"THE END"

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venerdì 31 maggio 2013

Ma allora sarebbe il caos?!?


Giovane: - Mondart, va bene saltar giù, ma poi dove andiamo ? Senza una guida, senza precisi riferimenti sarebbe il caos, e ognuno farebbe un po' quel che gli pare e piace ... Finiremmo per tornare al punto di partenza, alle faide tribali, a Sodoma e Gomorra, al Paese dei Balocchi, e infine alla legge del più forte: è risaputo che "homo homini lupus" ! 

Mondart: - Di questo non sarei poi tanto sicuro. Chi ha detto che "homo homini lupus", e perchè ? Siamo davvero sicuri che sia proprio così ? Anche di questo ne abbiamo già parlato, ricordi ?

G: - Sì è vero, a proposito della pseudo-scienza e della logica INDUTTIVA. Un altro dogma indotto per farci accettare una guida imposta dall' alto. Ma rischieremmo comunque di fare come Pinocchio, di dar retta ad altri falsi profeti, o di crogiolarci nell' idea di un Paese dei Balocchi. O come Peter Pan in quella di un' "Isola che non c'è", e finire tutti trasformati in asini, o tra i bambini perduti. E nessuno farebbe più niente.

M: - Calma. Innanzitutto non ho detto che non servirà una guida, ma che serve tutt' altra guida. Che agisca davvero nell' interesse di tutti, e non in quello di pochi. Ma da dove deve scaturire questa diversa guida, questa diversa Autorità ?



G: - Sì, ho capito, stai accennando alla guida dal basso, alla democrazia diretta. Ma è un' utopia irrealizzabile, tutti vogliono cose diverse, tutti hanno opinioni diverse, già non si riesce a mettersi d' accordo tra pochi amici sul come trascorrere una serata, figuriamoci guidare una società !

M: - Anche su questo non metterei la mano sul fuoco. Hai accennato giustamente a Pinocchio, ricordi cosa dicevamo in quel discorso ? Sulla necessità di trovare un "centro di gravità" autentico, e non fatto opportunisticamente ritenere tale da un qualche potere esterno ... Capisci adesso perchè insistevo tanto sulla necessità di "pulire il pensiero" da ogni forma di pseudo-pensiero, da ogni pacchetto preconfezionato fornito dagli "esperti" di turno ? E poi di trovare dentro di noi la Fata Turchina, la vera anima comune a tutti, il vero nocciolo dell' Uomo, il comune denominatore che ci assimila tutti ?
( Anzi, ricordami che dobbiamo ritornarci, perchè non abbiamo ancora del tutto finito il discorso. Ma adesso abbiamo fretta, si avvicinano curve brusche, ed è meglio che ci prepariamo a saltare ... )

G: - Stai dicendo insomma che tutti desideriamo in fondo le stesse cose, che tutti sappiamo intimamente cosa per noi è giusto o sbagliato, ma che preferiamo non crederci, non sforzarci in tale ricerca, e ascoltare il canto delle tante Sirene, l' infatuazione illusoria delle "fate morgane" ?

M: - E' dall' inizio del blog che lo sto dicendo. Ricordi che il primo post parlava dell' esperimento carcerario di Stanford ? Di cosa sono esattamente prigionieri gli studenti-cavia, se non dell' immaginario indotto da chi l' esperimento lo controlla ? Di una pura convenzione imposta e comunemente accettata, che finisce col diventare la loro unica, intima ed indiscutibile convinzione, fino a trasformarsi nella loro imprigionante realtà ? E chi pretende di controllarlo, non finisce anch' esso come il dottor Zimbardo col crederci in pieno e diventarne vittima, non finisce anch' esso col realizzare la fata morgana ?

G: - Comincio a capire cosa intendi dire quando affermi di affrancarci da ogni forma di pensiero indotta ed imparare a pensare con la nostra testa. Il sistema, quello concreto, il carcere di Stanford da cui sembra impossibile scappare, l' Overlook Hotel, non è altro che quello !

M: - Alla buon' ora. Primo, imparare a pensare, mettere sempre tutto in discussione, e non prendere per buono e scontato quello già pensato da altri. Secondo, trovare il "centro di gravità permanente". A questo punto il nostro pensierò sarà automaticamente ETICO, automaticamente indirizzato alla TOLLERANZA e al COMUNE DENOMINATORE.
Si orienterà automaticamente verso il vero, il bene, la più genuina autenticità, la sacralità intrinseca all' uomo.
Ma occorrerà a questo punto essere sempre vigili, saper praticare in ogni momento le giuste scelte, e non sempre è facile. Insomma bisogna trovare un metodo, un orientamento applicabile anche quando qualcuno tenterà di confonderci. Bisognerà essere sempre in grado di riconoscere i vari Lucignolo, i Gatti e le Volpi, anche quando si presenteranno col volto amico ed allettanti teorie. Bisognerà sempre saper loro opporre la nostra interna Fata Turchina, e capire che è QUELLA che devo scegliere di far vivere.
Ne riparliamo, dobbiamo ancora finire il nostro discorso sul pensiero.

G: - E così usciremo da Stanford senza bisogno di spaccarci la testa tra carcerati, nè tra carcerati e guardie ... I MURI SEMPLICEMENTE CADRANNO DA SOLI, perchè esistenti solo nella nostra mente, proprio come per i carcerati di Stanford ! Solo una "convenzione accettata", che però finisce per far dimenticare a Tizio e Caio la loro precedente e vera identità di uomini, e fargli credere coll' essere "davvero" i carcerati numero xy !
Basta capire che è solo una stupida convenzione, che diventa l' imprigionante REALTA' che ci opprime tutti. Basta semplicemente svegliarsi, e dire che è ora di mollare il gioco, e di uscire ( ti ruberei un "parbleu", a questo punto ).

M: - Ecco vedi, sei un po' duro di comprendonio, ti lasci condizionare e spaventare dalle Sirene e dalle Fate Morgane, ma alla fine ci arrivi ... E come ci arrivi tu, che diciamolo sinceramente non sei poi una cima, pensi che non potrebbero arrivarci tutti gli altri ?

G: - Ma certo parbleu ! Ed allora saremmo in grado di ricostruire una diversa società, una diversa struttura, un diverso modo di stare assieme, un' autorità che ci rispecchi, che rispecchi la nostra parte più etica, nobile e sacra ... Un' autorità desiderata, come un vecchio saggio e buono, e non più imposta da chissà dove, chissà chi e chisàperchè !
Ma allora, ecco, adesso capisco davvero il senso delle fiabe, il "castello" che potrà essere conquistato solo quando il nostro eroe si sarà liberato delle false guide, e si sarà ricongiunto con la sua parte più autentica e vera, dopo averla faticosamente cercata ...

M: - Ed ecco che abbiamo trovato anche il primo e vero punto su cui erigere il nostro prossimo castello, su cui basare la nostra Utopia.

G: - E anche il primo e vero problema da affrontare e risolvere, che è COME ASSOCIARCI in base a quanto oggi detto. Non è "l' economia", come vogliono farci credere i furbi Gatti e Volpi ... o meglio, l' economia è un aspetto secondario che va regolato su quello primario di tipo sociale, e non il contrario ! E dobbiamo fare in modo che le nostre teorizzazioni non si trasformino nell' "Isola che non c'è", ma siano concretamente appicabili.

M: - Sì, penso proprio che il giusto approccio sia quello. Ma prima di cominciare a costruire il nostro castello ti chiedo di avere ancora un po' di pazienza: dobbiamo ancora finire di parlare del nostro strumento per eccellenza, e approntare e affilare la nostra vera arma, il pensiero.
E poi lasciami rieditare alcuni vecchi post, ormai essenziali alla comprensione del discorso, come quello su Stanford per esempio. Perchè altrimenti a chi ci raggiunge adesso mancherebbero alcuni importanti riferimenti per capire quello che ci stiamo dicendo.
E noi abbiamo bisogno di più braccia possibili per costruire il nostro nuovo castello, vero mia cara amica ?



tratto da 

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