"THE END"

"THE END"
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giovedì 18 ottobre 2012

Così parlò Zarathustra


                                                                                                                          Dell’albero sul monte.

L’occhio di Zarathustra aveva visto che un giovinetto lo evitava. E una sera, mentre andava da solo per i monti che circondavano la città detta “Vacca pezzata”, ecco: incontrò sul suo cammino questo giovinetto, che, seduto ai piedi di un albero, guardava con occhio stanco nella valle. Zarathustra afferrò l’albero, presso il quale il giovinetto era seduto, e disse:

«Se volessi scuotere questo albero con le mie mani, non ci riuscirei. Ma il vento, da noi non veduto, lo squassa e lo piega dove vuole. Sono mani invisibili quelle che più orribilmente ci squassano e ci piegano».

Allora il giovinetto si alzò, costernato, e disse: «Ecco che odo Zarathustra e proprio ora pensavo a lui». Zarathustra replicò: «E per questo sei spaventato? – Ma è per l’uomo come per l’albero. Quanto più egli vuole elevarsi in alto e verso la luce, con tanto più forza le sue radici tendono verso terra, in basso, verso le tenebre, l’abisso – verso il male».

«Sì, verso il male! gridò il giovinetto. Come hai potuto scoprire la mia anima?».

Zarathustra sorrise e disse: «Certe anime non potranno mai essere scoperte, a meno che prima esse non vengano inventate».

«Sì, verso il male! – gridò ancora il giovinetto...


Hai detto la verità, Zarathustra. Da quando aspiro all’elevatezza non ho più fiducia in me stesso, e nessuno ha in me più fiducia, - come mai? Mi trasformo troppo rapidamente: il mio oggi è la confutazione del mio ieri. Spesso salto gli scalini, quando salgo, – e non vi è scalino che me lo perdoni. Quando sono in alto, mi ritrovo sempre solo. Nessuno parla con me, il gelo della solitudine mi fa tremare. Che vado cercando nell’elevatezza? Il mio disprezzo e il mio anelito aumentano insieme; quanto più in alto salgo, tanto più disprezzo colui che sale. Che va cercando costui nell’elevatezza? Come mi vergogno del mio salire e inciampare! Come derido il mio ansimare violento! Come odio colui che vola! Come sono stanco nell’elevatezza!».

Qui il giovinetto tacque. E Zarathustra, guardando l’albero presso il quale essi stavano, parlò così: «Questo albero si leva solitario, qui sulla montagna; è cresciuto molto al di sopra dell’uomo e della bestia. E se anche volesse parlare, non avrebbe nessuno che lo capirebbe: così in alto esso è cresciuto. E ora aspetta e aspetta, - che cosa aspetta dunque? Esso abita troppo vicino alla sede delle nubi: forse aspetta il primo fulmine».

Quando Zarathustra ebbe detto queste cose, il giovinetto si mise a gridare con veemenza: «Sì, Zarathustra, tu dici la verità. Quando volevo elevarmi, anelavo al mio tramonto, e tu sei il fulmine che io attendevo! Guarda, che cosa è di me, da quando tu sei apparso? È l’invidia verso di te che mi ha distrutto!». – Così diceva il giovinetto, piangendo amaramente. Ma Zarathustra, cingendolo del suo braccio, lo trasse via con sé.

Stavano già da un po’ camminando insieme, quando Zarathustra prese a parlare così: «Il mio cuore va in pezzi. Meglio ancora delle tue parole, il tuo occhio mi dice tutto il pericolo che tu corri. Ancora non sei libero, tu cerchiancora la libertà. Il tuo cercare ti ha stremato con notti insonni e veglie eccessive. Tu aspiri alla libera elevatezza, la tua anima ha sete di stelle. Ma anche i tuoi istinti malvagi hanno sete di libertà. I tuoi cani furiosi vogliono essere lasciati liberi; essi latrano dal piacere nel loro sotterraneo, se il tuo spirito si propone di aprire tutte le prigioni. Per me tu sei ancora un prigioniero che almanacca sulla sua libertà: ahimè, l’anima dei prigionieri come te diventa intelligente, ma anche astuta e cattiva. Colui che è liberato nello spirito deve però anche purificarsi. In lui sono ancora molti i resti di carcere e di marciume: il suo occhio deve ancora diventare puro. Sì, io conosco il tuo pericolo. Ma, in nome del mio amore e della mia speranza, ti scongiuro: non buttare via il tuo amore e la tua speranza! Ancora ti senti nobile, e nobile ti sentono anche gli altri, che ti detestano e ti lanciano occhiate malvagie. Sappi che a tutti è di ostacolo una persona nobile. Anche ai buoni è di ostacolo una persona nobile: perfino chiamandola buona, vogliono eliminarla. La persona nobile vuole creare cose nuove e una nuova virtù. Il buono vuole, invece, le cose vecchie e che si conservino. Ma il pericolo della persona nobile non è quello di diventare un buono, bensì uno sfrontato, un derisore, un distruttore. Ahimè, io ho conosciuto persone nobili che hanno perduto la loro speranza più elevata. E da allora calunniano tutte le speranze elevate. Da allora vivono sfrontatamente di brevi piaceri, e non riescono più a porsi neppure mete effimere. "Lo spirito è anche voluttà" - così hanno detto. Perciò hanno spezzato le ali al loro spirito: che ora striscia per terra e contamina ciò che rode. Un tempo pensarono di diventare eroi: oggi sono dei dissoluti. Davanti all’eroe provano rimorso e orrore. Ma, in nome del mio amore e della mia speranza, ti scongiuro: non buttar via l’eroe che è nella tua anima! Mantieni sacra la tua speranza più elevata!».

F. Nietzsche, Così parlò Zarathustra.
visto qui

Sovente li definiamo con Sorprese e\o Imprevisti ... questi avvenimenti.

Premessa Importante
Nel momento in cui parliamo di un qualcosa, o di una situazione in generale, possiamo dire di essere in due dimensioni, o nella dimensione delle parole, delle idee; il pensiero perfetto o imperfetto che sia mantiene sempre la sua perfezione di forma ideale, immutata, come tutto quello che è "ideale", cioè solo nell'idea, quindi immobile e perfetto ... ma di immobile non c'è nulla, tutto muta, e dal momento in cui intraprendiamo quella strada o quell'avventura, di cui poco prima ci sembrava di conoscere abbastanza, si apre davanti a noi una nuova dimensione che fa si che da quel momento tutti gli istanti che arriveranno dopo li vedrai con quella nuova conoscenza, in più, la profondità la chiamo io, quando ti immergi in una situazione e oltre che vedere gli attimi futuri anche tutti quelli passati rivedrai sotto quella nuova luce, con quel "nuovo" punto di vista che ha illuminato l'angolo buio che prima non appariva, oppure perché è iniziato quello che possiamo anche chiamare il viaggio nella tela, l'immersione nella nuova prospettiva. La terza dimensione? Chiamiamola come più ci piace, ma, il fatto è che, spostato nel "reale", quel pensiero o quell'idea mutano, si evolvono i diventano quello per cui erano nati, si trasformano mostrandoci aspetti e avvenimenti inattesi, nuovi, la novità ... e da cui forse, avremo da imparare noi alla fin fine. 
Sovente li definiamo con Sorprese e\o Imprevisti ... questi avvenimenti.
Come se osservando un quadro potessimo poco dopo immergerci dentro, è la stessa cosa, solo che ti immergi in un quadro chiamato "esperienza" o "realtà tangibile". 


Illuminazione. Di cosa si parla quando si dice illuminazione o consapevolezza, visto che è sulla bocca di tutti, non proprio la parola illuminazione, più che altro si utilizza consapevolezza, la leggo spesso sopratutto negli ultimi tempi ... la consapevolezza la possiamo avere di molte cose.
 Io sono fortemente convinto, e ne ho le mie buone ragioni perché osservo e ricordo, che quando si parla di consapevolezza, o illuminazione, siano molti quelli che non sanno di cosa stanno parlando oppure cercano di capirlo, e forse non lo so nemmeno io sia chiaro, ci provo, ma non è detto che mi riuscirà ... Il problema è che non esistono regole per averla, per essere nel raggio d'azione di quel fulmine che a cielo sereno si manifesta e ruota, trasforma e cambia molte tue convinzioni, o anche solo una ritenuta fino a  prima fondamentale. l'Io. Io sono ... 
Noi siamo tante cose assieme o una sola per tanto tempo. Possiamo essere, o identificarci visto che da li tutto è partito, in un solo ruolo per la durata di tutta l'esperienza. Siamo tutto e niente allo stesso tempo, sta a noi scegliere. 
La realtà contiene all'incirca sette miliardi di punti di vista, questo penso a grandi linee. 
 Almeno in più di un occasione sono riuscito a sentire il tutto attorno a me e di esserne parte, di quel mare immenso che sembra riscaldarti il cuore e generare in te quel benessere che non vorresti mai lasciare o che mai finisse ... tutto muta ...

 Non la troverai mai se la cerchi. Come tutte le cose, non cercarle, verranno loro a te ... se quella è la strada da percorrere, la vedrai, apparirà ... se forzi farai solo fatica inutile.
Basta guardarsi attorno  
Spesso l'illuminazione è illusoria, e si tratta solo di un ego esaltato.
L'illuminazione arriva quando si smette di cercarla o desiderarla... direbbe un saggio

Guardate questa domanda, Come si raggiunge l'illuminazione spirituale, cercata
 su yahoo.answers che spesso leggo anche solo per curiosità ... cliccate sul link e vedrete anche altre opinioni, è quello il bello di queste risposte ... tanti punti di vista. 
Qui sempre la stessa domanda da altri utenti. 
Dioniso777

Buona Lettura

quando una persona chiese la differenza tra loro due buddha disse io so di essere un buddha (cioè illuminato/risvegliato) tu no..

..non si può raggiungere ciò che è dentro ad ognuno..

..ognuno ha la Luce perchè è fatto di quella Luce...

...se cerchi l'illuminazione non la troverai mai perchè la Luce non può trovare e riconoscere se stessa visto che di se stessa è fatta...
..è semplicemente che non sappiamo di saperlo :)

...la domanda saggia sarebbe: come manifestare la Luce che ognuno ha.. ed in realtà E'?

Semplice...eliminando ciò che impedisce alla Luce di splendere e manifestarsi spontaneamente nella vita…
..e allora la cosiddetta illuminazione diventa un processo naturale e spontaneo (cioè da bipede evoluto si diventa un vero e completo Essere Umano)

Alcuni sinonimi di quella Luce sono Amore, saggezza, forza, libertà, serenità, armonia, genialità, originalità, coraggio, umorismo, creatività ecc

RIFLESSIONI.IT DOVE IL WEB RIFLETTE

Per Comprendere quell'Universo che avvolge ogni Essere che contiene un Universo
Intervista a Ivo Nardi realizzata da Andrea Colamedici per Oltreconfine
Rivista di spiritualità, arte e letteratura - Anno II n° 7 Settembre – Ottobre 2012

Può riflettere soltanto chi si è già piegato. Ci si flette una prima volta a causa di piccoli squarci nella vita ordinaria, minuscoli strappi che allontanano un poco le tradizioni morbose del vivere ordinario. Poi, solitamente, ci si rialza come se nulla fosse accaduto e si ricomincia a sopravvivere. Qualcuno, di rado, al ricordo di quella flessione prova un’irresistibile vertigine: la vita è troppo in alto, al di fuori di ogni profondità.Non lascia spazio ad aperture di senso, a viaggi interstellari, a piccole domande silenziose. Così, in questi rari casi, l'impulso a flettersi ancora prende il sopravvento e l'uomo si ritrova, quasi suo malgrado, a ri-flettersi, a riflettere.
Questa ri-flessione, però, ha un bisogno naturale e irrefrenabile, un bisogno al tempo stesso tenero e violento: comunicare il bisogno di comprendere, condividere quella fame di conoscenza che rende collaterale qualsiasi altra attività ne ostruisca lo sguardo, mentre il nostro tempo crea un'infinità di relazioni e di scambi, sempre più simili a terribili trasfusioni di personalità.
James Hillman, lo psicologo della ghianda, ne L'anima del mondo ricordava l'onnipresenza nel mondo contemporaneo degli antichi dèi pagani. Tra tutti, incontrastato è Ermes Mercurio: «Ermes-Mercurio oggi è dovunque. Vola per l'etere, viaggia, telefona, è nei mercati, e gioca in borsa, va in banca, commercia, vende, acquista, e naviga in Rete. Seduto davanti al computer, te ne puoi stare nudo, mangiare pizza tutto il giorno, non lavarti mai, non spazzare per terra, non incontrare mai nessuno, e tutto questo continuando a essere connesso via internet. Questa è Intossicazione Ermetica».
Come integrare la condivisione con la disintossicazione? Forse occorre prima riconoscere l'imperiosa e asfissiante presenza degli dèi nella nostra vita. In seconda battuta, saltare di isola in isola, muovendosi con circospetta ilarità. Internet è un campo minato, ma è pur sempre un campo, uno spazio coltivabile. Tra le mine e il filo spinato, forse la terra di quel campo minato è fertile. Se fosse così, solo la cura dell'uomo potrà restituirla alla natura. Questa volta, la porzione di terra che abbiamo esplorato è Riflessioni.it, portale culturale nato nel 2000 per mano di Ivo Nardi.

Intervista a Ivo Nardi

Cosa ti ha spinto ad aprire il portale Riflessioni.it?
Mi trovavo in un periodo di profonda ricerca interiore. Qualche anno prima avevo messo a punto un sito amatoriale, principalmente per capire qualcosa in più su internet, questo formidabile strumento di comunicazione appena nato. Il mio bisogno personale, quasi fisico, era quello di trovare facilmente del materiale su cui riflettere, per colmare quelle lacune che la mancanza di una preparazione accademica aveva creato. Non avendo alcun referente, non sapendo cioè a chi rivolgermi, mi sono ritrovato a trent'anni a non aver ancora iniziato nessun tipo di percorso. Allora mi sono detto: perché non utilizzare internet per me e per chi vive la mia stessa situazione? La grande intuizione che mi spingeva era l'idea che questo mezzo potesse rivoluzionare la vita di tutti gli esseri umani. Ero convinto che questo mezzo avrebbe avuto quell'evoluzione che poi effettivamente c'è stata. Così in quel mini sito ho inserito brani tratti dai tre-quattro libri che avevo, augurandomi che avrebbero potuto essere utili ad altri ricercatori come me. Piccoli brani, in grado magari di suggerire un'apertura, una stradina, sperando anche che gli eventuali lettori proponessero altri brani, e così è stato. Quando ho visto che questo contenitore virtuale iniziava a riempirsi ho deciso di creare un vero portale che potesse raccogliere più punti di vista, senza schieramenti o idee precostituite.                                                                                                         Nel 2000 è nato quindi Riflessioni.it, nome venuto spontaneamente: mi è sempre piaciuto riflettere, usare la mente, credo che pensare con la propria mente, imparare a usarla, possa aiutarci a non essere succubi di qualcosa o di qualcuno. continua link originale

Cose strane continuano a turbare gli abitanti della Louisiana


esplosione-louisiana.jpgDopo la grande voragine apertasi di recente nello stato americano, adesso è la volta di una potentissima esplosione che ha prodotto un pennacchio alto circa 2500 metri.

Alcuni dicono si tratti dell'esplosione di un deposito di munizioni, altri hanno avanzato l'ipotesi meteorite. Altri ancora, sono convinti che qualcuno stia costruendo qualcosa di segreto nei meandri del suolo della Louisiana. Qual è la verità?Poco prima della mezzanotte del 15 Ottobre 2012, una fortissima esplosione è avvenuta nei pressi di Minden, in Louisiana. I residenti sono stati letteralmente sbalzati dalle loro abitazioni, mentre numerosi vetri sono andati in frantumi a causa dell’onda d’urto. Tanti i danni registrati dagli edifici limitrofi a seguito dell’evento.

I residenti ad Ovest, sino al confine con il Texas, sono stati svegliati da quello che sembrava un forte terremoto. Alle 23:28 ora locale, il radar Doppler ha mostrato un pennacchio di fumo e detriti innalzarsi sino a 7200 metri di quota, dissipato poi nei 30 minuti successivi all’evento.
Nell’area è presente un impianto di munizioni dell’esercito, denominato Camp Minden, che è attualmente la causa più probabile dell’esplosione.Questa tesi è confermata dall’ufficio dello sceriffo, che attraverso una dichiarazione ha affermato che l’evento è stato prodotto in un impianto di stoccaggio di munizioni in loco.

Un assoluto disastro!

Ricevo e pubblico molto volentieri, una mail ricevuta da Attilio Folliero

Media ufficiali del regime, politici ed in pratica tutti dicono che Monti sta facendo un ottimo lavoro. Monti è stato chiamato a ridurre il debito pubblico, a rudurre le spese ed a far ripartire l'economia italiana... ma i numeri ufficiali dicono che sta facendo l'esatto contrario...

I numeri del disastroso governo Monti
Attilio Folliero, Caracas 15/10/2012

Monti non ha ancora compiuto un anno di governo, essendo in carica dal 16 novembre, ma le cifre parlano chiaro: un assoluto disastro!

Il Supplemento al Bollettino Statistico "Finanza pubblica, fabbisogno e debito" n. 52 del 15/10/2012, pubblicato dalla Banca d’Italia, evidenzia chiaramente le cifre del disastro. Con la pubblicazione odierna, si rendono pubblici i dati aggiornati al 31 agosto. Il debito pubblico continua a crescere, ma con l’avvento di Monti la crescita è stata superiore agli anteriori governi. Il debito pubblico italiano al 31 agosto 2012 era 1.975, 63 miliardi di Euro. continua al link

mercoledì 17 ottobre 2012

Una presa di coscienza impersonale

Solo la Sorgente appare. Tutto ciò che si manifesta è sempre e unicamente una espressione della Sorgente: l’universo visibile, il mondo, la storia della vita, il corpo-mente, le sensazioni, il senso di separazione, la ricerca dell’illuminazione.
E’ l’Uno che si manifesta come due, la nessuna-cosa che appare come ogni cosa. Il teatro della ricerca è assolutamente senza significato né scopo; è un sogno da svegli, non c’è un’intelligenza più fondamentale che tesse il destino, né scelta che si presenti a un qualunque livello. Niente nasce e niente muore. Non sopraggiunge niente. Ma questo, così com’è, invita il ricercatore apparente a scoprire la sua origine. Quando l’invito non è accolto da nessuno, allora si è visto che solo la sorgente è, stato di quiete senza causa, immutabile, impersonale a partire dal quale sorge in celebrazione un amore incondizionato. E’ il prodigioso mistero.

D: Sono stato molto colpito quando avete detto che ogni cosa può semplicemente essere quello che è perché nessuno è lì a prendere decisioni o scegliere una cosa diversa. Quando questo è visto chiaramente, una incredibile quantità d’elementi mentale diventa, in modo evidente, senza oggetto. Infatti nell’idea stessa di scegliere si nasconde quella del bene e del male, di me che fa meglio o peggio, di qualcun altro che non agisce correttamente, e la mente si perde in queste idee. E, mi sembra, una visione chiara che questo porta una semplificazione nel corpo-mente verso un pensiero giusto, perché ogni pensiero o resistenza a ciò che è appare chiaramente ridicolo. Potete confermare nella vostra esperienza questa semplificazione della mente?

T.P.: Si, assolutamente; è una maniera rivoluzionaria e fondamentalmente naturale di vedere la realtà. E’ ciò che la realtà è veramente. Il nostro condizionamento è credere che, da qualche parte, non vado per niente bene, che anche il mondo non va, e che dobbiamo fare qualcosa per cambiare tutto questo. E’ il condizionamento totale: le cose devono cambiare, migliorare e io devo diventare migliore. E’ rivoluzionario arrivare a vedere che, in realtà non capita niente, niente è mai cambiato, e che è sempre la stessa cosa. Solo i colori cambiano. Non c’è da andare da nessuna parte e niente da fare.

Geoingegneria e manipolazione climatica: chi controlla il tempo che fa?


Fonte: dionidream.com

Sono in corso da più di sessant’anni tentativi di condizionare artificialmente il clima, controllare piogge e nevicate, alterare la temperatura atmosferica, generare tornado e tsunami. Chi conduce questi esperimenti? E a quale scopo? Viaggio in uno degli argomenti più dibattuti della rete, quello della manipolazione climatica, e nelle numerose teorie, più o meno verosimili, che lo circondano.
Estati torride di terra secca e assetata, primavere scosse da nubifragi e alluvioni. Che il clima stia cambiando sotto ai nostri occhi è ormai accettato da tutti. Il dibattito si è spostato su altri aspetti della questione: il cambiamento è solo frutto del nostro stile di vita, conseguenza inevitabile dell’inquinamento atmosferico? Oppure esistono altri fattori, che non siamo in grado di controllare? Quanto influiscono sul meteo i sempre più numerosi esperimenti di manipolazione climatica? E a che scopo vengono effettuati? Per combattere il surriscaldamento globale oppure per accelerarlo?
La questione, in rete, è annosa e rischia di dividere in categorie contrapposte chi invece sta dalla stessa parte. Da un lato gli ambientalisti, concentrati sulla lotta all’inquinamento, sulla riduzione delle emissioni nocive, sul cambiamento degli stili di vita; dall’altro i cosiddetti “complottisti”, convinti invece che ogni azione intrapresa in tal senso sia destinata a fallire miseramente, non andando a colpire i veri artefici del crimine climatico.

Comunque la si voglia mettere, entrambi i ragionamenti partono da presupposti solidi. 
1. È dimostrato scientificamente che l’inquinamento causato dalla produzione industriale e dai nostri stili di vita ha un impatto determinante nei cambiamenti del clima; 
2. Esistono numerosi esperimenti che studiano come modificare artificiosamente il clima, causare pioggia o siccità, innescare tornado e nubifragi.
Di seguito ci avventureremo sul terreno accidentato della manipolazione climatica, partendo dai fatti più evidenti per spingerci oltre, a gettare uno sguardo su alcune teorie più articolate, difficili da dimostrare ma non per questo meno degne di essere approfondite o prese in considerazione. Partendo dal presupposto che non esiste alcun conflitto ex ante fra chi predica un passaggio a stili di vita più sostenibili e chi vuole indagare i tentativi di condizionare la vita sul pianeta.
Qualche tempo fa il prestigioso quotidiano britannico The Guardian pubblicava sul proprio sito internet la mappa qui sotto.

                                                   Si tratta di una mappa mondiale della geoingegneria prodotta dall’ETC Group, un’organizzazione internazionale che si batte per l’ambiente, la sostenibilità e i diritti umani. La geoingegneria consiste appunto nell’applicazione di tecniche artificiali di intervento umano sull’ambiente fisico, dall’atmosfera, agli oceani, alla biosfera, crisosfera, idrosfera, litosfera.

PREGIUDIZI NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI: gli uomini si aggregano per cercare chi sono ...

Cannibis. Avete visto che ultimamente si parla di liberalizzare e tre regioni lo hanno fatto già? Come per generare il proibizionismo, li hanno convinti che ... plateale esempio di chi siamo e cosa facciamo nella vita. Quello che dicono gli altri. Il discorso si fa complesso se andiamo nel profondo ...

Ora, facciamo una riflessione ...
La questione non è droga o non droga, la questione da mettere in discussione è completamente un'altra. 

Leggo e vedo ultimamente queste idee ripetute da molti media. Allora penso ... il popolo bue, (o pecora, visto che vive in uno stato comatoso da sempre e se non lo svegliano prosegue in eterno) ... il popolo ora inizierà a porsi le domande che gli installeranno, domande però che dovrebbe sempre essersi posto e mai aver smesso per fiducia altrui. Domande a cui se avesse risposto prima ora non avrebbe nemmeno le conseguenze che si trova ora. Noi dimentichiamo sempre che se maometto non va alla montagna, la montagna va a maometto ...  
Se non ti poni delle domande e non le risolvi, i propri dubbi personali, gli sviluppi e la crescita che ne seguono, poi, lo stile di vita che si sceglierà a tale proposito. Lo stile assunto oggi è stato fatto sull'idea della fiducia. Tutti si sono fidati di quelli che gli hanno detto, è la cosa giusta, da accettare, ci pensano i politici, la giustizia, etc, etc.
 Ti fidi? Hai fiducia? Tua scelta, attento, è acqua che scotta la fiducia, sempre, e prima o poi vedrai che ti hanno preso in giro quando ti "offrivano" fiducia. 
Così si fugge dal problema che 
L'ho visto tante volte in vita mia, inutile fuggire, la fuga vale in estremo, quando è l'istinto che te lo impone ... scappare da noi non serve o non porta a niente, troveremo sempre le stesse situazioni, sopratutto se hai carattere le situazioni si ripetono ... noi abbiamo dimenticato l'istinto, o lo teniamo a bada per essere "meglio" degli animali ottenendo l'effetto opposto come spesso avviene ...
Che razza di esistenza puoi fare se non ti poni le domande?
 Cioè, cosa ti darà, a te , quell'esistenza di utile davvero?
E' simile a quella animale se ci guardiamo attorno, non è che siamo angeli, siamo mammiferi in fondo ... te ne stai attaccato alla catena, bello tranquillo fino a quando non ti chiamano, poi ti attaccano l'aratro, lavori e ritorni a mangiare .... e in fondo tra allevamento intensivo, prigione e vita che fanno le masse tutti i giorni dell'anno da una certa età fino alla vecchiaia, cosa cambia? Libertà? Ma non sappiamo nemmeno di cosa stiamo parlando alla fine quando diciamo libertà. Non la conosciamo ...
In prigione o al lavoro: Non cambia poi molto ... leggevo un articolo di un ragazzo anti TAV, in prigione ti abituano scriveva questo ... le richieste, le istanze al magistrato ... il permesso insomma. Signore "posso" fare. 
Queste sono cose che piacciono a chi indossa la divisa, non agli altri. 

Signora, lei non è nessuno!!! Ora stiamo vedendo tutti chi sono gli altri invece. E meno male, era ora. I servitori della patria. I difensori dei condannati in parlamento. Ma qui  dovrei scrivere pagine e pagine ... 
E al lavoro e nella vita quotidiana se frequenti il sistema o ti aggrappi ad esso, che succede? Più tempo gli dedichi e più vedrai la stessa cosa ... signore, capo, capetto, imbecille grande e imbecille piccolo ... illusi ... signori nessuno che cercano approvazione, solo questo, perché non sono nessuno davvero in nessun settore primeggiano se non nell'obbedire: Anche qui ottengono l'esatto opposto come risultato finale però ... 
 Il permesso ... come i bambini. La differenza è che in prigione sei rinchiuso tra quattro mura e devi sopportare gli altri per non pestarti tutti i giorni, al lavoro invece devi sopportarli sempre gli altri, e lavorare in più. 

E infatti se guardiamo, sono bambini, li mantengono tali tutta la vita. 

BUON VACCINO A TUTTI!!!!

INFLUENZA: RITIRATI 65 MILA VACCINI

di Gianni Lannes


Nel Belpaese imperversa la vaccinomania, insomma vaccini per tutti. segue



Vaccini: esperimenti segreti in Italia

di Gianni Lannes



I vaccini non servono alla salute dei bambini, ma esclusivamente ad alimentare i profitti delle multinazionali farmaceutiche. Un’altra prova di questo genocidio silenzioso, coperto da gran parte della classe medica italiota? Ecco il caso di una sperimentazione ignota all’opinione pubblica, realizzata usando bimbi in piena salute come cavie. Non ci credete? Allora correva l’anno 2006 e regnava il secondo governo di Romano Prodi nel corso della quindicesima legislatura. continua anche questo su 
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it

Gianni Lannes, uno dei pochi veri giornalisti presenti in Italia, uno che non s'è abbassato e dice ancora come stanno le cose. Se accendiamo la televisione o prendiamo il giornale troviamo questi pagliacci sorridenti che fanno gara a chi è più imbecille ...




Ciò che "crediamo" è frutto di una allucinazione

Ci ritroviamo quotidianamente ad avere a che fare con più cose “inesistenti” di quante non siano quelle “reali”.
La nostra vita è intrisa di concetti metafisici, ed amiamo parlarne in ogni occasione.
L’amore, l’anima, dio, l’aldilà, etc etc.


Berkeley asserì che:
"Esse est percipi",
"l'essere è un essere-percepito".
In altre parole tutto l'Essere di un oggetto consiste nel suo venir percepito e nulla più.

Facciamo un esempio.
Dove sta il sapore di una fragola?
Non appartiene alla fragola, perché se non esistessero le papille gustative che cercano di creare un collegamento tra il “sé” e l’”oltre sé”, il concetto “sapore di fragola” semplicemente non esisterebbe.
D’altra parte è vero anche il viceversa: non potremmo stare qui a parlare del sapore della fragola, se non esistesse la fragola.
In definitiva non si può dire dove stia il "sapore di fragola", che consiste unicamente
nel suo venir percepito.

Inoltre ciò di cui disquisiamo, spesso non è altro che ciò che ci attendiamo che sia;
non è una vera e propria "esperienza", ma la costruzione lenta e inesorabile del desiderio di quella esperienza.
Questo ad esempio è applicabile a ciò che chiamiamo "amore".

L’allucinazione è una falsa percezione in assenza di uno stimolo esterno reale.
“Percezione senza oggetto”.
Deriva dal latino hallucinere o allucinere, che significa “vagare nella mente”.
C’è anche chi ritiene che derivi dal greco ἁλύσκειν, (haluskein), che significa “scappare”, "evitare" (l’allucinazione sarebbe quindi una fuga dalla realtà).

Le allucinazioni vanno distinte dalle illusioni.
Al contrario dell'illusione, che interpreta erroneamente uno stimolo realmente esistente, l'allucinazione riscontra uno stimolo esterno che non esiste assolutamente.

Quando si ragiona sugli Enti metafisici, viene operata una sostituzione più o meno inconscia, in cui lo stato di alterazione percettiva viene sostituito da un pensiero radicato, da una volontà.
Si tratta di una condizione alla quale veniamo preparati fin dall'infanzia.

Quello che vediamo è l’idea che ci siamo fatti della realtà.

Nessuno d'altra parte mette in discussione quello che vede, figuriamoci quello che "sente"!

vergato da Xtc
blog
http://scarrocciando.blogspot.com

La civiltà dell’illusorio


Marinella Andrizzi Sinibaldi
La nostra è una civiltà (sempre che, ad una seria analisi fondata su effettivi principi morali e non quelli sbandierati dalla Chiesa, si possa davvero considerare tale), basata sull’illusorio, sull’inutile.
Inefficace e pleonastica società assorbita da tutto l’opposto del meritorio, dove la corsa alla furbizia, o quella che si crede tale, ha sostituito quella del sofferto raggiungimento, per meriti intellettivi, di un qualsiasi prefissato obiettivo.

Una società sprofondata nel paranoico paradosso degli opposti (da non confondere con il paradosso della successione degli opposti di Eraclito), prendendo a vessillo schizofreniche teorie insensate, quali quelle del liberismo e neoliberismo....
Uniche isole “sicure” in cui lasciare approdare i nuovi pirati, predatori e corruttori dell’umanità.
Pirati che, al contrario dei loro passati omologhi, pretendono anche di ammantarsi di un alone di rispettabilità, imposto quasi sempre con la forza e la violenza tipica degli stolti. Paradosso e ossimoro.
Una civiltà governata dai paradossi e dagli opposti. Come una lavatrice genera più tempo libero a chi lava, ma ci obbliga anche a cambi continui, inserendoci in un meccanismo perverso e colluso con la moda a sua volta collusa con il consumismo che, per paradosso si da per scontato possa essere senza limiti.
Le autostrade facilitano i trasporti, ma congestionano il traffico negli svincoli e nelle città, aumentando pericolosamente l’inquinamento.
L’introduzione del computer promise un ufficio senza carta, ma in realtà il consumo della carta è aumentato a dismisura.
Nei campi della scienza del diritto, della politica e di ogni altro umano sapere, le grandi conquiste sono il frutto di ciò che resta (o di ciò che ci hanno lasciato) delle nostre facoltà razionali e logiche. Ma adattiamo tutto alle pretese criminali di pochi.
Il tutto affidato alle nuove generazioni, avviate all’istruzione paradossale: insegnare a disimparare e imparare a dimenticare!
Sfociando nel paradiso ultimo del paradosso: 
“Più comunichiamo e meno comunichiamo”. 
Dal momento che anche la comunicazione, una volta unico e vero gioiello prezioso dell’essere umano, ci viene imposta.

Ed è soprattutto questo genere di pensiero che ci ha limitati. Senza rendercene conto, siamo diventati creature dalla logica lineare, categoriale, settoriale. I fatti sono buoni o cattivi, veri o falsi, ma non l’uno e l’altro. Ci hanno insegnato che una cosa non può essere nello stesso tempo ciò che è il suo opposto.

Una civiltà illusoria che tutto sacrifica nel nome dell’eccesso, purché negativo e purché consumistico, sostituendo l’uso della ragione, con quello della sottomissione, in cambio di non responsabilità dei cittadini, nel decidere il loro destino. Lasciandoli cullare nell’apparente allucinazione di stare vivendo un reale progresso, barattando la propria vita e quella dei propri figli, in cambio di un nuovo modello (sempre vecchio) di Iphone.
Eppure, nonostante ogni evidenza, troppi si illudono del contrario, convincendosi di un progresso senza pari, ma che solo loro percepiscono attraverso sensi diseducati, accettandolo senza alcuna analisi critica.
Se per incanto potessimo riesumare i vari Talete, Leucippo, Democrito, Euclide, ecc. questi impiegherebbero poco più o poco meno di qualche mese per adeguarsi alle nuove tecnologie, magari anche migliorandole notevolmente, dandogli un risvolto davvero pratico e funzionale a specifiche esigenze tutt’altro che illusorie.
Ma noi, facendo il ragionamento opposto e con tutte le nostre attuali conoscenze, non ci basterebbe una vita intera, magari lunga un paio di secoli, per riuscire ad arrivare al loro modo di ragionare, basato solo sul proprio cervello, scevro da qualsiasi scellerata imposizione obnubilante.
E questa la vogliamo chiamare civiltà?


Pubblicato da marco cedolin

VACCINI LETALI: ORA BASTA


di Gianni Lannes

Sulla base di incontrovertibili riscontri scientifici l’Infanrix Hexa (prodotto dallaGlaxo Smith Kline) a causa di una contaminazione - secondo la versione ufficiale - è stato messo al bando nei giorni scorsi in alcuni Paesi europei, ma non in Italia.Attualmente le nazioni che hanno ritirato rapidamente dal commercio l’esavalente sono Slovacchia (6 ottobre 2012), Spagna (8 ottobre 2012), Germania (10 ottobre 2012), Australia (11 ottobre 2012) e Canada (11 ottobre 2012). La Francia non ha bandito 5 giorni fa solo l’esavalente ma anche il vaccino tetravalente e il pentavalente, sempre della GlaxoSmithKline. Nel nostro Paese le vaccinazioni pediatriche obbligatorie sono 4, vale a dire: difterite, tetano, poliomielite, epatite B. Tuttavia, a partire dal 2003, è stato messo in commercio il vaccino esavalente - un’unica fiala vaccinale contro difterite, tetano, poliomielite, epatite B, pertosse, emofilo tipo B. - misteriosamente imposto scalzando i 4 vaccini prima disponibili. Così i genitori si sono trovati “obbligati” psicologicamente, senza alcuna legge dello Stato, a somministrare ai loro figli 6 vaccini contemporaneamente invece dei 4 obbligatori. Questa bomba è usata ancora in Italia per vaccinare coattivamente i neonati a partire dal secondo mese di vita.

Scienza medica - La prima segnalazione in Italia è stata lanciata dal dottorRoberto Gava: «Ha la data del 6 ottobre 2012, è una comunicazione dall’Istituto di Stato per Controllo dei Farmaci della Slovacchia e reca l’urgenza di classe 1: ritiro immediato del vaccino esavalente Infanrix Hexa per rischio contaminazione batterica pericolosa». Infatti, l’Istituto di Stato per Controllo dei Farmaci della Slovacchia ha diffuso un documento urgente (riferimento n° 12/5541 - 389/2012/900) in cui impone il ritiro immediato dal commercio del farmaco Infanrix Hexa (Codice 34905) della ditta belga GlaxoSmithKline Biologicals s.a., lotto A21CB191B con data di scadenza 01-2014. 
Il ritiro dalle farmacie e dai depositi farmaceutici è stato disposto con urgenza massima. A cosa corrisponde la classe numero 1 d’urgenza?

martedì 16 ottobre 2012

Per questo gli uomini liberi hanno sempre fatto paura agli schiavi

rt. 40 ultimo comma Codice penale italiano. Tale norma precisa che "non impedire un evento che si ha l'obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo".

Essere efficienti (Deficienti?) o\e competitivi . . . 
Vivere in relax, chiamato ozio dai pastori moderni?

"Il non fare nulla è la cosa più difficile del mondo." Oscar Wilde

Meglio essere inefficientemente liberi che produttivamente schiavi.
Ci sono ottimi motivi per rivendicare l'importanza di sospendere il fare per lasciare spazio all'Essere ed aprirsi alla Conoscenza.
I latini elogiavano l'OTIUM che non era il padre dei vizi (come oggi lo si intende ndr) ma il dedicare spazio a se stessi, all'interiorità, alla Conoscenza. L'otium si contrapponeva al NEGOTIUM, ovvero il dedicarsi agli affari che ha come funzione il semplice sostentamento, l'avere, l'acquisire. L'otium invece si riferiva alla sfera dell'Essere, ponendosi come necessaria compensazione alla sfera dell'agire mondano. [...] Dietro alla mania di fare non si cela altro che la paura di fermarsi un attimo e vedere il carcere nel quale ci si è rinchiusi. E le sbarre non sono mai una bella vista per i reclusi. Meglio continuare febbrilmente ad arricchire, decorare e dotare di ogni comfort l'interno di una prigione a cui è stato dato sarcasticamente il nome di "liberismo", forse in implicito omaggio alla scritta "Arbeit macht frei - il lavoro rende liberi", che accoglieva i nuovi detenuti di Auschwitz. 
Mi sembra sempre meno una semplice coincidenza.
Uno schiavo deve essere produttivo, economico, ignorante, specializzato, preciso ed efficiente. Deve essere inoltre spietato con i suoi simili e obbediente per accattivarsi gli elogi e le grazie del padrone.

Scrittura. Catarsi. Oriente. Fenomeno, Energia e Pensiero

Non sapevo che titolo dare ... potevo anche intitolarlo:  Energia. Scrittura. Catarsi. Realtà ed Esperienza. Anche Rivoluzione però, perché in fondo parla di una rivoluzione ... quella che ognuno di noi cerca ... ma questa è una compilation e come tale andrebbe letta.


Spesso rileggendo quello che scrivo mi chiedo se sono stato io ... quando scrivo. Perché proprio a giorni da scrivere non ho nulla, niente da dire e ispirazioni zero. Poi accade qualcosa nella testa, che scatta, e immediatamente devi scrivere, cavolo questa devo scriverla perché poi la dimentico ... e poi la dimentichi davvero se non la scrivi: Incredibile come idee sublimi svaniscano e non le trovi più ... sai le canzoni, son come i fiori, se non le cogli poi svaniscono! 
I pensieri sono così ... a volte svaniscono, "a volte ritornano" come il libro di Stephen King, lo ricorda qualcuno? Cavolo, io si ... che ricordi quell'estate. Lo leggevo ... ventidue anni fa diciamo ... avevo chiuso con la scuola e iniziai a leggere libri, Stephen King era il mio amato, e mi leggevo le storie di King, il Re appunto dell'horror e mi ricordo benissimo anche Cabal, un romanzo assurdo ma affascinante di Barker Clive, il nuovo Stephen King lo giudicava la critica di allora. Mi piacevano quei libri sopratutto, lo so, cavolate ma ero molto giovane e non potevo proprio capire di più pare. Fumavo il pomeriggio dopo pranzo la mia erba e con la musica accesa leggevo sino alle sei di sera anche, e fumavo erba! Mi ricordo ancora dei passaggi di quel libro ... i ricordi che non svaniscono e l'erba incriminata ... provate a bere e poi leggere a vedere se ce la fate! Pensate un po', o voi che leggete, la mia lettura qual'era: Mi avevano prestato Siddharta di Herman Hesse più o meno a quei tempi, avevo diciotto anni o giù di li, non ero riuscito ad andare avanti più di qualche decina di pagine. Come si cambia ... per non morire cantava Fiorella Mannoia ... : Dalle tempeste della vita ne esce solo chi si adatta, per tutti gli altri è l'estinzione. 
... non si tratta di regole ma di principi, una regola indica come una cosa va fatta, un principio indica che la cosa funziona
il resto al link : Adaptation 
Comunque avevo iniziato a scrivere stasera perchè volevo raccontare come sovente rileggo quello che scrivo e mi chiedo ma io ho scritto questo? Non mi ricordo di averlo scritto, o meglio, mi piace tanto quello che leggo e non mi sembra nemmeno di essere stato io. 
Sapete che alcuni scrittori l'hanno detto questo? E non pochi!
 Schopenhauer diceva di consegnare "la sua opera" al mondo perché la utilizzasse quando sarebbe stato pronto ... altri invece hanno scritto che non sanno da dove provengono le loro idee, poi ovviamente è arrivato anche quello in contatto con dio, lui solo e gli altri niente perché così negando agli altri la possibilità lui ne diventava il pastore ovviamente. altri ancora raccontavano che qualcuno gli dettava semplicemente. Sono vere tutte in un certo senso. Non sai da dove provengono certi pensieri e peggio ancora a volte sembra che li dettino nella tua testa ... state tranquilli che non sono schizofrenico, no, almeno quello non ancora, chissà però in futuro ... non sento ancora le voci! Tante cose, quasi tutte, dicevo sempre "io non lo faccio". E poi le facevo e mi piaceva anche. Chiaro però, sento la mia come tutti voi ... la mia ... è davvero mia quella voce poi? E di chi altrimenti? Ci sono nato ... o non ricordo, l'ho trovata li e l'ascolto. Andiamo anche d'accordo .... hahahaha. Andare d'accordo con se stessi è non fondamentale ma necessario se vuoi stare bene. Niente lotte interne e niente guerre esterne. Non andare d'accordo con se stessi è brutto. Già ... noi che non dobbiamo sentire le voci viviamo tutta la vita con una voce nella testa ... e dai, dite anche di no! E' la vostra coscienza ... l'anima. O lo spirito ... chiamatela come volete,  il senso non cambia affatto.
Vedete, siamo la società del controsenso assoluto. Nelle nostre piccole azioni ripetute e quotidiane costruiamo la realtà ... 

Ecco dimostrata la stupidità! 
Visto? 

Dire la verità. Dire quello che siamo. Parlare di cosa siamo, quello che non si fa mai insomma, non di cosa hanno fatto o fanno gli altri, parlate di cose che non capite nemmeno allora ... però lo fate quasi sempre e quasi tutti ...
Trovate persone più intelligenti di voi, cercatele diceva qual tizio: Diventi più furbo solo se giochi con l'avversario più furbo. Che ti frega insomma, ma ti insegna ... gli insegnamenti non sono senza prezzo. 
Nemmeno l'esperienza lo è. Vale talmente tanto che non si può vendere ...

Se noi avessimo al telegiornale delle otto la tizia o il tizio mal vestiti ma composti che ci parlano di questo non credete che avremo una civiltà completamente differente? O pensate che non servirebbe a nulla? Guardateli invece, alle otto di sera vestiti splendenti con il sorrisino da imbecilli stampato in faccia vengono ad annunciarti uno stupro o una strage, a che serve? hehe, scusate ma si deve ridere ... mi scusino i sorridenti e non ce l'ho con loro, ce l'ho con tutti quelli dei media che detesto perchè rincoglioniscono il popolo, se li ascolta, sono pagati per non farli pensare e lo sanno. 
Che lavoro di merda!!! Lo fareste voi?
  ... si vede che è finto. Sorridere non è brutto, anzi, meglio ancora ridere ... ma se ti viene, se non ti viene perché sforzarsi di farlo? La naturalezza, che è il bello dell'esistenza, è perduta per sempre se ci sforziamo ... ad alcuni scappa, ma ad altri no 

... we are different ... because we are One!

Preti e pedofilia


Una premessa: il motivo per cui ho iniziato il dossierone è che in questi giorni di bufera sul caso dei preti pedofili ho sentito affermare che “sono pochi casi isolati” e che la maggior parte sono in realtà ottimi sacerdoti.
Io penso che sia vero il contrario.

1. Penso che la maggior parte dei preti siano brave persone, ma non sono preti. Fanno i preti comemestiere: sono gentili, sono bravi uomini, ma come lo sono tanti bravi uomini che fanno altri mestieri.

2. Poi c’è una parte di questi, soprattutto nelle alte sfere del Vaticano, che non solo non sono brave persone ma sono anche carogne e a volte delinquenti. Fra questi rientrano i casi che vi riporto nel dossierone.

3. Infine ci sono i bravi preti. Quelli cioè che sono brave persone e sono anche bravi preti, che fanno i preti non per mestiere o si sono trovati impigliati in una tonaca accidentalmente ma ci credono sul serio e portano avanti la loro fede e la loro missione in modo autentico. Sono una piccola parte.

Penso sia chiaro. Se avete capito le 3 categorie, allora non ci saranno polemiche né perdite di tempo a chiarire cosa intendo dicendo che i bravi preti sono una piccola minoranza. Se non l’avete capito, ‘sticazzi (come diciamo noi romani).

Chiaramente chi è anticlericale pensa che i preti siano tutti dei farabutti ipocriti, mentre chi vive nell’altra estremità del fondamentalismo pensa che siano tutti angeli e santi. Io come sapete detesto la tifoseria in qualsiasi campo e credo che il fondamentalismo sia una abdicazione dell’intelligenza e della responsabilità. In altri termini: i fondamentalisti sono degli emeriti idioti. E sono anche vigliacchi e pigri, perché preferiscono nascondersi dietro uno slogan invece di prendersi la responsabilità di una analisi dei fatti quanto più obiettiva possibile. E mi riferisco sia agli anticlericali che ai papaboys. Come ho ripetuto più volte: da lontano sembra sempre tutto semplice, ma da vicino le cose si complicano, perché la realtà è complessa.

Bisognerà superare dei test per entrare in polizia, immagino; ma non riesco a immaginare quali possano essere

Ho rivisto il filmato di cui parlavo l’altro ieri. Non è stato difficile, rimbalzato com’era da una rete all’altra, e ovunque sul web. L’ho rivisto, ancora e ancora: e non soltanto perché ero affascinata dal disgusto di quei fotogrammi indegni della cronaca di un paese che si vuole civile; ma perché c’era qualcosa, in quelle immagini, che mi disturbava profondamente e che pure non riuscivo a individuare. Poi, tutt’a un tratto, ho capito: l’elemento di ribrezzo era proprio lì, sotto gli occhi, lungamente. Era — è — la poliziotta. O, detto in modo piùpolitically correct, l’ispettrice di polizia che presiedeva all’accaduto.
Non mi sono mai piaciute, le donne in divisa (né le divise in genere). Sono fermamente convinta della complementarietà di maschile e femminile. Ma proprio per questo sono pure convinta del sussistere di precise e cospicue differenze di genere che è necessario salvaguardare.
Così, il fatto che una donna accetti o — peggio ancora — desideri spogliarsi della fluidità creatrice e nutrice tipicamente femminile per calarsi nella rigidità, propria e figurata, tipicamente maschile mi suona decisamente strano. Altra cosa, naturalmente, sono le donne che prendono le armi in casi eccezionali al fianco degli uomini — e la Storia insegna che sono temibili; del resto, difficilmente qualcuno può superare o anche soltanto eguagliare in coraggio e ferocia la donna che si batte per il proprio figlio o il proprio compagno.
Ma ammettiamo pure che una donna arrivi ad arruolarsi non già nell’esercito in tempo di guerra, bensì in polizia in tempo di pace, per aver spinto alle estreme conseguenze i concetti di protezione e difesa: mi chiedo però se la pur nobile e necessaria missione di applicare e far rispettare la legge contempli le modalità violente e dissennate che sono state poste in essere a Cittadella l’altro giorno; e come possa una donna, di fronte allo strazio e alla disperazione di un’altra donna e addirittura di un bambino, non soltanto restare imperturbabile ma perfino sfoderare il tristo argomento principe della servilità (italiana ma non solo): “lei non sa chi sono io” ovvero, nella fattispecie, «io sono un’ispettrice di polizia e lei non è nessuno»— apoteosi di quell’abuso di potere che poi, in fondo, sovente altro non è se non l’ammissione dell’intrinseca debolezza di chi sa di non contare nulla, da solo, e perciò cerca conforto nel gregge, nel gruppo o nell’identità fittizia costruita su granitiche norme/regole/prescrizioni. Dal portiere gallonato al generale che ostenta medaglie e nastrini, chiunque indossi una divisa si sente automaticamente investito di quell’alta autorità della quale, di fatto, non è che un riflesso più o meno pallido — quello stesso che i prigionieri nella caverna scorgono sulla parete e scambiano per la vera luce.

Carlos Castaneda. Documentario


Se Questa è Democrazia


In un'analisi del meeting del Gruppo Bilderberg tenutosi a Chantilly (Virginia) la scorsa estate, venne già annunciato che la Spagna sarebbe stato il prossimo grande paese ad essere sacrificato alle banche attraverso la mannaia del debito.

Dal 25 Settembre 2012 i cittadini spagnoli, non più capaci di sfamare se stessi e le proprie famiglie, sono insorti contro l'oligarchia attualmente al potere, per protestare contro i continui tagli e gli enormi aumenti delle tasse, che stanno minacciando la loro sopravvivenza. Mentre le masse subiscono tutto questo, i poveri sono ancora una volta derubati e sfruttati dai ricchi. L'élite politica non prova compassione per nessuno, tranne che per i banchieri. Infatti invece di forzarli a prendersi la responsabilità delle perdite economiche dei loro stessi investimenti, come sarebbe ragionevole, i politici decidono di salvarli, tenendoli disconnessi dalla tragica realtà di milioni di persone. Per le strade le forze armate sembrano impazzite e picchiano le folle di manifestanti, per la maggior parte pacifiche, composte da uomini, donne, giovani ed anziani. La gente in piazza chiede che la democrazia, attualmente tenuta in ostaggio con la forza da un'élite di potenti, venga realmente applicata. Questo accadrà, ne sono certo.

L'evoluzione non si ferma qui. Le forze dell'ordine, anch'esse sfruttate ed imbrogliate da chi vuole mantenere il potere, hanno un grosso ruolo in tutto ciò: possono rallentare la naturale evoluzione della democrazia con la cieca violenza, oppure possono favorirla, aggregandosi, come in molti paesi è già successo, alle folle che nelle piazze esigono giustizia e democrazia.

RIADATTAMENTO, TRADUZIONE E DOPPIAGGIO A CURA DI FAUNO LAMI

lunedì 15 ottobre 2012

Pericolo esavalente: vaccino ritirato in diversi paesi europei


L'esavalente è il vaccino usato anche in Italia per vaccinare i neonati a partire dal 2°-3° mese di vita
Messaggio urgente per tutti i genitori che pensano di vaccinare i loro figli con l’esavalente

Ha la data del 6 ottobre 2012, è una comunicazione dall’Istituto di Stato per Controllo dei Farmaci della Slovacchia e reca l’urgenza di classe 1: ritiro immediato del vaccino esavalente Infanrix Hexa per rischio contaminazione batterica pericolosa (1).

I fatti
Pochi giorni fa, il 6 ottobre scorso, l’Istituto di Stato per Controllo dei Farmaci della Slovacchia diffonde un documento urgente (riferimento n° 12/5541 - 389/2012/900) in cui impone il ritiro immediato dal commercio del farmaco Infanrix Hexa (Codice 34905) della ditta belga GlaxoSmithKline Biologicals s.a., lotto A21CB191B con data di scadenza 01-2014.

La motivazione ufficiale è che durante il controllo di qualità è stata riscontrata una contaminazione microbica dell’ambiente di produzione. È riportato che i prodotti finali della lavorazione (cioè il vaccino in oggetto) non sono microbicamente contaminati, ma, allo scopo di assicurare il mantenimento dello standard di qualità, l’ente di registrazione accetta il ritiro del farmaco Infanrix Hexa dalle farmacie e dai fornitori sanitari. Il documento ufficiale dice che: “I pazienti che sono stati vaccinati con questo vaccino non sono a rischio a causa del vaccino stesso che soddisfa tutti i requisiti di qualità”. Cioè, il vaccino va benissimo e soddisfa tutti i requisiti di ottima qualità … eppure l’hanno fatto ritirare immediatamente! È difficile comprenderne il motivo, almeno per noi comuni mortali.
Il ritiro è stato disposto con urgenza massima: classe 1.

A cosa corrisponde la classe 1 d’urgenza?
La classificazione delle urgenze è stabilita dalle norme europee (norma emea/ins/gmp/459921/2010) ed è la seguente:
1a classe d’urgenza: le urgenze che minacciano potenzialmente la vita oppure possono causare gravi danni alla salute. Provvedimento da attuare immediatamente!
2a classe d’urgenza: le urgenze che possono minacciare la salute o possono portare a cure non corrette, ma non rientrano nella classe 1. Provvedimento da attuare entro 48 ore!
3a classe d’urgenza: le urgenze che non minacciano la salute, ma il ritiro è stato effettuato per altri motivi. Provvedimento da attuare entro 5 giorni!

Marijuana e bugie: la demonizzazione di una delle piante più utili all'uomo


“Quando cominciai a occuparmi della marijuana nel 1967, non dubitavo che si trattasse di una droga molto nociva che, sfortunatamente, veniva usata da un numero sempre maggiore di giovani incoscienti che non ascoltavano o non potevano capire i moniti sulla sua pericolosità. La mia intenzione era di descrivere scientificamente la natura e il grado di questa pericolosità.
Nei tre anni successivi, mentre passavo in rassegna la letteratura scientifica, medica e profana, il mio giudizio cominciò a cambiare. Arrivai a capire che anch’io, come molte altre persone in questo paese, ero stato sottoposto a un lavaggio del cervello. Le mie credenze circa la pericolosità della marijuana avevano scarso fondamento empirico. Quando completai quella ricerca, che ha rappresentato la base per un libro, mi ero ormai convinto che la cannabis fosse considerevolmente meno nociva del tabacco e dell’alcol, le droghe legali di uso più comune”.
Queste poche righe rappresentano l'introduzione del libro “Marijuana, la medicina proibita”, scritto nel 2002 da Lester Grinspoon. Chi è, perchè afferma ciò e come argomenta le proprie tesi? Vale la pena scoprirlo, in modo da capire l'opera di disinformazione che tutti noi abbiamo subito.
Lester è un famoso psichiatra statunitense, nonché detentore di una cattedra all’Università di Harvard, uno dei più prestigiosi atenei al mondo. Oltre ad esercitare la propria funzione, Grinspoon ha studiato e scritto libri in merito ad un tema tabù su cui troppo spesso il silenzio e l'ipocrisia dominano: l’uso a scopo terapeutico della canapa, o se preferite cannabis.
E' importante precisare che Grinspoon non ha mai negato gli effetti deleteri che il consumo di cannabis ha sul corpo umano, ma ha più volte dichiarato che gli effetti di quella che si pone come una delle più diffuse droghe leggere, sono molto meno pericolosi rispetto a quelli provocati da molti farmaci tutt'ora in commercio.


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