Un lungo post, ma se letto attentamente fa sorgere molti dubbi, troppe le coincidenze, del tipo quante di strane esistano in questi scritti, sono sempre e solo coincidenze? Come è una caso che oggi stiamo devastando il pianeta e ci stiamo depredando l’uno con l’altro? Che ogni uomo sia nemico all’altro? Sappiamo tutti che stiamo andando verso il dirupo, che questa non è la retta via, ma allora perché proseguiamo? E vogliamo negare che dietro a tutti i nostri comportamenti non vi sia un indottrinamento sin nei minimi particolari? Io non so se siano davvero venuti dal cielo questi parassiti, ma non possiamo negare che la terra ne è infetta e malata, oramai la metastasi, forse è la fine del “Grande Progetto”, si sia evoluta e sparsa in ogni angolo del pianeta, come da sempre è stato, basti leggere le somiglianze tra le credenze Egizie e del Sud America, e mettiamo pure i popoli del Sud Est Asiatico dove anche li troviamo piramidi e scritti simili su creature venute dal cielo con grandi poteri e poi scomparse, o semplicemente nascoste agli occhi di tutti...
Altri video ambigui?
E’ un percorso d’indagine
scientifica, filologica, storica e letteraria alla ricerca della verità circa
le origini del genere umano. Un percorso in cui il lettore viene portato
per mano alla ricerca di un crescendo di tracce da seguire, indizi da trovare e
testimonianze da acquisire agli atti di un ipotetico processo
contro l’occultamento della verità, nascosta o semplicemente taciuta: un
viaggio verso la Conoscenza.
Il tutto con un linguaggio
semplice e comprensibile.
Schiavi degli Dei di Biagio Russo
La scrupolosità con cui vengono condotte le indagini conduce il lettore
a prendere conoscenza e coscienza che il contenuto di alcuni importanti testi
trae la sua origine effettiva dall’antico popolo Sumero, una popolazione che, come riportato nel libro,
era depositaria di conoscenze incredibili ed impensabili per l’epoca
neolitica in cui venivano espresse.
Le narrazioni provenienti dalla
terra di Sumer sono state qui più volte sottoposte ad analisi e verifiche di
autenticità. I risultati descritti si sono rilevati positivi. Ciò ha permesso
di confermare la straordinaria conoscenza sapienziale dei loro autori, un
popolo che, non dimentichiamolo, ha inventato la scrittura, la ruota, la città,
la musica, ed altro ancora. Tale condizione di estrema affidabilità dei
racconti accadici, ha consentito di procedere nell’attività investigativa
avvalendosi di un testimone di indubbia attendibilità:
il popolo sumero, del quale viene anche affrontata la centenaria questione
delle sue “enigmatiche” origini. E’ in questo contesto che, alla luce di
dimenticati ma ritrovati studi accademici, viene qui riproposta la più che
probabile soluzione rivelatrice.
“Il Progetto”, come nell’ultimo
capitolo della Parte II di questo lavoro è stata ribattezzata la creazione del genere umano, è preceduto da un
opportuno “antefatto” quale causa-effetto della conseguente azione. Esso altro non è che la chiara, lucida e precisa descrizione
del perché, quando e come si procedette alla realizzazione
di un essere lavoratore essenziale ed ubbidiente: l’uomo primitivo, lo
"schiavo degli dei". Non è quello che hanno fatto? Si può smentire questa
frase quando abbiamo un mondo con sette miliardi di abitanti governato da una
piccola élite?
Il percorso di ricerca è coinvolgente. Continuamente. Grazie,
soprattutto, agli incessanti e sempre più chiarificatori indizi che,
nell’attento e logico metodo di indagine, stimolano nuovi approfondimenti di
verifica e di conoscenza.
Angeli, Giganti, Figli di Dio o
Vigilanti, sono solo alcuni degli attori principali della IV ed ultima parte
del libro. E’ in questa sezione che “la rivelazione” si mostra esplicitamente e
sempre più vicina a sciogliere i nodi interpretativi, la comprensione del
“progetto supremo”. Possiamo negare che il progetto
supremo non stia arrivando alla fine, ovvero non sia compiuto?
Al lettore, fedele compagno di questo impegnativo ed interessante
viaggio esplorativo, viene lasciato il compito di alimentare la propria
fiammella illuminante della conoscenza.
QUELLE "CREATURE" CHE
RENDONO
SCHIAVO L'ESSERE UMANO
da CREDO MUTWA, SHAMANO ZULU'
La scalata al monte improbabile
emoglobina da dove arriva?
“Il darwinismo è una teoria di processi
cumulativi così lenti da richiedere, per completarsi, da migliaia a milioni di
decenni”
“La selezione naturale, il processo cieco, inconscio, automatico che fu
scoperto da Darwin e che, come noi oggi sappiamo, è la spiegazione
dell’esistenza e della forma apparentemente finalistica di ogni essere vivente,
non ha in vista alcun fine.”
Queste due affermazioni tratte dal libro “Orologiaio cieco” di Richard Dawkins
contengono i principi fondamentali della teoria sintetica dell’evoluzione o
neodarwinismo: l’assoluta casualità delle mutazioni e i tempi molto lunghi
affinché le stesse possano produrre cambiamenti positivi.
Ma cosa s’intende per tempi lunghi?
È lo stesso Dawkins a fornirci un caso specifico su cui effettuare un calcolo,
si tratta di quello che venne definito da Isaac Asimov il “numero
dell’emoglobina”. L’emoglobina è la proteina, presente nei globuli rossi,
quella che veicola l’ossigeno nel sangue conferendo allo stesso tempo il
caratteristico colore rosso. Una proteina è una catena i cui anelli sono
costituiti da elementi chiamati aminoacidi, nel caso dell’emoglobina la sua
lunghezza è di 146 aminoacidi. Come tutto ciò che riguarda la biologia, secondo
la teoria neodarwiniana, anche l’emoglobina è il risultato casuale di un lento
processo cumulativo del quale lo stesso Asimov indicava la probabilità che si
verificasse. Il calcolo delle probabilità è espresso da una potenza che ha come
base il numero di differenti aminoacidi utilizzabili e come esponente il numero
di anelli della catena da costruire.
Per fare un esempio,
il numero di possibili parole di 4 lettere che si possono comporre con i 21
segni dell’alfabeto italiano è dato da: 214 = 194.481
La probabilità di comporre casualmente la parola “caso” spingendo 4 volte su 21
tasti è dunque una su 194.481.
Nel caso proposto da Asimov il numero di combinazioni possibili per costruire
l’emoglobina è espresso da: 20, cioè il numero degli aminoacidi a disposizione,
elevato alla 146, il numero degli “anelli” che costituiscono la catena = 20146.
Espresso in base
dieci tale numero corrisponde a circa 10190. Al riguardo Dawkins afferma: “La fortuna che si richiederebbe per
ottenere questo risultato è inimmaginabile.” e non
si può che essere d’accordo con questa considerazione.
Per renderci conto della “fortuna” che bisognerebbe avere, possiamo fare il
seguente calcolo: quanti secondi sono passati dall’inizio dell’universo e,
nell’assolutamente ipotetico caso in cui potessimo tentare una combinazione al
secondo (ammettendo l’ipotesi che nessuna combinazione sia uscita casualmente
due volte), quante combinazioni avremmo potuto provare sinora ?
Moltiplicando: i 3600 secondi contenuti
in un’ora per le 24 ore del giorno, per i 366 giorni circa di un anno (per
eccesso), per i 14 miliardi di anni passati dal Big Bang, risultano trascorsi,
(arrotondando ancora per eccesso), 1018 secondi dall’inizio dell’universo.
Nell’ipotesi che dalla nascita dell’universo si fosse potuta provare una
combinazione al secondo (questa ottimistica
supposizione propone una velocità talmente elevata da essere del tutto irreale,
incompatibile con l’assunto della prima frase “Il darwinismo è una teoria di
processi cumulativi così lenti da richiedere, per completarsi, da migliaia a
milioni di decenni”), per sapere quante combinazioni dovremmo ancora
tentare prima di esaurirle tutte dovremmo sottrarre dalle combinazioni totali
10190 la quantità di quelle provate 1018.
Il risultato visibile sulla calcolatrice sarebbe ancora 10190 in quanto la
sottrazione avrebbe solo intaccato in modo impercettibile la quantità iniziale
e il display non riuscirebbe visualizzare la differenza. Il numero resterebbero
quindi ancora 10190 combinazioni da provare, il che, sempre ad una combinazione al secondo, richiederebbe un tempo
pari a poco più di 10172 volte l’età dell’universo.
Anche ipotizzando che
esistano diverse combinazioni di 146 aminoacidi, equivalenti dal punto di vista
funzionale, la questione non cambia di molto, infatti ammettendo che ad esempio
esistano 1000 tipi varianti di emoglobina, e tutti ugualmente funzionanti, la
probabilità di trovarne uno “migliora” di 103 portando le combinazioni da
provare a “solo” 10187.
Come suggerisce Dawkins di superare questa difficoltà ? Dawkins ricorre al
concetto di selezione cumulativa, il suo ragionamento è il seguente: “Nella selezione cumulativa, invece, esse
(le entità selezionate) «si riproducono» , o in qualche altro modo i risultati
di un processo di cernita vengono sottoposti ad un altro processo di cernita…”
Il concetto di selezione cumulativa, che poi sarebbe realizzata dalla selezione
naturale, viene chiarito con il seguente esempio:
Se una scimmia dovesse battere
casualmente a macchina la frase di Shakespeare “Methinks it is like a
weasel” (“O forse somiglia a una donnola”), essendo la frase composta da 28
caratteri, ed essendo l’alfabeto inglese composto da 27 lettere, le possibili
combinazioni di 27 lettere in una frase di 28 lettere (compresi gli spazi) sarebbero espresse da: 2728.
A questo punto Dawkins inserisce un computer che “seleziona” frasi mutanti che
più si avvicinino alla frase originale: “Il computer esamina le frasi mutanti
nonsense, la “progenie” della frase originaria, e sceglie quella che, per
quanto poco, assomiglia di più alla frase bersaglio…”
Per poter completare la frase in un numero ragionevole di tentativi lo
scienziato inglese introduce quella che definisce una “frase bersaglio” e un computer
che conosce in anticipo la frase che deve essere composta, il che inserisce il
finalismo nella teoria. L’unico modo per evitare il finalismo è quello di
ammettere che le frasi debbano essere scelte mediante la selezione naturale, ma
il fatto che le frasi intermedie siano dallo stesso Dawkins definite “nonsense”
esclude che esse possano essere premiate dalla selezione naturale.
Ecco la contraddizione di Dawkins: si parte da un “il processo cieco,
inconscio, automatico” e per renderlo possibile nei dodici miliardi di anni
dall’origine dell’universo si finisce per postulare un “computer” e una “frase
bersaglio” che negano il processo cieco da cui si era partiti.
Se invece si volesse mantenere un processo cieco, si dovrebbe ipotizzare un’età
dell’universo del tutto incompatibile con quella stimata dalla comunità
scientifica.
In matematica quando si parte da un assunto e questo conduce ad una
contraddizione, si giunge alla conclusione che l’assunto iniziale era errato.
Questo procedimento viene detto “dimostrazione per assurdo”.
La vita dell’universo è troppo breve per poter ammettere che abbia potuto
verificarsi una dinamica neodarwiniana per la quale i circa 14 miliardi di anni
stimati dagli astronomi sono insufficienti, esattamente come lo sono i 12.000 dei
fondamentalisti creazionisti: credere che le circa centomila proteine del corpo
umano siano state prodotte e assemblate casualmente in un ecosistema complesso
nel corso della vita dell’universo richiede un atto di fede superiore a quello
dei creazionisti stessi.
La scienza dovrebbe compiere un gesto di umiltà e riconoscere che riguardo
all’origine della vita e delle specie sfugge ancora qualcosa di fondamentale. http://www.enzopennetta.it/wordpress/2011/06/dawkins-e-la-scalata-al-monte-improbabile/
Le
origini segrete della razza umana
L'autore, uno scienziato
americano che ha vissuto e studiato in varie parti del mondo, in questo libro
si pone un grande obiettivo, contrastare la teoria dominante dell'evoluzione
esposta da Darwin.
Negli ultimi decenni, studiando
archeologia, storia antica, scienze spirituali dimenticate, genetica,
astronomia, reincarnazione, fenomeni paranormali, avvistamenti UFO e ricerche
di civiltà extraterrestri, è giunto ad accumulare un'ingente mole di prove
scientifiche e spirituali che danno nuova luce sulle vere origini della razza
umana.
Dopo aver letto questo libro, un best
seller internazionale, sarà difficile credere, ancora, che discendiamo dalle
scimmie o che questo nostro pianeta sia l'unico abitato. Che discendiamo
dalle scimmie lo puoi credere a 13 anni, quando te lo insegnano, con poche
prove, per la prima volta, ma se inizi una ricerca personale, anche il più
stolto arriverà ad avere dei grossi dubbi a riguardo…