"THE END"

giovedì 17 marzo 2011

Oggi si dovrebbe festeggiare cosa ? Io non vedo i motivi per una festa, ma forse...

\/\/ L’Italia ? Leggete un po’ prima di festeggiare:
A volte mi imbatto in pagine web a prima vista “strani”, discutibili, siti che parlano di scie chimiche, del progetto MK Ultra, del potere che riesce in vari modi a manipolare i cervelli delle masse. Dimenticavo che poi c’è anche HAARP, studio un po’ nikola tesla per rinfrescarmi la memoria e…forse non dicono tutte cose dimostrabili ed effettivamente veritiere, MA Come è possibile che una società dal pensiero indipendente accetti tutto questo? E qui sotto vi sono solo alcuni esempi, potremo andare avanti ore ed ore a discutere sullo scempio in cui sprofondiamo ognni giorno di più. Ma chi verrà a tirarci fuori da tutte le conseguenze che stiamo mettendo in atto con il nostro modo di vivere presente? Il Giappone di questi giorni ne è un esempio di quante priorità vengano prima di quella del vivere…ma forse
Forse sono io il pazzo, ma  coloro che pubblicizzano i vari “prodotti consigliati”, sembrano dei perfetti deficienti. Questo ammiriamo? Si comperano i prodotti pubblicizzati perché ammiriamo il loro essere imbecilli? IO ho letto I PERSUASORI OCCULTI, libro che dovrebbero mettere tra quelli di testo. Mi SENTO VIOLENTATO PSICOLOGICAMENTE quando osservo il "basso" grado evolutivo che si divertono a recitare gli attori pubblicitari.
MA COME PUO CRESCERE UM BAMBINO CHE VEDE GLI ADULTI ESSERE PIU STUPIDI DI LUI ?
Speriamo davvero che si possa imparare dagli sbagli altrui, se così fosse stiamo crescendo la generazione che più di tutte dovrebbe aver inteso.
Avremo dei futuri Einstein?
O dei futuri pagliacci-delinquenti?
Purtroppo i fatti stanno dimostrando che la "folla" di schizofrenici NON PENSA UN ATTIMO a quello che fa.
Ma l'uomo è davvero un essere pensante?
IO più vado avanti e meno sono sicuro di queste affermazioni...MA SEMBRO IL SOLO a pensarla in questo modo. Per fortuna ogni tanto un POST di qualche individuo pensante lo leggo.
La coerenza non è di certo il nostro forte.
MA In fin dei conti il parroco di un paese in cui sono cresciuto diceva sempre: "Fate ciò che dico, ma non fate ciò che faccio"
Alla faccia della giusta educazione.
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Dal libro di Umberto Galimberti, grande analista dei nostri comportamenti: “Possiamo pensare che il lavoro esista in modo così diffuso e intenso, perché svolge innanzitutto la funzione di seppellire l’interrogazione dell’uomo sul senso della vita”.
La meditazione, non sappiamo neppure cosa sia. Qualcuno ha ricordi di averla applicata per un periodo della propria vita? Una società che non riflette, che non dedica tempo alle grandi domande della vita, che razza di persone possono venir fuori se non vengono abituate ad usare il CERVELLO? Lo sappiamo tutti, lo stiamo vedendo con il passare degli anni. Il problema ora è questo: “Cosa si può fare, come iniziare il cambiamento?”
Non essendo abituati al ragionamento, ci siamo abituati che gli altri risolvono i nostri problemi. Da qui la nascita di uno stato SOVRANO della serie “ghe pensi mi”.
Qui cari miei, bisogna iniziare dalle piccole cose, come dice GRILLO, i cambiamenti avvengono dal basso. Dobbiamo mettere in dubbio ogni nostro singolo pensiero, RICOMINCIARE con un nuovo punto di vista. Buttare tutte le vecchie teorie sul denaro, sul benessere (finto) e cominciare ad usare la meditazione, il RAGIONAMENO. Come diceva Socrate: “Chiederci il perché di ogni cosa, iniziando –aggiungo io- dalle più semplici”.
Ragazzi che a 30 anni non POSSONO crearsi un nucleo familiare indipendente
Giovani lasciati in "stand by" per i loro primi 40 anni
Ragazzi che pur di evadere si ammazzano il sabato sera
I valori...unico valore la ricchezza, il dio denaro
E questa non sarebbe una società discutibile?
Però, se non partecipi ad attuarla ti puntano dicendoti che sei un "escluso"
A me i conti non tornano.....
Il fatto suscita sempre molte domande...del tipo: come mai se mi presento ad una banca con la mia azienda indebitata non trovo nessuno che mi presti 10 mila euro e questi investono milioni?!??Voglio aprire una pizzeria al taglio, quale banca mi fornisce i primi soldi per partire? Nessuna se non ho garanti. E questo va rivolto ai molti precari esistenti sul territorio italiano, i quali precari non possono acquistare nemmeno un cellulare a rate...MA TANZI, CRAGNOTTI, LIGRESTI ed il tronchetto dell'infelicità vivono da ricchi indebitandosi e vendendo i loro debiti ai risparmiatori, naturalmente con il consenso delle banche.Allora mi chiedo: "Gli stupidi sono loro oppure chi porta il denaro in banca"? Risposta non difficile credo...ma come al solito è una mia opinione personale, niente di più
PS: Però io affermo, e nessuno mi può dare torto, che questi "finti" ricchi, sono tali SOLO perché chi "sgobba" regala il proprio denaro. Un anacoreta non fa arricchire nessuno
Chi si comporta male nel piccolo di natura lo farà anche nelle grandi azioni. A.S.
La logica di questi arroganti buffoni è che NOI non esistiamo o peggio ancora che non dobbiamo essere considerati. Peccato che il suo stipendio viene pagato da coloro che NON esistono.A calci se ne devono andare, come fanno loro!Ed io dovrei versare una buona parte dei MIEI GUADAGNI per mantenere questi maledetti arroganti, incivili e maleducati ?Meglio diventare un eremita, un anacoreta, qualsiasi cosa, ma non colui che li mantiene.
Di sicuro uno stato come questo non merita che i propri cittadini lo festeggino: Siamo il proseguo del movimento nazista, nienete di più chiaro.

martedì 15 marzo 2011

Turn off the TV, spegnete la tv e poi leggete questo interessante studio



Il nostro mondo è stato diviso in due emisferi, quello nord ricco o
abbastanza ricco e quello sud (eccezion fatta per il continente australiano
– ndr) pieno di povertà e miseria. Eppure in tutti e due gli emisferi succede
qualcosa che ci accomuna tutti. E cos'è questa cosa?
La sofferenza e la morte
Per la maggioranza di noi la realtà che viviamo, è quella egocentrica del
nostro piccolo mondo formato dal nostro lavoro (se ne abbiamo uno),
la nostra famiglia (se ancora ne abbiamo una), i nostri amici (se ne
abbiamo), i nostri divertimenti (se abbiamo il denaro per pagarli) ecc.,
mentre tutto ciò che succede all'esterno di “questa nostra piccola
realtà” lo percepiamo attraverso mezzi elettronici che attualizzano
estensioni dei nostri sensi, e non ci rendiamo conto che queste antenne
non sono affatto una diretta estensione della nostra mente-coscienza ma
sono controllate da altri che crediamo onesti, sinceri e forse simili a noi.
Nei continenti sudamericano, africano, medio orientale ed estremo
orientale che sono circa la metà del nostro globo, vivono miliardi di
persone come noi, che pensano le stesse cose che noi pensiamo, che
provano le stesse nostre emozioni, piangono, soffrono, ridono, muoiono,
che vivono lottando ogni giorno per la sopravvivenza sperando
costantemente in un cambiamento in meglio della loro vita. Anche
loro percepiscono il mondo nella stessa nostra maniera e cioè attraverso
antenne elettroniche che fanno vedere il mondo e percepire gli eventi,
mentre siamo seduti nelle nostre case.

2
Ma nel frattempo cosa accade veramente, non nel mondo, ma nel
nostro subconscio? Cosa succede nei meandri delle nostre sinapsi
cerebrali? Cosa cambia nella nostra coscienza, se ancora ne
abbiamo una?

Provate a pensare. Quanti miliardi di persone siamo nel mondo e provate a
pensare a quanti siano in totale i malviventi, i produttori e gli spacciatori di
droga, i truffatori, gli speculatori, i banchieri possessori delle borse
mondiali, i megaricchi proprietari di quantità di denaro inimmaginabili, i
mercenari, i terroristi, gli anarchici ed i loro accoliti, le spie dei servizi
segreti, governi e dittature, corpi di polizia vari e perfino gli stessi soldati
che compongono gli eserciti mondiali. TUTTI questi “forse” potrebbero,
nel migliore dei casi, anche arrivare alla bella cifra di circa 200 milioni
di persone, ma il “resto” a quanto assomma? Siamo più di 6 MILIARDI
o no?
Ehi, qualcosa non quadra... SVEGLIATEVI!
Come può una minoranza determinare l'andamento di un pianeta?
Come può una minoranza “manipolare” e determinare le vite, le
menti e le coscienze di MILIARDI di persone inducendole a subire
ingiustizie, sofferenze, povertà e morte?
Non c'è qualcosa di strano in tutto questo? No, non credete?
Allora rispondete ad un paio di domande: “Perché crediamo ciecamente
che “le maggioranze” determinino l'andamento della politica, delle
mode, dell'economia, dei sistemi di vita ecc.?”. Forse ci stiamo facendo
prendere per i fondelli? Perchè le notizie che arrivano dai media tutti i santi
giorni dell'anno sono sempre sulla stessa falsariga? No? Bambini rapiti,
mamme che uccidono figli, ragazzi che violentano bambine, mariti che
uccidono mogli, terroristi suicidi che si fanno esplodere, soldati in guerra
per i più svariati motivi ed infine la ciliegina sulla torta il gossip perenne
che permea tutto e rende la vita più normale.
Molti dicono che sono eventi sempre accaduti nella storia umana. Mmmh….
be' se è così, allora Matrix esiste davvero?!
Possibile non succeda niente di bello oltre i comportamenti pataccosi ed
immorali dei soliti VIP di turno? E' possibile che tutti facciano del bene agli
altri solo se sono “autorizzati” a farlo versando denaro ai vari Telethon,
giornate della ricerca ecc. ? Possibile che la gente disgraziata e comune
non faccia mai niente di propria iniziativa per donare amore al prossimo?
No! Non posso crederci! Eppure sembra proprio così.
3
Scriveva poco tempo fa, Paolo Cortesi, nel suo bellissimo articolo
“Camus e noi”: “Questo è l’assurdo: la lontananza insanabile fra lo spirito
umano che si fonda su valori morali (su postulati della ragion pratica,
diceva il buon vecchio Kant) e la realtà che non riconosce nulla di simile e
nella quale termini quali bene e
male sono semplicemente privi
di senso, mere convenzioni
linguistiche. Ma non c’è soltanto
l’assurdo metafisico; esiste un
assurdo assai più visibile,
quotidiano, un assurdo che
vediamo (o non vogliamo
vedere…) attorno a noi. È la
violenza sociale, il sopruso, la
prevaricazione del forte sul
debole, l’organizzazione sociale
malata che permette – spesso
favorisce – la tirannia e
l’oppressione… quindi la rivolta è, per Camus, la facoltà più nobile
dell’uomo, perché essa è “il rifiuto di essere trattato come una cosa”;
la ribellione consapevole ad un destino puramente fisico, meccanico
(Camus lo chiama “storia”), in cui la potenza decide le sorti, nel quale gli
uomini non si dividono più in giusti ed ingiusti, ma in signori e schiavi..
Insomma: o si sceglie di vivere da uomini, o ci si abbassa a vivere
da oggetti. Chi nega la dignità umana, costringe altri uomini a rinunciarvi.
Questa è la colpa sociale, il peccato originale delle società che, in ogni
tempo, hanno prodotto sofferenze indicibili”.


Se siamo “UOMINI” dovremmo scegliere di vivere e far vivere una vera e
buona vita a tutti i nostri fratelli di questa razza chiamata “UMANA”.
Allora perchè siamo così “DISUMANI”?
Ma mentre “relativamente pochi” iniziano a vedere la realtà manipolata,
la maggioranza giace ipnotizzata, posseduta ed oppressa dalle “silent
weapons” (armi silenziose) che non sparano proiettili ma situazioni e
sensazioni tramite gli oggetti elettronici che voi stessi acquistate,
finanziando di fatto la madre dei colpi di stato, la presa di potere
sulle vostre coscienze, sulla vostra facoltà di giudicare
correttamente ciò che è bene e ciò che è male e quindi la vostra
libertà di vita e di pensiero! So che non vi sembra così!
Sono state scritte nei secoli miliardi di pagine sulla manipolazione della
verità e della conoscenza che arriva ai popoli del mondo e l'era
informatica, ma soprattutto Internet hanno accelerato esponenzialmente
l'organizzazione e la diffusione di queste vitali informazioni, eppure
guardatevi intorno… la stragrande maggioranza usa tecnologie
analogiche e digitali che non conosce affatto nel oro reale
funzionamento, ma che gli servono da “passatempo”, o peggio per
poter vantare il possesso dell'ultima novità tecnologica
4
inconsapevoli di essere loro stessi posseduti da queste “armi
magiche”.
L'uomo ha vissuto per millenni creando imperi di cui ancora oggi
ammiriamo la grandezza e la magnificenza, vivendo e scandendo la loro
vita sui ritmi della natura ed avendo tutto ciò di cui un uomo ha bisogno
per vivere degnamente, eppure oggi i “moderni” scienziati e ricercatori si
arrogano il diritto di giudicare la vita dei nostri avi dicendo che vivevano
peggio di noi e illudendoci che noi siamo la civiltà più libera e avanzata mai
esistita sulla terra! Ma è vero tutto questo? Ci sono prove concrete e
definitive? Ci sono filmati che ci mostrano la realtà di quei tempi o solo
tracce come oggetti e documenti scritti in lingue antiche che non sappiamo
se sono decifrate correttamente, se chi ha scritto in quel tempo lo ha fatto
descrivendo la storia con verità (forse anche allora come oggi potevano
esserci giornalisti pagati per dire quello che vogliono i potenti – ndr), se
chi ha tradotto questi testi lo ha fatto in maniera corretta e soprattutto lo
ha fatto moralmente e con spirito di verità?
Chi di VOI conosce queste lingue ed ha accesso a queste
informazioni per poterle verificare?
Dovete solo “FIDARVI”: LORO sono gli ESPERTI!

Tutto continua come dall'inizio dei tempi, una piccola “ELITE” di potere
determina la conoscenza delle cose universali, del mondo e della storia
umana su questo pianeta, ben sapendo ciò che fa e soprattutto il perché.
Mentre al contrario la gran massa di uomini, donne e bambini vengono
tenuti all'oscuro di tutto, fuorché dei loro doveri di schiavi incantati con
incantesimi e prodigi atti a farli dipendere in ogni aspetto della loro vita
proprio da coloro che tra breve si riveleranno come gli “illuminati” che
salveranno l'umanità da sé stessa e da tutti i problemi economici, politici,
di sicurezza ecc., creando un Supergoverno Mondiale a cui tutti
dovranno totale riconoscenza e “totale ubbidienza”. E da cui non si
tornerà mai più indietro per i secoli dei secoli? Terrificante?
Annichilente?



Hanno creato un precedente: arrestate i banchieri!

DI ALESSIO MANNINO
ilribelle.com

Una nazione minuscola che ha avuto la forza di ribellarsi allo strapotere bancario. Una rivoluzione, che passa anche da un nuovo testo costituzionale, finalizzata a impedire che gli interessi del Paese vengano sacrificati a quelli delle oligarchie della finanza internazionale 

Piccola e dimenticata, l’Islanda ci fa da monito. L’isola solitaria fra il Polo Nord e la Gran Bretagna, appena 300 mila anime, una piccola patria di pescatori, ha osato l’inosabile: ribellarsi alla plutocrazia globale. 

Ecco la storia. Alla fine del 2008 la crisi finanziaria si abbatte come un ciclone sugli islandesi, che nell’ottobre decidono di nazionalizzare la banca più importante del paese, Landsbanki.

Seguono a ruota la Kaupthing e la Glitnir. I debiti degli istituti falliti sono in gran parte con la City di Londra e con l’Olanda. La moneta nazionale, la corona, è carta straccia e la Borsa arriva a un ribasso del 76%. Il governo conservatore di Geir H. Haarden chiede l’aiuto del Fondo Monetario Internazionale, che approva un prestito di 2 miliardi e 100 milioni di dollari, integrato da altri 2 miliardi e mezzo di alcuni Paesi nordici. Le proteste popolari si susseguono in un crescendo che porta alle dimissioni del primo ministro nel gennaio 2009 e a elezioni anticipate nell’aprile successivo. Dalle urne esce vincitrice una coalizione di sinistra, che non riesce a frenare la caduta dell’economia. L’anno si chiude con una diminuzione del 7% del Pil. 

Il nuovo esecutivo propone la restituzione dei debiti a Regno Unito e Olanda mediante il pagamento di 3 miliardi e mezzo di euro, somma che pagheranno tutte le famiglie islandesi mensilmente per i prossimi 15 anni al 5,5% di interesse. Nel gennaio 2010 il capo dello Stato, Ólafur Ragnar Grímsson, si rifiuta di ratificarla e dà soddisfazione al popolo che reclama un referendum sulla questione. Il risultato della consultazione che si tiene a marzo è schiacciante: il 93% dei votanti dice no. La ragione è semplice: perché dover pagare tutti gli effetti di una crisi di cui sono responsabili i banchieri, protetti e coccolati dall’Fmi e dal sistema finanziario che tiene sotto ricatto il paese? La rappresaglia non si fa attendere: l’Fmi congela immediatamente gli aiuti. 

Solo a questo punto il governo di sinistra, coi forconi puntati davanti al parlamento, si decide al gran passo: denuncia e fa arrestare i bankers. L’Interpol emana un ordine internazionale di arresto contro l’ex-Presidente della Kaupthing, Sigurdur Einarsson. In questo clima da resa dei conti, lo scorso novembre si riunisce un’assemblea costituente per scrivere una nuova Costituzione che rifondi il piccolo Stato islandese sottraendolo allo strapotere del denaro virtuale. Il criterio con cui essa viene eletta vuol dare il segnale di un rinnovamento reale, profondo: si scelgono 25 cittadini senza appartenenza politica tra i 522 che hanno presentato la loro candidatura, per la quale era necessario solo essere maggiorenni ed avere l’appoggio di trenta persone. La nuova magna charta sta per essere presentata proprio in questo periodo. 

Nulla si è saputo da noi di questa Rivoluzione d’Islanda. Pacifica ma dura e determinata. A rileggerne i punti fondamentali, nel paragone con l’immobilismo conservatore che vige dalle nostre parti c’è di che farsi venire un brivido lungo la schiena: dimissioni in blocco di un governo, nazionalizzazione delle banche, referendum perché il popolo decida sulle decisioni economiche fondamentali, carcere per i responsabili della crisi, riscrittura della costituzione da parte dei cittadini. L’unica ombra che grava sul corso politico dell’isola è la richiesta di ingresso nell’Unione Europea. Perché voler buttare nel gelido mare del Nord tutto il magnifico lavoro fatto finora, esempio per gli uomini liberi d’Europa, per aderire a un superstato controllato da banchieri e manager delle multinazionali? Perché i fieri islandesi non provano a perseverare nella retta via, imitando i loro ovini e cavalli, lasciati liberi di in ampi pascoli senza recinti e senza cani da guardia? 

Alessio Mannino
Fonte: www.ilribelle.com
Link: http://www.ilribelle.com/la-voce-del-ribelle/2011/3/11/islanda-un-monito-un-esempio-free.html
11.03.2011

Nessuno ha più voglia di pensare...o nessuno lo sa più fare?

Spesso la gente comune, scambia il proibizionismo, con la regolamentazione. Per loro, la repressione, è l’unico metodo possibile per tenere sotto controllo (cioè dare una regolata) la diffusione della “droga” fra la popolazione ingenua ed indifesa.
Il concetto è stupido alla base. La punizione come deterrente, non funziona, non ha mai funzionato, poi quando la punizione non è accompagnata da validi motivazioni (in 80 anni i proibizionisti, non sono mai stati capaci di dimostrare le loro tesi) si ha l’effetto contrario…ed è un effetto assai pericoloso.
Quali sono i reali benefici del proibizionismo?
• Dura inutilmente da più di 80 anni.
• Ha mandato in galera un mucchio di gente, di cui la maggioranza incensurati.
• Ha dato modo ai malavitosi di arricchirsi.
• Ha dato modo ai loschi di poter ricattare, minacciare, controllare.
• Ha censurato le molteplici informazioni utili sulla pianta di canapa che in millenni si erano accumulate.
• Non ha permesso ai pazienti di curarsi come meglio desideravano.
• Ha aumentato il numero dei consumatori inconsapevoli.
• Ha messo a rischio la salute di milioni di persone, costrette ad approvvigionarsi di un prodotto scadente
• Ha ucciso sia direttamente, che indirettamente.
E tutto questo, lo fa ancora…com’è possibile che ciò accada?
Perché si continua su questa via?
Perché la gente non si ferma mai a riflettere, preferisce delegare lo Stato anche nell’educazione dei propri figli.
Non si parla più, non si pensa più…si ripetono le cose sentite in Tv.
Quando un sottosegretario dice in Tv: “La marijuana fa dei buchi al cervello grossi così!!…l’ho visto io!”…nessuno ride più…
Quando un ragazzo di 17 anni viene trattato come un pluricriminale solo per avere con se, o a casa propria, alcuni grammi di hashish…e prima del processo per direttissima (come si fa alle persone socialmente pericolose) s’impicca…nessuno piange più.
Quando un falegname viene arrestato perché trovato in possesso di alcune piantine di canapa auto coltivate senza opporre alcuna resistenza…e viene trovato misteriosamente “morto di botte” in cella dopo pochi giorni…nessuno urla più.
Quando si legge sul giornale: “Spacciatore tenta di violentare cliente”…ti vien quasi da pensare…”beh se lo meritava”.
Siamo noi che abbiamo permesso tutto questo…e come questo, tante altre cose, che rendono il nostro Paese lo schifo che è, governato da personaggi onesti per il solo motivo che qualcuno non ha ancora cominciato ad indagare su di loro.
Di personaggi che rifiutano le coppie di fatto e contestualmente cornificano la moglie con puttane e travestiti, che chiamano la “marijuana” il vero demonio distruttore dei giovani…e organizzano festini a base di mignotte e cocaina.
Il vero motore del proibizionismo e dell’andazzo generale, siamo noi…nessuno escluso!
Fonte:
Legalizziamolacanapa.org Team

domenica 13 marzo 2011

Mancano le basi per la democrazia in Italia

Cinque italiani su cento sono analfabeti, trentotto su cento leggono con difficoltà una scritta semplice, l’abitudine alla lettura di libri non coinvolge più del venti per cento della popolazione. Alla democrazia italiana mancano le basi. 
Qual è il livello dell’istruzione e della cultura degli italiani? Se ne parla poco, eppure la risposta a questa domanda aiuta a capire tanti problemi. Vediamo alcuni dati, tratti da due indagini internazionali i cui risultati sono stati pubblicati a cura della ricercatrice Vittoria Gallina nei saggi “La competenza alfabetica in Italia. Una ricerca sulla cultura della popolazione” (Franco Angeli, 2000) e “Letteratismo e abilità per la vita. Indagine nazionale sulla popolazione italiana 16-65 anni” (Armando editore, 2006). 
Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un’altra, una cifra dall’altra: sono analfabeti totali. Trentotto su cento lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta semplice e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione, ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi o di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un’icona indecifrabile. Tra questi, il 12 per cento dei laureati. Soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea. 
Sia chiaro: la tendenza al declino delle competenze e all’analfabetismo di ritorno riguarda tutte le società occidentali. Ma in Italia il fenomeno ha un impatto maggiore. Tant’è vero che siamo in coda all’Europa per lettura di libri e giornali. Secondo l’Istat oltre il 60 per cento degli italiani non legge nemmeno un libro all’anno. Soltanto nel 20 per cento delle famiglie c’è l’abitudine alla lettura, mentre l’80 per cento degli italiani (dati della Banca Mondiale) si informa esclusivamente attraverso la televisione. Questa televisione. In compenso gli italiani sono in vetta alle classifiche per uso del telefonino. Inutile dire che l’homo videns, come l’ha definito Giovanni Sartori in un suo saggio, è assai più suggestionabile della minoranza ancora affezionata alla parola scritta. Più vicino al rango del consumatore (o del suddito) che non del cittadino. 
Tra i pochi intellettuali che denunciano il rischio della de-alfabetizzazione di massa e le conseguenze per la tenuta della democrazia, c’è Tullio De Mauro, linguista e lessicografo, autore tra l’altro del Grande Dizionario dell’Uso della lingua italiana edito da UTET. “La democrazia vive se c’è un buon livello di cultura diffusa”, afferma De Mauro, “se questo non c’è, le istituzioni democratiche, pur sempre preferibili ai totalitarismi e ai fascismi, sono forme vuote”. Prima ancora del deficit di informazione, dunque, alla radice del “caso Italia” sembra esserci un problema di formazione, o meglio: di istruzione primaria. “Quanti di noi hanno la possibilità di ragionare sui dati di fatto, partecipando alle scelte collettive e documentandosi sul senso di quelle scelte?” si chiede de Mauro. Possibili rimedi? “Rafforzare la scuola pubblica, avviare un sistema di educazione continua per gli adulti, creare una fitta rete di centri di pubblica lettura”. E magari programmare un piano decennale di pedagogia di massa, con nuovi maestri Manzi al posto di Vespa e Maria De Filippi. Pura utopia…

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