"THE END"

sabato 4 agosto 2012

Eating 660 Live Worms


Altre sfide impressionanti qui
NON guardate se siete deboli di stomaco :-)

Zecharia Sitchin e Il passaggio di Nibiru: ritorno al punto zero



Zecharia Sitchin, fonte www.sitchin.com


Zecharia Sitchin è uno scrittore e ricercatore che ha fatto molto discutere gli archeologi più tradizionalisti e con il suo piglio deciso e la sua enorme sete di conoscenza ha aperto scenari apparentemente inverosimili sulleorigini della razza umana. Le sue ricerche, le sue controverse teorie, basate – sembra – su una troppo personale interpretazione dei testi sumeri, di cui è ancora oggi lo studioso più rappresentativo, lo hanno imposto all’attenzione del grande pubblico e lo hanno eletto a fondatore di una letteratura pseudoscientifica di tutto rispetto.
continua ...

Il passaggio di Nibiru: ritorno al punto zero

Nibiru, questo sconosciuto…
Nibiru sembra essere un corpo celeste quasi ancora del tutto sconosciuto nella nostra galassia, soprattutto per via di miti e leggende che lo circondano. Cosa si nasconde dietro la presuntaesistenza di questo pianeta? C’è qualcosa di vero o sono solo bellissime storie tratte dalla fantasia degli scrittori? Definito anche XII pianeta, Nibiru venne citato dallo scrittore Zecharia Sitchin in uno dei suoi libri, intitolato appunto Il dodicesimo pianeta,pubblicato nel 1976. Perché dodicesimo, intanto, e non decimo, come molti altri sostengono? Vediamo di dare una spiegazione partendo dall’inizio. continua ...

Confessioni di un “oppressore”


by nrampazzo

Scrivo questo articolo dopo più di un anno che con Femminile Plurale avevo deciso di affrontare la questione femminile, per l’appunto, da un punto di vista maschile. Lo preciso perché questo tempo è dovuto necessariamente passare per permettermi di mettere a fuoco la questione senza cadere nella banalità della tolleranza o delle quote rosa. Sono un maschio bianco eterosessuale attorno ai trent’anni, lavoro, ho una compagna, sono economicamente indipendente. Ho tutte quelle caratteristiche che dovrebbero fare di me un perfetto predatore, un capobranco, un uomo che sostanzialmente non vive sulla sua pelle alcuna discriminazione e anzi, in linea teorica, è colui che mette in atto e gode dei più ampi privilegi sociali nel nostro paese. Eppure, nonostante tutto questo, provo un profondo disagio ad interpretare il ruolo che mi è stato assegnato e per cui sono stato educato, ad accettare che dire la mia sulla questione di genere voglia dire ricordarsi di mettere quote rosa un po’ dappertutto (salvo poi decidere sempre e solo tra uomini), riempire le mie mail di asterischi o ricordarmi di usare anche il femminile quando mi riferisco per iscritto a un gruppo di persone. Ecco, penso che la questione sia leggermente più complessa (anche dal punto di vista linguistico) e vada affrontata cercando di capire anche l’altra metà del cielo.
Per questo l’unico strumento teorico che mi sembra reggere per analizzare questa situazione è il concetto di violenza simbolica di Pierre Bourdieu, per il quale la violenza simbolica è quella violenza dolce “esercitata non con la diretta azione fisica, ma con l’imposizione di una visione del mondo, dei ruoli sociali, delle categorie cognitive, delle strutture mentali attraverso cui viene percepito e pensato il mondo, da parte di soggetti dominanti verso soggetti dominati.”

Declinando il concetto sulla dominazione maschio-femmina il sociologo francese dice:

“Penso che la violenza simbolica si eserciti con la complicità di strutture cognitive che non sono consce, che sono delle strutture profondamente incorporate, le quali – per esempio, nel caso della dominazione maschile – si apprendono attraverso la maniera di comportarsi, la maniera di sedersi – gli uomini non si siedono come le donne, per esempio. Ci sono molti studi di questo tipo: sulle maniere di parlare, sulle maniere di gesticolare, sulle maniere di guardare [a seconda dei sessi, e dei ceti sociali]. Nella maggior parte delle società, si insegna alle donne ad abbassare gli occhi quando sono guardate, per esempio. Dunque, attraverso questi apprendimenti corporei, vengono insegnate delle strutture, delle opposizioni tra l’ alto e il basso, tra il diritto e il curvo. Il diritto evidentemente è maschile, tutta la morale dell’ onore delle società mediterranee si riassume nella parola “diritto” o “dritto”: “tieniti dritto” vuol dire “sii un uomo d’ onore, guarda dritto in faccia, fai fronte, guarda nel viso”; la parola “fronte” è assolutamente centrale, come in “far fronte a”. In altri termini, attraverso delle strutture linguistiche che sono, allo stesso tempo, strutture corporali, si inculcano delle categorie di percezione, di apprezzamento, di valutazione, e allo stesso tempo dei principi di azione sui quali si basano le azioni, le ingiunzioni simboliche: le ingiunzioni del sistema di insegnamento, dell’ ordine maschile, ecc. Dunque, è sempre grazie a questa sorta di complicità [che l' ordine si impone]…”.
Per tagliare corto sull’aspetto più teorico della questione, che comunque va indagato, come si viene educati a questo essere “dritti”? Come si cresce da maschi eterosessuali? Quale educazione sentimentale viene data?

Quello che sino ad ora sono riuscito a focalizzare è:

1. Apprendimento a polarizzare il giudizio sul mondo femminile e sulla sessualità in genere sull’asse puro/impuro. Da qui le mamme/spose/amanti ideali si contrappongono alle puttane in genere, che poi si declinano in vario modo. È importante notare come la relazione col sesso femminile in ambedue i casi sia comunque negata dato che il giudizio su di esso è sempre aprioristico.

2. Apprendimento del comportamento sessuale tramite la pornografia. Praticamente la quasi totalità dei maschi apprende i comportamenti sessuali tramite un’esposizione massicia a materiale pornografico che, in una società che nega l’educazione sessuale come materia scolastica, sono il primo e molto spesso unico modello anche banalmente pratico. Il mondo della pornografia, essendo in gran misura un mercato, tende a spettacolarizzare e ad estremizzare i comportamenti così da renderli più appetibili ai suoi pubblici.

3. Competizione intragenere. La sessualità, l’amore e il rapporto con il sesso femminile è quasi sempre vissuto in un contesto competitivo. L’importante sembra sempre essere “il più…” in qualcosa: il più bello, il più simpatico, il più intelligente o semplicemente quello col pene e le prestazioni più lunghe. Lo stigma di genere si semplifica proprio qui: avere un pene corto e/o un’eiaculazione precoce rappresentano il terrore di tutti i maschi.

4. Omofobia. Le forme di amore omossessuale sono fortemente stigmatizzate sin dalla più tenera età. Tra amici ci si offende per scherzo chiamandosi “frocio”, “finocchio”, “culattone” così tanto che nell’età adulta questi modi di dire sono difficilmente controllabili. Peggio ancora per quanto riguarda il riconoscimento dell’amore tra donne, il quale può inquadrarsi quasi sempre solo ed esclusivamente in un ménage à trois in cui l’uomo è, come sempre, padrone. Per le lesbiche nel senso comune maschile è prevista semplicemente la non esistenza.

5. Possesso della donna. In questo quadro il rapporto con la donna è fortemente segnato dal verbo avere: “ho un moglie”, “ho una ragazza”, “farò di tutto per riaverti”, “sei mia”, “l’ho posseduta” sono solo alcune forme linguistiche che chiariscono molto più di tante analisi a quale tipo di rapporto sia educato l’uomo. La donna “si ha” e se è negata è legittimo toglierle la vita, romperla come un oggetto. Questo approccio deviato al rapporto con l’altro è socialmente accettato tant’è che l’omicidio passionale è solitamente visto come un eccesso di amore che sfocia nella pazzia.
Brendan Monroe, Headache

I tratti sopra descritti rappresentano certamente solo un’analisi parziale del problema ma sono i modelli culturali che a mio parere maggiormente influenzano la vita di un uomo. È importante capire chequesti comportamenti non sono “naturali” e “inevitabili”(giustificazioni tipiche di chi esercita una forma di violenza simbolica in un campo) ma congiunturali e socialmente determinati. L’uomo non vive serenamente questa educazione sentimentale sessocentrica e anzi la via dell’amore e dell’accettazione della propria sessualità è costellata di immani sofferenze e di tremende paure. È, per tornare a Bourdieu, il dominante che subisce la sua stessa dominazione, la sua stessa violenza, il suo stesso potere.
È arrivato il momento di affrontare con serenità e pazienza questo sistema di valori negativi che generano solamente l’infelicità delle persone, partendo dal fatto che la questione femminile si risolve solo se si risolve anche quella maschile, perché le soluzioni, i superamenti e le rivoluzioni o si fanno insieme o non si fanno. Solo così potremo sperare di lasciare ai nostri figli una società migliore e più felice e non solamente una finta rivoluzione sessuale.

(Per l’intervista completa a Bourdieu: 

PANEM



Il 90% degli italiani consuma pane tutti i giorni e in alcune città si possono spendere 270 euro l’anno a persona. A Bologna si tocca il record con oltre 6 €/kg (11.629 lire) mentre a Napoli si scende a 1,70 €/kg (3.295 lire). fonte
 I PREZZI NON SONO VARIATI ...





Da quando l’umanità ha accettato di vivere da agricoltore (con le divisioni sociali che questo comporta, così come sottolineato da J. Diamond nel suo splendido saggio “Il peggiore errore nella storia dell’umanità” [1] [2]) i cereali sono stati al centro dell’alimentazione. Siamo diventati mangiatori di granaglie, con del companatico (cum panem) a fare da contorno.

La frase “guadagnarsi la pagnotta” stigmatizza la centralità del pane nella vita dei lavoratori.
Non solo: Mario Rigoni Stern ci ricorda che il termine Compagno deriva da Cum Panis e afferma “noi della Resistenza siamo Compagni perché abbiamo sì diviso il pane quando si aveva fame ma anche, insieme, vissuto il pane della libertà che è il più difficile da conquistare e mantenere.”[3]
Il pane è centrale non solo per i comunisti ma anche per i credenti. Gesù dice: “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno”.
Se il pane è centrale nelle prassi comuniste e religiose, non lo è da meno nelle prassi capitaliste. Con dinamiche tipicamente capitaliste. La Terra dell’Abbondanza che il Capitale ci ha consegnato ha precise regole: la quantità di merci disponibili deve essere di gran lunga superiore alla loro richiesta (con buona pace della teoria della domanda e offerta) ed è vietato limitare la “libertà” individuale con negozi sguarniti, vetrine scialbe e code di approvvigionamento. Da noi nulla deve assomigliare ai negozi del Socialismo Reale, e ad ogni cittadino deve essere garantita la “libertà” di potere scegliere tra innumerevoli scaffali pieni a qualsiasi ora del giorno. Non abbiamo avuto la libertà di eleggere il capo del Governo (che ci è stato imposto dai vertici politici), ma abbiamo la “libertà” di trovare alle 7 di sera gli scaffali del pane ancora pieni.
«La grande distribuzione chiede ai panificatori artigianali di consegnare pane fresco in abbondanza per avere gli scaffali pieni fino all’ora di chiusura. Nei contratti è previsto il ritiro dell’invenduto da parte del panificatore. Che non può fare altro che buttare tutto», lamenta Luca Vecchiato, presidente della Federazione italiana panificatori.[4]
Il che significa solo una cosa: quasi 25.000 tonnellate di pane che finiscono nella spazzatura ogni mese. 180 quintali di pane buttato via quotidianamente nella sola Milano. Che potrebbero sfamare quel miliardo di persone che, secondo la FAO, soffrono la fame nel mondo.
«Bando ai falsi moralismi. Il nostro sistema di produzione, distribuzione e consumo rende inevitabili gli sprechi di molti altri prodotti deperibili. Pensiamo alle enormi quantità di pomodori o arance che vengono distrutte» afferma Sandro Castaldo, ordinario di Marketing all’università Bocconi di Milano. [5]
Già, ci voleva un bocconiano (come Monti) per illustrare come funziona la Terra dell’Abbondanza del Capitalismo globalista: i generi alimentari vanno dove ci sono i soldi, mica dove sono necessari. Vetrine stracolme da una parte e fame dall’altra. Insegnano bene queste cose alla Bocconi, e senza “falsi moralismi”.
E non è finita qui. Dove la mettiamo la concorrenza? E il Libero Mercato? Non pensate che il pane che viene così copiosamente messo in mostra sia tutto italiano. Oh, certo, l’etichetta dice «Prodotto sfornato e confezionato in questo punto vendita». Ma mica impastato, precotto e poi congelato. Solo sfornato. Le lavorazioni precedenti sono fatte nei paesi dell’Est: una volta congelato lo trasportano in celle frigorifere nei paesi di destinazione, dove gli danno una cottura finale nel forno (8 minuti a 210°) e lo fanno passare per prodotto locale. Ingegnoso, no? E tutto perfettamente in regola, dato che l’Europa non impone l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza del prodotto.
Così succede che la metà dei filoni che mangiamo nelle mense e nei bar o che acquistiamo presso i supermercati vengono dai forni di Romania, Moldavia, Slovenia. A poco servono le proteste dei 24 mila fornai italiani. Nel frattempo che le proteste hanno luogo, a Campia Turzii (Romania) è in piena attività un mega impianto per la produzione del pane, frutto di una joint venture belga-romena e costato 14 milioni (5 dall´Unione europea) che sforna 1250 kg di pane all’ora.
Tale impianto supertecnologico non è l’unico a produrre pane da quelle parti. Secondo una ricerca ci sono innumerevoli forni a gestione familiare dove come combustibile si usa di tutto: da legname di dubbia provenienza (scarti di bare, residui di traslochi etc..) ai copertoni d’auto. Il tutto per contenere il costo di un chilo di pane sui 60-80 centesimi, massimo 1 euro.
Pane globalizzato low cost. Ah, la concorrenza ed il libero mercato!
Alla fine da quelle parti vengono prodotti annualmente 4 milioni di chili di pane surgelato che dura 2 anni.[6] Solo che non si sa quando è stato prodotto, da chi e dove.
Ma il problema è ancora più ampio: l’Italia importa il 50% circa del grano tenero dall’estero perché la produzione nazionale è insufficiente. Questo vuol dire che una parte considerevole del pane, dei crackers, dei grissini e delle merendine che compriamo è fatto con farine o con miscele di farine di altri Pesi. Una parte considerevole di questa materia prima arriva da Ungheria, Cecoslovacchia e Romania.[7]
Fatto questo ribadito dalla Coldiretti. Le importazioni dalla Romania di prodotti a base di cereali sono più che raddoppiate nell’ultimo anno. Ben 1,3 milioni di chili, con un più 136 per cento. Un’impennata se si pensa ai 6.733 miseri chili di dieci anni fa. “Sono gli effetti della mancanza di trasparenza sul pane in vendita – ragiona Sergio Marini, presidente Coldiretti – che impediscono al consumatore di conoscere il paese dove sono stati coltivati i cereali da è ottenuto perché non è obbligatorio indicare l’origine in etichetta. All’inizio si delocalizza la provenienza delle materie prime. Subito dopo l’impianto di trasformazione e il laboratorio artigianale”.[8]
L’aspetto più inquietante della delocalizzazione spetta però alla Chicago Stock Exchange (CHX), dove si scommettono i futures sui cereali: l’ammontare del denaro investito in futures di commodities è esploso da 5 miliardi di dollari stimati nel 2000 ai 175 miliardi di dollari del 2007. Secondo i dati CHX, i futures dei cereali (calcolati al prossimo dicembre) dovrebbero crescere del 73%, quelli legati alla soia del 52% e quelli dell’olio di soia del 44%.
Essi si possono negoziare senza spostare un chicco di grano, e si può contemporaneamente variarne la quotazione soltanto grazie alla capacità di acquistarne tanti scommettendo sui guadagni futuri e provocando, con questa sola mossa, l’aumento del loro valore. E’ per questo che l’aumento della produzione di cereali prevista dalla FAO non avrà alcun impatto sui loro valori. [9]
Fu tale speculazione a causare l’aumento del costo del pane in Egitto in quegli anni. La povertà che colpisce il 40% degli abitanti di quel paese (a fronte di entusiastiche dichiarazioni di crescita del FMI) e le speculazioni sui cereali scatenarono le rivolte del pane del 2008, ben sintetizzata da questa frase detta da una donna egiziana: “Noi siamo così poveri che non abbiamo altro che la nostra dignità e i nostri pezzetti di terra. Se vengono a prendercela, la difenderemo. Se prendete il nostro pane, noi vi spezzeremo il collo.” [10] E così successe che il prezzo del grano improvvisamente calò.
Siamo arrivati al punto che il pane di Rigoni Stern o di Gesù ha perso qualsiasi aspetto sacro per assumere quegli aspetti asettici ed impersonali tipici della postmodernità da capitalismo parassitario che non vuole riconoscere la fame. Condividere il panem con i compagni oppure l’ostia nell’eucaristia è diventato puro folklore per gli standard attuali. Molto cool invece un brunch a base di pane low cost mentre si chatta in wi-fi con il tablet: panem et circenses globalizzati.

Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno |
non si guardò neppure intorno |
ma versò il vino, spezzò il pane |
per chi diceva ho sete e ho fame.
(da Il pescatore, F. De Andrè)

[1]http://www.appelloalpopolo.it/?p=3533
[2]http://www.appelloalpopolo.it/?p=3654
[3]http://ilmalpaese.wordpress.com/2011/07/13/mario-rigoni-stern-%C2%ABperche-dovete-chiamarmi-compagno-lettera-inedita-2007/
[4]http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_05/querze-cibo-buttato-non-solo-pane_ff735744-fa11-11de-ad79-00144f02aabe.shtml
[5]http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_03/pane_buttato_9daa83c8-f842-11de-bb47-00144f02aabe.shtml
[6]http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/01/22/copertoni-nei-forni-cosi-cuoce-il-pane.html
[7]http://www.ilfattoalimentare.it/pane-romeno-berizzi-quotidiano-la-repubblica.html
[8]http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/10/31/news/lo_sfilatino_arriva_dalla_transilvania_invasi_dalle_pagnotte_made_in_romania-24208668/
[9]http://www.fertirrigazione.it/ita_831/
[10]http://www.medarabnews.com/2008/04/16/in-fila-per-il-pane/

Fonte

PIÙ DI COSÌ NON SI PUÒ PRODURRE

DI MASSIMO FINI
ilfattoquotidiano.it

La finanza non è la causa della crisi che sta travolgendo il mondo occidentale, ne è solo l’aspetto più evidente contro cui è comodo e facile scagliarsi per evitare di dirsi la verità. Perché la crisi autentica è quella della cosiddetta ‘economia reale’, cioè di un modello di sviluppo basato sul meccanismo produzione-consumo (oggi addirittura ribaltatosi in un ‘consumare per produrre’) e sull’illusione delle crescite esponenziali che, come ho detto altre volte, esistono in matematica ma non in natura.

La locomotiva chiamata Rivoluzione Industriale, partita dall’Inghilterra a metà del Settecento, ha percorso a velocità sempre crescente, che con la maturazione della globalizzazione (che mosse i suoi primi passi proprio allora, essendo i due fenomeni strettamente collegati) è diventata folle, due secoli e mezzo, ma ora è arrivata al suo limite. Non si può più crescere. Non si può produrre di più di quanto abbiamo già prodotto. 

Prendiamo, a mo’ di esempio, l’automobile. A chi si può vendere oggi un’automobile? A dei mercati marginali. Certo la si può vendere anche in India e in Cina, ma con una crescita a due cifre anche questi Paesi (che nel frattempo stanno saturando definitivamente i nostri mercati) arriveranno presto ai limiti cui siamo giunti noi. Certo si possono inventare ancora nuove tecnologie e loro applicazioni soprattutto nel campo del virtuale, ma dopo il computer, il cellulare, Internet, l’iPhone, l’iPad che altro ancora? Come c’è una bolla immobiliare c’è, su scala planetaria, una superbolla produttiva.

Ilva, intercettazioni shock: "Dobbiamo pagare tutta la stampa"

Ilva di Taranto, la regione con il presidente più pagato del paese, Vendola
Vendola, il più pagato presidente di regione nel paese non parla mai di questa faccenda ... la solita vecchia storia dalla vena dittatoriale, non parliamone così fingiamo che non esista.


EBBENE, ecco la notizia fresca di oggi
Ilva, intercettazioni shock: "Dobbiamo pagare tutta la stampa"
Non c'è da stupirsi visto che i giornalisti, li chiamo così per comodità e non perchè lo sono davvero, scrivono di tutto se ben pagati, scriverebbero anche che i fumi nella foto che vedete sotto sono salutari! 



L'immagine sotto è la rappresentazione perfetta del nostro secolo



Dopo aver regalato spiccioli a tutti ogni mese sotto forma di stipendio, ecco il grandioso risultato ottenuto dopo qualche decennio di attività: Persone morte o ammalate di cancro, panorama devastato, terreni venduti e tutti disperati perché perdono il lavoro, bell'affare, non pensate?
Chi non vorrebbe tanta aria di mare e pulita vicino a casa? 

LA TEORIA DELL'APPARENZA - IL GENIO DELL'ING. MARCO TODESCHINI

Aldrovandi, Cucchi, Uva, Ferrulli. La lettera-appello dei loro familiari




Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera aperta che Patrizia Moretti, Ilaria Cucchi, Lucia Uva, Domenica Ferrulli hanno indirizzato alla sezione italiana di Amnesty international

Il testo della lettera:
Federico, Stefano, Giuseppe, Michele. Aldrovandi, Cucchi, Uva, Ferrulli.
 Quattro cittadini italiani divenuti loro malgrado simboli per la lotta per i diritti umani, provenienti da quattro famiglie italiane assolutamente normali il cui destino ha voluto s’incontrassero nelle loro morti stupide insensate, violente.
Il destino ha voluto che queste nostre famiglie si unissero per percorrere insieme il difficile cammino per avere verità e giustizia sulla uccisione dei nostri cari.
Figli, fratelli, padri, morti in nome di non si sa che cosa.
Non può esistere ragione alcuna che possa giustificare queste morti.
Ancor meno una ragione di Stato.
Uno studente di scuola media superiore, un geometra, un operaio, un artigiano.
Questi sono i nostri cari.
Non sono morti in guerra, non sono morti per incidenti stradali o sul lavoro , no!
Sono morti in modo disumano perché sottoposti alla violenza di coloro che, soltanto essi, quella violenza potevano esercitare perché in nome dello Stato.
Le nostre famiglie, un tempo tanto lontane, nella loro perfetta normalità, da queste realtà, sono vissute nell’intima e scontata convinzione che la vita umana fosse un dono di Dio, supremo, il più importante, quello di fronte al quale ogni cosa doveva piegarsi.
La vita di una persona è il valore supremo di ogni società civile degna di questo nome.
Nulla ne può giustificare il sacrificio perché la sua perdita ha un valore terribilmente superiore a qualsiasi altra cosa.
Questo era ed è il nostro comune sentire, che crediamo appartenga o debba appartenere a tutti.
Lo davamo quasi per scontato, nella sua formidabile ovvietà.
Ora sappiamo che nemmeno oggi, in questo Paese, questo valore può essere dato per scontato.

Ora sappiamo perché in Italia, unico paese europeo, non è stata ancora adottata la legge sulla Tortura, nonostante tutti gli imbarazzanti inviti rivolti dalla comunità internazionale.
Lo abbiamo capito da come lo Stato Italiano e le sue istituzioni ci hanno trattato.
Pensavamo “stupidamente” che li avremmo avuti al nostro fianco nell’insopprimibile esigenza di trasparenza, giustizia, verità.
Quanto sbagliavamo! Esattamente tanto quanto pensavamo che parole come arresto, carcere, tortura, diritti, processo non avrebbero mai avuto a che fare con persone perbene e normali come noi, che di esse non dovevano certo aver bisogno.
Abbiamo invece capito, nostro malgrado, l’ ipocrisia dell’affermazione di questi sacrosanti principi, da parte di coloro che invece di stare al nostro fianco non si sono limitati a lasciarci al nostro destino di famiglie ferite, ma ci hanno addirittura ostacolato con ogni mezzo palese o meno che fosse, nel nostro faticosissimo percorso.
Fino a che la legge sulla Tortura non esisterà, nel nostro Stato non si potrà certo dire che essa è stata commessa.

Se Federico Stefano Giuseppe Michele sono morti per cause naturali o per colpa di loro stessi o, peggio, dei loro familiari, ogni problema di credibilità e prestigio delle Istituzioni e dello Stato sarà risolto.
Questi sono i ” facili” ma efficaci meccanismi che ad ogni morte di carcere o di Polizia vengono immediatamente avviati contro le famiglie coinvolte. Sono paralleli e simili a quelli che fanno rispondere il sottosegretario agli Esteri Italiano all’ONU che “in Italia non c’ è bisogno di una legge sulla Tortura perché la Tortura non esiste”.
Non esistono nemmeno né mai sono esistiti Federico, Stefano, Giuseppe, Michele.
Nemmeno noi siamo mai esistiti.
Ma non per la stampa. Non per i giornalisti. Non per le televisioni. Non per il mondo di internet.
Per loro merito noi abbiamo visto restituire identità e dignità ai nostri morti.
Per loro interesse ed impegno noi abbiamo potuto avere addirittura, in qualche caso, Giustizia come più di un Giudice ha detto.
Ma questo non va bene . E non perché non dovrebbe esser necessaria l’attenzione dell’opinione pubblica per avere i processi , ma perché è addirittura meglio eliminare il problema negando la possibilità per le vittime di questi terribili fatti di rivolgersi alla stampa per chiedere aiuto pubblicando atti processuali od intercettazioni telefoniche.
Tutto questo è figlio di una matrice culturale che non ha a cuore veramente la tutela dei cosiddetti diritti umani, espressione che suona quasi fastidiosa a fronte di ben più importanti interessi “superiori”.
Federico Stefano Giuseppe Michele sono diventati un simbolo.
 Sono morti ” privilegiati “.
Il feroce meccanismo di negazione, insabbiamento, oblio, non è riuscito a cancellare la loro esistenza dopo la loro morte. Non è riuscito ad eliminare definitivamente ogni traccia di dignità in nome della ragione di interessi superiori.
I nostri morti sono “fortunati ” (se di fortuna si può parlare) rispetto a tutti coloro numerosi e dimenticati, ma non dalle loro famiglie, la cui dignità è stata viceversa sepolta.
A loro noi ci rivolgiamo affinché questa nostra battaglia possa restituire l’unica cosa che alle loro povere famiglie può esser restituita: Verità.
 Ed una legge sulla Tortura che porti anche i loro nomi. 
Patrizia Moretti, Ilaria Cucchi, Lucia Uva, Domenica Ferrullifonte: Dazebao

tratto da http://www.nocensura.com

Draghi sotto accusa: lasci la Bce o la “Setta dei Trenta

... due sotto prodotti della chiesa, istruiti dai gesuiti e gestiti da chi?
Mario Draghi si dimetta dalla Bce o lasci il “Gruppo dei Trenta”, la super-lobby mondiale che tende a “infiltrare” Stati e governi per condizionare le leggi nazionali ed europee, a cominciare dall’international banking, a favore degli interessi esclusivi della grande finanza. A lanciare l’allarme stavolta è il comitato di sorveglianza dell’Unione Europea, che avrebbe avviato un’indagine – per conflitto di interessi – sul presidente della banca centrale di Francoforte.
Draghi, salito alla guida della Bce col sostegno decisivo della Germania, è attualmente impegnato per tentare di “salvare l’euro”. Obiettivo: trasformare di fatto la banca centrale europea in “prestatore di ultima istanza”, in grado cioè di assorbire – acquistando titoli tramite il Mes, il nuovo “meccanismo europeo di stabilità” – il debito sovrano dei paesi come Spagna e Italia, messi in pericolo dalla speculazione internazionale e ormai in balia dei “mercati”, in quanto pericolosamente indeboliti dalla catastrofica perdita della sovranità monetaria e costretti a farsi prestare a caro prezzo la moneta comune.
Se la Reuters annuncia il procedimento contro Draghi, interviene Gundi Gadesman, la portavoce del “mediatore europeo” Nikiforos Diamantoros, che deplora la “drammatizzazione” del caso. L’accusa a Draghi giunge dal Ceo, l’Osservatorio dell’Europa industriale (“Corporate Europe Observatory”), che in realtà è una campagna indipendente che monitorizza l’influenza dei “poteri forti” sulle decisioni di Strasburgo e Bruxelles. Secondo il Ceo, Draghi non sarebbe totalmente indipendente, nella sua veste di super-banchiere europeo e “signore dell’euro”, a causa della sua appartenenza al G30, il forum internazionale ultra-esclusivo che riunisce industriali e banchieri. «Abbiamo ricevuto una denuncia e abbiamo inviato una lettera alla Bce: ora stiamo aspettando una risposta», ammette il “mediatore”. L’Eurotower ha tempo fino alla fine di ottobre per rispondere. A quel punto, Diamantoros formulerà “raccomandazioni non vincolanti”. «Non abbiamo il potere di imporre sanzioni», spiega la Gadesman: «Cerchiamo di trovare una soluzione amichevole».

LiborGate impallidisce di fronte alla Geoingegneria del Pianeta


Nell'articolo di Philip Ridley sotto tradotto, dal titolo LiborGate dwarfed by geo-engineering of entire planet, vengono fornite prove ulteriori sugli 'esperimenti' clandestini di geoingegneria che stanno avvenendo a quanto pare senza alcuna consapevolezza e dibattito pubblico. Mi raccomando state tranquilli, non preoccupatevi, non protestate, non fate alcuna iniziativa di opposizione, perché a salvarci ci penseranno gli alieni buoni dei "filantropi" Rockefeller, che si preoccupano della nostra evoluzione e che ci porteranno in una nuova era di luce, unendo tutti i popoli all'intero di una Nuova Religione Mondiale di "pace" e "sicurezza" per tutti; infine tutti giubileremo nel salto quantico collettivo (in un'altra dimensione di esistenza, perché nel pianeta non rimarrà quasi più nessuno) cantando il "TUTTOE'UNO" di Theilardiana memoria; se vi hanno detto, infatti, che a rilasciare le scie chimiche sono degli alieni cattivoni superiori in tutto alla razza umana, non potranno che essere dei 'superiori' alieni new age a 'salvarci', perché lo sforzo di liberarci dai nostri alieni cattivoni, a quanto pare molto intelligenti e astuti, è sicuramente fuori dalla portata delle nostre ridotte capacità umane; quindi state a casa e pregate il nuovo Cristo New Age e aspettate l'arrivo del Commando Ashtar, meditando con i precetti di qualche Guru tibetanofinanziato dalla Fondazione Rockefeller.

p.s.: e magari c'è anche qualcuno che pensa che questa mia introduzione sia cosa seria!

di Philip Ridley
The Economic Voice
24 Luglio 2012
traduzione: http://nwo-truthresearch.blogspot.it



Così noi abbiamo avuto il LiborGate, e ho già fatto notare che questo scandalo apparentemente era la punta di un iceberg. Le banche e i governi erano collusi con i massicci crimini della Mafia, come il riciclaggio e il traffico di centinaia di milioni di dollari in armi e droga.
Sfortunatamente io sono stato piuttosto cauto nelle mie stime dalla scorsa settimana, quando venne fuori che HSBC era implicata con 36 trilioni di sterline in riciclaggio di denaro, una cifra simile all'intero PIL globale, che minimizza i centinaia di miliardi riciclati da Wells Fargo. Vecchie notizie per alcuni, ma trilioni sono passati così, come il Dottor Maligno che esce dal congelamento criogenico per chiedere un milione di dollari per il mondo. Bloomberg ha riferito da qualche tempo di circa 1,2 quadrilioni di dollari del mercato globale dei derivati in un "sistema bancario ombra" interamente deregolamentato e non dichiarato. Qui è da dove viene preso il denaro della droga, trattato come garanzia collaterale e poi sfruttato abilmente 10 o 100 volte a 1 nel sistema bancario della riserva frazionaria. Naturalmente i governi che hanno accettato di sottoscrivere questa mostruosità hanno messo in pericolo l'intera zona euro e di fatto l'intero capitalismo occidentale. 

venerdì 3 agosto 2012

La famiglia che non c'è

Leggendo quest’articolo, La famiglia che non c'è che troverete alla fine, non potevo non pensare a “per fortuna” che la famiglia comincia a disfarsi, per quello che hanno insegnato fino a qui .... insomma dire il contrario è come affermare che il mondo funziona bene ... cioè, se quello che vediamo oggi attorno a noi è degno di essere apprezzato! Io sono del parere di alcuni pensatori, i figli andrebbero cresciuti in comune, da molta gente per apprendere molte realtà diverse, perché tutto quello che i genitori ti insegnano e raccontano, dopo qualche esperienza al di fuori della famiglia il pensiero che in fondo erano solo illusioni o convinzioni personali si fa forte ...
 La solita storia sentita da tutti del “io mi sono fatto da solo” per esempio, il caso più famoso è Berlusconi e sappiamo tutti quanto quello che esce dalla sua bocca assomigli così poco al vero, sappiamo tutti che senza Dell’Utri, l’Opus Dei e Mangano non sarebbe andata proprio così ... lo sappiamo tutti che se “quando” senza l’aiuto di quella persona non sarebbe dove oggi si trova
Proprio in Italia poi, il paese del nepotismo, il luogo perfetto dove chi ricopre una mansione qualsiasi non lo fa per bravura o merito ma perché conosce qualcuno che proprio “li” lo poteva mettere: Un paese di falliti, insomma. Se per fallito intendiamo una persona che non ha applicato mai completamente un suo progetto. Certo, lo so, siamo quasi tutti falliti in questo senso, poiché la vita ti dimostra abbastanza in fretta che le carte le maneggi tu ma come e dove girano lo decide quella cosa chiamata destino. Il destino non esiste: E allora perché sono nato in quel luogo e da quelle persone se non esiste? Non pensate che il luogo in cui si nasce sia sufficiente per influenzare pesantemente la tua esistenza futura? Provate voi a nascere nella famiglia reale o in quella di uno schiavo e vediamo se percorrete la stessa strada :-)
 ... qui abbiamo proprio un paese di imbecilli.
Siamo il paese degli imbecilli, non dei geni come sempre dicono, saremo il paese dei geni noi? E quello dei cretini come sarà allora? 
No, perché se noi siamo i geni bisogna anche scovare i cretini per fare un paragone ...
Ecco come siamo geni: 
Dal blog di Grillo: gli americani si sono incazzati perché gli si è alzata la benzina a 0.75? per 5 LITRI
Ma di queste cose non si deve discutere, come i dittatori, o la chiesa lo sa bene che per secoli ha bruciato eretici ... io non sarei durato tanto cinque secoli fa, ma è meglio morire che vivere di merda! Lo avessero fatto tutti ...
Comunque il nostro paese è perfetto per dire che tutti hanno solo e sempre seguito il sentiero per loro designato come le brave pecorelle che seguono il pastore. Quante volte andiamo in un ufficio e vediamo che chi sta seduto oltre lo sportello ne sa meno di noi? Tante volte di sicuro. E quante altre volte si ha bisogno di una persona che conosca la tecnica di un qualcosa e davanti abbiamo uno che ne sa meno di noi? Questo succede quando chi va avanti lo fa solo perché ha leccato i culi “giusti”, diciamo così? E come dire altrimenti?!! Generazioni di maestri che non hanno mai pagato un mutuo, maestri che predicano di seguire un etica che loro stessi hanno fatto di tutto proprio in disonore di quell’etica che predicano tanto. Siamo pieni di maestri che a parole fanno tutto, mettiamoli ai fatti e vediamo che succede. Come quante donne sentiamo dire “che puttana” quella, e tu scusa com’è che sei dove ti trovi? Lo sappiamo tutti, non c’è bisogno di ricordarlo ... e Nice diceva giusto, la donna è la prima a disprezzare se stessa, la donna nel suo disprezzo non tralascia le donne, anzi ... è vero saltando su un altro discorso, è vero che la gerarchia maschile fa schifo e ci vorrebbero delle donne al potere, ma non le donne che abbiamo oggi, queste non sono più donne, abbiamo dei manichini, di plastica in tutto, anche nelle protesi che portano oltre ai vestiti, senza ne cuore , ne cervello, per avere degli esempi fate uno scanner di quelle che conoscete. Oggi non abbiamo ne più uomini con le palle e nemmeno donne che sappiano gestire queste palle. Diventeremo una società transgenica mono o (a?) sessuataparliamo tanto di sterilizzare o di persone già sterilizzate, l'amorevole Bill Gates ci sta pensando da tanto tempo, non è il solo ... ma togliere il potere di generare vite a casaccio all’essere umano vi sembra forse uno sbaglio? 
Lo sappiamo certamente che lavorare a parole hanno tutti fatto tanto, della serie io farei .... e fallo allora, cosa aspetti? Ma appena iniziamo a scandagliare gli eventi delle vite vediamo che non hanno fatto poi così tanto come vanno dicendo, anzi, chi più lo dice meno ha fatto solitamente, chi parla del passato continuamente come di un impegno è una persona che è meglio non dica niente sull’oggi, allora parla del passato, e la vita mi insegna che chi era in gioventù lo è ancora da vecchio, accentuato, ma è sempre stato quello che si dimostra oggi ... perciò guardiamoci attorno e cosa vediamo? ... vediamo che si fa il minimo indispensabile in tutti i settori, fare di più è andare contro natura in fondo, sprecare energie che servono per sopravvivere è da stupidi quando si può vivere con meno, lo sanno gli animali, non lo sappiamo noi? Dovremo ricordarci più spesso che siamo solo animali con le mani e con la parola, togliete queste due all'essere umano, che farebbe? 
E così iniziamo a vedere la realtà de un altro punto di vista e ci accorgiamo che non hanno proprio fatto niente di quello che dicono ... la maschera, il vestito, chiamiamolo come vogliamo ma il senso non cambia, mostrano a tutti una facciata e stanno bene attenti a non mostrare mai l’altra perché lo spettacolo sarebbe pessimo, chiamiamoli anche frustrati che non hanno mai scopato come avrebbero voluto, scopassero di più e si facessero qualche canna ogni tanto magari il mondo avrebbe meno guerre ...
Non credete? Guardate la religione che tanto se l'è presa con chi "fornicava" o commetteva "atti impuri", non sono forse i primi che hanno ammazzato nel nome del rispetto alla vita? Sono accorse le folle dietro a queste persone di merda ... 
Le cose vanno sempre al contrario di quello che abbiamo capito fino a quel punto, e questa è una frase che vale in molte, ma molte situazioni ...


Dioniso777


Comunque l’articolo di cui parlavo sopra è questo che segue, trovato sul blog http://storieriflessioni.blogspot.it

La famiglia che non c'è

Le Olimpiadi del Cazzo

E’ oggettivo. La figa è il metro di tutte le cose, quando per figa si intende generalmente non solo la fregna, ma anche la minchia e la straordinaria interazione che i due sono in grado di mettere in scena. Senza contare l’eventuale coinvolgimento di bocche, mani e culi che non solo ampliano le possibilità, ma rimuovono anche le scomode barriere della limitante eterosessualità.

Vedi le olimpiadi. Diciamoci la verità, da grandi sportivi da divano un po’ alla volta si è finito per dimenticare la prestazione e concentrarsi sul costumino succinto ed aderente, la coscia muscolosa, la tetta schiacciata, la gamba lunga e affusolata, il bicipite guizzante. Complice l’evoluzione del doping, che non trasforma più le donne in mostri barbuti e si limita a farle crepare dopo la quarantina, e una discreta predisposizione degli sponsor e delle televisioni che alla casacca deforme e coprente preferiscono le seconde pelli scintillanti ed esaltanti, invece di guardare la competizione ci si masturba continuamente davanti alla tv in una sorta di copula alienata dove la sega deve essere rapidissima visto che l’immagine è guizzante e non indulge (per adesso) per il tempo necessario sull’oggetto della dedica masturbatoria. Una sega atletica, per l’appunto.





I giornali, dal canto loro, hanno intuito il fenomeno e maliziosamente lo incoraggiano. Qualche titolo fra i centinaia on line in questo momento.

Douglas, prima gazzella nera della ginnastica
le donne hanno votato: ecco il più bello di Londra 2012
Olimpiadi, Leryn: una vigilia da star per la più bella di Pechino
Olimpiadi, squalificata la ciclista pin-up
La bella Zsuzsanna, star di Londra 2012
Julia Rohde, la bella dei pesi
Antonija Misura è la più sexy dei Giochi?
I più belli dell’Olimpiade
Lochte: «Il 75% degli atleti fa sesso al Villaggio»
Sharapova batte Kirilenko nel derby delle belle
Le Olimpiadi viste con gli occhi dei fotografi del beach volley
La bella giavellottista Leryn Franco si racconta
E per non scontentare nessuno, un po’ di spazio anche a racchie e chiattoni, sempre indugiando sulla fisicità
Bild all’attacco delle «bruttone» olimpiche
Ricardo Blas, la «Piccola montagna» del judo

Tempi duri si preparano per i cessi (come lo scrivente) se anche in una competizione basata su tecnica, forza e talento incomincia a valere lo stesso criterio del velinismo come nella nostra politica dove decine di fighe senza arte né parte si sono trovate promosse a ministro, assessore o consigliere senza nemmeno transitare per lo stadio di persona (e quindi “figa” diventa una tragica sineddoche) essenzialmente per il loro aspetto umido, accogliente e appetitoso.

I belli sono sempre stati avvantaggiati, ma in un mondo di grandissimi pugnettari repressi diventeranno i padroni del mondo. Così saranno costretti continuamente a mostrarsi e i segaioli, nell’ombra, potranno portare a termine la loro piccola, insignificante e rapida manipolazione solitaria.

Olimpiadi 2012: la cerimonia di apertura (seconda parte)

La cerimonia di apertura delle olimpiadi 2012 ha colpito il pubblico per la maestosità con cui è stata realizzata. Tuttavia, per gli iniziati e per coloro che “sanno vedere”, c’è un racconto ben più profondo e occulto che celebra l’ascesa della “razza eletta” sul popolo. Continuando ad analizzare, nel dettaglio, le parti della manifestazione, faremo emergere questo significato ai più oscuro. Se non lo avete fatto, prima di iniziare, vi consiglio la lettura della prima parte.


GERUSALEMME (SION)
Dopo il suono della campana, possiamo ascoltare le note di Jerusalem, un’opera di William Blake (1757-1827), un’artista, poeta, visionario e veggente inglese il quale sosteneva che le sue poesie gli venivano dettate da ‘Immortali’, ovvero dei e dee di altri mondi, che riusciva a percepire con la sua “visione interiore”

E quei piedi nei tempi antichi

Camminarono sulle verdi montagne d’Inghilterra?

Ed il Sacro Agnello di Dio

Fu visto negli ameni pascoli d’Inghilterra?

E il Volto Divino

Splendette sulle nostre colline nuvolose?

E fu Gerusalemme fondata qui,

fra questi oscuri mulini satanici?

Portatemi il mio arco d’oro ardente

Portatemi le mie frecce del desiderio

Portatemi la mia lancia! Oh nubi, apritevi!

Portatemi il mio carro di fuoco!

Non cesserò mai di combattere la mente

E la mia spada non dormirà nella mia mano

Finché non avremo fondato Gerusalemme

Nella verde e amena terra d’Inghilterra.


William Blake, una illustrazione per l’opera Jerusalem. L’autore visionario credeva nella venuta di una nuova Gerusalemme (Zion). L’immagine contiene molta simbologia, in primo piano possiamo vedere il demiurgo che stringe nella mano destra (attività, forza) il martello con cui forgiò i cieli e la Terra, nella mano sinistra invece ha un compasso con cui innestò la dualità nell’universo. Sullo sfondo ai lati la rappresentazione degli opposti ovvero la parte attiva con il sole e la parte passiva con la luna (Jachin e Boaz, per approfondire “Significato esoterico delle due colonne massoniche: Jachin e Boaz”)


Laura Pausini e la stupidità umana

Fossi in Laura Pausini mi preoccuperei della sanità mentale di alcuni tra i miei fans. Perché non penso sia normale avere un certo tipo di reazioni dinanzi a eventi di una certa gravità.

All'annuncio sulla sua pagina Facebook dell'annullamento del concerto di Lecce, ci sono state tre diverse reazioni.

La prima, stupefatta: che è successo? Per la serie cosa può mai esser successo da sospender tutto? Nonostante la notizia del ventenne sparato sul palco abbia avuto risonanza nazionale: tra gli altri Corsera, Unità, Agi, Ansa, RaiNews, TgCom,Repubblica, AdnKronos. Questo per me significa vivere fuori dal mondo. Senza contare che provo notevole fastidio verso chi chiede ad altri spiegazioni e notizie che potrebbe ottenere banalmente inserendo "Laura Pausini" su Google.
Seconda reazione: ho lavorato tanto per metter da parte i soldi, e tu adesso non vieni. Non potevi rimandare la data? Adesso quando verrai? Per la serie: sticazzi che è morto un ventenne.
Terza reazione: Laura ti siamo vicini. A Laura Pausini siete vicini? Non ai famigliari del ventenne morto?

fonte

CEMENTO FUORILEGGE: RECORD TRICOLORE IN EUROPA


di Gianni Lannes

La speculazione  ha triturato un paesaggio unico al mondo costringendolo a sottomettersi: grazie alla tacita connivenza delle istituzioni e delle autorità di ogni ordine e grado. Ogni giorno si volatilizzano 161 ettari di territorio: una superficie pari a 251 campi di calcio. Il Belpaese ha già devastato un’area pari alla Toscana. Quasi il 10 per cento della Penisola è stato annientato, grazie anche al proliferare di basi militari di proprietà  Usa e/o Nato (Dal Molin a Vicenza). Sono stati incendiati dolosamente  più di milione di ettari di boschi in breve tempo. L’Italia si aggiudica nel 2012 il record europeo di cementificazione illegale. L’anno non è ancora terminato e si punta al primato mondiale. Ma il governo etero diretto di Mario Monti che fa per la salvaguardia ecologica? Semplice, ha quasi azzerato gli scarsi stanziamenti del ministero dell’Ambiente. Però, non ha cancellato la realizzazione dell’inutile e dispendioso ponte sullo Stretto. Eppure il contribuente italiano versa nelle casse statali ben l’80 per cento di quanto guadagna; avrà pure diritto ad un ecosistema integro. A margine una “quisquilia”: 69 esseri umani in seguito ad alluvioni e frane - negli ultimi due anni - hanno pagato con la vita la cronica disattenzione istituzionale per il consumo dello Stivale. Comunque, tranquilli: è tutta colpa degli alieni o tutt’al più di madre Natura. E’ anche vero che sua emittenza Silvio Berlusconi (tessera P2 numero 1816) ha concesso i condoni, grazie ai quali sono stati regolarizzati milioni di metri cubi edificati in aree franose e negli alvei dei corsi d’acqua. E’ uno sfacelo inaccettabile nel quale l’82 per cento dei Comuni (6.633 su 8102) corre il pericolo di disintegrarsi dopo un temporale. Addirittura nel Gargano (parco nazionale) la disattenzione dell’ecologista Nichi Vendola ha fruttato una lottizzazione a regola d’arte a Mattinata con fondi pubblici del Contratto d’area. Il beneficiario in riva al mare è Zanasi Eliseo, artefice dell’inceneritore illegale dell’amica Emma Marcegaglia.  
Prevenzione zero - 1.260.000 case abitate da 6 milioni di persone, sorgono in zone ad elevato rischio idrogeologico; nel novero negativo sono comprese anche 6.000 scuole e 531 ospedali. In decenni di emergenze causate dalla mano avida dell’uomo italiota poco o nulla si è fatto in termini di prevenzione. Al contrario ci si è limitati a tamponare i danni e a seppellire le numerose vittime con funerali di Stato. I geologi avvertono: “E’ urgente approvare una legge per il governo del territorio, di cui incredibilmente il nostro Paese è ancora sprovvisto”. Il presidente dell’ordine nazionale dei geologi, Gian Vito Graziano snocciola le prove: “Dal 1944 ad oggi in Italia sono stati spesi più di 213 miliardi di euro per danni da dissesto idrogeologico e terremoti, di cui ben 27 solo dal 1996 al 2008”. Ed ora, avverte Graziano, “i nuovi tagli al ministero dell’Ambiente avranno un effetto devastante su un territorio già abbandonato a se stesso”.

Soluzioni pratiche - E’ dunque urgente passare all’azione e la prima cosa da fare, secondo i geologi, è “approntare una legge organica di governo del territorio che individui, tra l’altro, precise responsabilità, oltre a istituire dei presidi territoriali fissi con tecnici che operino un monitoraggio costante delle aree a rischio”. E dai geologi arriva anche un’altra indicazione concreta: “La legge lo prevede, ma non è mai stata applicata: demolire gli edifici nelle zone a rischio, dove possibile, per ricollocarli in aree più sicure. Un’operazione dai costi minori rispetto alla messa in sicurezza di ogni singola area”. Nonostante le indicazioni della Commissione De Marchi per la sistemazione idraulica e la difesa del suolo istituita nel 1966 dopo le alluvioni di Firenze e Venezia, tutti i governi succedutisi non hanno operato con sufficiente efficacia in questo delicato settore.

Parola di Indro - Senza voler scomodare il grande Antonio Cederna, ecco cosa si legge nel Corriere della Sera dell’8 aprile 2001,  scritto da Montanelli sulla Liguria, ma l’esempio vale per tutte le altre regioni, nessuna esclusa: “Nella distruzione della vostra Riviera è responsabile tutta la vostra classe dirigente, non soltanto quella politica. Ne sono responsabili quella imprenditoriale, quella finanziaria, quella mercantile, quella alberghiera. Tutti. Tutti, anche il cosiddetto uomo della strada: tutti abbacinati dall’irruzione dei cantieri, fabbriche di miliardi e di posti di lavoro; dalla speculazione edilizia che prenderà d’assalto il promontorio dando agli indigeni la grande occasione di arricchirsi con un orto. Che pacchia! Una pacchia che durerà se, sette, dieci anni, per poi ridurre questo angolo d’immeritato paradiso alla solita colata di cemento e di asfalto”.

Guerra ambientale - Infine: qualche esperto spieghi le famigerate “bombe d’acqua” che liquefano in un attimo le pendici dei monti provocando vittime e immensi danni. Di certo non sono un fenomeno naturale, consueto in autunno. A parte le posizioni dell’Onu, basterebbe l’indagine conoscitiva del Senato nel 2005, in cui si sostiene che “negli ultimi 10-15 anni vi è stato un aumento degli episodi di precipitazioni a carattere intenso, ma di breve durata, mentre in precedenza esisteva una prevalenza di episodi di bassa intensità ma prolungati nel tempo”. Insomma, il complottismo è un comodo alibi per mascherare le attività segrete di controllo climatico orchestrate dal nostro alleato (padrone) Usa e dalla Russia.

Gli scienziati sembrano prudenti riguardo alla geoingegneria

 La geoingegneria, ovvero la deliberata ingegneria e manipolazione su larga scala dell'ambiente del pianeta, non appartiene solo al mondo della fantascienza ma è una possibilità realistica per attenuare i cambiamenti climatici. In un periodo in cui il clima terrestre è influenzato su scala globale dalle attività umane, i ricercatori hanno suggerito che potrebbero essere sviluppate e usate specifiche tecnologie mirate per compensare questo cambiamento. Uno sforzo europeo che coinvolge scienziati provenienti da tutta Europa ha studiato gli impatti che avrebbero alcune opzioni di geoingegneria proposte, e i risultati potrebbero non corrispondere esattamente a quelli previsti. Presentata nella rivista Earth System Dynamics, la ricerca è stata in parte finanziata dal progetto IMPLICC ("Implications and risks of engineering solar radiation to limit climate change"), che ha ricevuto quasi 1 milione di euro nell'ambito del tema "Ambiente" del Settimo programma quadro (7° PQ) dell'UE. Alcuni scienziati in passato avevano sostenuto che usando tecnologie mirate come l'immissione di aerosol di zolfo nella stratosfera per ridurre l'irradiamento solare potrebbe essere più efficace e meno costoso rispetto ai tentativi di ridurre le emissioni di gas serra allo scopo di combattere il cambiamento climatico. Inoltre, alcuni sostengono che potrebbe diventare necessario usare le tecnologie della geoingegneria per evitare cambiamenti repentini e catastrofici del sistema climatico. Anche se altri dubitano dell'efficacia di tali opzioni, sostenendo che vi sarebbero effetti collaterali indesiderati, oltre che aspetti legali ed etici contro la geoingegneria, vi sono ricercatori, politici ed economisti che ritengono che la riduzione della radiazione solare che raggiunge il nostro pianeta mediante ingegneria del clima potrebbe funzionare.

Per basare la discussione su argomenti scientifici più solidi, scienziati francesi, tedeschi, norvegesi e britannici hanno usato sofisticati modelli climatici e hanno osservato, ad esempio, che in un clima modificato mediante geoingegneria sono probabili significative riduzioni dei cicli delle piogge globali e regionali. "L'ingegneria del clima non può essere vista come un sostituto a un percorso politico di riduzione dei cambiamenti climatici attraverso la riduzione delle emissioni di gas serra," scrivono gli autori nello studio. Ciò suggerisce che questa soluzione di geoingegneria per il cambiamento climatico potrebbe portare a una significativa riduzione delle piogge sia in Europa che nel Nord America. Guidati dall'Istituto Max Planck per la meteorologia in Germania, i ricercatori hanno esaminato minuziosamente come i modelli della Terra in un mondo caldo e ricco di biossido di carbonio (CO2) rispondono a una riduzione artificiale della quantità di luce solare che raggiunge la superficie del pianeta.

Il 'mandato' e l'anello dimensionale.




All’interno del proprio mandato, la Bce è pronta a fare qualunque cosa per preservare l’Euro.
Mario Draghi

Mi sono sempre chiesto perché San Paolo ha scritto tutte quelle lettere ai Corinzi e, soprattutto, perché i Corinzi non gli hanno mai risposto?
Benvenuti al nord

Sacro e Profano? Non solo… Anche ‘serio e comico’. E anche ‘comico e serio’. Ricordate? Le due facce della stessa medaglia, contemporaneamente.


Il ‘lato’ che ci attira di più è quello che magnetizziamo 'meglio':


il tragi/comico.

È una verità molto vicina al paradosso. Questa verità/realtà sta alla base della piramide di confusione che regna sovrana tra/nella Massa. È un ‘dipende’ continuo. E questo ‘dipendere’ è frutto della nostra Natura mal compresa o ricordata. Non si riesce proprio a venire a capo di queste strutture a loop che 'ci contengono', caratterizzate da ‘anelli senza Tempo né inizio né fine apparenti:


come vortici nei quali s’agita una tempesta secolare.

Come uscirne? Come interpretarne le fattezze, i significati? Come trarre insegnamento? Come non rimanere vittime di se stessi?

Mediante triangolazione:

i simboli rappresentano costellazioni, e queste corrispondono per numero e posizione a coordinate spaziali, che identificano un pianeta, mentre un settimo punto è il punto di origine… A questo punto il generale West decide di rivelare l'esistenza dell'anello, ribattezzato Stargate, come chiamato dal Dottor Jackson nella traduzione del cartiglio. Gli stessi simboli del cartiglio sono presenti sull'anello rotante dello Stargate, insieme a molti altri.





L'esercito aveva capito che i sei simboli del cartiglio erano coordinate stellari, ma non erano mai riusciti a ricostruire l'intera sequenza di attivazione del portale, che necessitava di un settimo simbolo. Il Dottor Jackson riesce ad individuarlo nella parte sottostante il cartiglio, al di fuori di esso; era stato tutto il tempo sotto il naso dei militari. Lo Stargate viene dunque attivato e si riesce a creare il Wormholeverso il pianeta alieno…
Stargate

IRAN: Quattro banchieri condannati a morte per frode




Fonte: Net1news

Visto nel blog http://www.stampalibera.com

Quattro imputati sono stati condannati a morte per l’appropriazione indebita di 2.600 milioni di dollari in cui erano implicate sette banche pubbliche e private, il più grande caso di corruzione rivelato nella storia della Repubblica islamica dell’Iran.
Il procuratore generale e portavoce del Sistema Giudiziario iraniano, Gholam Hussein Mohseni Ejei, ha detto che il tribunale di Teheran che si occupa del caso ha emesso sentenza contro 39 imputati, tra cui quattro sentenze di morte, due ergastoli e per il restante 25, 20 e 10 anni di carcere, senza specificare i nomi.
Il processo di questo caso è iniziato il 18 febbraio inizialmente con 32 imputati, anche se altri se ne sono aggiunti negli oltre cinque mesi di processo. Inoltre, Mohseni Ejei ha detto che i condannati dovranno restituire il denaro truffato.
Decine di persone sono state arrestate in relazione a questo caso in Iran, iniziato nel 2007 quando il gruppo industriale Amir Mansur Arya Investment, guidato da Amir Mansur Josravi, ha fondato una banca privata con la quale ha ottenuto tramite mezzi fraudolenti prestiti di grandi dimensioni dalle principali banche pubbliche iraniane.
Dopo la rivelazione del caso lo scorso settembre, Mahmoud Reza Javari, direttore generale del Banco Melli, il più grande dell’Iran di proprietà pubblica, si è dimesso dalla carica e successivamente fuggito in Canada, dove è stato rivendicato dalle autorità iraniane attraverso l’Interpol.
Il vice governatore della Banca Centrale dell’Iran, Hamid Purmohamadi, è stato arrestato il 29 settembre in relazione al caso. Il caso è stato usato dai più ultra-ortodossi teocrati musulmani sciiti dell’ Iran, riuniti attorno al leader supremo, l’Ayatollah Ali Khamenei, nella sua lotta per il potere contro l’entourage del presidente Mahmoud Ahmadinejad,considerato più aperto ai problemi sociali.
I sostenitori di Khamenei, che si definioscono “principalisti” cercano di circondare Ahmadinejad, che qualificano come “deviazionista” e lo accusano di mettere in discussione il primato religioso sul potere politico, che ha già portato in carcere decine di persone vicine al presidente.

Una lunga estate calda

Anniversario strage di Bologna, dopo due anni di assenza torna il governo. Trenitalia si scusa per il disagio.

Licio Gelli sulla strage del 2 agosto 1980: “Fu un mozzicone di sigaretta”. Per non parlare di quell’aquilone a Ustica.

Secondo Licio Gelli, la strage di Bologna fu colpa di una sigaretta. Fioravanti si limitò a installare un posacenere difettoso.


Ilva di Taranto, impianti sequestrati. Ma gli ostaggi sono gli operai.

Taranto bloccata dagli operai. Hanno già cominciato ad ammucchiarli a bordo strada.

Dopo il sequestro dell’Ilva, i dipendenti bloccano la circolazione delle auto. Di questo passo Taranto diventerà il polmone verde d’Italia.

Bloccate le vie di collegamento con Bari. Anche se ci avevano già pensato le ferrovie.

Da tarantino, non riesco a immaginare la città senza Ilva. Aspetta un attimo: non riesco a immaginare proprio più nulla!

Vendola: “Non lasceremo che i tarantini debbano scegliere tra cancro e povertà”. Quando possono averli entrambi.

Il ministro dell’Ambiente si oppone alla chiusura. Be’, in fondo è suo.

(Vorrei tranquillizzare gli operai dell’Ilva di Taranto. Ci sono migliaia di piccole aziende senza alcun controllo che vi aspettano)

I leader sindacali arrivano in città. È quel che dicono le nonne tarantine ai nipotini se non mangiano.

La protesta degli operai Ilva interrompe il comizio dei sindacati. Finalmente una buona notizia.

I contestatori hanno acceso fumogeni sotto al palco. Per vedere meglio.

Gli operai sono arrivati fino al palco a bordo di un’Apecar. Poi hanno preso la parola ricordando i compagni persi per strada.

I tarantini si raccolgono in preghiera. “Padre nostro che sei nei cieli là dietro…”

Anche il Papa contro la chiusura delle acciaierie. È preoccupato per quella cronica carenza di coperchi.

Liberata Rossella Urru. La Farnesina: “Di nuovo?”

I denti come causa di malattie e basse aspettative di vita nei secoli passati?

I denti come causa di malattie e basse aspettative di vita nei secoli passati?
Lorenzo Acerra 31 luglio 2012
by disinformazione


Un problema molto comune nel diciassettesimo e diciottesimo secolo erano i denti consumati dalla carie che dopo qualche disagio sembrava che non dessero più fastidio e quindi venivano lasciati stare in bocca. Due autori del 700, il famoso Pierre Fauchard (1728) e il chirurgo generale dell'esercito inglese John Hunter (1771), segnalarono numerose guarigioni da reumatismi, malattie di occhi, orecchie e sistema nervoso ottenute grazie alla bonifica della bocca da questi denti. Anche il celebre Christopher William Hufeland (1762-1836) parlò di questo spiegando che una bocca sana, liberata dai denti con carie profonde era l'unica possibilità di arrivare a vivere a lungo.

Il Goethe (1749-1832) s'interessò agli insegnamenti di Hufeland dopo che una malattia che sembrava mortale fu risolta dall'estrazione di un dente infetto. Tutti i tentativi precedenti di terapia avevano fallito. Il Goethe visse altri 64 anni dopo quell'incidente, arrivò all'età di 83 anni completamente sdentato, seguendo perciò il consiglio di Hufeland di togliere i denti infetti man mano che si presentavano (Neuhauser 1982, Hufeland 1797). Un altro esempio sotto gli occhi di tutti è quello di Mozart (1756 - 1791) che un anno prima della sua morte ebbe alcuni ascessi dentali che non furono trattati con l'estrazione. Ciò ha forse potuto contribuire sia ad una recidiva dei reumatismi che al decorso estremamente sfavorevole della sua malattia. Mozart aveva ancora dieci denti al momento della sua morte, di cui tre denti con carie profonda, non estratti e nemmeno trattati (Bär C., "Mozarts Zahnkrankheiten", Acta Mozartiana 9, 1962, 3, pp.47-54). "Per secoli," scriveva John Hunter (1771), "i medici hanno dovuto prendere atto del fatto che i denti con la loro struttura particolare sono suscettibili di diventare la sede di piccole lesioni croniche infiammatorie localizzate che danno luogo a disturbi sistemici incredibilmente seri, anche quando localmente nella bocca il disturbo infiammatorio sembra quasi inesistente."

Nell'arco dei 150 anni che seguirono troviamo segnalate nella letteratura medica del tempo all'incirca 25.000 - 30.000 osservazioni simili, per esempio la guarigione da una sordità fulminante nel momento dell'eruzione di un dente del giudizio (J.G. Pasch 1775) e il ritorno del flusso mestruale in una donna che per anni non ne aveva avuto, ottenuto grazie all'estrazione di un dente con carie profonda (Willich 1778). Delaroche (1798) riportò un caso simile in una donna che soffriva di mestruo molto scarso con sintomi d'infiammazione gengivale dal lato destro, e ciò solo in corrispondenza dell'arrivo di queste scarse mestruazioni. Andando a valutare la salute della bocca, il medico scoprì dei denti cariati in profondità la cui estrazione fece anche scomparire definitivamente le anomalie del mestruo.

E arriviamo al 1801: epilessia, dermatiti, problemi digestivi, mal di testa e artriti venivano guariti con l'estrazione dei denti infetti dal Dr. Benjamin Rush, firmatario della dichiarazione d'indipendenza. Egli scriveva: "Le terapie delle malattie croniche diventano molto più soddisfacenti se vengono associate alla bonifica di tutti i denti infetti che uno trova nella bocca dei pazienti." Per esempio Rush ci dice che fu consultato dal padre di un giovane di Baltimore che soffriva di epilessia, subito si informò sui denti e risultò che molti di quelli sull'arcata superiore avevano carie profonde. La loro estrazione infatti portò ad una perfetta guarigione. Oppure la signorina A.C., affetta da reumatismo all'anca già da alcuni anni, aveva avuto di recente un grave peggioramento ed era comparso anche un leggero fastidio ad un dente. Rush prontamente le consigliò di far estrarre questo dente e fu così che i sintomi scomparvero del tutto. Rush era assolutamente entusiasta su tutta questa discussione che le patologie dei denti potessero rivelarsi così spesso la causa di malattie apparentemente inguaribili ed invocava a testimoni i numerosi autori che lo avevano preceduto.

Il culto del dio morente e i suoi rituali

Anche questa volta pubblico qualcosa sul culto del dio morente Dato che molti si sono interessati alla questione, spiego direttamente che la citazione di questa divinita' e' stata presentata da molti autorevoli studiosi tra cui Frazer e la Harrison, questo per farvi capire quanto effettivamente questo culto sia storicamente fondato prendiamo ad esempio Frazer nel suo Ramo d'oro:

Anche se essi potessero riuscire ad afferrare l'anima del dio morente, mentre essa ne abbandona le labbra o le narici, e trasferirla così nel suo successore, questo non basterebbe allo scopo; perché morendo di malattia, la sua anima necessariamente lascerebbe il corpo nell'ultimo stadio della debolezza e dell'esaurimento e così indebolita continuerebbe a trascinare un'esistenza languida e inerte in qualunque corpo potesse mai essere trasportata. Mentre invece uccidendolo, i suoi adoratori possono in primo luogo esser certi di prenderne l'anima mentre essa fugge e trasferirla in un degno successore; e, in secondo luogo, mettendolo a morte prima che la sua forza naturale sia abbattuta, son sicuri che il mondo non cadrà in rovina con la rovina dell'uomo dio. Si soddisfaceva perciò a ogni esigenza e si evitava ogni pericolo uccidendo l'uomo-dio e trasportando la sua anima, mentre questa era ancora nella sua primavera, in un successore vigoroso....
mosse a sdegno il sentimento pubblico e in conseguenza un criminale condannato a morte venne investito della breve e fatale sovranità. In seguito troveremo altri esempi di criminali morenti che rappresentano un dio morente. Perché non dobbiamo dimenticare che, come mostra chiaramente il caso dei re shilluk, il re viene ucciso nel suo carattere di dio o di semidio, essendo la morte e la resurrezione giudicati necessari alla salvezza del suo popolo e del mondo come unici mezzi per perpetuare l'intatta vita divina
Qualche volta le disgrazie e i peccati accumulati da tutto un popolo vengono fatti ricadere sopra il dio morente che si suppone li allontani per sempre, lasciando così il popolo innocente e felice. Il concetto che noi possiamo trasferire i nostri peccati e le nostre sofferenze a un altro essere che li porti per noi è familiare alla mentalità dei selvaggi. Esso deriva da un'ovvia confusione tra il fisico e il morale, tra il materiale e l'immateriale. Poiché è possibile far passare un carico di legna, di pietre o di qu-lunque altra cosa dalle nostre spalle a quelle di un altro, il selvaggio s'immagina che sia ugualmente possibile di far passare il carico dei suoi dolori e dei suoi dispiaceri a un altro che li soffrirà in sua vece. Egli agisce quindi di conseguenza e ne risulta un infinito numero di poco amabili stratagemmi per sbarazzarsi a danno di un altro di tutti i guai che non si vogliono sopportare. Insomma, razze a un grado assai basso di cultura sociale e intellettuale compren-dono e praticano comunemente il principio della sofferenza per sostituzione. Nelle pagine seguenti illustrerò questa teoria e questa pratica, quali si osservano tra i selvaggi in tutta la loro nuda sem-plicità non travestita dai raffinamenti della metafisica e dalle sottigliezze della teologia.
Il ramo d'oro Frazer
4.The Dying God [Il dio morente];

Ancora dal libro della Harrison:

Del tutto egiziano, forse di tutte le antiche divinità, Dio non ha vissuto così a lungo o era così ampia e profonda un'influenza come Osiride. Egli si pone come il prototipo della grande classe di resurrezione-divinità che muore e che può vivere ancora. Sue sofferenze, la morte e la risurrezione sono stati emanati da un anno in un grande gioco di mistero ad Abydos. i Greci chiamano sua agonia il suo concorso con il suo nemico Set; poi suo pathos, la sua sofferenza, o caduta e sconfitta, suo ferimento, morte e sepoltura; Infine, la sua resurrezione e il «riconoscimento»,
Nelle celebrazioni di Osiride le piccole immagini del Dio erano fatti di sabbia e vegetali della terra, suoi zigomi erano verniciati verde e giallo . Le immagini di Osiride sono sempre state create in uno stampo d'oro puro, che rappresenta il Dio come una mummia. Dopo il tramonto il giorno 24 del mese Choiak, l'effige di Osiride viene posata in una tomba e l'immagine dell'anno precedente viene rimossa. Prima delle celebrazioni c'è stata una cerimonia di aratura e di semina. Una estremità del campo è stata seminata con orzo, l'altro con farro; un'altra parte con lino. Mentre questo stava accadendo il sommo sacerdote recita il rituale della "semina dei campi." Nel "giardino" di Dio, che nel rituale sembra essere stata una pentola di grandi dimensioni, sono stati messi in sabbia e orzo, poi acqua fresca viva dall'inondazione del Nilo viene versata in un vaso d'oro sopra il "giardino". Esso era il simbolo della Resurrezione del Dio dopo la sua sepoltura, "per la crescita del giardino è la crescita della sostanza divina."
La morte e resurrezione dei e mediante la vita e i frutti della terra, è stato così stabilito nel rituale inconfondibile. Nel grande tempio di Iside a Philæ c'è una camera dedicata a Osiride. Qui è rappresentata l'Osiride defunta. Dalla sua primavera fatta con un corpo spighe di grano e un sacerdote delle acque il gambo crescente da una brocca. L'iscrizione per la foto si legge: questa è la forma di colui che uno può non avere un nome, Osiris dei misteri, che nasce dalle acque . Si tratta, ma un'altra presentazione del rituale del mese Choiak, in cui effigi del Dio fatta di terra e di mais vengono sepolti. Quando queste effigi sono presi ha trovato che il mais era germogliato in realtà dal corpo del Dio, e questa germinazione del grano sarebbe, come dice Frazer, essere "salutata come un presagio, o meglio la causa della crescita delle colture."
Anche più vividamente è la risurrezione regolata i bassorilievi che accompagnano la grande iscrizione di Osiride a Denderah. Qui il Dio è rappresentato in un primo momento come una mummia ed un piatto viene appoggiato sulla sua bara. dopo alcune posizioni ginnastiche bizzarre, si alza da una ciotola — forse suo "giardino" , ma eretto dalle ali spiegate di Iside, mentre prima di lui una figura maschile tiene la croce ansata, la il simbolo egiziano della vita. Nel rituale, la cosa desiderata, cioè la Resurrezione..
Il Dio che è morto e risorto non è naturalmente confinato all'Egitto; Egli è in tutto il mondo. Quando Ezechiele lo cita: (viii. 14) "è venuto alla porta di casa del Signore che era verso il Nord" ci vide le "donne piangenti per Tammuz." Questo "abominio" la casa di Giuda aveva portato con sé da Babilonia. Tammuz è Dumuzi. Anche lui, come Osiride, è un Dio della vita che scaturisce dalla inondazione e che muore nel calore dell'estate. In processione di Milton dei falsi dèi,
"Thammuz è venuto dopo dietro cui annuale ferita in Libano attratto le damigelle siriane a lamentarsi suo destino nelle amorose canzoncine tutte un giorno d'estate".
Sappiamo Tammuz, "il vero figlio," meglio da uno dei suoi titoli, Adonis, il Signore o i riti di Adonis re sono state celebrati in piena estate. Questo è certo e memorabile; quando la flotta ateniese era salpata il suo nefasto viaggio a Siracusa, le strade di Atene erano una ressa di cortei funebri, ovunque era stata vista l'immagine del Dio morto e l'aria era piena di lamenti di pianto le donne. Tucidide non fa menzione tanto come una coincidenza, ma Plutarco ci dice che tenne conto dei presagi che erano pieni di preoccupazione per la sorte dei loro connazionali. I riti di Tammuz e di Adonis, erano celebrati in estate, erano riti di morte, piuttosto che della Resurrezione.
Ora dobbiamo passare a un'altra domanda: Abbiamo visto che medesimi rituali, non solo in Grecia ma in Egitto e Palestina, sono strettamente legat. Così da vicino, infatti, sono che essi collegati a questo punto dobbiamo cominciare a sospettare che essi possono avere un'origine comune. Dobbiamo ora chiederci, cos'è che unisce arte e ritual così strettamente insieme, che cosa hanno in comune?


Nota del prigioniero: Come vedete, sempre gli stessi rituali, sempre la stessa rappresentazione, sempre le stesse celebrazioni del culto del dio morente, un culto come dice la Harrison piu' di morte che di resurrezione, una celebrazione della morte in pieno contrasto e blasfemia nei confronti del Dio Vivente. Si perche' con la scusa della rigenerazione i malefici adoratori di questa "divinita'" in modo nascosto festeggiano la morte e la corruzione fisica e spirituale dell'uomo. Cosa ci puo' essere di piu' malefico e mefitico di questo? La furbizia di certi adoratori di questo dio morente e di far passare il culto del vero Dio Vivente come parte del rituale, per questo si nascondono dietro i rituali della resurrezione anche oggi, dicendovi: "anche il cristo e morto e' risorto", soltanto che loro come anticamente imitano e scimmiottano il culto del vero Dio Vivente. Come puo' il Dio vivente se e' lo stesso (come dicono loro e certi filmetti di propaganda illuminata come zeigeist) definire abominio qualcosa ,che secondo questi impocriti cultisti fa riferimento proprio al Dio Vivente? Non puo'! Ed ecco perche' Il culto del dio morente e' falso e laido come chi lo rappresenta. Il culto di un dio morente, che Il Dio dell'antico testamento e quello di Gesu riferisce come un abominio, sia dalla volonta di Giovanni Battista, sia dalle dichiarazioni di Cristo stesso: "guardatevi dal lievito dei farisei e da quello di Erode" in riferimento al culto che voleva propagare erode ed erodiade, quello del dio morente!

Sempre All'Erta!
NumberSix

giovedì 2 agosto 2012

E dove sta la civiltà? I LEGNANESI- Il frigorifero videoclip


«Fumo "e" fame» non «Fumo o fame», dopo aver pubblicato questo, ripropongo lo scritto e dove sta la civiltà ? Solo per il filmato che contiene, guardatelo:


I LEGNANESI- Il frigorifero

Da Legano, i Legnanesi, ricerca goggle e sito ufficiale qui, grandi comici presentati da Costanzo un Sabato sera tardi in Rai 3 teatro, li ho conosciuti in quella occasione, hanno un dialetto conosciuto, molte parole le capisco, ma li capiscono anche i meridionali, parola di Costanzo, ma deve essere vero!!!


Ma cosa pretendete? A loro piace essere sudditi, li hanno allevati in quel modo ... non credete che la lettura della Bibbia da parte di Biglino, sia almeno da prendere in considerazione? Quando ti guardi attorno ... cosa vedi?
Cosa vogliamo nel senso di costituzione? Perché stiamo ancora ad ascoltare questi imbecilli quando invece dovremo essere già tutti incazzati neri? Perché tutti sorridenti, tutti mascherati , sono tutte maschere lo diceva Nice, ma non era il solo, l’hanno detto in tanti in tante lingue diverse, in tanti modi diversi. Sono tutte maschere perché criticano chi si maschera ma loro sono uguali! Fanno schifo e lo sanno. Guardatevi attorno, osservate bene e ditemi cosa vedete? Lasciate a casa la macchina, partite a piedi e ditemi cosa si vede nel viaggio
Perché quando vai all’estero hai l’impressione di trovarti in un paese sviluppato?
Perché siamo in EUROPA ma è Europa solo quando è ora di “dare”? Paghiamo per l’Europa, le tasse, le trattenute servono perché si deve costruire il nuovo paese, giusto? Parlate tanto di nuovo ordine mondiale quando lo avete di fronte, il nuovo sistema, hanno già deciso tutto e a tutti sta bene. Nessuno, ma dico proprio nessuno prende dice e andatevene tutti a fare in culo, perché si dovrebbe accettare un sistema dove tu paghi, e ripeto, paghi anche un ottanta per cento di quello che guadagni! Ok, allora però, datemi tremila e cinquecento euro come gli statali in Olanada: Siamo o non siamo in Europa? Certo, ma si deve pagare e vedere che all’esetero sono evoluti. Guardate i paesi del nord, poca differenza socio economica e pochissimi reati, vai in prigione al massimo ventidue anni e aspetti che si liberi la cella e te ne stai a casa se accadesse che sono piene le prigioni, guardatevi l’America, guardatevi il mito con cui crescete e avete cresciuto i vostri figli, gli stati uniti d’america, entrano in tutte le case, nei salotti , loro ne hanno fatto un sistema, non stai bene nel sistema? Ti mettiamo in prigione, ne hanno venti milioni di persone in carcere, e la disoccupazione ora è al dieci per cento. Pensate un poco … quanta gente, loro il sistema l’hanno inventato, rapinano! Semplice, non ti sta bene? Campo di concentramento, e fanno anche vedere che lavorerebbero a pochi centesimi all’ora. Hitler li faceva lavorare gratis, vero???
Ma porco il signore, il sistema lo volete o non lo volete libero? E allora perché tutti partecipano felici e contenti? Le maschere perché alzarsi ogni mattina per entrare e fare il pagliaccio non ha senso se quando si deve avere siamo in europa e quando si deve dare siamo in Italia? Diritti o non diritti siamo sempre in Italia, il modello è americanizzato, anche troppo se vogliamo vedere bene, vediamo da noi chi c’è in prigione … li vedete liberi i peggiori delinquenti? Io si, li vedo anche seduti sulle poltrone in parlamento, ma quello è un caso estremo, ne casi meno estremi ne abbiamo tutti ogni giorno davanti agli occhi: Critico se uno si gonfia le labbra o si dipinge ma quando esco mi trasformo: pettinatura, vestito, lavaggi … sapete, di Socrate si diceva “che non amava l’acqua” … chissà perché? Cioè,
ciò le cicatrici dici uno per il lavoro che faccio o per lo stile che questi pretendono e quando è ora di avere non siamo più in europa e tutti si danno da fare e lo trovano un vanto parteciparvi? Così semplice, andate tutti a fare in culo, la nostra natura antiche è quelle di migratori, ergo, fack come si dice americanizzando, come vuole ed ha fatto l’islanda, che già stava benissimo prima rispetto al nostro paese, andate anche in Norvegia, io non sono mai stato nei paesi del nord ma ho fatto un anno a Barcellona e un dieci, undici mesi a Roma, le differenze ci sono eccome, la nostra capitale è talmente indietro che gli spagnoli del sud che sono contadini rispetto ai catalani, anche se i cataloani erano considerati contadini tanto che il dittatore rimasto fino agli anni ’80, Franco, proibiva di parlare catano alla popolazione considerata lingua da contadini, lo spagnolo , il ___  doveva essere la sola lingua parlata, pensati che indietro che erano … ora ci hanno passato di trent’anni secondo me!!! E non parlo di un paese che gudagna tremila euro al mese, anche a Barcellona si gudagna poco come qui e lo sfruttamento è arrivato, però qualcuno guadagna 1200 o 1800 euro al mese e si pagano un buon affitto però puoi dormire anche per sole tredici euro a notte o affitti da cento euro mese, il tabacco costava la metà esatta nel duemila e sei e le bollette erano basse, per esempio connettevi più pc e avevi no limite di navigazione, metropolitana, cinque minuti da tutto, zona tranquilla e molto spazio tutto questo per trecento e sessanta euro al mese mica male se pensiamo che qui in Italia costa un capitale e non abbiamo nniente a roma, dove chiedono cifre esorbitanti per stare in mezzo al casino .... MA dico SIAMO NOI il solo paese che dava il pizzetto alle ricariche telefoniche di diecimila lire sulla ricarica da cinquanta??? Sono stato via le prime volte e mi sono detto subito ma vedi questi … ma la i poliziotti per esempio, ma anche un autista di pullman se guardiamo bene, hanno una vita benestante, si possono permettere bene rispetto a noi, più liberta e meno soldi è questa la morale della favola, non tutta burocrazia ovunque che mangia e che guadagna senza nulla produrre … questa è l’Italia, e quando vedi queste foto

queste foto

E questa risposta!
I paesi del nord dicevamo … sono meglio ancora, perciò chi è migrato in quei luoghi ha fatto bene, molto bene, ma io vorrei vederlo come modello applicato ....
.... a modello applicato dove sta questa grande emancipazione che tanto citiamo? Allora tanto vale giocare se il gioco è truccato, non credete? Come mai se proclamiamo la democrazia sosteniamo tutti un sistema di merda che non la applica???  Due semplici domande e qui cadrebbe anche la Teresa, guardate
Da morire dalle risate
Quando sento che nel nostro paese ci sono tre milioni di disoccupati e vedo questi personaggi grigi di testa che vogliono detenere le redini di un paese, ma dove volete che andiamo? Con il Papa? Quella gente li dovrebbe andare al bocciofilo, con i loro coetanei o chiudersi a casa e prendere un hobby, ma non decidere quello che dovranno fare quelli giovani davvero. Quello no
Ergo, se tanto mi da tanto, ovvero che i modelli presi a prestito o imposti da quello che sistema chiamiamo … non è a nostro favore, l’ago della bilancia pende tanto da una parte, e quindi perché fare fatica? Semplice, non ne vale la pena? Se domani tutti dicessero questo … assisteremo a uno dei cambiamenti epocali mai visti nella storia a nostra memoria … eppure qualcuno ci ha partecipato, l’hanno scritto in molte lingue diverse …. in tanti paesi diversi, acque che inghiottono lontane terre emerse, e se guardiamo le mappe davvero ci sono state quelle terre, io abito in Liguria e quelle terre erano sotto di me, anzi sono! Oggi, sono li, a ricordarci che c’erano
Questa è la testa umana

Miglior risposta - Scelta dal Richiedente
una testa peserà circa 7-8 chili (cervello 1-1,5 kg, 4 kg di ossa, pelle tessuti e liquidi il restante) un peso assolutamente sostenibile da un polso...
i capelli, se presi tutti insieme, hanno abbastanza resistenza per reggere il peso di una testa
·         3 anni fa
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Commento del richiedente:
grazie per aver capito che era una domanda seria! :D

LKWTHIN

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