"THE END"

martedì 27 marzo 2012

Vecchio go home!


 L’attuale dibattito italiano sulla liberalizzazione del mercato del lavoro, richiesto tra l’altro dalla Germania e dall’UE, ruota attorno all’articolo 18 del codice penale [art. 18 dello statuto dei lavoratori, ndt]. Il governo Monti vuole indebolire la normativa che tutela il licenziamento nelle aziende con più di 15 dipendenti. In realtà il conflitto tra i diritti dei lavoratori dipendenti e le richieste avanzate dai politici e dalle imprese, è più complesso: l’argomento riguarda non tanto un “gruppo di persone”, bensì in particolare l’”età”.
L’articolo 18 difatti riveste particolare importanza solo per i lavoratori in età compresa tra i 50 e i 60 anni – che nell’ambito del dibattito vengono indicati con la sigla: “C/S” (cinquantenni / sessantenni).
Corrotti e ignoranti
E’ l’eccesso di contratti a tempo determinato che inibisce le potenzialità di sviluppo della società italiana: la generazione dei 50–60enni detiene un eccesso di potere nelle sue mani, senza avere le competenze necessarie per guidare il paese fuori dalla crisi. Quando questa generazione ha iniziato a lavorare, l’Italia conosceva la sua prima grande e piena espansione economica. I C/S ottennero posti di lavoro nelle scuole, nelle università, nella gestione del settore privato e spesso senza un diploma di scuola superiore, senza concorsi, nessun test attitudinale. I dirigenti, che li assumevano, erano più interessati ad ottenere un elettorato fedele. Allo stesso tempo i C/S sono i protagonisti delle rivolte del 1968 e del 1977. Dalla liberalizzazione della società scaturì rapidamente la liberalizzazione dei consumi, dalla liberazione sessuale si è passati al sesso come merce di scambio, con cui si poteva fare carriera e corrompere. C’è un’altra caratteristica tipica della moderna società italiana: i C/S hanno dato vita al sistema delle “tangenti”, cioè la corruzione sistematica al fine di assicurarsi gli appalti pubblici. I C/S sono stati i protagonisti del regime di Berlusconi, hanno sminuito l’importanza dei partiti, minato lo Stato di diritto e dato origine ad un sistema mafioso corrotto e diffuso.
Hanno sostituito il grande potenziale italiano, la bellezza delle sue città e dei suoi paesaggi, con giungle di asfalto, hanno umiliato tutti i settori della cultura e dello spettacolo – dalla televisione al cinema, la letteratura, le arti visive e perfino lo sport – riducendoli a mercati di pura prostituzione. Accanto a celebrità come il capo della Fiat Marchionne figurano come protagonisti della degenerazione di questo gruppo di anziani, i leader dei partiti politici italiani e i top manager delle grandi aziende e delle grandi banche. In breve grazie al momento storico giusto in cui l’hanno ottenuta, la più grande concentrazione di potere è nelle mani di una generazione pigra e incompetente.
La nuova morale dei giovani
Al contrario, gli under 40 (T/Q) sono l’ultima generazione che ha studiato nelle università, che non sono stati indeboliti dalla cosiddetta riforma dell’istruzione. I T/Q, occupano di solito, sul posto di lavoro, posizioni subalterne, in cui contribuiscono essenzialmente alla ricerca. Sono questi specialisti precari che mantengono l’Italia in piedi. Non possono ottenere prestiti o mutui, per potersi rendere indipendenti, non possono comprare né casa, né un appartamento, per loro sembra che non ci sia posto nei centri urbani . L’unica cosa che hanno è l’eredità del C/S: un paese in rovina e il compito di ricostruirlo. Ma come? La psicologia dei T/Q è complessa. Essi vorrebbero fondare una famiglia, ma non possono. Non hanno niente altro che le loro idee. Ma in Italia il mercato delle idee è stato da tempo sottomesso ad un potere nemico della cultura, resta solo o la “fuga dei cervelli” o una strenua opposizione ai C/S. Mentre questi combattono ancora contro lo sfruttamento del corpo femminile, i T/Q tentano di stabilire una morale diversa. I C/S sono i più avidi consumatori di prostituzione in Italia, i T/Q sono alla ricerca dell’ amore. Il C/S non scendono più in piazza per manifestare, e perché poi?: restano seduti belli comodi nelle loro poltrone di consumatori mentre i T/Q vengono picchiati dalla polizia, perché chiedono pubblicamente rispetto e dignità.
C’è anche la mafia stessa
Però il vero conflitto tra le generazioni ruota attorno la democrazia. I C/S si sono liberati dell’eredità dell’ anti-fascismo e della “Resistenza” a favore di una democrazia pilotata come un quiz televisivo. Dalla resistenza al summit del G-8 a Genova fino ai recenti scontri in corso contro la linea ad alta velocità in Piemonte (“No-Tav”) – la risposta dei C/S è sempre: i manganelli della polizia. I C/S sono una potente classe sociale che agisce in maniera anacronistica nella nuova era della democrazia globalizzata. E non è un caso che la debolezza di questi anziani sia venuta fuori con la caduta di Berlusconi. Le università italiane sono orfane spiritualmente, i mass media hanno reso pubblico il problema a proprio vantaggio, i giovani lavoratori nelle fabbriche scioperano, i partiti invecchiano completamente. Persino la camorra sfocia in sanguinose guerre intestine di mafia tra giovani e anziani – come anche nella tradizionale famiglia italiana: il conflitto tra padre e figlio non è più una cosa astratta. Si tratta di cose materiali, di soldi.
Se i C/S vogliono assicurarsi la tranquillità degli ultimi anni della propria vita, allora devono ritirarsi dal mercato del lavoro. Altrimenti, ciò che un tempo si chiamava conflitto di classe, si trasformerà improvvisamente in un problematico e serio gap generazionale; i T/Q proletari serreranno i ranghi, per chiedere parità di diritti nel mercato del lavoro e manderanno al diavolo questa aristocrazia ignorante e inabile dei C/S.
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LEONARDO PALMISANO. Nato nel 1974 a Bari, è scrittore e sociologo. Recentemente è stato pubblicata in un volume un’intervista sul dopo Berlusconi. Ha scritto reportage dalla Tunisia per i quotidiani Liberazione e Il Manifesto.
Chi appartiene a questa generazione ha, generalmente un contratto di lavoro a tempo indeterminato con la prospettiva di una pensione, che certo arriverà dopo periodo di tempo piuttosto lungo, ma che almeno è sicura. Per il 30–40enni, tuttavia, esistono più di 40 diversi tipi di contratti – anche a questo gruppo di persone è stata attribuita una sigla: T/Q (Trenta / Quarantenni).

Sottrarre al popolo la sua consapevolezza

lunedì 26 marzo 2012

Star sui coglioni a tutti


... E del resto, se lo chiamano gregge un motivo ci sarà.
di Girolamo De Michele

1. Nel maggio 1967, quando viene pubblicata la Lettera a una professoressa, quasi due terzi degli italiani – il 63%, per l'esattezza – non sono in grado di riassumere un articolo di giornale dopo averlo letto, e più della metà – il 52% – è incapace di applicare nella realtà quotidiana le nozioni di base della matematica. La capacità di comprendere un testo complesso – un romanzo, un articolo di approfondimento corredato da tabelle e cifre – era limitata all'1.9% della popolazione, compresa quella scolarizzata. Mi sembra un quadro eloquente di cos'era l'analfabetismo ai tempi di quella scuola pre-sessantottarda tanto citata, come esempio positivo, da chi si riempie la bocca di stronzate.
Nei 30 anni che sono seguiti al fatale 1968, la percentuale di analfabeti di ritorno è scesa a poco più del 20% degli scolarizzati, e quella di cittadini attivi, dotati degli indispensabili strumenti per comprendere il mondo ed essere attivi nell'esercizio dei diritti, è salita al di sopra del 10%. Lo ricordo a chi si riempie la bocca con il mantra degli insegnanti che non vogliono farsi valutare: sono questi dati il vero test di valutazione della scuola. E ricordo che stiamo parlando non di risultati rilevati all'uscita dalla scuola, ma di competenze e capacità che si sedimentano nella società attraverso gli anni. Questa è la colpa della scuola italiana: aver combattuto la battaglia di don Milani contro una scuola di classe, cinghia di trasmissione e di assoggettamento del potere e del sapere dominanti. Quando la scuola italiana ha cominciato a scalfire questo dispositivo, sono iniziati gli attacchi alla scuola pubblica.
2. Il neo-sottosegretario all'Istruzione Rossi Doria ha rilasciato inequivoche dichiarazioni sui test INVALSI. La più sconcertante è quella del consenso: appena il 5% delle scuola si sono dichiarate contrarie ai test di valutazione. Forse il sottosegretario Rossi Doria ignora che quel 5% è la percentuale delle scuole che sono riuscite, nonostante tutto, a esprimersi sui test di valutazione: perché alla quasi totalità degli insegnanti è stata impedita la libera espressione sul proprio luogo di lavoro, sancita dall'articolo 1 dello Statuto dei Lavoratori. Attraverso le circolari-bavaglio, cioè con un mero atto amministrativo, si è impedito l'esercizio di un diritto costituzionale regolamentato da una legge dello Stato: e quando le circolari-bavaglio non bastavano, si è ricorso a ben altri strumenti. Ad esempio, un'altra circolare riservata del dottor Limina, dirigente scolastico regionale dell'Emilia-Romagna, con cui si sollecitava il monitoraggio dei siti e dei blog che si occupano di scuola. Ad esempio, il decreto-Brunetta che ha riformato in senso autoritario il ruolo dei dirigenti. In questo modo, la scuola pubblica è stata usata come laboratorio, non a caso assieme alla FIAT, per sperimentare quel processo di decostituzionalizzazione – di sostituzione dei diritti sanciti dalle costituzioni formali con atti amministrativi fondati su una logica sedicente efficentista e funzionale – che trova in Italia, così come in Grecia e in Spagna, la sua logica evoluzione nel commissariamento della volontà popolare e nella rivoluzione dall'alto, ovvero nella dittatura commissaria esercitata dalla BCE sui paesi travolti dalla crisi del capitale finanziario. La priorità del sottosegretario Rossi Doria sembra essere quella di dimostrare che il suo ruolo non è quello della foglia di fico che nasconde le vergogne dell'ascesa di Elena Ugolini, quinta colonna di Comunione e Liberazione all'interno del sistema di istruzione, al sottosegretariato: Rossi Doria tiene a dimostrare di essere organicamente inserito all'interno dei governo dei cosiddetti tecnici incaricato di portare a compimento quel disegno di devastazione e svendita dell'istruzione pubblica che la precedente maggioranza non era in grado di garantire.
3. I test di valutazione, dunque. Attraverso i quali la complessità della didattica e dei processi di apprendimento viene ridotta a una sequenza di crocette, al ritmo di una al minuto. La didattica e l'apprendimento hanno il loro fondamento nello spirito critico; nella capacità di riflessione; nel saper riconoscere i propri errori e nel maturare un'adeguata capacità di autocritica; nella cooperazione attiva tra studenti, docenti, e tra questi e quelli; nell'approccio pluridisciplinare; nella pari dignità di tutte le materie e di tutti gli ambiti disciplinari. Nulla di tutto questo è passibile di misurazione con i test a crocette. Come scrive Chris Hedges [qui], «il superamento di test a scelta multipla celebra e premia una forma peculiare di intelligenza analitica, apprezzato dai gestori e dalle imprese del settore finanziario che non vogliono che dipendenti pongano domande scomode o verifichino le strutture e gli assiomi esistenti: vogliono che essi servano il sistema. Questi test creano uomini e donne che sanno leggere e far di conto quanto basta per occupare posti di lavoro relativi a funzioni e servizi elementari. I test esaltano quelli che hanno i mezzi finanziari per prepararsi ad essi, premiano quelli che rispettano le regole, memorizzano le formule e mostrano deferenza all’autorità. I ribelli, gli artisti, i pensatori indipendenti, gli eccentrici e gli iconoclasti – quelli che pensano con la propria testa – sono estirpati».
4. A chi giova questo stato di cose? Scrive ancora Chris Hedges: «Una nazione che distrugge il proprio sistema educativo, degrada la sua informazione pubblica, smantella le proprie librerie pubbliche e destina le proprie onde radio a un intrattenimento stupido e dozzinale, diventa [come il Tommy del musical degli Who] cieca, sorda e muta. Stima i punteggi nei test più del pensiero critico e dell’istruzione, celebra l’addestramento meccanico al lavoro e la singola, amorale abilità nel far soldi. Sforna prodotti umani rachitici, privi della capacità e del vocabolario per contrastare gli assiomi e le strutture dello stato-azienda, e li incanala in una casta di gestori di droni e di sistemi. Trasforma uno Stato democratico in un sistema feudale di padroni e servi delle imprese».
La scuola che viene è una scuola classista, nella quale solo una piccola parte di studenti, provenienti dall'attuale classe dirigente e destinati ad essere la classe dirigente del futuro, potrà permettersi l'acquisizione di quegli strumenti critici che la scuola non riuscirà più a fornire. I dati delle iscrizioni scolastiche sono un primo campanello di allarme: aumentano le iscrizioni agli Istituti tecnici, che pure sono progressivamente declassati ad Istituti professionali di fatto, da parte di studenti che non hanno nel proprio orizzonte la prosecuzione degli studi. Che tipo di lavoro aspetta – posto che ce ne sia all'orizzonte – questi studenti? Senza le competenze per leggere, comprendere e interpretare i contratti di lavoro, ben più complessi e tortuosi di quel contratto nazionale dei metalmeccanici la cui comprensione don Milani intendeva come imprescindibile competenza di lettura, parte di loro sarà soggetto docile e disciplinato, flessibile e flexicurizzabile, come Marchionne, Marcegallia & gli Inchino Brothers desiderano. Il resto – e con loro i figli dei migranti scivolati rapidamente dalla formazione professionale al mondo del lavoro – avrà come orizzonte il lavoro in nero nei cantieri edili controllati dai consorzi camorristici e ndranghetini: se non sei in grado di comprendere un contratto di lavoro, perché fare la fatica di firmarlo? Lavoreranno al traino della produzione di valore finanziario attraverso opere il cui solo utile è l'accumulazione e la circolazione di capitale, nelle cui maglie si risciacqua il nero dell'usura, dello spaccio e dell'estorsione; senza alcuna consapevolezza del danno sociale che cementificazioni e traforazioni selvagge prima ancora che inutili andranno a provocare.
5. Quanto alle macerie del sistema-istruzione, esse saranno just in time raccolte e riutilizzate dalla lobby della Compagnia delle Opere alias Comunione e Liberazione, che procede spedita nella sua campagna di infiltrazione dei gangli vitali della società. Non tarderà molto un convegno sull'emergenza educativa promosso, ipotizziamo, dall'ex Miglio-boy Ornaghi, con le autorevoli presenze di Elena Ugolini e del neo presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, tutti firmatari dell'appello ciellino del 2005 "Se ci fosse una educazione del popolo tutti starebbero meglio". Nessun linguaggio è innocente, scrive il mio amico Gianni Biondillo: dietro questa frase banale come un "amico di Maria" c'è un preciso messaggio, c'è un'intera visione del mondo. Un mondo nel quale non la plurale e moltitudinaria autonomia critica, ma l'uniformità all'interno della norma e della legge dominante di un popolo è soggetta, cioè assoggettata, a un'educazione calata dall'alto e presentata come impermeabile alla critica e alla messa in discussione in quanto pretesa testimone di verità: è la scuola-parrocchia, degno complemento della scuola-azienda, nella quale il buon pastore conduce le greggi. E del resto, se lo chiamano gregge un motivo ci sarà.
6. Si vuole quindi completare, col silenzio-assenso di una sinistra parlamentare che quando non è complice connivente è silenziosamente assente, un disegno iniziato quarant'anni fa. Quarant’anni nel corso dei quali – mi prendo la libertà di citarmi – «ci è stato insegnato che le parole servono per litigare, non per intendersi. In questi quarant’anni è stata messa all’opera ogni sorta di strategia retorica, comunicativa, discorsiva per avvelenare la capacità di giudizio, la stessa facoltà di ragionare di una nazione. Basta pensare alla televisione: alla sostituzione dell’informazione e dell’inchiesta con la telerissa, dei programmi educativi con programmi soft-porno; i cosiddetti reality educano a «nominare», cioè a discriminare ed escludere, e insegnano che l’unico modo per stare insieme è in una classifica nella quale uno vince, e gli altri perdono; i quiz educano a considerare la cultura come una domanda elementare la cui risposta è solo Sì/No; il culto di santi miracolosi, la moltiplicazione delle madonne piangenti, l’orgia di misteri ed eventi inspiegabili si abbatte come l’onda di un maremoto sullo spettatore, persuaso a una fede nell’irrazionale che contrasta con l’idea che cultura e intelligenza rendano l’uomo libero perché autonomo.
Questa proliferazione di discorsi, di comportamenti, di strategie persuasive ha minato alla base la capacità di autonomia, di ragione, di coesione della società italiana. Ha favorito la nascita di una generazione di individui passivi, pavidi e paurosi; uomini e donne che si percepiscono impotenti e affidano le proprie sorti ai miracoli, poco importa se politici o religiosi. Ha sostituito l’etica con i gratta-e-vinci, la verifica dei fatti con la cieca fiducia.
È persino ammirevole il modo in cui le parole si siano poco a poco trasformate in pratiche, come abbiano dapprima insensibilmente, poi con sempre maggiore evidenza modificato l’ordine delle cose. L’ordine di questi discorsi è coerente con l’ordine delle cose che si è imposto dagli anni Ottanta: cinismo, arrivismo, individualismo, ignoranza.
Siamo arrivati alla glorificazione di un manigoldo che, prima ancora di incassare tangenti, ha rubato gli ideali e i valori di un secolo: che ha tradito milioni di uomini e donne – a partire dai miei genitori – che credevano nell’uguaglianza, nella giustizia, nella libertà. Un manigoldo che aveva una parte del muscolo cardiaco necrotizzata: probabilmente la sede della coscienza morale e dei valori etici. Oggi gli si dedicano strade, forse domani qualche scuola: un Liceo Bettino Craxi prenderà il posto delle scuole intitolate a Sandro Pertini».
7. Questa è la posta in gioco, e contro tutto questo è necessario, urgente, indispensabile alzare la voce, e non solo quella. Viviamo in uno strano paese, dove se capita che un ragazzo con una felpa nera rompa per rabbia la vetrina di una banca si scatena il finimondo, con condanne unanimi e bypartisan: ma nessuno, a quanto pare, s'indigna se non contro una lastra di vetro, ma contro la coscienza morale e civile della nazione, contro il diritto all'istruzione, al libero pensiero, al futuro vengono lanciate quelle autentiche bottiglie molotov che sono le politiche scolastiche degli ultimi anni.
Alla scuola si vuol fare ciò che si vuol fare alla Val di Susa: e in difesa della scuola dobbiamo utilizzare ogni mezzo necessario, prendendo esempio dalla resistenza dei valsusini, dalla loro capacità di contagio, dalla loro determinazione. Forse dovremo imparare anche noi a scalare i tralicci. Per citare ancora don Milani: «Ecco dunque l'unica cosa decente che ci resta da fare: stare in alto (cioè in grazia di Dio), mirare in alto (per noi e per gli altri) e sfottere crudelmente non chi è in basso, ma chi mira basso. Rinceffargli ogni giorno la sua vuotezza; la sua miseria, la sua inutilità, la sua incoerenza. Star sui coglioni a tutti come sono stati i profeti innanzi e dopo Cristo. Rendersi antipatici noiosi odiosi insopportabili a tutti quelli che non vogliono aprire gli occhi sulla luce».
Le alte cariche dello Stato, i politici, i conduttori televisivi, gli editorialisti di "Repubblica" e del "Corriere" ci toglieranno l'amicizia su facebook: pazienza. Quando ti hanno rubato il presente, e col presente anche il futuro, con l'amicizia degli ipocriti ti ci puoi pulire il culo.

I media del regime ed il loro infangare ... i cervelli in primis!


"Quando tutte le le medicine e tutta la materia medica finiranno in fondo all'oceano, sara' la fine per molti pesci e la salvezza per l'umanita' intera!"
Firmato Oliver Wendell-Holmes, docente di fisiologia ad Harvard e fondatore della Corte Suprema Americana.

STRISCIA LA NOTIZIA, MALATELEVISIONE E VIDEOPROSTITUZIONE

INCREDIBILE GAFFE DI STRISCIA LA NOTIZIA
"Striscia la notizia" non passa inosservata. Tanti sono gli italiani che la guardano e che ne vengono pure influenzati. E tanti avranno assistito in diretta al tentativo di ignobile demolizione di immagine attuato, due giorni fa, nei riguardi dell'ultima persona meritevole di tale trattamento, ovvero di Carmelo Scaffidi e della ABIN, Associazione Bergamasca di Igiene Naturale di Bergamo.
RISPUNTA L'ANTICO VIZIO
"Ahi Serva Italia, non donna di provincie ma Bordello", scriveva Dante nel suo Purgatorio. Correva il tredicesimo secolo dopo Cristo. Otto secoli sono trascorsi da allora, ma la situazione non e' affatto cambiata, se non per il grado di prostituzione, molto piu' disgustoso e stomachevole. La deficienza di certi umanoidi non cambia affatto.
DENUNCIA DI MALCOSTUME TELEVISIVO
Questa e' una denuncia in piena regola. Una denuncia all'autorita' dei cittadini di questo paese che rimane, nonostante tutto, un grande paese. Una denuncia all'autorita' virtuale e popolare della gente, prima ancora che a una autorita' legale. Una denuncia contro il malcostume televisivo di leccare i piedi, e non solo quelli, ai padroni del vapore.
L'IGIENE NATURALE NON E' UN OGGETTO MISTERIOSO
Esiste un movimento delle coscienze in Italia? Esiste eccome. C'e' molta gente coinvolta in una cultura nascente che si sente lontana dalle cure mediche, estranea ad esse, e che, cosciente o no, si avvicina alle posizioni di una cultura millenaria chiamata igiene naturale. Nel mondo dell'igiene non c'e' spazio per la ciarlataneria. Troppo importante e delicato il lavoro da svolgere. Gli stessi medici trasparenti sentono un forte bisogno di cultura igienistica e sollecitano un aiuto, rendendosi conto di aver imboccato un vicolo senza uscita.
L'IGIENE NATURALE HA 2500 ANNI, LA MEDICINA MODERNA NE HA CENTO A MALAPENA
Dopotutto, la medicina e' una tecnica con un secolo di vita.
Tanto avventurismo, tanta sperimentazione, tanta tecnica e, tutto sommato, poca scienza. Con Louis Pasteur ha preso poi una enorme cantonata da cui risulta problematico guarire. L'igiene naturale, il ricorso a pratiche salutistiche non violente, non invasive, vicine alla natura e non in drammatico contrasto con essa, non e' questione di nomi, di leader o di profeti. E' qualcosa che si va radicando nella coscienza popolare.
ITALIA PAESE DELL'ARTE, DELLA SPIRITUALITA' E DELLA SALUTE
L'Italia e' dopotutto il paese di Pitagora ("Non solo matematica e teoremi, ma cibo vegano e basso-proteico"), di Parmenide ("Datemi la potenza della febbre e sapro' farne mirabilie"), di Marco Aurelio (imperatore e scrittore igienista, con 600 anni di Roma Imperiale sana e senza ombra di medici), di San Francesco d'Assisi ("Laudato sie, mi' Signore, cum tucte le tue Creature"), di Leonardo ("Verra' il giorno in cui ammazzare un singolo animale sara' giudicato come orrendo crimine"), di Giordano Bruno ("Pensare che siamo toccati e mossi solo dal lato materiale delle cose e' stupidita' manifesta"), di Luigi Alvise Cornaro (autore di La Vita Sobra, primo testo igienistico mondiale) e della Scuola Medica Salernitana (scuola millenaria pitagorica-ippocratica, dove si praticavano i principi per cui "la Natura e' sovrana medicatrice di tutti i mali").
IDENTIFICHIAMO PER NOME E COGNOME I NOSTRI PADRONI
I padroni, dello sbilenco e sciancato pianeta in cui ci e' dato vivere, li conosciamo benissimo uno per uno. Ci riferiamo ovviamente ai frequentatori di Bilderberg, alle 13 famiglie che controllano le multinazionali, ai Rothschild (padroni del mondo e del Vaticano), ai Rockefeller (padroni del petrolio e di Big Pharma), alle famiglie reali d'Inghilterra e d'Olanda, ai mediocri presidenti-barzelletta di uno stato-barzelletta come gli Stati Uniti d'America, ai servitori e ai ragionieri-falsari delle Federal Reserve che gli girano intorno, bravissimi a stampare dollari svalutati-indebitati e a impoverire i paesi-colonia e i paesi-satelliti (come Ben Bernanke e Tim Geithner), agli speculatori stile George Soros, e ai servi-lustrascarpe italiani tipo Prodi, Monti, Casini, per non dire di Draghi e dello stesso Berlusconi
SIAMO FINITI NELLE GRINFIE DEL NEW WORLD ORDER
Qualcuno obbietta che qui si entra nel mondo della finanza, dell'economia e della politica, pensando che i problemi della salute e del benessere non c'entrino affatto, scordandosi che siamo tutti finiti nelle grinfie di un regime militar-sanitario mondiale, prima ancora che in quelle di una potenza economica fallimentare ed irreparabilmente indebitata. Se il sistema bancario stampa moneta sintetica ed irreale il mondo prospera e respira, se il sistema bancario chiude il rubinetto moriamo tutti di fame. E questa e' la politica scelta dalla Trilaterale (Rockefeller, Kissinger-Brezynski) per il controllo della popolazione mondiale.


domenica 25 marzo 2012

Napolitano, perché nessuno lo denuncia?

Scrivo questa mia lettera in onore, o disonore, dell'ennesimo suicidio di un imprenditore, un uomo che come seconda casa aveva una fabbrica, non il Quirinale! L'articolo letto qui, L'insostenibile indebitamento dell'essere, parla di un 43 enne che non arriverà mai alla tua venerabile età caro Napolitano. Oltre 40 si sono uccisi da inizio anno, nell'indifferenza totale, o quasi, dei media, (I quali quando muore un solo soldato ne parlano per ore ed ore ed ore), e purtroppo anche da parte della popolazione. Quando fai un incidente in auto e qualcuno muore per causa tua o colpa, vieni denunciato, giusto? Allora penso che bisognerebbe denunciare tutti quelli che hanno colpa in un omicidio.
Oltre ad avere l'ONU che preme in continuazione perché il paese si venda, alla fine, e perda ogni diritto umano e costituzionale, il vecchietto che ci rappresenta, (scusate la parola, lo so che non vi rappresenta, non rappresenta nessuno un over 80 che dovrebbe essere al bocciofilo e mi scuso per i vecchietti), e che dovrebbe tutelare la costituzione, è molto ben pagato per farlo, perché non viene denunciato? A questo punto non è che una persona che uccide, criminali si chiamano, come questi, a differenza tua denunciati. Criminale lo diventi quando una persona ogni due giorni muore grazie al tuo menefreghismo, o proprio peggio ancora proprio grazie alle azioni che tu compi, le firme che tu metti su ogni documento che il mondo bancario vuole sia firmato. Uccidere con la penna è possibile per chi dovrebbe, e non lo fa, tutelare i diritti umani della popolazione. Parlo dei suicidi tra gli imprenditori, che vanno alla grande, molto più che un bollettino di guerra di soldati morti, chiamati "ragazzi" amorevolmente dal governo bestia.
 Invece chi ha vissuto nella fabbrica come fosse la sua seconda casa, fabbrica che assicura il pane a dipendenti e persone varie che girano attorno a quella fabbrica, la stessa che magari gestiva tuo padre o tuo nonno, che all'improvviso da da mangiare SOLO alle banche. Qui, qui e qui, alcune delle storie più aberranti che vengono da tutta Italia, Nord, Sud e Centro, nessuno escluso. E lei con quel pagliaccio di banchiere che in meno di 24 ore ha eletto senatore a vita e presidente del consiglio starebbe salvando il paese? Voi lo state uccidendo, e chi uccide dalle mie parti si chiama con un solo nome, e non è certo presidente!
Allora, Napolitano, (chiamarla signore mi costa troppa fatica, lei non è un signore e non è nemmeno il "mio" presidente visto che il "mio" stato se ne frega! Come postavo ieri), di tutte queste persone che per anni avete dissanguato, vi prendete anche il 75% del loro guadagno, (Dicono che in Italia le tasse sono al 45%, ma in realtà possono superare il 75%), e poi li lasciate in mano alle banche che tutti noi cittadini sappiamo essere prive di etica alcuna?
Ecco chi sono le banche Napolitano, se non lo sapesse ... ma dato che lavora per loro e loro la pagano dovrebbe saperlo di chi parlo.


Lei non è moralmente il colpevole di questi padri di famiglia che si sono uccisi?
Lei che descrive i bombardamenti NATO come missione di pace, oggi sbandiera il grande passo che elimina l'Art. 18, non è giusto che una persona abbia la sicurezza di lavorare se vogliamo creare schiavi, vero Napolitano? Allora a oltre 80 anni perché non sei precario? Dai l'esempio, tu come il caro Monti che sta vendendo il paese con tutte le 60 milioni di pecore che ha sul territorio.
Io ci rimango male nel vedere che tutti se ne fregano, io non posso amare il mio paese perché oltre a dissanguarmi non ha fatto altro. Oggi non lo fate più, ma l'alternativa è vivere di niente e avere niente, quindi solo vivendo come cinquant'anni fa posso scapparvi. Lei lo chiama sviluppo questo? Io lo chiamo cambiamento. Abbiamo idee differenti Napolitano, e sopratutto non vedo nessuno che inizi a togliervi quello che per voi è ossigeno, i soldi.
Nessuno che si tiri indietro al grande macello in atto. Lei si considera innocente? L'ho già detto, abbiamo idee differenti.
E sappiamo anche chi sono i media. Bello questo articolo di Valdo Vaccaro su Striscia la Notizia.



Dioniso777


ONU propone una governance globale altamente repressiva tramite una "Costituzione ambientale globale"


Nella costituzione, parlando  dell'ambiente si dice, c'è scritto: "Secondo l'articolo 33, i paesi sono tenuti a determinare "la dimensione della popolazione umana che l'ambiente è in grado di supportare" e ad attuare misure volte a garantire che la popolazione non superi quel livello ...."

 Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com

ONU propone una governance globale altamente repressiva tramite una "Costituzione ambientale globale" 
The American Dream

La maggior parte delle persone non ha idea che le Nazioni Unite hanno redatto una costituzione mondiale per l'ambiente che è destinata a sostituire tutte le leggi nazionali esistenti. Questo documento ha il titolo funzionale di "Progetto di Patto internazionale sull'ambiente e lo sviluppo" e può essere letto per intero qui. Il lavoro sul progetto di Costituzione globale per l'ambiente è in corso dal 1995 e la quarta edizione è stata rilasciata agli Stati membri delle Nazioni Unite il 22 settembre 2010
Questo documento è destinato a diventare un trattato vincolante e stabilirebbe un sistema permanente e incredibilmente repressivo di governance globale. Questo "Patto", come viene chiamato, rivendica l'autorità su tutto l'ambiente globale e tutto ciò che lo riguarda. Considerato il fatto che tutto ciò che facciamo influenza l'ambiente in qualche modo, questo significa che il documento diventerebbe la più alta forma di legge per tutte le attività umane. Questa costituzione per l'ambiente globale proposta dalle Nazioni Unite è incredibilmente dettagliata. La Costituzione degli Stati Uniti ha solo 7 punti, ma il documento delle Nazioni Unite ne ha 79. Nel caso gli Stati Uniti ratificassero questo trattato, qualunque legge nazionale, statale o locale dovesse confliggere con questo accordo, sarebbe nulla.  Potenzialmente, questa è una delle più grandi minacce per la sovranità nazionale che abbiamo mai visto e dobbiamo mettere in guardia gli americani su questo.
Fondamentalmente, quello che questo patto ambientale propone di fare è prendere i principi dello sviluppo sostenibile basato sull'Agenda 21 e trasformarli in una legge costituzionale globale.
Tutte le Parti di questa nuova costituzione sarebbero costrette a trasformare le loro nazioni in società pianificate a livello centrale (Nota: Planned-opolis, guarda su YouTube), in cui tutte le decisioni su qualunque cosa verrebbero valutate nel contesto dello sviluppo sostenibile.
Se gli Stati Uniti diventeranno membro di questo trattato, sarà un paradiso per i maniaci del controllo. Le decisioni di base su ciò che mangiamo, su ciò che indossiamo, dove viviamo, quanto grande possa essere la nostra famiglia e in quali attività possiamo essere coinvolti, da un giorno all'altro, potrebbero essere dettate dai mandati della costituzione globale.
Se avete dei dubbi,  leggete il documento.
Diamo uno sguardo più da vicino ad alcuni dei termini di questa proposta di costituzione globale ....
Nei documenti di questo tipo, gli autori hanno imparato a non usare il termine "governance globale", che fa scattare campanelli d'allarme nelle persone. Molto spesso usano il termine "governance" più politicamente corretto. A pagina 36, ​​ci viene detto che il buon governo prevede la creazione di istituzioni governative a vari livelli "dal locale al globale" ....
"La governance è il processo decisionale e il processo attraverso il quale vengono attuate (o non attuate) le decisioni. Potrebbe anche essere definita come l'organizzazione razionale della società, al fine di raggiungere gli obiettivi che nascono dalle preoccupazioni comuni che si presentano su basi e bisogni materiali, economici, storici e culturali. La governance prevede la creazione e il funzionamento delle istituzioni e delle regole a vari livelli, dal locale al globale. "
Nel preambolo del documento, ci viene detto che il patto è un "documento vivo" che servirà da modello per un accordo internazionale che gli autori sperano sarà eventualmente adottato da tutti i membri delle Nazioni Unite ....
"Il Progetto di Patto è un modello per un quadro internazionale (o generale) di accordo, per consolidare e sviluppare principi giuridici esistenti in materia di ambiente e sviluppo. L'intenzione è che rimanga un "documento vivo" fino a quando - secondo la speranza e l'aspettativa di coloro che sono stati coinvolti nel progetto - sarà adottata come base per negoziati multilaterali".
Questo progetto inizialmente era quasi interamente incentrato sull'ambiente, ma gli autori riconoscono che in questa ultima edizione, c'è stata una maggiore attenzione ai "pilastri sociali ed economici" ....
"Particolare cura è stata adottata per l'aggiornamento in materia di pilastri sociali ed economici per evitare di cadere nella trappola di concentrarsi solo sul pilastro ambientale'".
Il preambolo afferma che una "partnership globale" è necessaria al fine dello "sviluppo sostenibile" ....

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