiccare un piccolo balzo ogni qual volta veniva pronunciata la parola "salta!", e cominciò col rimuoverle una prima zampetta. Le ordinò poi di saltare e, nonostante la menomazione, la mosca saltò. Il perverso studio comportamentale si protrasse con le stesse modalità finché, privata anche dell'ultima zampetta, la poverina non riuscì più a saltare e malconcia se ne stette immobile. A questo punto l'enciclopedico scienziato appuntò imperterrito sul suo taccuino l'annotazione conclusiva: "una mosca, privata delle sue zampe, diventa sorda!".....

Senza tirare in ballo cavillosi arzigogoli costruiti sulle più alte teorie economiche, ogni persona di buon senso riesce a capire che, se togli una dopo l'altra tutte le fonti di sostentamento che il cittadino si è guadagnato col suo onesto lavoro, dopo non puoi pretendere che faccia salti di gioia mentre depone i due pacchetti nel carrello del supermercato.
Ebbene, questi eminenti studiosi dalla mente acuta come il fondo di un paiolo, dopo averci tagliato le gambe con una tassazione capestro (purtroppo non ancora portata alla sua massima intensità benché sia ormai la più alta in Europa), ci vengono a dire che il mercato langue perché siamo sordi alle loro ripetute esortazioni a lavorare di più, e più a lungo.

La barzelletta della mosca ammaestrata finisce così, con una risata, senza rivelarci che fine abbia fatto il nostro sperimentatore dopo aver divulgato alla comunità scientifica la sua arguta conclusione. Però l'ilarità che scaturisce dal controsenso ci porta a pensare che in un paese normale sarebbe stato sicuramente radiato dall'albo non con una promozione a senatore a vita, ma con un "posto fisso" per la pulizia del seminterrato e con adeguamento automatico dello stipendio alla sua nuova mansione.

Questo sarebbe il naturale epilogo della barzelletta..., purtroppo non della nostra realtà!



La generazione in stand by


Trent’anni

Creato il 16 marzo 2012 da Nicola Mente
giovani e lavoro«Ebbene sì, ho trent’anni». Avere trent’anni da circa quattro anni, o cinque. Non è un periodo ben definito. Certo, nei ricordi capita di sfogliare le istantanee del compleanno, dell’ufficialità anagrafica, delle pacche sulle spalle e delle parole buttate al vento. Riecheggiano frasi prestampate, come «Benvenuto nel club», o «Non sei più un ragazzino», con la cassa di risonanza portata da quel numero così perfetto da importi la perfezione di maturità, a costo di tener premuto l’acceleratore (senza mollarlo neanche in curva). Il trentenne, che sia ventottenne o trentaquattrenne, rimane sempre un trentenne, che è condizione psicologica e morale, che è passaggio delicato.
A trent’anni si entra nelle indagini Istat, a trent’anni si provano emozioni simili a quelle che riempiono gli attimi prima della partenza, con saluti bagnati, abbracci calorosi, e fiduciose promesse mancate. A trent’anni si soffre come adolescenti: la differenza sta solo nella maggiore capacità di gestire la tempesta emotiva propria del quattordicenne (forse è per questo che l’acne non sembra lasciare definitivamente il passo).
Giovani indipendenzaEssere trentenni nel momento in cui tutto precipita, tutto cambia, tutto è quasi autenticamente falso, senza più nascondersi con presunzione dietro false credenze, e decrepiti dogmi. Essere trentenni mentre si stira una camicia pulita alle undici di sera, con il coinquilino abruzzese che ride davanti a Youtube, in cucina. Guardare e scegliere l’abito, l’unico, con cui presentarsi a consegnare curricula, la camicia di forza per il mondo che conta, la casacca da prima squadra (dove si fa sul serio, in confronto alle categorie giovanili). Confezionare una realtà che straborda di punti interrogativi, e che non è così incazzata come le varie poste del cuore indette da Repubblica & Co. vogliono farci credere.
I giornali riempiono le pagine di giovani madri precarie, di ricercatori sottopagati, di prototipi stretti e politicizzati in cui non tutti i trentenni contano di rientrare. I sermoni d’accusa e toni da apocalisse, nel mondo reale, fanno spesso spazio a malinconia remissiva, che non lesina sogghigni d’amarezza. L’indignazione, merce fresca per il quotidiano o per il rotocalco, è in realtà scaduta da tempo. Il trentenne è trentenne per un lustro, ed è certamente il personaggio dell’anno da almeno un decennio, nel nuovo mondo dagli orizzonti sbiaditi.
Il trentenne è l’esponente di una generazione stropicciata dai cambiamenti, cristallizzata nelle angosce, oppressa dall’esubero di provvisorio, ove “provvisorio” è diventato sinonimo di definitivo. Il provvisorio che, diciamo la verità, fa bene alla pelle, e stimola la mente. In mezzo a tanta precarietà, ci si sente eternamente giovani, e non si capisce più se esserlo al cento per cento e senza remore, oppure sforzarsi di diventare adulti, senza capire bene i parametri della differenza, e senza che nessuno s’interessi nel fartela comprendere.
giovani lavoroIl ritmo del mondo si alza, e non aspetta la flemma rubiconda dello pseudo-giovane, che ciondola tra fanciullezza e prime (mancate) responsabilità. Non si va più in guerra come un tempo, perché ormai la vita da trincea la impone il quotidiano incedere degli eventi: le speranze si nascondono, le macerie tutt’intorno ostacolano il selciato, la competizione aumenta. Il ricercatore precario, la giovane ragazza madre, il genietto universitario non giustamente riconosciuto, per il “normotrentenne” non rappresentano la prassi. Il trentenne della porta accanto, quello che non scrive lettere e non rilascia interviste, guarda a questi modelli con un po’ d’invidia, e non si riconosce: “almeno lui è ricercatore, almeno lei ha un figlio”, pensa.
giovani e lavoroE allora ti capita di stare lì, con la tua maglietta dei Clash, ad osservare il tuo abito steso sul letto, quell’abito comprato “per l’occasione” e ora ramoscello a cui aggrapparsi per scappare dal fiume in piena dei punti interrogativi, strumento scomodo ma necessario per ritagliarsi il proprio spazio in questo universo ribollente. Il bamboccione, lo sfigato, il piatto preferito dove sputare e dove all’occorrenza mangiare, l’inerme ospite indesiderato che sta sempre in prossimità della cerchia muraria, deve costantemente ricercare una fede, ogni giorno. La fede nei genitori e nelle parole di conforto, la fede in un colloquio fissato in mattinata, la fede in un abito stirato e profumato, da sfoggiare ad una segretaria che a malapena si ricorderà come eri vestito.
Guardi quell’abito, e immagini la sera del giorno dopo, quando rincaserai esausto dal tour d’accettazione, e quello scintillante completo a cui hai dedicato tempo e passione si trasformerà in costume pagliaccesco, improvvisamente inadatto alla montagna di esigenze che la società (senza troppo badare alle eventuali e relative risposte) continua a creare e sparare in aria. Vestito troppo stretto, quello,  per sentirsi liberi di esprimersi, creare, disfare, o semplicemente per rimanere fermi a riflettere sul da farsi. Tra abiti stretti e strade sterrate, la missione del trentenne appare assai gravosa: lottare per essere ciò che non sarebbe mai voluto diventare, aspettando il momento in cui la sveglia interromperà questo incubo ibrido e senza tempo. Con il terrore suadente di aprire gli occhi quando serviranno soltanto per guardare indietro.
(Pubblicato sul “Fondo Magazine” del 15 marzo 2012)

Maudit


Bello il rock, lo è sempre stato forse perché, oltre al ritmo, è pungente, ha il coraggio di denunciare lo stato delle cose per quello che sono veramente, senza usare tanti pizzi e merletti. Propongo stanotte “Maudit” dei Litfiba, album Terremoto, anno 1993.
Buon ascolto
Litfiba sul tema del grande vecchio. Grandissimo e potentissimo pezzo.

Maudit!
Di notte voglio entrare nei segreti tuoi
E voglio costruire una fortezza senza inganni
Sarò il corto circuito nella stanza dei bottoni
E scioglierò i veleni delle tue decisioni
Di notte voglio ballare nella televisione
Truccarmi da pallone e poi raccontarvi tutto

Tutto tutto sulla mafia
Tutto tutto sulla P2
E l'Europa che ci fa "Ciao"
Pizze pazze e corruzione
Euromafia da esportazione
Tutto tutto sul mio fegato
Tutto tutto, tutto e niente...

Je suis maudit maudit maudit
maudit, maudit, maudit
Je suis maudit, maudit, maudit
Maudit, maudit, Maudit
E via il guinzaglio
Di notte voglio entrare nei segreti tuoi
E li voglio raccontare alla gente che s'inganna
Di notte voglio ballare nella stanza dei bottoni
staccare tutti i fili delle tue decisioni
Staccare tutti i fili con la tua benedizione
Tutto sulla chiesa in Africa,
Tutto tutto sull'obiezione,
E le stragi senza nome,
Tutte passano da Roma
Pizze pazze e corruzione

Tuttotutto sul mio fegato
tutto tutto, tutto e niente...

Jo soi maudit, maudit, maudit
Maudit, maudit, maudit
Jo soi maudit, maudit, maudit
Maudit, maudit, maudit
E via il guinzaglio
Je suis maudit, maudit, maudit
Maudit, maudit, Maudit
Je suis maudit, maudit, maudit
Maudit, maudit, Maudit
E non è tutto!
Dirti
Tutto tutto sui veleni
E i segreti del Vaticano,
Tutto tutto sulle elezioni,
Tutto tutto su noi coglioni
Tutto tutto, tutto e niente...

Autoelogi e insabbiamenti,
Funerali, tutti presenti
I politici e la malavita, i politici e la bella vita
Tutto tutto, tutto e niente... 

venerdì 16 marzo 2012

Depressione e industrializzazione, due facce della stessa medaglia

Progresso non è la parola giusta, cambiamento come dice il prof. è la parola giusta, noi usiamo progresso per consolarci.
Oggi metto un p0' di idee che ho partorito a rate. Mi guardavo alcuni video di Serafino Massoni, sono partito per cercare un pezzo in particolare e mi sono visto poi tutto questo sulla depressione, che più della depressione parla di cattiva gestione della vita dall'arrivo del patriarcato, della figura del pater fimilias, o del padre dei cieli, e tutto quello che poi è avvenuto nella nostra società degli ultimi 4000 anni. La competizione, il complesso di Edipo e prosegue poi per un buon venti minuti. Poi quello che segue l'ho scritto in altri tempi e si può collegare con questo ottimo video, poichè leggevo ieri che in America ci sono 50 milioni di malati mentali nuovi a cui somministrare nuovi psicofarmaci, la civiltà del ventunesimo secolo è la civiltà della depressione e dei disturbi mentali in genere. Io, come ho scritto ancora, definisco in una sola parola tutti i disturbi presenti nel mondo d'oggi e nei paesi "sviluppati" in particolare:"Schizofrenia". 
Cercare e leggere i sintomi per credere :-)




... per tali ragioni un aspetto fondamentale delle società industriali, si basa sulla creazione del "sovraconsumo", e sulla necessità di spingere al consumo i cittadini ... (come non è difficile capire)
Articolo completo qui, a piè di pagina.

Andare per una volta sola oltre il velo di maya, il velo dell’illusione che tanto rincorriamo per la maggior parte della nostra esistenza, basta guardarsi attorno … siamo forse sviluppati? Certo, alla superficie appariamo molto sviluppati, abbiamo risolto tanti di quei problemi nella storia che oggi non dovremo più averne. Al livello dove siamo arrivati dovremo vedere le persone fare i salti di gioia, invece non se ne vedono molte, affatto, il consumismo, il materialismo spinto al massimo, ci hanno portato a una vita schizofrenica per usare un eufemismo.... questo mostro chiamato “mercato sovrano” a cui tutti si genuflettono sta distruggendo il pianeta, ancora gira qualche ridicola manifestazione sull’articolo 18, non si riesce a comprendere la deferenza tra il cancro ed il raffreddore. La miopia (o collusione) dei sindacati a non voler capire le vere cause basterebbe come motivo a cancellarsi da queste associazioni. segui a leggere
L’imprinting che ricevono i bambini nella società gestita dall’uomo del duemila, uno dei motivi maggiori per cui alle persone passa la voglia di farne di bambini, perché si riceve un educazione, forzata, scuola dell'obbligo ... che ha poco a che fare con la ricerca della felicità, piuttosto si va alla ricerca della competizione, copiare gli altri, avere le scarpe migliori, il cellulare migliore, essere migliore, scavalcare, avere, possedere e si mette in moto così la macchina dei desideri, che non avrà mai fine, perché appena arrivi ad appagarne uno subito ti frulla nella testa qualcos'altro da poter desiderare e in questa corsa, schizoide, di tutto ci si occupa ma del benessere della persona no. Allora sono nate le chiese, i cimiteri e la fede, per sopportare meglio il passaggio su questa terra, ma se osserviamo le formiche, le api, i gatti, i passeri, loro non hanno cimiteri e chiese, siamo superiori? Si, per essere robot siamo superiori. I nostri paesi misurano il PIL, prodotto interno lordo, ma non si parla mai della felicità interna lorda, allora a questo punto il sistema sanitario e assistenziale degli indios nelle pianure del Rio delle amazzoni è migliore del nostro. Noi pensiamo troppo spesso come se fossimo immortali, morte, è la parola magica che ha fatto nascere templi, cattedrali e cimiteri, o meglio, la paura della morte.



 Il mio Io deve agire su qualcosa nello spazio e nel tempo per modificarlo, per modificare queste immagini che fanno parte di una realtà duale all’apparenza, spazio e tempo, ma in realtà sono la stessa identica cosa, indivisibili, l’uno non esiste senza l’altro. Adesso decido di alzarmi, devo agire sul corpo mio, e qualcosa si separa da questo corpo mio, io non sono più il mio corpo, lo devo alzare. La non appartenenza al corpo è ovviamente una cosa innata dentro di noi, sin dalla nascita ci dobbiamo convivere e abituarci a questo corpo ed ai suoi bisogni, bisogni che sono spesso e inevitabilmente fonte di sofferenza, lo è il bisogno di cibo, di sonno e via proseguendo tutti i dolori che questo abito di carne con un cervello che invia impulsi elettrici ci avverte del pericolo, non mangio quindi muoio, devo procurarmi subito il cibo, costi quel che costi, istinto di conservazione:Io e l’Es, Das Ich und das Es, viene pubblicato da Freud nel 1923, dopo aver identificato e teorizzato per la prima volta al di là del principio del piacere la presenza nella psiche umana della cosiddetta pulsione di morte, (Todestrieb), cioè di un desiderio originario e permanente di opposizione alla vita, di una tendenza strutturale all’autodistruzione e, insieme, all’aggressione e alla conflittualità con gli altri. Quando la vita diventa soltanto dolore e non c’è più felicità tanto vale togliersi la vita, la frase di Dante dedicata a Catone, inizio purgatorio:”Egli, Catone, libertà va cercando, che si cara, come sa chi per lei vita rifiuta”. Oppure gli allievi di Seneca quando chiedevano al maestro quale fosse la via per la felicità e il maestro rispondeva una vena del tuo corpo. Almeno che una persona non manifesti questa tendenza sarà obbligata al di la ogni ragionevole dubbio ad ubbidire al proprio corpo. Già, ubbidire, proprio noi che da sempre cerchiamo quella libertà che non può esistere se non in forma effimera nella dimensione in cui ci troviamo, perché sin dall’inizio la vita impone un padrone:”Il corpo”. Per questo aggiungerne altri non è cosa intelligente, ne benigna, non sarà mai fonte di benessere. Il padrone della nostra esistenza è in primis il nostro tanto amato corpo, grazie al quale possiamo vivere emozioni bellissime, forti e intense, e ovviamente un prezzo da pagare c’è, la natura non regala nulla se non ve ne siete accorti. La nostra essenza non ha bisogno di spiegazioni, il mistero è bello e oltre modo necessario per gustare a pieno la vita, non abbiamo bisogno di maestri di divinità, lo sappiamo fin da piccoli che una divinità è racchiusa, a me a volte piace pensare che è imprigionata più che racchiusa, dentro di noi. E per questo non saremo mai totalmente noi stessi in questa esistenza, ed il motivo è più che concepibile se analizziamo la nostra natura, noi non siamo di questa dimensione. Un antico proverbio egiziano recitava:”Il Faraone detesta la terra perché il Faraone è destinato al cielo”. Quale verità è più giusta di questa? In fondo da dove veniamo non lo sappiamo e mai lo sapremo, come non sappiamo dove siamo diretti, ma una certezza è che non siamo nati o stati generati per restare qui, questo è solo un breve passaggio, apparentemente lunghissimo se osserviamo i fatti compiuti in una vita, ma dall’altra parte brevissimo se guardiamo la velocità con cui i nostri trenta, quaranta o cinquant’anni sono passati, come evaporati in una nuvola scura senza luogo e senza tempo:”L’infinito è dentro di noi e attorno a noi”. Noi siamo parte di questo infinito, ne siamo una piccolissima ed infinitesima parte ma ne facciamo inevitabilmente parte. Il Buddha diceva una frase bellissima:”La vita è prima di tutto sofferenza, io vi insegno come vincerla”. Sofferenza … cosa c’è di più adeguato della parola “sofferenza” per rappresentare un essere di natura opposta al luogo in cui è costretto vivere? (o vuole, non lo sappiamo questo e mai lo sapremo).

L’io può osservare se stesso? Lo fa spesso e altrettanto spesso non si capisce

Dioniso777

Un cambiamento richiede . . .


Sai una cosa? Certe persone non vogliono essere salvate.
Perché la salvezza implica un cambiamento. E il cambiamento richiede uno sforzo maggiore dal restare uguali. Occorre coraggio per guardarsi allo specchio e vedere oltre il proprio riflesso.

GRANT MORRISON


Dio ha creato l'uomo o l'uomo ha creato Dio?

Nel titolo la premessa che, se fosse stato Dio a creare l'uomo non è più onnipotente, onnipresente e nemmeno immensamente saggio, (ma non sono queste doti umane?), e allora crollano dei postulati fondamentali per parlare ancora di Dio ... se invece è stato l'uomo a creare Dio i conti tornano, perché proprio quel Dio è umano, troppo umano, come disse Nietzsche. Nell'articolo di Gianni Tirelli delle ottime domande, perché solitamente quando si parla di Dio io non capisco più di quale Dio sto parlando, ognuno ha il suo!
Buona Lettura

L’UOMO DIO DI SE STESSO! di G.Tirelli
http://caneliberonline.blogspot.com 


- Arbitrio: piena facoltà di scelta nel giudicare e nell’operare da parte del soggetto.
- Libero arbitrio: la possibilità propria dell’uomo di fare o non fare qualcosa, “decidendo liberamente”.
Ecco, io credo che l’arbitrio sia il mistero dei misteri e la spiegazione sopra riportata dal Devoto-Oli (per dovere di sintesi e del tutto legittima), riduce il concetto di “arbitrio” ad un fattore comportamentale che definirei, tecnico.
Il Grande Enigma sta proprio in quel, “decidendo liberamente” – ma liberamente da cosa?
Se tutti gli altri, in un modo o in un altro, intervengono nel condizionare le nostre scelte, possiamo noi ritenerci i soli responsabili dei nostri comportamenti?

E’ pensabile che l’anima e la coscienza (come per la genetica), siano soggette a condizionamenti di natura ereditaria?
E sulla base di una tale supposizione, gli individui, non cesserebbero di ritenersi responsabili dei loro atti?

Nessuno, a questo punto, potrebbe “decidere liberamente” ne, tanto meno, essere accusato di qualcosa.
Mai e poi mai potrebbe, inoltre, esistere un tribunale super partes in grado di addivenire ad un giudizio inequivocabile e assoluto.
Se le cose fossero in questi termini, l’umanità sarebbe avvolta dentro un relativismo totale e schiacciante e il caos regnerebbe imperturbabile.
Di fatto poi, le cose sono ben diverse; la terra gira sempre intorno al sole e l’alba, si alterna al tramonto con una precisione disarmante. I fiori ritornano a sbocciare a primavera e l’acqua a scorrere verso il mare.
Anche dentro di noi, nonostante il relativismo dilagante che caratterizza le nostre moderne società consumiste, questo meccanismo continua a funzionare perfettamente e autonomamente.
Possiamo ribellarci al Disegno Supremo, contrastarlo, dimenticarlo e provare in tutti i modi a rimuoverlo, ma lui, imperituro, non cesserà mai di essere.
Questa é la legge e queste sono le regole inviolabili.
Per un tale motivo, la coscienza, saprà sempre distinguere il giusto dall’iniquo e la verità dalla menzogna. Anche l’uomo più insensato e diabolico di questo mondo, dovrà sempre sottostare a questo dogma e, volente o nolente, piegarsi al suo volere.
Da tutto ciò sopra esposto, possiamo facilmente comprendere (per poi dedurre), che non esiste alcun Dio sopra di noi, giudice assoluto delle nostre azioni che, nella condanna e nel perdono, esercita sua funzione di Parametro Inquisitore e misericordioso ma, che quel Dio, è la sublimazione del nostro arbitrio e la proiezione immaginifica di un’entità astratta addotta ad attenuante e causa primaria di ogni cosa.
Ecco perché, il giudizio sull’uomo non contempla condoni di sorta e prescinde da ogni personale condizione! Essendo ogni uomo Dio all’origine, non gli è concesso di demandare ad altri le sue responsabilità, essendo lui stesso, quel Dio. E’ l’uomo il giudice di se stesso; si assolve e si condanna, si commisera e si esalta. Se il verdetto che l’uomo, nella sua doppia veste di giudice supremo e imputato, non corrisponde, o non è il risultato di una oggettiva, consapevole valutazione della realtà dei fatti, l’uomo, dicevo, pagherà con il dolore il prezzo della sua codardia esistenziale.

L’uomo é Dio di se stesso in quanto unico e solo parametro imputato a decidere arbitrariamente, della sua salvezza e della sua sconfitta.
Solo così, nonostante il limite della parola (che non è, che l’ombra della verità inespressa), siamo in grado di comprendere il senso della frase: “Decidendo liberamente” e interpretarla correttamente nel suo significato più nascosto e remoto.
Del resto, le parole, non sono di alcuna utilità se la passione della conoscenza e della verità non abitano il nostro cuore. E’ nella comprensione muta del mistero che la verità si spoglia da ogni pregiudizio e incomprensione per aprirsi nuda al cospetto della nostra anima e, nella spiegazione didattica, che relativizza la sua natura divinatoria e ogni suo presupposto di giustizia.
Gianni Tirelli

2012: GAME OVER? O pianificazione avvenuta con successo?


Posto questa interessante analisi di un sistema che è in procinto di scoppiare, imploderà più probabilmente inghiottendo tutto quello che ha partorito, e che da esso è stato generato. Si parla del Trattato di Lisbona, delle catastrofi, indotte, della rapina più grande degli ultimi 2000 anni e di come le masse abbiano pagato i loro rapinatori dopo che gli hanno sottratto ogni diritto. Amica Banca può essere una breve introduzione, poiché le banche sono il potere vero e di che potere si tratti lo apprendiamo ancora una volta dalla rete,
PERCHÉ STO LASCIANDO GOLDMAN SACHS, per chi non lo avesse ancora capito! Senza il finanziamento dei ribelli nemmeno la primavera araba avremo visto. E Napoleone chi lo finanziò? Sempre gli stessi. Tutto, come sempre, si chiuderà con una guerra, a questo link troverete come le guerre siano premeditate anche con oltre un secolo di anticipo, corrispondenza tra i massoni Pike e Mazzini. Le guerre a cicli non sono mai mancate dalla storia, ciclicamente ritornano, perché fanno parte del six(6)tema, senza le guerre, che sono la soluzione a tutte le crisi, pianificate dietro il sipario proprio come le crisi, non ci sarebbe mai una guerra senza supporto esterno e non avremo mai crisi senza interventi esterni che la mettono in atto, che la vogliono. Questo articolo che ho scovato sul blog indicato a fine articolo, fa un analisi dettagliata degli ultimi anni e si mette avanti con delle previsioni, non serve essere un profeta comunque per vedere che si stanno muovendo in una determinata direzione, basta informarsi e cercare, è tutto chiaro. Ora non vi rubo altro tempo, anche perché da leggere ce n’è di roba e vale la pena leggerla tutta per farsi un idea del futuro che attende questo pianeta. Anche se non siete degli addetti ai lavori non occorre avere gran bagaglio per capire, potrete sempre fare degli approfondimenti. Per chi invece già si informa da tempo sui retroscena della manipolazione delle marionette qui troverà molto, dati, fatti, previsioni azzeccate e date, Progetto BLUE BEAM, ecc. Quindici pagine molto interessanti. Questo non è un post breve come alle masse piace, ma con la poca lettura si ha sempre poca informazione e quando si parla di certi temi non possiamo essere brevi, perciò continuate se siete interessati e vedrete che sarete ben ripagati. Per chi vuole il sintetico questo post non fa per voi, al prossimo.

Buona Lettura by Dioniso777


Ricevo da un mio caro amico questo documento , che con piacere pubblico in più parti .
Una disamina  sicuramente lucida , che spiega come si possono evolvere e intersecare i vari probabili avvenimenti che nel 2012 e poi di seguito colpiranno l'umanità . Molto interessante per tutti la parte sui cicli , ma non solo .

di Shooter , marzo 2012
Avvertenza! Qualora riteniate di doverlo stampare fatelo su carta soffice... non si sa mai che lo riteniate più utile per qualche altra impellente evenienza...

 Premessa

Quando alla fine del 2004 conclusi la mia indagine personale, in controtendenza, sui veri mandanti degli attentati dell’11 settembre 2001, mi resi conto di avere trovato un modo inconfutabile per risalire alla verità: utilizzare tutto il materiale pubblico possibile riguardante appunto detti presunti mandanti.
Attingendo alle loro innumerevoli dichiarazioni, venivano alla luce contraddizioni, frasi frammentate e mezze verità che, una volta messe pazientemente assieme davano il quadro completo della situazione, senza ricorrere a supposizioni o prove esterne tutte da dimostrare.

Da allora, questo è diventato il mio metodo per avere sempre sott’occhio un quadro chiaro su ogni tipo di situazione che attirasse la mia attenzione, come per esempio: lo tsunami dello stesso anno (2004) in Indonesia, prodotto artificialmente per consentire all’esercito americano di mettere le basi laddove la politica economica non era riuscita nell’intento. Lo stesso dicasi per quello più recente, che ha coinvolto Fukushima in Giappone. Questo evento, ha posto anche in grande evidenza non solo che “qualcun’altro” è in grado di prevedere abbondantemente i terremoti ma, nell’occasione, dare una bella “spintarella” alla loro intensità. Posso affermare ciò, perché da anni studio anche questi eventi, ne anticipo la manifestazione, compresa la quantità di rilascio d’energia con uno scarto minimo di ± 0,2°. L’evento dell’11 marzo 2011, poi, trova degli omologhi, come per esempio quello successivo datato 30 marzo, la cui intensità è stata del 6°. Questi fattori danno un certo grado di attendibilità alle recenti dichiarazioni di Benjamin Fulford (anche se tutto ciò che afferma lo prendo sempre con le classiche “pinze” fino a prova contraria... come del resto faccio con tutti).
La fatidica fine del 2004 fu illuminante per me anche per altri aspetti: la mole di dati raccolti forniva anche un quadro particolareggiato di come la politica e, l’economia, internazionali si sarebbero mosse negli anni a venire e ne feci un rapporto di un centinaio di pagine che intitolai “Ora Zero” (i cui target, a distanza di quasi otto anni sono attualissimi).
Allora fui preso per visionario, ma ciò che si legge oggi rispecchia puntualmente quelle previsioni, compresi i recenti eventi socio-politici nel continente africano, guarda caso scoppiati dopo un primo congruo finanziamento, eseguito in due tranche, da parte del governo americano ai cosiddetti cyber-ribelli, pari a 50 milioni di US$. Nessuna insurrezione sarebbe mai scoppiata se dietro non ci fosse stata una potente, determinata e, preorganizzata, macchina d’intelligence!
Quello che non mi spiego, a meno che i teorici e sostenitori del “complotto” non abbiano ragione sui mezzi globali di condizionamento delle masse (anche se va sottolineato che tutti i media mondiali sono in mano a cinque soli gruppi, o compagnie), è come si possano continuare a sostenere e, a manifestare, certe assurdità... a meno ché io e, altri come me, non siamo refrattari a certe “risonanze”...
Oggi, come oggi, col miserando quadro socio-politico che abbiamo sotto gli occhi, ancora c’è gente che si “scanna” tra destra e sinistra, tra nord e sud, continuando quella “guerra tra poveri” che non si sa più quando ci hanno stimolato a iniziarla, tanto si perde nella lontananza dei tempi. Una diatriba che ci tiene appositamente lontani dalle continue scene di corruzione e violazione dei diritti umani, posti in atto senza scrupoli (e coperti da leggi auto-protettive che vietano persino d’essere indagati) dai nostri politicanti e governanti fantocci, siano essi di destra, di centro o di sinistra.
Perché fantocci? Perché, a tutti i livelli, sono gli esecutori materiali degli esclusivi interessi di chi li ha messi al loro posto... semplice no? Non ci sarà, spero, chi pensa ancora che finanziare partiti e candidati non debba poi avere un più congruo riscontro... sarebbe innaturale!
Quanto suddetto pone un inquietante interrogativo: «Allora, chi comanda al posto del “Popolo Sovrano”?»... provate a darvi una risposta, senza tirare in ballo la ritrita sigla “NWO” (costituita da quattro fanatici che ormai hanno perso il pelo e stanno per perdere anche il vizio), pensando anche che non c’è mai stata una “Democrazia” in pericolo, da cercare di difendere a tutti i costi, o da esportarne il modello, perché di fatto non è mai esistita. Ci è stata solo concessa l’illusione che potesse esistere, come un nodo scorsoio attorno al collo che in certi frangenti si allentava, ma che nella maggioranza dei casi si stringeva, come ora, fino a strangolarci...
Già, perché ciò che era pubblico (pagato con le nostre tasse) è finito in mano ai privati (privatizzazioni) per pochi spiccioli e ora, che non c’è più nulla da depredare, attaccano la sfera del privato cittadino e, quella delle piccole e medie aziende tanto per cominciare, con la scusa di salvare le banche prima e, la nazione, poi... ma chi ci ha portato, a parte la nostra complice stupidità, sull’orlo del baratro?... gli stessi che oggi ci chiedono, ma poi ci impongono con un proliferare sempre crescente di leggi e decreti coercitivi, ulteriori sacrifici... Ben ci sta finché non ci sveglieremo!
In questo contesto è abbastanza chiaro che il “potere” non è mai stato in mano al suddetto “Popolo Sovrano”, né è in mano alla politica, ma alla finanza. E il classico esempio di chi ha in mano le sorti del nostro futuro e lo gestisce, lo possiamo trarre anche da chi gestisce la BCE e la Banca d’Italia, che forse pensavamo, o speravamo, fossero istituzioni pubbliche.

BCE

(I Soci della Banca Centrale Europea)

Banca Nazionale del Belgio (2,83%)

Banca Nazionale della Danimarca (1,72%

Banca Nazionale della Germania (23,40%)

Banca della Grecia (2,16%)

Banca della Spagna (8,78%)

Banca della Francia (16,52%)

Banca Centrale d’Irlanda (1,03%)

Banca d’Italia (14,57%)

Banca Centrale del Lussemburgo (0,17%)

Banca d’Olanda (4,43%)

Banca Nazionale d’Austria (2,30%)

Banca del Portogallo (2,01%)

Banca di Finlandia (1,43%)

Banca Centrale di Svezia (2,66%)

Banca d’Inghilterra (15,98%)

_______70.47% se sommiamo i 4 in rosso. Ancora dubbi?

Come si può notare dallo schema vi sono, tra i sottoscrittori della BCE, tre stati (Svezia, Danimarca e Inghilterra) che non hanno adottato come moneta l’euro, ma che, in virtù delle loro quote, possono influire sulla politica monetaria dei paesi dell’euro.

Banca d’Italia

(L’articolo 3 dello Statuto, ovviamente, è stato modificato a dicembre del 2006. Ora non è più necessaria nessuna partecipazione pubblica in Banca d’Italia. Tutto in mano ai privati per Statuto. La sovranità monetaria è persa).

La compagine sociale della Banca d’Italia è la seguente:

Gruppo Intesa (27,2%)

BNL (2,83%)

Gruppo San Paolo (17,23%)

Monte dei Paschi di Siena (2,50%)

Gruppo Capitalia (11,15%)

Gruppo La Fondiaria (2%)

Gruppo Unicredito (10,97%)

Gruppo Premafin (2%)

Assicurazioni Generali (6,33%)

Cassa di Risparmio di Firenze (1,85%)

INPS (5%)

RAS (1,33%)

Banca Carige (3,96%)

Privati (5,65%)

Per cui :
 

la Banca D’Italia è una società privata, detenuta per il 95% da privati.

Gli Organi Amministrativi e di Controllo della Banca d’Italia, come avviene nelle società per azioni, sono nominati dall’assemblea Generale dei “partecipanti”
 

(cui il 95% sono privati): in particolare il Consiglio Superiore, che poi provvede a nominare tra i propri componenti il Comitato, il Governatore, il direttore Generale e i due vice Direttori Generali.
Con la legge 82 del 07.02.1992 varata dal ministro del Tesoro Guido Carli (già governatore della Banca d’Italia), è stata attribuita alla Banca d’Italia la facoltà di variare il tasso ufficiale di sconto senza doverlo più concordare con il Tesoro. Ovvero, autonomamente, un gruppo di banche private decide per lo Stato italiano il costo del denaro.
Annualmente, il Consiglio di Amministrazione, autonomamente eletto (dai soci privati), stabilisce quote di riserva variabili che, spesso, producono una quota di utili superiore alla quota di utili che viene data allo Stato.
Tali utili (risultato degli interessi sul prestito) la Banca d’Italia li distribuisce tra i suoi soci che sono al 95% privati.
Gli utili distribuiti alle banche private costituiscono un debito contratto dallo Stato e vanno a incrementare il debito pubblico.
Ma come si completa tutto questo? A livello nazionale e per quanto riguarda la cessione della Banca d’Italia ai privati, con la legge 24 febbraio 2006 numero 85 che modifica gli artt. 241, 283 289 del CP e legittima di fatto gli illeciti costituzionali commessi dai nostri politici su questo trasferimento. In Europa, con la BCE, col Trattato di Lisbona sottoscritto il 13 dicembre 2007.
Ecco la storia di un grande inganno, un inganno che inizia:
con il cedere illecitamente, proteggendosi con il segreto, la funzione sovrana dell’esercizio della politica monetaria a privati;
nello sfuggire alle responsabilità del proprio operato depenalizzando le figure di attentato alla Costituzione;
nell’approfittare delle ferie estive per ratificare un Trattato con cui sono cedute le nostre restanti sovranità (legislativa, economica, monetaria, salute, difesa, ecc.) a una oligarchia non eletta e che nessuno conosce;
nel dare il potere a qualche politico di poter privare i cittadini dei loro diritti umani semplicemente con una parola.
Visto che nel 2005 la Costituzione Europea (che presentava palesi violazioni con le maggiori costituzioni europee e pareva scritta per favorire le grandi lobby affaristiche in danno dei cittadini) era stata bocciata da francesi e olandesi al referendum, decisero che, per far passare il testo, si deve agire in due modi: evitare di far votare la popolazione; rendere il testo illeggibile. Il progetto prevedeva di lasciare la Costituzione Europea immutata e, per evitare il referendum, di chiamarla Trattato. Poi, per non far capire al cittadino che nulla è cambiato, di rendere il testo illeggibile inserendo migliaia di rinvii ad altre leggi e note a piè pagina, come hanno confessato l’ex presidente francese Valéry Giscard D’Estaing: “Il Trattato è uguale alla Costituzione bocciata. Solo il formato è differente, per evitare i referendum”; il parlamentare europeo danese Jens-Peter Bonde “i primi ministri erano pienamente consapevoli che il Trattato non sarebbe mai stato approvato se fosse stato letto, capito e sottoposto a referendum. La loro intenzione era di farlo approvare senza sporcarsi le mani con i loro elettori”; il nostro Giuliano Amato: “Fu deciso che il documento fosse illeggibile... se fosse invece stato comprensibile, vi sarebbero state ragioni per sottoporlo a referendum”.
Così, quando i cittadini europei (e qui ci siamo anche noi italiani, sebbene in forma legislativa assai controversa, giacché i nostri politici per sfuggire alle responsabilità del proprio operato, hanno depenalizzando le figure di attentato alla Costituzione, ma la Corte Costituzionale, come vedremo, si è espressa esattamente all’opposto) si renderanno conto che hanno perso tutto, che la loro vita è decisa da un’oligarchia di potenti non eletti democraticamente, quando si renderanno conto del grande inganno in cui sono caduti, non sarà loro concesso neanche di reagire o protestare, perché basterà una sola parola per trasformare la reazione in “azione terroristica” o la protesta in “insurrezione”, legittimando così la sospensione dei diritti umani e l’applicazione della pena di morte. Il tutto, poi, sarà coperto con il segreto di Stato, come già accaduto in passato più volte.

Si consideri che già oggi basta definire un cittadino “presunto terrorista” per poterlo privare dei diritti umani e permettere che i servizi segreti possano sequestrarlo a fini di tortura, attività criminale che potrà poi essere coperta con il segreto di Stato, come ha recentemente confermato con la sentenza 106/2009  anche la nostra Corte Costituzionale.  Il dato più allarmante, tuttavia, è che con il Trattato di Lisbona è reintrodotta la pena di morte. Ovviamente tale dicitura non è chiaramente presente nel testo, ma in una noticina a piè pagina.
Leggendo attentamente questa noticina, e seguendo tutti i rimandi, si arriva alla conclusione che con il Trattato di Lisbona accettiamo anche la Carta dell’Unione Europea, la quale dice “La morte non si considera cagionata in violazione del presente articolo se è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario: Per eseguire un arresto regolare o per impedire l’evasione di una persona regolarmente detenuta; per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un’insurrezione” (articolo 2, paragrafo 2 della CEDU).
La cosa è di estrema gravità. Infatti, anche in questo caso, chi deciderà che una protesta è sfociata in disordini tali da rendere lecito un omicidio? In quali casi si potrà sparare sulla folla disarmata? Chi deciderà quando potranno essere sospesi i diritti umani? Perché di questo si tratta.
In America almeno sono stati meno ermetici e vaghi andando dritto al sodo: La dichiarazione del ministro della Giustizia Usa Eric Holder è stata riportata dal Corriere della Sera il 6 marzo u.s. “Il governo degli Stati Uniti «ha il diritto» di eliminare cittadini statunitensi che rappresentino «una minaccia immediata» per il Paese, ovvero di usare contro di loro una «forza letale...».  Nel mentre, il giorno precedente, come riporta TM News, l’Ambasciatore americano ha incontrato la nostra ministra della Giustizia Severino: “L'incontro, presso il dicastero di via Arenula, è stato l'occasione per il preannuncio di una lettera d’invito dell'Attorney General Usa Eric Holder affinché la Guardasigilli si rechi presto in visita a Washington”... chissà a qual proposito... !!! 
 
Tanto per sottolineare che nulla più ci appartiene è anche doveroso porre in evidenza per chi non lo sapesse che, quando effettuiamo scommesse (sulle lotterie nazionali, lotto, lotterie istantanee come il Gratta e Vinci, slot machine, scommesse su gare agonistiche, ecc...) molti ritengono che gli introiti delle giocate finiscano direttamente nelle casse dello Stato, ma non è così. Da quando il gioco è passato in concessione nelle mani di Lottomatica, il ricavato va tutto a privati tra cui i principali azionisti sono:
 
B&D Holding di Marco Drago e C. S.a.p.a. col 61,807%, tramite: De Agostini S.p.A. 59,795%.
Lottomatica S.p.A. (azioni proprie) 2,012%.
 
Mediobanca S.p.A. 5,213% (di cui 1,314% in qualità di prestatore).
 
Assicurazioni Generali S.p.A. 3,322%, tramite: Toro Assicurazioni S.p.A. 2,845%.
 
INA Assitalia S.p.A. 0,270%.
 
Intesa Vita S.p.A. 0,057%.
 
Alleanza Assicurazioni S.p.A. 0,048%.
 
Generali Horizon B.V. 0,033%.
 
Fata Assicurazioni Danni S.p.A. 0,030%.
 
Genertel S.p.A. 0,030%.
 
Banca Generali S.p.A. 0,006%.
 
Emilio Silvestrini direttamente 0,003%.
 
Lottomatica S.p.A., nata a Roma il 6 dicembre 1990 come Consorzio tra BNL, Sogei (gruppo IRI-Finsiel), Olivetti, Alenia, Mael, Federazione Italiana Tabaccai e Cni,  il 29 agosto 2006, ha completato l'acquisizione di GTech Holdings Corporation, per 4 miliardi di euro, creando il maggior gruppo mondiale nel settore dei giochi e delle scommesse...
 

Concludendo questa lunga premessa, mi rendo conto che come periodo “buio” da dovere affrontare potrebbe anche bastare, se non fosse che tutto questo altro non è che la punta dell’iceberg. Nei prossimi due capitoli cercherò di accompagnarvi in una lettura guidata di articoli tratti dai media, onde  porre in evidenza gli aspetti politici, economici e sociali attualizzati (quelli oggetto delle mie previsioni del 2004) e per concludere affronterò il tema non meno scottante del rapporto con la natura, cercando di sintetizzarlo al massimo. Una panoramica ormai sotto gli occhi di tutti (solo uno stolto non riuscirebbe a comprenderla) e quasi giunta al capolinea... ma la speranza è sempre l’ultima a morire!

11 marzo 2012  
 


Nota:

“Quando le informazioni ci giungono volutamente frammentate, o diluite nel tempo, nella pigrizia della nostra mente rimangono tali e solo così riusciamo a ‘digerirle’. Allorché ci sono sottoposte in serie, suddivise per argomenti, le cose cambiano sostanzialmente... accipicchia se cambiano!
Poi c’è sempre lo stupido che, nella sua feroce ignoranza, cerca di scrollarsi di dosso realtà e responsabilità accusando gli altri di catastrofismo, perché non ha argomenti validi coi quali controbattere, quindi corre a nascondersi dietro al paravento della sua inutile e miseranda vita...”


Quello che intendo fare questa volta, non è trarre delle conclusioni, ma accompagnarvi nel  ripercorrere con la mente quello che già conoscete... le conclusioni le lascio a voi...




Capitolo 1

Le guerre e il Ciclo di 72 anni


La nostra vita è scandita da tanti cicli. Uno di questi è quello di 72 anni a sua volta suddiviso in 12 piccoli cicli di 6 anni ciascuno, chiamati “stagioni”.
Una di queste “stagioni” riguarda gli aspetti sociali, le tensioni e, quant’altro, legato a: guerre, sommosse, rivoluzioni, ecc..

Partendo da una qualsiasi data certa e analizzando la relativa stagione (cioè i 6 anni che seguono) si può riscontrare agevolmente tale ciclicità negli eventi.

Anno          Ciclo           Stagione                         Evento

1940                             1940-1946                     Seconda Guerra Mondiale

1868           72              1868-1874                     Rivoluzione spagnola. Guerra franco-prussiana. Terza guerra carlista. Insurrezione di Cuba. Guerra ispano-americana... 1870: “La nascita dei Rancori”...

1796           72              1796-1812                     Guerre napoleoniche. Guerra d’indipendenza americana in pieno regime. Rivoluzione nel Regno di Napoli. Guerra russo-persiana...

1724           72              1724-1730                     Guerre in Sicilia e in Spagna..

1652           72              1652-1658                     Guerre anglo-olandesi. Guerre del marchesato di Oristano e incursioni barbariche. Guerra Svezia e Olanda...

1580           72              1580-1586                     Guerre di religione. I Savoia e la guerra franco-svizzera...

1508           72              1508-1516                     Guerre d’Italia...

1436           72              1436-1442                     Guerra tra Milano e Genova...


Gli storici potranno sbizzarrirsi continuando ad andare a ritroso nel tempo, ma...
1940+72 = 2012 [stagione: 2012-2018]


La pace non ha quasi mai regnato nel mondo e tante piccole guerre si sono sempre verificate anno dopo anno. Attualmente (2012) sono in atto circa 30 guerre a livello mondiale, tuttavia sono abbastanza circoscritte e, quindi, non possono rientrare nel tipo di riscontro qui evidenziato. Il preludio a una guerra di vaste proporzioni, invece, risiede nelle seguenti prospettive che, sebbene evidenziatesi già a partire dal 2003 (come alcuni scrivono, io me ne sono reso conto solo alla fine del 2004), sembrano volere trovare compimento in quest’anno (almeno in base alle dichiarazioni rese pubbliche ultimamente).

giovedì 15 marzo 2012

Italia ... sempre indietro di mezzo secolo!

Benvenuti.. State per essere vivisezionati

Box del Sesso in Svizzera… e in Italia???
marzo 13th, 2012 by Alessio


Appreso del fatto che nel Referendum sulle vacanze gli Svizzeri resteranno con le 4 settimane annuali (beati loro almeno le fanno!), pochi hanno dato risalto al fatto che i nostri vicini hanno adottato un misura già utilizzata in altri paesi: il box del sesso.
Qui potrete leggere l’articolo per intero tratto dal sito del Corriere.
La cosa che come sempre mi fa pensare che questo paese è fatto per andare indietro e non avanti è che confrontando l’Italia con gli altri paesi, il nostro sta sempre indietro: non sempre ma la maggior parte delle volte.
La prostituzione, come la droga, è un fenomeno che non potremmo mai fermare. Perchè dobbiamo sempre avere la doppia morale e non andare diritti al punto?
Agli uomini piace tradire la moglie e andare a mignotte per avere altre relazioni!!!! Evvai! Abbiamo scoperto l’acqua calda!!!
Cosa possiamo fare per questo problema? Mettere in carcere tutte le prostitute?
Non a caso la prostituzione, come si dice, è il lavoro più vecchio del mondo, quindi non facciamo tanto i bigotti.
Piuttosto se c’è gente che vuole lucrare con loro, rendendole schiave, maltrattandole, rapirle, lì allora sarebbe il caso di intervenire.
Se una donna vuole praticare questo lavoro, facciamogli aprire una bella partita IVA, diamogli una casa in affitto e facciamola lavorare come chiunque altro. Indirizzo Commerciale.
Diamole la possibilità che nessuno metta in pericolo la sua vita e trattiamola come una qualsiasi donna. Sono vissute per millenni, e per altrettanti ne vivranno. Moralmente è giusto?
Come sempre, liberamente, se due persone, maggiorenni, consezienti, fanno queste cose, non vedo motivo per negarglielo.
In questo caso, sì, è contro la legge. Però questa legge è molto discutibile. Il fenomeno c’è, ed è dappertutto.
Dietro questo fenomeno c’è la malavita, che ne approfitta. Il proibizionismo, la storia c’insegna, non produce effetti positivi.
Legalizziamolo e diamo sicurezza sia al cliente sia alla prostituta. Come? Ci sono tanti modi. Non devo dare scuola a nessuno su “il come”.

Vi sono due cose infinite ...


Vi sono due cose infinite, l’universo e l’ignoranza umana, anche se sul primo nutro ancora qualche dubbio.
A. Einstein

Il video, creato dopo un secolo circa dalla citazione, è spietatamente in tema. Come il post precedente: Depressione e industrializzazione, due facce della stessa medaglia, riflessioni sulla miseria umana. I miserabili di Hugo sono e resteranno un mito nella descrizione dell'essere umano. Il popolino, le pecore belanti, sono a 90° e ci stanno anche bene, per fortuna altrui. Ci considerano imbecilli e da tali ci trattano. 
E' l'ignoranza e non la fame che uccide, Litfiba, Terremoto
Le vittime di ogni giorno sono vittime dell'ignoranza umana!

LKWTHIN

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