"THE END"

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venerdì 1 febbraio 2013

Alimentazione e Depressione


Depressione (ed altri problemi generalmente definiti "mentali", psicologici o psichiatrici) , alimentazione, vitamine B e C, l-triptofano, omega 3

Iniziamo questo articolo (o forse dovremmo dire questa rassegna stampa) presentando un articolo intitolato “Matti”, depressi, o carenti di vitamina B6 e zinco

 In tale articolo si legge che molti soggetti depressi e "schizofrenici" (o cosiddetti tali) hanno carenze di zinco e di vitamina B6.

La stessa informazione la si trova nel libro di Linus Pauling(fondatore della medicina ortomolecolare e due volte vincitore del premio nobel) "Come vivere più a lungo e sentirsi meglio" (scaricabile da link e link) . Puling evidenzi anche il ruolo della carenza di vitamina C e di vitamina B3 nell'insorgenza della depressione e della carenza di vitamina B12 nel'insorgenza di molti casi di cosiddetta "malattia mentale". In tale libro scopriamo pure l'esistenza di studi che legano il deficit di vitamina B6 all'insorgenza di crisi convulsive. In quest'ottica i tentativi di psichiatri psicoterapisti e psicologi di trovare rimedio ai problemi di un gran numero di loro pazienti con droghe chimiche (psicofarmaci) o con estenuanti analisi introspettive, potrebbero sembrare decisamente goffi se non addirittura patetici.

Guarda caso secondo gli studi della dottoressa Campbell le persone che soffrono di disbiosi intestinale hanno bassi livelli di zinco e diverse vitamine del gruppo B (tra le quali anche la B6), il che fa sospettare che dietro a molti casi di problemi definiti mentali psichiatrici o psicologici, ci possano in realtà essere dei problemi intestinali trascurati o mai evidenziati da una scienza medica che (come conferma Linus Paulig nel suo libro) sembra avere dimenticato la scienza dell'alimentazione e della nutrizione.

In realtà nell'articolo succitato si parla estesamente della criptopirroluria, condizione non ancora ben compresa dalla medicina che porta alla carenza di vitamina B6 e zinco. Secondo alcuni si tratterebbe di una disfunzione metabolica, ma essendo in realtà molto diffusa, sebbene manifestata spesso ad un livello molto basso, a me viene il sospetto che tale condizione potrebbe essere in qualoche modo correlata alla disbiosi, tanto più che leggo che certi farmaci che danneggiano la flora intestinale come gli antidolorifici sono stati indicati come fattori scatenanti di una criptopirroluria latente (vedi). In effetti le persone che manifestano questa condizione manifestano anche una serie di sintomi molti dei quali sono correalti anche alla disbiosi.

Le vitamine del gruppo B si trovano anche nella frutta e nei semi commestibili (frutta secca); in particolare le nocciole contengono la vitamina B12. Lo zinco lo si trova anche nei semi di papavero, di zucca, di girasole e nella frutta secca (oltre che nelle uova e in altri alimenti). Sono essenziali per la regolazione di tantissime funzioni del nostro organismo e la loro carenza è correlata a tantissime patologie (dal Morbo di Crohn alla prostatite al morbo di Parkinson ...).

Secondo l'Almanacco della nutrizione, un elenco di sostanze che potrebbero aiutare le persone che soffrono di depressione o che sono classificate "schizofreniche" o "bipolari" include anche il magnesio e l'aminoacido L-triptofano (precursore della serotonina). Vedi l'articolo

Su un forum leggo un interessante intervento di una donna che ha smesso di prendere la pillola anticoncezionale perché la rendeva depressa e che il suo medico le ha poi riferito che e cioè che "la pillola brucia vitamina B6, così come alcol, fumo e caffeina".



Un elenco di alimenti che possono contrastare la depressione li trovate al seguente link, ma personalmente consumerei mai prodotti a base di soia non fermentata e nemmeno il latte.

Ennesime conferme dell'importanza delle vitamine del gruppo B ed in particolare delle vitamine B6 e B12 le troviamo nell'articolo dal quale traiamo le seguenti righe:
Ad aprire nuove possibilità di approcci terapeutici è stata di recente una ricerca dello statunitense Rush University Medical Center di Chicago, secondo cui supplementi di vitamina B6 e B12 sono in grado di ridurre il rischio di sviluppare sintomi depressivi. In particolare, sostengono i ricercatori, per ogni incremento giornaliero di 10 milligrammi di vitamina B6 e di 10 microgrammi di vitamina B12 il rischio di depressione diminuisce del 2% all’anno.
Qui il link dell'articolo orginale 

Sebbene il sito berocca sia gestito dalla Bayer e serva a pubblicizzare un prodotto commerciale, le informazioni che vi si trovano sono molto interessanti (io personalmente poco mi fido delle vitamine artificiali, finché posso assumo i cibi che le contengono, altrimenti cerco integratori da fonti naturali)

Al link leggiamo invece che uno studio sull'integrazione di zinco in giovani donne ha dato dei risultati interessanti:
Al termine dello studio, solo le donne supplementate con zinco hanno ottenuto una sensibile riduzione dei livelli di depressione e collera. «I risultati da noi ottenuti – affermano gli autori – suggeriscono che la supplementazione di zinco può essere efficace nella riduzione di irritabilità e depressione» (...) «I nostri risultati sono preliminari e devono essere interpretati con cautela. Sono necessarie infatti ulteriori indagini per approfondire la relazione tra integrazioni di zinco e stati d’animo femminili»
Qui sotto il link all'arrticolo originale citato
http://www.nature.com/ejcn/journal/v64/n3/abs/ejcn2009158a.html


Dall'articolo apprendiamo invece che secondo uno studio cinese
Chi consumava pomodori da due a sei volte a settimana, aveva il 46 per cento in meno di probabilità di soffrire di depressione e malumore rispetto a chi mangiava il frutto rosso meno di una volta alla settimana.
Impossibile terminare questa rassegna senza citare i famosissimi Omega 3, che secondo lo psichiatra David Servan (autore dell'ottimo libro Guarire in cui descrive metodi naturali per affrontare i problemi cosiddetti "mentali") possono risolvere alcuni casi di depressione.

Di recente uno studio italiano (http://www.mettersiadieta.it/alimenti/omega-3-riduce-depressione) ha confermato l'effetto antidepressivo di tali acidi grassi:

M. Rondanelli, A. Giacosa, A. Opizzi, et al. (2010) Long chain omega 3 polyunsaturated fatty acids supplementation in the treatment of elderly depression: Effects on depressive symptoms, on phospholipids fatty acids profile and on health-related quality of life The Journal of Nutrition, Health & Aging - visionabile al link

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