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venerdì 3 agosto 2012

IRAN: Quattro banchieri condannati a morte per frode




Fonte: Net1news

Visto nel blog http://www.stampalibera.com

Quattro imputati sono stati condannati a morte per l’appropriazione indebita di 2.600 milioni di dollari in cui erano implicate sette banche pubbliche e private, il più grande caso di corruzione rivelato nella storia della Repubblica islamica dell’Iran.
Il procuratore generale e portavoce del Sistema Giudiziario iraniano, Gholam Hussein Mohseni Ejei, ha detto che il tribunale di Teheran che si occupa del caso ha emesso sentenza contro 39 imputati, tra cui quattro sentenze di morte, due ergastoli e per il restante 25, 20 e 10 anni di carcere, senza specificare i nomi.
Il processo di questo caso è iniziato il 18 febbraio inizialmente con 32 imputati, anche se altri se ne sono aggiunti negli oltre cinque mesi di processo. Inoltre, Mohseni Ejei ha detto che i condannati dovranno restituire il denaro truffato.
Decine di persone sono state arrestate in relazione a questo caso in Iran, iniziato nel 2007 quando il gruppo industriale Amir Mansur Arya Investment, guidato da Amir Mansur Josravi, ha fondato una banca privata con la quale ha ottenuto tramite mezzi fraudolenti prestiti di grandi dimensioni dalle principali banche pubbliche iraniane.
Dopo la rivelazione del caso lo scorso settembre, Mahmoud Reza Javari, direttore generale del Banco Melli, il più grande dell’Iran di proprietà pubblica, si è dimesso dalla carica e successivamente fuggito in Canada, dove è stato rivendicato dalle autorità iraniane attraverso l’Interpol.
Il vice governatore della Banca Centrale dell’Iran, Hamid Purmohamadi, è stato arrestato il 29 settembre in relazione al caso. Il caso è stato usato dai più ultra-ortodossi teocrati musulmani sciiti dell’ Iran, riuniti attorno al leader supremo, l’Ayatollah Ali Khamenei, nella sua lotta per il potere contro l’entourage del presidente Mahmoud Ahmadinejad,considerato più aperto ai problemi sociali.
I sostenitori di Khamenei, che si definioscono “principalisti” cercano di circondare Ahmadinejad, che qualificano come “deviazionista” e lo accusano di mettere in discussione il primato religioso sul potere politico, che ha già portato in carcere decine di persone vicine al presidente.

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