"THE END"

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mercoledì 28 agosto 2013

Guerra in Siria. Scontro di piramidi.


Fonte: Coscienze in rete

Ormai i segnali di guerra si stanno intensificando. Gli attuali dominatori del mondo occidentale avrebbero già deciso: attaccheranno il governo laico siriano fino a sostituirlo con un regime instabile, influenzato dalle peggiori derive islamiste. Per farne una ferita aperta utile all’ampliarsi del conflitto mondiale di culture occidente-islam. Il conflitto scelto per tenerci in continua emergenza in questi decenni post guerra fredda Est-Ovest.
Ma per il vincente asse gesuita-massonico – ora dominante negli USA, in Vaticano, nell’Unione Europea, in Italia, in Gran Bretagna, in Francia, e nella maggioranza dei paesi occidentali – non sarà una partita semplice. E sarà densa di rischi.

La piramide oscura ora perdente è nelle sue manifestazioni visibili quella della “destra” occidentale piduista alla Bush, Berlusconi, Blair, Sarkozy, Putin, ecc.. E quella della parte opusdeista e “curial-pedofila” del Vaticano, estromessa brutalmente con il colpo di stato che ha messo in clausura Ratzinger e portato al trono papale per la prima volta un nero gesuita dissimulato da “Francesco”. Questa piramide oscura perdente è sempre vaticano-massonica, ma di correnti tradizionaliste diverse e fortemente nemiche di quella gesuito-massonica.

La Siria è stata per decenni il misterioso sostenitore del terrorismo palestinese, e poi dello sciismo libanese, in alleanza con l’Iran khomeinista. Ma Damasco era funzionale a vecchie strategie della tensione, e allora nessuno in occidente faceva mai pressioni vere contro la Siria. Erano sempre altri paesi – Libia, Iraq, Iran… - ad essere accusati di essere sostenitori del terrorismo fino a sanzioni importanti. Mai in modo serio Damasco. Dove una famiglia di ex militari del vecchio partito Baath, gli Assad, dominava la scena, sia politicamente e militarmente, che attraverso la loro misteriosa setta Alaouita. Un gruppo iniziatico esoterico connesso da una parte allo sciismo persiano e dall’altra ad ambienti della destra vaticana.
Ora i tempi sono cambiati, e lo strumento destabilizzante e terroristico palestinese è stato sostituito dai feroci fanatici islamisti sunniti, salafiti, qaedisti, Fratelli Musulmani, ecc… Gli ambienti oscuri occidentali vincenti hanno scatenato contro la Siria i suoi nemici sunniti.

E il Qatar sunnita – lo stesso che sostiene i Fratelli Musulmani egiziani - finanzia i feroci ribelli islamisti. Quello stesso Qatar ricchissimo molto vicino ai nostri professori montiani che ne facilitano gli investimenti in Italia. Quello stesso Qatar – padrone della tv Al Jazeera - i cui emiri sono un prodotto della massoneria internazionale, fino al punto da compiere uno dopo l’altro gli studi all’Accademia dell’esercito inglese di Sandhurst. Quello stesso Qatar la cui classe dirigente viene da qualche anno formata da una succursale qatariota della gesuita Georgetown University. L’Università in cui insegnava Kissinger. Dove i gesuiti da decenni formano la spina dorsale della politica estera americana.
Il governo israeliano è chiaramente nelle mani della stessa corrente. Gerusalemme si esalta per la possibilità di eliminare un vecchio nemico come la Siria. Ma non si rende conto – o qualcuno fa in modo che non si svegli – del fatto che la Siria era in fondo ormai un “buon” nemico prevedibile, capace di perdere regolarmente le guerre con Israele, ma anche di tenere sotto controllo il radicalismo islamico antiisraeliano. Se fossimo israeliani saremmo estremamente preoccupati sapendo che, dopo la destabilizzazione del confinante Egitto, ora qualcuno sta per consegnare la Siria nelle mani di un manipolo di pazzi sanguinari islamisti favorevoli alla distruzione di Israele. E invece i governanti israeliani, più fedeli alle piramidi internazionali che al loro popolo - come da noi - non sembrano agitarsi tanto… Anzi sostengono in vari modi quei nidi di serpi fanatiche che un giorno il loro popolo si ritroverà contro.

Attaccheranno la Siria le forze guidate dal premio Nobel per la Pace Obama… Ma non sarà facile e privo di rischi il gioco della piramide gesuita-massonica. Una parte dell’establishment mondiale non vuole cedere la Siria. Grandi tensioni all’ONU con la Russia di Putin, ancora legata al vecchio equilibrio, e con pezzi di massonerie e di vaticano, che cercheranno di mettere i bastoni tra le ruote ad una operazione militare che si annuncia violenta e devastante.
Migliaia di missili dalle navi in Mediterraneo e ondate di aerei dal mare e dalle vicinissime basi NATO turche. E se serve invasioni di terra a partire dalla confinante Turchia sunnita, il cui regime islamico non vede l’ora di togliersi di mezzo l’inaffidabile vicino laico siriano.
Ma non sarà facile... La Siria è un nodo cruciale degli equilibri mondiali e mediorientali, più di quanto non si pensi normalmente.
E potrebbe essere un gradino fondamentale, un passaggio di livello nella escalation del conflitto di culture tra islam e occidente, pianificato da molti decenni per ostacolare con ondate di paura e di ansia la marea montante di risvegli e di crescita delle coscienze.
Speriamo che questa guerra non esploda, ma i segni di queste ore sono funesti...
A noi trarne non paura e ansia, ma una lezione di consapevolezza.

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