"THE END"

sabato 16 luglio 2011

L'incubo del teologo" di Bertrand Russell

Nella raccolta "Fact and Fiction" (Londra - 1961) con il titolo "The Theologian's Nightmare".

L'eminente teologo dr. Taddeus sognò di morire e andare in paradiso. I suoi studi lo avevano preparato, e non ebbe alcuna difficoltà a trovare la strada. Bussò alla porta del paradiso e s'imbatté in uno scrutinio più attento di quanto si fosse aspettato. "Chiedo il permesso di entrare," disse, "perché sono stato un uomo giusto e ho dedicato la mia vita alla gloria di Dio." "Un uomo?" rispose il custode, "che cos'è? E come potrebbe una creatura buffa come te promuovere la gloria di Dio?" Il dr. Taddeus rimase sbalordito. "Non è possibile che non conosciate l'uomo. Dovete per forza sapere che l'uomo è l'opera più sublime del Creatore." "Quanto a ciò," disse il custode, "mi spiace ferire i vostri sentimenti, ma quello che voi dite mi giunge del tutto nuovo. Dubito che chiunque quassù abbia mai sentito parlare di questa cosa che voi chiamate "uomo". Comunque, dato che mi sembrate tanto sbalordito, vi concedo la possibilità di consultare il nostro bibliotecario."
Il bibliotecario, un essere globulare con mille occhi e una bocca, rivolse alcuni dei suoi sguardi verso il dr. Taddeus. "Che cos'è questo?" chiese al custode. "Questo," rispose il custode, "dice di essere un membro di una specie chiamata "uomo", che vive in un posto chiamato "Terra".
Ha questa strana teoria secondo la quale il Creatore nutre un particolare interesse per questo posto e per questa specie. Ho pensato che forse ci avresti potuto aiutare a chiarire la faccenda." "Dunque," disse gentilmente il bibliotecario al teologo, "forse mi potrete dire dove si trova questo posto che chiamate Terra." "Oh sì," disse il teologo, "fa parte del Sistema Solare." "E che cos'è il Sistema solare?" chiese il bibliotecario. "Oh," disse il teologo piuttosto sconcertato, "io mi occupavo del Sapere Sacro, e la domanda che mi avete fatto appartiene al sapere profano. Comunque, ne ho imparato abbastanza dai miei amici astronomi per sapere che il Sistema Solare fa parte della Via Lattea." "E che cos'è la Via Lattea?" chiese il bibliotecario. "Oh, la Via Lattea è una delle Galassie, le quali, mi hanno detto, sono qualche centinaia di milioni." "Appunto, appunto," disse il bibliotecario, "non potete certo aspettarvi che me ne ricordi una fra tante. Ma mi ricordo di aver udito la parola "galassia" prima. Infatti, penso che ci sia uno dei nostri sotto-bibliotecari che sia specializzato in galassie. Andiamo a cercarlo per vedere se ci può aiutare."
Dopo non molto tempo, il sotto-bibliotecario galattico fece la sua comparsa. Aveva la forma di dodecaedro. Era evidente che la sua superficie un tempo era stata luminosa, ma la polvere degli scaffali l'aveva resa fine e opaca. Il bibliotecario gli spiegò che il dr. Taddeus, nel tentativo di illustrare le sue origini, aveva menzionato le galassie, e si sperava che si potesse ricavare qualche informazione dalla sua specifica sezione della biblioteca.
"Bene," disse il sotto-bibliotecario, "suppongo che avendo del tempo sarebbe possibile avere qualche informazione, ma dato che ci sono cento milioni di galassie, e ognuna di esse ha un suo volume, ce ne vuole parecchio per trovarne una precisa. Qual è quella che questa strana molecola desidera che io trovi?" "E' quella della galassia denominata Via Lattea", rispose esitante il dr. Taddeus. "Va bene," disse il sotto-bibliotecario, "se posso la troverò."
Dopo circa tre settimane tornò, spiegando che la straordinaria efficienza dell'archivio della sezione galattica della biblioteca gli aveva permesso di trovare la galassia sotto la collocazione numero QX 321.762. "Ci sono voluti tutti i nostri cinquemila impiegati della sezione galattica per trovarlo. Forse volete parlare con l'impiegato che si occupa specificamente della galassia in questione?" Mandò a cercare l'impiegato, che si presentò sotto forma di ottaedro, con un occhio in ogni faccia, e una bocca soltanto in una di esse.
Era stupito e stranito nel trovarsi in un luogo tanto luminoso, lontano dall'oscuro limbo dei suoi scaffali. Dopo essersi ricomposto, chiese, assai timidamente: "Cosa desiderate sapere sulla mia galassia?" Il dr. Taddeus disse: "Ciò che voglio è sapere qualcosa a proposito del Sistema Solare, un insieme di corpi celesti, che ruotano attorno a una stella chiamata 'Sole'." "Uhm," disse il bibliotecario della Via Lattea, è stato già abbastanza difficile trovare la galassia giusta, ma scovare proprio la stella giusta nella galassia è ancor più difficile. So che ci sono circa trecento miliardi di stelle nella galassia, ma neppure io sono a conoscenza di quello che potrebbe diversificare le une dalle altre. Credo, comunque, che una volta l'Amministrazione abbia ordinato di compilare una lista di tutti i trecento miliardi di stelle, e che deve essere ancora conservata nel sotterraneo. Se pensate che ne valga la pena, potrei incaricare del personale speciale dell'Altro Posto per cercare questa stella particolare."
Si convenne che, dato che la questione era stata sollevata, e che era evidente che la cosa facesse soffrire il dr. Taddeus, quella sarebbe stata la cosa migliore da fare.
Diversi anni dopo, un tetraedro molto stanco e provato si presentò al sotto-bibliotecario galattico. "Finalmente," disse, "ho trovato quella stella per la quale era stata fatta richiesta, ma non riesco proprio a immaginare perché abbia suscitato tanto interesse. E' molto simile a moltissime altre stelle di quella galassia. Possiede temperatura e dimensioni normali, ed è circondata da altri corpi celesti più piccoli chiamati pianeti. Dopo un'accurata indagine, ho scoperto soltanto che alcuni di questi pianeti hanno dei parassiti, e credo che quella cosa che ci ha fatto la richiesta sia uno di loro."
A questo punto il dr. Taddeus scoppiò in un disperato e appassionato lamento: "Perché, oh perché il Creatore ha nascosto a noi abitanti della Terra che non eravamo noi quelli che lo avevano spinto a creare i Cieli? Per tutta la vita mi sono messo al suo servizio, diligentemente, credendo che lui avrebbe notato i miei servigi, e mi avrebbe ricompensato con la Beatitudine Eterna. E ora, pare che Egli non sappia nemmeno che io sono esistito. Mi dite che sono un minuscolo microbo di un piccolissimo corpo celeste che ruota attorno a un membro insignificante di un insieme di trecento miliardi di stelle, e che quella stella non è che una dei milioni che compongono tale insieme. Non posso sopportarlo, e non posso più adorare il mio creatore." "Molto bene," disse il custode, "allora potete andare nell'Altro Posto."
A questo punto il teologo si svegliò ed esclamò: "Il potere che Satana ha sui nostri sogni è tremendo."

Il Buddismo, l'Induismo e Gesù


 Io le considero, Induismo e Buddismo, 'la madre' di tutte le religioni, sia per la datazione dei testi per prima cosa, sia per il fatto che se leggi i filosofi, (che brutta parola filosofo, mica si mangia con la filosofia, mica produce denaro, ergo è inutile, e si vede, eccome se si vede, basta passeggiare per le città),
 in ogni modo, partendo da Eraclito di Efeso in particolare, visto che è stato uno dei più importanti presocratici http://it.wikipedia.org/wiki/Eraclito,
 si deve ricordare che a quell'epoca si commerciava con le Indie e oltre alle merci arrivavano anche le ideologie, un po come noi dall'America dopo la seconda guerra mondiale, abbiamo importato anche lo stile di vita oltre alle merci. I pensieri dell'Asia minore di quei tempi si sono poi sviluppati nella filosofia di Socrate, trovando il culmine in Platone. 
Basta leggere Platone e i vangeli, cosa predicava Gesù, per capire le similitudini del pensiero. Poi la chiesa ha creato quell'immagine orribile di un uomo che viene crocifisso, della serie Colpisci uno per educarne cento. Non soffermarsi ai quattro vangeli imposti e ritoccati dalla chiesa, ma, quelli mai presentati e mai resi popolari quanto i primi, salterà subito all'occhio quanto abbiamo in comune con i testi sacri Indiani, i Veda, migliore in assoluto è l'ultima parte dei Veda, secondo me, le meravigliose 'Upanishad'


Pensate poi che , i Padri della Chiesa cristiana, come Origene o S. Girolamo, padre della prima versione ufficiale della Bibbia nel '300, parlavano della reincarnazione. Fonti PARALLELO fra BUDDHA  e GESU', http://www.mednat.org/religione/gesu_budda.htm,
Cristianesimo gnostico e buddismo http://www.buddhachannel.tv/portail/spip.php?article4050 

Il pensiero orientale è senz'ombra di dubbio superiore al nostro, basti pensare che in India un quarto della popolazione con il Q.I. più alto, arriva a essere quasi quanto l'intera popolazione degli Stati Uniti d'America, e quando parliamo di India non possiamo non pensare a Siddharta, agli asceti .

I bisogni, le necessità di quest'uomo a cosa si riducono? E chi vive più serenamente lui, o noi occidentali che di necessità ne abbiamo all'infinito? Peccato che anche l'India sia inglobata nel nuovo ordine da tempo, spendi ,renditi schiavo e vedrai che qualcuno te ne sarà grato!


Buona lettura.

Induismo

L'Induismo può sembrare una religione lontana agli occidentali, ma in realtà essa si è diffusa largamente nella nostra cultura. Molti sono già diventati familiari con i concetti base dell'Induismo senza neanche rendersene conto. Film come Star Wars, o telefilm come Dharma e Greg, sono pieni di idee indù. La reincarnazione è un concetto dell'Induismo. La meditazione trascendentale è Induismo abilmente mascherato. La famosa canzone "My Sweet Lord" di George Harrison, è un'invocazione indù. La filosofia New Age è Induismo in vesti occidentali.
L'Induismo è incredibilmente vario. Si va da quelli che credono in una sola realtà, Brahman, a quelli che credono in numerosi dèi (qualcosa come 330 milioni di divinità). Alcuni Indù credono che l'universo è reale; molti invece credono che esso è un'illusione (detta "maya"). Alcuni credono che Brahman e l'universo sono una cosa sola; altri credono che si tratta di due realtà distinte.
Nonostante le diversità all'interno dell'Induismo, vi sono cinque capisaldi fondamentali di questa religione. Il primo è che la realtà definitiva, chiamata Brahman, è unità impersonale. Il film di fantascienza "L'impero colpisce ancora" parla del concetto di "Forza": tutte le cose sono parte della "Forza". Questo è monismo: l'idea che tutto sia una cosa sola. Niente è distinto e separato dal resto.
Un'altra credenza dell'Induismo è che noi siamo da Brahman e uno con Brahman. Tutto è uno, tutto è dio, inclusi noi stessi.
L'Induismo insegna che il nostro problema è che abbiamo dimenticato che siamo degli dèi. La conseguenza di questo è che siamo soggetti alla Legge del
 Karma (un altro punto cardine dell'Induismo). È l'equivalente della legge naturale di causa ed effetto. Non esiste perdono, non c'è alcuna via di fuga. Il peso delle conseguenze delle proprie azioni ricade interamente su se stessi. Le conseguenze dipendono così dal proprio karma, che può essere buono o cattivo, e ci segue di vita in vita. Questo è un'altro concetto Indù: il samsara, il continuo ciclo della vita, morte e rinascita, conosciuto anche col nome di reincarnazione. Il tipo di karma che si possiede determina il tipo di corpo in cui ci si reincarna nella vita successiva (un corpo umano, animale, o un insetto).
L'ultimo grande pilastro dell'Induismo è la liberazione dalla ruota della nascita, morte e rinascita. Si può scendere dalla giostra della reincarnazione soltanto realizzando che l'individuo è un'illusione, e che solo l'unità con Brahman è reale. Ma non esiste alcun paradiso: soltanto, si perde la propria identità nell'unità universale.

Buddismo

I Buddisti non credono in un Dio personale. Il Buddismo non ha adorazione, preghiera, o lode a una persona divina. Non offre redenzione, né perdono, né speranza del paradiso, né giudizio finale. Il Buddismo assomiglia più a una filosofia morale, un modo "etico" di vivere la vita.
Nel suo scritto "De Futilitate", C.S. Lewis definisce il Buddismo "un'eresia dell'Induismo". Il Buddismo infatti fu fondato da un Indù, Siddhartha Gautama, durante il VI secolo a.C.
Profondamente colpito dall'aver visto quattro diverse sofferenze in un giorno, Siddhartha si impegnò a trovare la fonte della sofferenza e il modo per eliminarla. Si sedette sotto un fico e fece voto di non rialzarsi finché non avrebbe ottenuto l'illuminazione. Dopo qualche tempo, ritenne di averla ricevuta e divenne il "Buddha" (cioè, l'illuminato). Cominciò così a insegnare le "Quattro Nobili Verità" (o "Quattro Preziose Verità"), gli insegnamenti basilari del Buddismo.
La Prima Nobile Verità è che la vita consiste di sofferenza.
La Seconda Nobile Verità è che soffriamo perché desideriamo cose che sono temporanee. Questo è il centro del Buddismo: credere che il desiderio è la causa di tutta la sofferenza.
La Terza Nobile Verità è che il modo per liberarsi dalla sofferenza è eliminare ogni desiderio (sfortunatamente, è una premessa che si annulla da sè: proporsi l'obbiettivo di eliminare il desiderio, significa desiderare di eliminare il desiderio).
La Quarta Nobile Verità è che il desiderio può essere eliminato seguendo l'Ottuplice Sentiero (o "Sentiero Prezioso in Otto Punti").
Nell'Ottuplice Sentiero, i primi due passi sono fondamentali per tutti gli altri. Il primo passo è La conoscenza giusta, in cui si vede l'universo come temporaneo e illusorio e si crede che la persona in realtà non esiste. Gli altri passi sono: La conoscenza giusta, La scelta giusta, Il parlare giusto, L'azione giusta, L'acquisto giusto, Lo sforzo giusto, La concentrazione giusta, e L'annichilimento giusto dell'io (darsi alla meditazione e allo yoga finché giunga la pace, o più precisamente, la vacuità).
La condotta etica è molto importante nel Buddismo, sono vietate la menzogna, il furto, il bere, e il togliere la vita a qualunque essere vivente (inclusi gli insetti).
L'Ottuplice Sentiero è una serie di passi che non solo descrive una vita morale, ma che dovrebbe condurre il seguace verso il Nirvana, l'obiettivo del Buddismo. Il Nirvana non è il paradiso; è uno stato di estinzione, dove la propria essenza - che comunque non esiste - si estingue come la fiamma di una candela, segnando la fine del desiderio e dunque della sofferenza.
Uno dei concetti più importanti del Buddismo è il samsara, il ciclo di nascita, morte e rinascita. Differisce dal concetto Indù di rincarnazione in quanto il Buddismo insegna che non esiste un "sè" che continua a vivere nella vita successiva. Un'altro concetto importante è il Karma, che - come nell'Induismo - segue la persona in ogni ciclo del samsara. Si noti l'incongruenza: non esiste un "sè stesso" che continua a vivere da una vita all'altra, eppure il karma di questo sè inesistente continua di vita in vita.
In tutto questo non si può non vedere la ricerca del "Dio ignoto", onorato ad Atene, e che costituì lo spunto per il famoso discorso dell'apostolo Paolo dinanzi ai filosofi stoici ed epicurei (Atti 17:16-34). In realtà nel buddismo ci si muove in una vaga atmosfera fumosa, piena di leggende e di miti contrastanti. Buddha con i suoi seguaci si sono concentrati sulle supposte possibilità umane di superare il contingente per attingere l'assoluto e, quindi, esaltando oltre misura l'uomo, sono rimasti incastrati, chiusi, nell'angusto orizzonte umano, piuttosto che rivolgersi all'unico vero Dio, Yahwéh, il Dio della Bibbia, che ha mandato il suo unico Figlio nel mondo per salvare l'umanità.
Studiando un po' del buddismo ci si rende conto che l'apostolo Paolo guidato dallo Spirito Santo aveva ragione quando diceva: "Essi sono inescusabili perché, pur avendo conosciuto Dio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato" (Romani 1:21).
Il Buddismo insegna che ci sono molte vie per raggiungere la vetta della montagna, e così ci sono molte vie per andare a Dio. Gesù invece disse: "Io sono la via, la verità, e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me".

Dio o le religioni?

Tutte le religioni del mondo possono essere riassunte in un concetto fondamentale: quello secondo cui il rapporto con Dio si deve ottenere progressivamente mediante una serie di cose da fare; bisogna, cioè, fare qualcosa per guadagnarsi un certo grado di accesso a Dio e un rapporto con Lui.
Il Cristianesimo biblico insegna, invece, che il rapporto con Dio è un dono gratuito di Dio, e che bisogna accostarsi con fiducia e semplicità di cuore per poter entrare in relazione con Lui e sperimentare questa relazione.
La quintessenza delle religioni del mondo, dove gli sforzi dell'uomo sono quelli che gli permettono di ottenere la comunione con Dio, può essere esemplificata osservando il Buddismo.
L'iniziato Buddista inizia con le "quattro nobili verità". Esse insegnano che la sofferenza nasce dall'attaccamento ai desideri, e che cessato tale attaccamento finisce anche la sofferenza. Per liberarsi dei propri desideri, basta seguire quello che i Buddisti chiamano l'"ottuplice sentiero". Esso consiste in tre qualità: saggezza (panna), moralità (sila) e meditazione (samadhi). Ad ognuna di esse è collegato un elenco di cose da fare (parola pura, pensiero puro, luogo puro, corpo puro, ecc). Ognuna di esse, a sua volta, conduce ancora altrove.
Ecco dunque la trappola: i seguaci del Buddismo non raggiungono mai lo scopo finale, ma gli viene insegnato che ci vorranno parecchi anni prima di poter ottenere l'appagamento che cercano, e solo per ritornare poi nuovamente nell'interminabile circolo dell'insoddisfazione. Inoltre il concetto di "puro" dell'ottuplice sentiero è variabile, pertanto non esiste un solido fondamento su cui costruire.
In questo concetto di guadagnarsi l'accesso a Dio esiste un serio problema: quale dio ingiusto vorrebbe che noi ci avvicinassimo a lui mediante una progressione di cose da fare? E se una persona morisse prima di aver completato quel percorso? Dio dovrebbe dire: "Allontanati da me, tu non hai completato quel percorso".
No, questo è l'esatto opposto di tutto ciò che Dio stesso ci rivela di Sè. Egli è amorevole, potente, benigno, giusto, paziente e misericordioso. È per questo che la Via per andare a Lui è tanto semplice. Chiunque può raggiungerLo indipendentemente dal punto in cui la persona si trovi nella propria vita, qualunque sia l'età, la cultura e lo stato sociale. Attraverso un dono gratuito - Gesù.
 "E la testimonianza è questa: Dio ci ha dato la vita eterna, e questa vita è nel Figlio suo. Chi ha il Figlio ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita." (1 Giov. 5:11-12)
È una scelta semplice. Puoi vagare in cerca di qualcosa che riempia e soddisfi la tua vita, o puoi scegliere l'unico che può realmente soddisfare quel vuoto. Io ho fatto questo passo di fede e non me ne sono mai pentito. Non ti importa della tua vita dopo la morte? Vuoi scegliere oggi la vita, e conoscere Dio?
Se desideri leggere la Bibbia da solo, comincia dal Vangelo di Giovanni e chiedi a Dio di parlare al tuo cuore, e potrai renderti conto dell'amore che Gesù Cristo, il Salvatore, ha per te. Invitalo nella tua vita e potrai fare un'esperienza personale con Lui.




LA TESTIMONIANZA DI UN EX ZAZEN

(tratta dal sito dell'associazione "Ricerche" di G. Farina)

Per l'ideale che avevo il Dio della Bibbia era troppo personale per me, inoltre da buon anarchico (ero molto giovane) non potevo pensare o non volevo pensare ad un Dio creatore e sovrano. Mi buttai a leggere libri di buddismo. Ricordo che la libreria dove mi rifornivo aveva libri celesti di buddismo e libri gialli di psicologia: ebbene, io scelsi i libri celesti! Da lì a diventare un praticante buddista il passo è breve. Si proponeva una certa elevazione della mente umana e dello spirito se si praticava la meditazione regolarmente; visto che avevo molto tempo a disposizione, mi proposi di dedicarmi con assiduità a questa pratica. In breve divenni uno zazen. Ricordo che andai a Torino per conoscere la sede, una delle 3 presenti in italia, quelle vie di Torino che potrebbero essere paragonate ai carruggi di Genova. Non trovai nulla, solo un negozio di vasai. Ma il fatto che lo zen era descritto come una meraviglia mi fece continuare da solo in casa; del resto veniva proposto come un nuovo metodo contro le malattie nervose da uno psichiatra giapponese, il titolo era "meditazione zen come terapia".
Quindi iniziai a respirare, a mangiare e dormire come un vero praticante zen: finchè non divenne per me un’abitudine tale da non riuscire più a liberarmene. Ciò che mi prometteva libertà era diventata per me fonte di schiavitù. Inevitabile lo scompenso psichico: il pensiero di sforzarmi per trovarmi nel cosmo solo e senza riferimenti, abbandonato a me stesso, calcolando che quello era il destino di tutti gli umani mi sconvolse a tal punto che la nevrosi prese il soppravvento.

Sembra strano, ma tutte le pratiche orientali che importiamo in occidente, sembrano portare felicità. Poi, piano piano ti spiegano che la vita è illusione e inconsapevolezza. Ti insegnano che Dio non esiste e questo rende tutto più triste e poco accettabile, ma ormai quando si è anni che si fa pratica, ebbene, ci si convince che è l'unica verità! Ero terrorizzato perchè la vita aveva perso qualsiasi scopo, l'unico era quello di spezzare il ciclo delle reincarnazioni! Come spiegare questa angoscia senza che la gente sorridesse o mi prendesse per matto? E cosa spiegare in un mondo occidentale della filosofia orientale?
Mi rivolsi quindi ad uno psicologo. Ricordo con affetto questa persona: allora era veramente l'unico appiglio che avevo per la realtà! Tuttavia l'unica cosa che poteva fare era darmi un aiuto morale. Ma che dire dello stato spirituale? La Bibbia è chiara: le cose occulte appartengono all'Eterno. Ero in compromesso con il mondo dell'occulto. Infatti, se esaminate la pratica zen e la pratica per diventare medium, trovate che è straordinariamente uguale! Se leggete il libro "ho parlato con gli spiriti" di Victor Ernest, trovate in prima pagina queste parole: “La sorella dell'autore esercitandosi sempre più a lasciare la mente vuota, del tutto priva di pensieri, divenne infine un medium”. E la mente vuota è per lo zen l'illuminazione, la consapevolezza. Cosa quindi poteva fare una psicologa di fronte a questo? Tra l'altro certamente non credeva in cose del genere!
Per anni pregai per uscire dall'inferno dove ero entrato. Ma purtroppo, come succede a tutti quanti fanno pratiche occulte, ebbene, dopo tanti anni ancora l'influsso e l'abitudine acquisita restava nella mente. Mi ricordo che appunto respiravo a mia insaputa nella maniera zen, sedevo a volte nella maniera zen, insomma, mi dovetti proprio lasciare liberare dal Signore. Devo dire che l'ignoranza spirituale nel mio caso ha fatto molto. Non sapere le potenze del male cosa possono fare, non essere consapevoli di cosa sono capaci, e soprattutto non conoscere la verità è il male spirituale del mondo. Attenti, non giocate con le cose occulte. Deuter. 29,28:
 "Le cose occulte appartengono al Signore nostro Dio, ma le cose rivelate sono per noi e per i nostri figli per sempre".

venerdì 15 luglio 2011

La via del dolore, il velo di Maya e l’illusione


A diciassette anni, a digiuno di qualsiasi istruzione scolastica di alto livello, fui turbato dallo strazio della vita , proprio come Buddha in gioventù, allorché prese coscienza della malattia, della vecchiaia, della morte e del dolore. La verità che mi parlava in modo così chiaro e manifesto del mondo, presto ebbe la meglio sui dogmi giudaici che erano stati inculcati anche in me, e ne conclusi che un mondo siffatto non poteva essere opera di un essere infinitamente buono, bensì di un demonio, che aveva dato vita alle creature per deliziarsi alla vista dei loro tormenti, questo indicavano i fatti. Non v’è dubbio che l’esistenza umana esprima il destino del dolore, essa vi è profondamente immersa, non gli sfugge;  il suo corso e la sua fine sono assolutamente tragici: non si può non riconoscervi una certa intenzionalità. Purificati dal dolore giungiamo infine alla negazione della volontà di vita, al ritorno indietro dalla strada sbagliata, alla redenzione, ed è per questo che la potenza misteriosa che guida il nostro destino, e che secondo la credenza popolare è misticamente personificata nella provvidenza, ha pensato di riservarci dolori su dolori. Ma in sé questa potenza e onnipotenza misteriosa è la nostra stessa volontà, e il dolore è sì lo scopo immediato della vita […] Pg 15\16 Il mio Oriente Arthur Schopenhauer


Ogni nostra sofferenza è sempre legata alle nostre brame, peccato che una vita non si possa definire tale senza desideri da sognare e realizzare: ma è vera questa frase, oppure ce lo hanno inculcato in testa che dobbiamo realizzare e desiderare un qualcosa? A che pro dato che siamo esseri passeggeri su questo pianeta. Vero che si desidera solo quello che si vede, e quante ne mostrano a noi poveri esseri di oggetti da desiderare; torniamo indietro anche solo di cinquecento anni, la società degli Indiani d’America , molto più civilizzata di noi, per quale motivo vivevano in armonia con la natura, invece di devastarla la ammiravano e rispettavano e l’amavano più di noi.

L’Illusione è la Maya degli Indiani
Per diventare partecipi della pace, (ossia perché sorga la coscienza migliore), bisogna che l’uomo, quest’essere precario, instabile, temporaneo, finito, nullo, sia qualcosa di totalmente diverso, che non sia più nient’affatto uomo, ma che divenga consapevole di sé come qualcosa di totalmente diverso. In quanto vive, in quanto è uomo, non è soltanto consegnato al dolore e alla morte, ma anche all’illusione, e quest’illusione è reale quanto la vita, il mondo stesso dei sensi, anzi è tutt’uno con essi (la Maya degli Indiani) : su di essa si fondano tutti i nostri desideri e brame, che a loro volta non sono che l’espressione della vita come la vita non è che l’espressione dell’illusione: in quanto vogliamo vivere, siamo uomini, l’illusione è verità, solo in relazione alla coscienza migliore è illusione. Per trovare quiete, felicità, pace, bisogna rinunciare all’illusione, e per far questo bisogna rinunciare alla vita. E’ questo il grave passo, il compito irresolubile della nostra esistenza. Il male di cui soffriamo nella vita, privazione e dolore, ci dà tutte le volte che ci assale, una conoscenza momentanea di cosa sia la vita, è nullo per noi tutto ciò che non riempie lo spazio, non è materia. .[…] Pg 77 Il mio Oriente Arthur Schopenhauer

 La nostra esistenza viene fondata su questa ‘realtà’ che per il novantacinque per cento è per i nostri sensi impossibile da percepire, inesistente, tutta la vita a sbatterci e bruciare la nostra esistenza per possedere delle illusioni, ecco la direzione che abbiamo intrapreso, rincorrere l’inutile.


Dioniso777

lunedì 11 luglio 2011

Una via di salvezza, un esperimento, una prova esistenziale


Un’esperienza che ognuno di noi dovrebbe fare nella vita è partire, lasciare tutto, preferibilmente in montagna, per qualche mese, niente macchina, niente orologio, niente computer, niente televisione, solo il necessario, via tutto il superfluo, magari una bella valigia piena di libri, buoni libri, cioè quelli che a scuola non ti fanno mai leggere. Non avete idea di quanto cambi il nostro punto di vista sulle azioni che quotidianamente facciamo e apparentemente sono “normali” realtà oggettive da realizzare, perché bisogna, tutti lo fanno, ecc.

Questo, Io, in vita mia l’ho fatto più di una volta, non guardare più l’orologio, leggere e passeggiare per ore in mezzo ai boschi o per i sentieri di splendidi paesaggi montuosi, non essere più circondati da rumori fastidiosi,( quanto è difficile trovare il silenzio nella nostra vita quotidiana?!!) , essere liberi e godersi la giornata e la natura e magari dormire nel sacco a pelo per ritornare in contatto con la terra, nostra madre terra, quella che noi infettiamo, distruggiamo e ignoriamo, ogni giorno del nostro passaggio su questo pianeta.

 In fondo non è questo che impediscono alle masse? Non è in questo modo che generano l’ignoranza e quella frenesia a cui ci si deve adeguare?
Come è possibile divenire consapevoli di una vita interiore quando si hanno poche ore al giorno libere? Oppure lo si può realizzare il giorno settimanale di riposo, o magari in quei quindici giorni che rappresentano le tanto desiderate ferie annuali, in cui sovente torni meno rilassato di prima ?
Non è possibile divenire consapevoli della nostra essenza, di quello che in fondo potremo veramente sperimentare, sentirsi creature di natura divina, quando per te non hai nemmeno il 10% di ciò che ti appartiene, il  tempo, Noi spesso dimentichiamo che il passato non esiste più e il futuro deve ancora essere, solo il presente è quella cosa che possiamo godere nella vita, proprio quello che buttiamo. Quasi nessuno degli uomini ‘ industrializzati’ conosce una simile esperienza, praticamente la maggior parte muore senza nemmeno essersi accorta di aver vissuto!

Quando passeggi per le città, piccole o grandi che siano, il senso del nostro essere è basato sull’apparire, mostrarsi belli, presentarsi vestiti alla moda, ecc, in pratica il nostro stile di vita è quello che le pubblicità ci dicono di essere, l’apparire, il velo di maya, http://it.wikipedia.org/wiki/M%C4%81y%C4%81 delle scritture orientali, tra le più sagge dal mio punto di vista:
ecco le schifezze a cui vengono sottoposte le nuove generazioni, pensate un cervello pulito e pronto come una spugna a imparare tutto quello che gli viene offerto come può apprendere certi simboli e comportamenti,(Da Psicopatica, diciamocelo pure)http://neovitruvian.wordpress.com/2010/06/10/lady-gaga-la-marionetta-degli-illuminati/, dateci un occhiata, ne vale la pena....

Altro input, la macchina=la 'gnocca', scusate la volgarità ma non trovo altra traduzione!
Non citiamo nemmeno gli alcolici, 30.000 morti ogni anno, ma poi proibiscono la cannabis, mio dio a che livelli siamo arrivati in meno di cent'anni!!!!


“Ora considerando che di tutta la materia che esiste attorno a noi ne percepiamo nemmeno il 5% del totale, viviamo di illusioni”, per forza non c’è benessere nelle civiltà cosiddette evolute, industrializzate, quelle che ‘dovrebbero’ essere un passo avanti, invece sono cento chilometri indietro.

Una delle estate più belle della mia vita l’ho trascorsa nelle montagne del Trentino, a pochi chilometri da Trento,


 , mille e duecento metri d’altezza, vi sono rimasto da Maggio a Novembre, in quel periodo mi sono dedicato, a giorni, anche per dieci ore di fila, alla lettura di scrittori che dentro mi hanno lasciato un segno che mai andrà perso, (un consiglio per leggere i giusti libri non si può dare, ognuno di noi è venuto in questa vita per accedere a determinate nozioni, è il corso degli eventi che ci guida basta lasciarsi andare, uscire dalla gabbia e ricercare). Certe altre giornate invece partivo alle otto di mattina, eravamo in meno di dieci, vivevamo in una casa abbandonata, (in certe zone è pieno zeppo di vecchie abitazioni lasciate e se stesse), come scrivevo sopra si partiva alle otto di mattina, zaino in spalla per il cibo e l’acqua e facevamo camminate talmente lunghe che si ritornava alle sette di sera, ci fermavamo non più di tre, quattro volte per quindici minuti al massimo, quando si tornava mentre calava la sera,  eri si stremato dalla stanchezza fisica, ma dentro, la camminata ti aveva lasciato un ricordo di immagini e un benessere che nemmeno un amplesso si avvicina minimamente a quelle sensazioni, non le scorderò mai e augurerei a tutti di provare certe esperienze.
Paragonabile il paesaggio alle nostre città ridotti a cumuli di cemento e gabbie?

http://freeyourmindfym.wordpress.com/2011/05/25/le-citta-fantasma-cinesi/, ecco cosa siamo stati capaci fino ad ora, niente di buono veramente.


Le persone vengono ingabbiate in un sistema che le opprime proprio per questo, per non provare quanto la vita possa regalarti emozioni smisurate rispetto alla banalità quotidiana a cui veniamo abituati sin da bambini, quella mediocrità, quella  insulsaggine che va contro la natura umana e per tutta l’esistenza accompagna le persone, le emozioni che fanno andare avanti le masse sono le partite di calcio, le ‘belle’ donne da portare a letto, la macchina nuova, il vestito nuovo, il cellulare e via di seguito, come si fa a vivere serenamente, o meglio, in sintonia con la madre terra quando ci aggrappiamo a queste illusioni futili ed effimere? Impossibile!
Ecco l'immagine del nostro essere a che livelli viene "offesa", non è forse offendere questo?
Un aforisma, di Ezra Pound, uno scrittore che a scuola non ti fanno leggere, Se un uomo non è capace di lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui. Ezra Pound


“Ogni uomo considera i limiti della propria visione personale come i limiti del mondo”.Arthut Schopenhauer,
altro scrittore schernito come il filosofo della noia e della sofferenza, leggete anche solo aforismi sulla saggezza del vivere,  vedrete chi è costui, altro che noia e sofferenza è stato il primo a portare la filosofia del Buddha in Europa, e come tutti i più grandi passati su questo pianeta è stato apprezzato solo alla fine della sua vita, prima solo deriso e considerato un ciarlatano.


Un saluto a tutti, grazie della lettura e buona fortuna, il mondo ne ha davvero bisogno J


Dioniso777

Armi silenziose per guerre tranquille

Fonte http://www.vocidallastrada.com/2010/10/armi-silenziose-per-guerre-tranquille.html , al link indicato potrete leggere l'intero articolo, metto solo alcuni estratti, l'articolo è molto lungo e interessante, lo vediamo tutti i giorni quanto il governo ami il proprio popolo.

ARMI SILENZIOSE PER GUERRE TRANQUILLE

"SILENT WEAPONS FOR QUIET WARS"
Il seguente documento, datato maggio 1979, è stato trovato il 7 Luglio 1986 in una fotocopiatrice della IBM acquistata ad un'asta di attrezzature militari. 

Negligenza o perdita intenzionale, sembra che questo documento fosse in possesso dei servizi segreti della Marina USA. Il documento, per motivi di sicurezza, non reca la firma del l'organizzazione da cui proviene. Ma una certa sovrapposizione di informazioni e le date suggeriscono che potrebbe essere delGruppo Bildergerg, un "think-tank" che riunisce persone estremamente potenti del mondo della finanza, dell'economia, della politica, dell'esercito e dei servizi segreti.
Il documento si presenta come un "manuale di programmazione" della società, apparentemente destinata ai nuovi membri dell'organizzazione.

Questo documento potrebbe anche essere stato scritto da un autore di fantascienza ispirato, o da un giornalista ben informato.

Vero o falso, l' importante è che le strategie qui descritte sono ampiamente applicate nelle linee guida dell'economia e della società per 30 anni in tutti i paesi occidentali, e con una notevole sincronizzazione.

Pubblicato in appendice al libro "Behold a Pale Horse" di William Cooper, Light Technology Publishing, 1991

TOP SECRET
Armi Silenziose per Guerre Tranquille
Un manuale introduttivo di programmazione
Operazioni di Ricerca
Manuale Tecnico TM-SW7905.1

Questa pubblicazione segna il 25° anniversario della Terza Guerra Mondiale, chiamata "guerra silenziosa", e condotta utilizzando armi biologiche soggettive, denominate "armi silenziose".



TAVOLA DELLE STRATEGIE


FATE QUESTO ---------------------------- PER OTTENERE QUESTO

Tenere il pubblico ignorante --------------- Meno organizzazione pubblica

Creare preocupazione ed inquietudine-- Meno difese
Attaccare il nucleo familiare ------------ Controllare l’educazione della 

                                                                   gioventù
Dare meno denaro e più crediti --------- Più lasciar fare e  più dati
o indennizzi    
Conformità sociale ---------------------- Semplicità nella programmazione 

                                                                  informatica
Minimizzare la protesta fiscale ------------ Massimi dati economici,

                                                                                        minimi problemi restrittivi.
Stabilizzare il consenso ----------------- Semplicità dei coefficienti
Stabilire condizioni-quadro --------------- Semplicità dei problemi, soluzioni
                                                                        delle equazioni differenziali
Appropriato tempismo ------------------ Meno ritardi e conffusione nei 
                                                                  dati ottenuti
Massimizzare il controllo ------------------ Minima resistenza al controllo.
Crollo di valuta ------------------------- Distruggere la fiducia 
                                                                 del popolo


Dato che la maggior parte del pubblico ordinario non realizzerà una simile restrizione, ci sono solo due alternative per ridurre la conducibilità economica del sistema.
  1. - Lasciare che le persone si uccidano tra di loro in guerra, che avrebbe come unico risultato la distruzione totale della vita sulla terra. 
  2. - Prendere il controllo del mondo attraverso l’uso di “armi silenziose” economiche, sotto la forma di una “guerra tranquilla” e ridurre la induttanza economica ad un livello sicuro, attraverso un processo di schiavitù e di genocidio.
E poi, per chi ancora non se ne sia reso conto
E poi vengono a parlarci di prevenzione, proprio loro che vogliono il nostro avvelenamento!
Non preoccupatevi è solo vapore acqueo...

LKWTHIN

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