"THE END"

"THE END"
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mercoledì 4 luglio 2012

Fabrizio De Andrè: Sally

... con due gocce d'eroina s'addormentava il cuore, con due minuti di musica ci risvegliamo il cuore ...
Una canzone che adoro e che mi dedico, tutto De Andrè mi piace all'infinito, artista troppo intelligente per l'era in cui è nato, l'epoca della stupidità la nostra: Ne vedremo ancora di De Andrè? Speriamo il mondo ce li doni, in fondo il mondo dona e noi dobbiamo solo prendere e assaporare, questa è la vita e chi cerca altro rimarrà deluso ...



Mia madre mi disse - Non devi giocare
con gli zingari nel bosco.
Mia madre mi disse - Non devi giocare
con gli zingari nel bosco.

Ma il bosco era scuro l'erba già verde
lì venne Sally con un tamburello
ma il bosco era scuro l'erba già alta
dite a mia madre che non tornerò.

Andai verso il mare senza barche per traversare
spesi cento lire per un pesciolino d'oro.
Andai verso il mare senza barche per traversare
spesi cento lire per un pesciolino cieco.

Gli montai sulla groppa sparii in un baleno
andate a dire a Sally che non tornerò.
Gli montai sulla groppa sparii in un momento
dite a mia madre che non tornerò.

Vicino alla città trovai Pilar del mare
con due gocce d'eroina s'addormentava il cuore.
Vicino alle roulottes trovai Pilar dei meli
bocca sporca di mirtilli un coltello in mezzo ai seni.

Mi svegliai sulla quercia l'assassino era fuggito
dite al pesciolino che non tornerò.
Mi guardai nello stagno l'assassino s'era già lavato
dite a mia madre che non tornerò.

Seduto sotto un ponte si annusava il re dei topi
sulla strada le sue bambole bruciavano copertoni.
Sdraiato sotto il ponte si adorava il re dei topi
sulla strada le sue bambole adescavano i signori.

Mi parlò sulla bocca mi donò un braccialetto
dite alla quercia che non tornerò.
Mi baciò sulla bocca mi propose il suo letto
dite a mia madre che non tornerò.

Mia madre mi disse - Non devi giocare
con gli zingari del bosco.
Ma il bosco era scuro l'erba già verde
lì venne Sally con un tamburello.

testi su: http://angolotesti.leonardo.it

La follia del DEBITO PUBBLICO è un'invenzione recente

L'idea che lo stato si debba indebitare con moneta che lui stesso crea e poi milioni di contribuenti debbano essere tosati per pagare gli interessi del Debito Pubblico è stata inventata solo di recente. Nessuno si è mai sognato, per tremila anni, una cosa del genere, prima di oggi. Nella storia lo stato che si indebita in modo colossale con moneta che lui crea e viene schiacciato da interessi e poi ha default, sacrifici, tasse, depressione è un fenomeno creato solo dagli anni '70 (inizialmente in Sudamerica). Come idea era sorta a metà '800, ma allora lo stato aveva una spesa pubblica minima, intorno al 5% del PIL al massimo (salvo che durante la guerra), per cui anche quando aveva deficit non era un vero problema.
Il meccanismo del debito pubblico e interessi, che adesso a noi viene descritto come normale, fino a poco tempo fa incontrava tremende resistenze (di cui una delle tantissime testimonianze è l'articolo firmato assieme da Thomas Edison e Henry Ford sul New York Times nel 1922). Ma qualunque pensatore occidentale degli ultimi 2 mila anni troverebbe assurdo e folle che tutta l'economia giri intorno al problema dello stato che deve pagare montagne di interessi con moneta che lui stesso può creare.
Nell'800 ci furono scontri violentissimi su questo tema. In America, ad esempio, William Jennings Bryan diventò candidato presidenziale per quattro volte e arrivò vicino a vincere un paio di volte, avendo come programma in pratica liberare lo stato e gli agricoltori dalla schiavitù del debito tramite il "free silver". Jennings Bryan voleva lamoneta d'argento, che era molto abbondante, in mano allo stato, contro il Gold standard che volevano i banchieri perchè l'oro era scarso e quindi se ti indebitavi dovevi ripagare in oro e vincevano i creditori e la deflazione.
Nel 1907 William Jennings Bryan tenne alla convention di Chicago il più famoso discorso della politica americana di questo secolo, quello sul "Crocifiggere sulla Croce d'Oro", crocifiggere gli agricoltori e lavoratori americani come Cristo sulla croce del Gold Standard. Jennings Bryan creò una tale emozione e frenesia alla convenzione del partito che gli vale la nomina immediata come candidato presidenziale.
Per batterlo dovettero mettersi assieme i vari Rockfeller, Morgan, Kuhn Loeb,Warburg, gli interessi finanziari, che spesero dieci volte di più per far vincere l'altro candidato. Ma la forza del discorso di Jennings Bryan fu tale che per altre tre volte diventò candidato presidenziale, fuori dai partiti ufficiali, come populista. Per un secolo il movimento populista in America ebbe sempre come tema economico centrale LA MONETA e riuscì a tenere a bada il partito della finanza, (si vede che una volta senza TV e cinema la gente era più intelligente).
Negli anni '20 e anni '30 questa opinione, che lo stato non debba indebitarsi a interesse e debba usare la propria moneta senza interessi a favore dell'economia e della comunità, era ancora maggioritaria in molti paesi e dibattuta ovunque, anche nella Teoria Generale di Keynes, dove parla di Silvio Gesell ad esempio.
In Germania un ingegnere diventato economista, Gottfried Feder, nel 1919 teneva conferenze sulla "Zinsknechtschaft", la schiavità dell'interesse" e un reduce e disoccupato austriaco lo sentì parlare e fu fulminato dalle sue teorie. Insieme con altri due o tre formarono il "partito dei lavoratori tedeschi" (poi rinominato con un nome diventato noto) di cui Feder creò il programma economico e quando scoppiò la crisi degli anni '30, la Depressione e ci furono sette milioni di disoccupati vinsero le elezioni e andarono al potere.
Feder centrò tutto il programma economico sul fatto che lo stato si doveva finanziare senza interessi e senza debito per sostenere l'economia e il welfare. Senza la sua soluzione per la moneta l'austriaco non sarebbe andato al potere e non avrebbe avuto il successo che lo rese un semidio per i tedeschi. Una volta adottata la loro politica raddrizzò infatti la situazione in quattro anni, dal 1933 al 1937, rendendo l'ex-pittore e reduce austriaco il politico più popolare dell'epoca (fino a quando non invase l'URSS e per sradicarlo si misero assieme l'Impero Britannico, l'America e l'URSS).
Gli esempi di William Jennings Bryan e di Gottfried Feder dimostrano che questa è un idea esplosiva, quando la gente viene esposta all'idea dello stato che può creare moneta senza debito, a fini di benessere pubblico, reagisce come se gli fosse rivelato un Vangelo e ti segue in massa. La cosa incredibile è che ora invece si da per scontato tutto il contrario, che sia normale indebitare lo stato con la moneta che lui stesso crea e poi soffocare l'economia di tasse, un congegno che ha preso piede per la prima volta veramente tra il 1970 e il 1980. Fonte 

Bambini che ricordano vite passate



Qui un altro filmato di trenta minuti.
Reincarnazione.

 Per è tabù, mentre se andiamo in oriente diventa certezza. Sicuramente se c’è un dio non lo voglio pensare tanto stupido da sbattere un neonato al purgatorio perché avrebbe il “debito” del peccato originale, ma il mio dio non sarebbe nemmeno tanto stupido da gettarmi all’inferno, invenzione quest’ultima creata a puntino per spaventare i creduloni. Suvvia, la vita è immensa, troppo perché tutto si possa rinchiudere in paradiso e inferno, visto che il purgatorio arrivò molto tempo dopo … guarda che coincidenza, inventarono il purgatorio quando la gente iniziò a pagare per redimersi! Si potrà mica dare fiducia a gentaglia come questa? No, dai … cerchiamo di essere migliori, più grandi di quel piccolo dio psicopatico che la chiesa ha imposto bruciando chi pensava ... nei secoli dei secoli, amen!

Articoli trovati in rete, 
buona lettura by Dioniso777

Il Direttore della Clinica Psichiatrica infantile alla Virginia University:
"Moltissimi i casi accertati. Un fenomeno
presente solo tra i 2 e i 6 anni".


Se avete un figlio che improvvisamente inizia a parlare della sua vita precedente, la persona da cui portarlo è Jim Tucker, direttore della clinica psichiatrica infantile all'Università della Virginia nonché autore del libro Life Before Life: A Scientific Investigation of Children's Memories of Previous Lifes, ovvero il risultato di anni di ricerche condotte sui bambini che affermano di ricordare vite vissute nel recente passato. Come nasce il libro "Vita prima della vita"? "Dai casi che sono stati studiati negli ultimi 45 anni di ricerche, qui all'Università della Virginia, e che riguardano bambini che ricordano dettagli precisi di vite precedenti, vissute nel passato, prima di nascere". Chi sono questi bambini? "Provengono da ogni angolo del Pianeta e da ogni tipo di famiglie.

I termini della questione: capitalismo, sconvolgimenti climatici e criceti


Cominciamo con un paradosso. Il “meraviglioso mondo nuovo” dell’omonimo romanzo di Aldous Huxley che dà il titolo a questa rubrica (a sua volta l’autore citava William Shakespeare), lungi dall’essere un luogo in cui il coraggio di governi e cittadini ha dato vita ad una società equa ed in armonia con l’ambiente, somiglia piuttosto, in modo inquietante, ad un sistema in cui regnano autoritarismo, consumismo e finto benessere (per alcuni) come mezzi di controllo sociale, nonché di dominio della natura da parte dell’uomo.
Proseguiamo con l’ipotesi che il cambiamento sia possibile, e che un modello positivo di mondo nuovo sia un legittimo e necessario obiettivo da raggiungere, peraltro anche con una certa fretta. Cos’è che non va nel nostro modello? Perché non funziona né dal punto di vista ambientale né da quello sociale e, anzi, stanno venendo meno sempre più velocemente le condizioni minime di sopravvivenza per milioni di persone e per interi territori del pianeta?
Un modello come quello dominante, basato su sovrapproduzione e sovraconsumo, che ha come unico obiettivo il profitto di pochi grandi poteri economici, come maggiordomi i governi, e come strumenti la privatizzazione delle risorse naturali e sociali di base (aria, acqua, energia, istruzione, sanità), lo sfruttamento e la precarizzazione delle vite dei cittadini, con la loro riduzione – quando va bene – a passivi consumatori, non può che creare sconvolgimenti ambientali e sociali.
E’ un modello energivoro, che dalla rivoluzione industriale in poi ha determinato l’impennata dell’utilizzo dei combustibili fossili e l’aumento progressivo e ormai vertiginoso del rilascio di CO2 nell’atmosfera (oggi nell’ordine di 6 miliardi di tonnellate l’anno, che, insieme ai 2 dovuti alla deforestazione, fanno il doppio di quanto è naturalmente assorbibile). Ne è conseguito il riscaldamento globale, che, ipotizzato per la prima volta dallo scienziato svedese Arrhenius alla fine del XIX secolo, già dalla fine degli anni ’50 ha iniziato a preoccupare gli studiosi del clima.

martedì 3 luglio 2012

120 GENERAZIONI DI SCHIAVI

A proposito di quello che scrivevo stamani, ecco da italianimbecilli.blogspot 120 GENERAZIONI DI SCHIAVI

I BAMBINI SONO INTELLIGENTI E QUINDI PERICOLOSI, PER QUESTO VENGONO AVVIATI SUBITO NELLA MACCHINA ...

Il volto degli insetti: La macrofotografia


A tu per tu con gli insetti. I macro scatti più belli
La macrofotografia, una tecnica fotografica che permette di ottenere immagini di soggetti molto piccoli tramite forti rapporti di ingrandimento. 

Questo tipo di scatto fotografico cattura in alta definizione dei dettagli che sfuggono all'occhio umano. Queste immagini ci mostrano da vicino i volti degli insetti. Il risultato è davvero suggestivo. 


Questo non è un paese per giovani!

...  si renderebbero conto subito che vivono in un paese vicino all’Africa non solo geograficamente ... ma anche come stile di vita. Questo non è un paese per giovani! ... il 36 per cento dei giovani italiani è disoccupato ... dovuta anche al fatto che sul mercato del lavoro l'offerta è data da contratti atipici retribuiti così male che non valgono neppure le spese per recarsi in ufficio o in aziende ... Quindi, in conclusione, questo 36 per cento ripetuto fino alla nausea non è altro che un randello agitato verso il disgraziato Cipputi che ha ancora un lavoro in fabbrica. fonte

Eppure, hanno ancora il coraggio di scendere in piazza e arrabbiarsi se la squadra del cuore perde: Ma non avete ancora capito che vi stanno prendendo per il culo tutti? No, eh, non ci si arriva proprio.  Non vi arrabbiate perché non sapete! Il "so di non sapere" di Socrate vale ancora dopo duemila e cinquecento anni. 
Ma non dilunghiamo su altri temi. Come mai nessuno si arrabbia perché siamo in fondo alle classifiche di tutto il mondo, oppure stiamo vicini a paesi come la Lituania, Romania o Ghana, insomma non proprio paesi che rappresentano la quinta potenza industriale al mondo come eravamo noi fino a pochi anni fa. Abbiamo una giustizia che fa pena, delle forze dell’ordine che manganellano i vecchietti senza motivo o puntano la pistola dopo una partita di calcio, o ancora ammazzano un ragazzo solo perché si trovava in quel posto e mantengono il loro lavoro, la loro divisa e la loro pistola, vantiamo una corruzione capillare condita da un nepotismo senza ritegno, merito zero … nepotismo ricordo che viene dalla grande chiesa, niente meriti ma raccomandazioni, la stessa chiesa che a Verona abusava di bambini invalidi o che a Milano tramite amicizie inviava la guardia di finanza per rovinare un imprenditore "scomodo", questa chiesa, la stessa dove andate a pregare, o dove portate a battezzare i vostri figli. In questo minestrone di ingiustizie e malfunzionamenti si sta cuocendo l’Italia, un paese che a livello di consapevolezza è fermo agli anno cinquanta, se non peggio.
Purtroppo in uno stato regredito come il nostro, dove se parli di reddito minimo ti ridono in faccia, (Ragazzi lo sapete che ...)peccato che, se tutti avessero un reddito minimo, non ruberebbe più niente a nessuno, mai pensato a questo, vero? Per comodità localizzate il problema in chi vi scippa e non in chi ha “generato” quel ladro, sarebbe troppo complicato per il vostro “conoscere” da tifosi, sic, di partite truccate siete tifosi. Qui andiamo sul ragionare e non è cosa semplice utilizzare il cervello, meglio andare in piazza e gridare tutti in coro “forza italia”, l’avete fatto anche per Berlusconi! Furbo il piccolo, conosce bene le masse che deve affrontare. Purtroppo il benessere e la consapevolezza sono molto lontani, solo il giorno in cui non vedremo più tifosi fare schiamazzi per squadre colluse con la malavita organizzata per truccare partite, alla faccia vostra della rivalità sportiva che aiuterebbe a crescere magari, quando non vedremo più tonache nere o bianche vagare per le città a caccia di bambini, quando vedremo piazza san pietro vuota completamente, forse allora potremo iniziare a parlare di civiltà. Nonostante tutto questo avremo anche domani le masse che si recano a lavorare, a fare gli schiavi diciamo più di preciso, si lamenteranno e imprecheranno contro le ingiustizie subite per colpa dal governo e chiuderanno dicendo la frase in voga da mezzo secolo, governo ladro e chiuderanno tutto con una risata. Fino a quando accettate tutto quello che vi impongono non meritate di meglio, anzi, io vi toglierei anche la tredicesima, no, scusate, l’hanno già fatto per molti di voi, ma in fondo siete abituati a sacrificarvi e soffrire per la patria, fatelo allora ...
 Cosa merita un popolo che scende in piazza e si arrabbia perché perde la squadra che rappresenta il suo paese, una squadra di persone sotto inchiesta, una squadra che rappresenterebbe l’Italia, fosse un paese degno di meriti almeno, e qui purtroppo devo lodare la lega nonostante la disprezzi tanto, ha esultato per la sconfitta dell’Italia, brava radio padania, almeno una cosa giusta la fate anche voi analfabeti della lega patana. Un popolo tanto scemo da non riuscire a mettersi assieme per avere i minimi diritti che sono scontati in paesi come Francia, Germania, Olanda, Belgio, Inghilterra, ma che scende in piazza a fare schiamazzo quando lo prendono in giro, che razza di popolo è questo? Il popolo delle pecorelle smarrite. Il popolo della chiesa, il paese perfetto dove il Vaticano si poteva insediare e dettare legge in parlamento senza che nessuno battesse ciglio, perché paghiate voi l'imu al posto suo, perché le trattenute in busta paga ogni mese vadano anche a loro, otto per mille, e via dicendo ... è l'insieme che crea la realtà, un paese che è il regno dei dogmi: E’ così e va accettato, e non ci si deve porre domande … non vi hanno sempre detto questo? E pensate che ultimamente stanno parlando male anche dell’aborto, come mai, hanno calcolato che servono nuovi schiavi per il futuro? Si sono accorti che tre milioni e mezzo di extra comunitari, i soli che possono ancora ricattare, non sono sufficienti a mantenere in piedi il sistema? Vediamo oggi quanta voglia c’è di fare figli, e chi può mettere al mondo un bambino con la realtà che lo circonda? Avere un figlio significa aver generato un nuovo servo nel paese simbolo del servaggio, ricordatevi sempre di collegare tutto quello che la chiesa ha fatto nei secoli con la situazione attuale, riflettete, ha convissuto con tutti e sempre fino a oggi e non certo perché è divina, ma piuttosto perché ha diffuso la logica del peccatore che deve portare una croce, logica perfetta per mantenere lo status e per giunta questo figlio lo dovremo dare in mano a scuole incompetenti gestite dal clero e a preti affamati, ma come si può volere? Visto il regime schifoso che ci circonda meglio non pensarci, altrimenti in alternativa, insegnategli a sovvertire tutte, ma proprio tutte le regole imposte dal sistema che perpetra la schiavitù e il benessere per una manciata di persone, il resto oppressi a vita che dedicano metà del loro tempo al lavoro, per pagare mutui, interessi quindi, e macchina, che serve sempre per lavorare, notare che in Italia abbiamo tante macchine pro capite che ci poniamo ai vertici delle classifiche mondiali, ma peccato anche che al vertice ci troviamo per il costo della benzina e delle assicurazioni … e oggi scrivono che la macchina non la vuole più nessuno, e per forza, è un altro mutuo! Cosa rimane veramente al lavoratore dopo un mese di lavoro? Abbiamo confuso il termine lavorare con essere schiavi ed oggi si vive per lavorare, non il contrario come facevano qualche generazione addietro. Oggi un figlio, solo se disobbedisce a tutto e tutti potrà avere degli attimi di soddisfazione in futuro, ma se lo educate alla vostra morale vecchia e distorta … lasciate perdere proprio! Giorgio Gaber - Non insegnate ai bambini, qualcuno lo aveva capito.
Vedevo la nuova pubblicità di un fornitore elettrico giorni fa: Sacrifici tutta la vita per gustare un momento di felicità, eccola li la logica del sistema: Schiavi felicemente inconsapevoli la potremo intitolare la nostra in-civiltà. Hanno fatto di tutto per rendere le persone irresponsabili in tutto questo, e il calcio è modo come un altro per rincitrullire le masse, se pensate di divertirvi siete lontani anni luce , divertirsi o stare bene significa avere del tempo per se stessi da utilizzare per stare tranquilli o beati, non è quello che fanno le persone che se lo possono permettere? E allora chi ha detto che l’uomo è nato per portare una croce e soffrire? Eppure dall’avvento dell’era industriale ne abbiamo viste peggio che nei tempi dell’inquisizione! Leggevo stamani questo articolo: Le origini della psichiatria moderna, che così commentavo:
Niente è cambiato!!!
Ancora oggi chi non si adegua, ovvero chi non obbedisce alle regole imposte dal potere\denaro a proprio vantaggio personalissimo, viene ancora oggi rinchiuso, prigione o psichiatria sono solo luoghi in cui immagazzinare i disobbedienti. Avete mai visto un banchiere in prigione? No, nemmeno un avvocato vedrete mai, statene certi: Se paghi e corrompi qualcuno sei sempre "uomo libero" anche se hai fatto di tutto, quindi ... la legge non serve che a sottomettere e non alla giustizia. 

Perché una persona compie un crimine o diventa pericolosa? Date a tutti di che vivere, che venga fatta un'equa distribuzione dei beni del pianeta ... un reddito minimo a tutti e vediamo che succede ... eppure la "plebaglia" si batte ancora perché venga rinchiuso il ladro di galline e s'inchina, invece, davanti al delinquente professionista! 

Alla fine, abbiamo il paese che ci meritiamo?

Dioniso777

PS: Questo il commento che ricevo via mail: ... fatto è che le persone sembrano stare addirittra bene in un paese decrepito come il nostro!  
    Eh, capisci che è quello il problema e cioè che quelli lo sanno che le persone ci stanno bene e non se ne vogliono privare di questo benessere, anche a discapito del loro paese e della loro terra.
Per ogni comodità che fornisci all'uomo, getti via un pezzo del suo istinto di sopravvivenza, lo stesso che lo porta a ribellarsi nell'oppressione ...

L’AUTOMOBILE NON LA VUOLE PIU’ NESSUNO

Il crollo delle vendite riscontrato nel mese di giugno all'interno del mercato automobilistico italiano é di quelli da mettere i brividi anche al più inguaribile degli ottimisti. Le cifre parlano di una diminuzione delle immatricolazioni nell'ordine del 24,42% rispetto allo stesso mese del 2011, che arriverebbe a toccare il 27% se il mercato non fosse stato "drogato" attraaverso un massiccio ricorso alle offerte a km zero.
Il crollo del mese di giugno va ad innescarsi sulla drammatica diminuzione del 19,73% riscontrata nei primi sei mesi dell'anno e riporta di fatto il volume delle vendite al 1979, quando la motorizzazione del paese era ancora in corso e doveva conoscere un altro ventennio di crescita e fulgore....
Alla luce di questi dati lo stato dovrebbe incassare nell'anno in corso circa 2,5 miliardi in meno rispetto a quelli previsti, a causa della contrazione delle vendite, determinando la necessità di aumentare percentualmente la tassazione, nonostante questa operazione provocherà per forza di cose un ulteriore e più marcato calo delle immatricolazioni. Somigliando sempre più ad un cane che gira su sè stesso, nel vano tentativo di mordersi la coda. Ostentare stupore di fronte al crollo delle vendite auto, sarebbe però un esercizio estremamente scorretto, perché esistevano tutti i presupposti necessari a determinarlo, così come esistono tutti i presupposti utili per vaticinare che il trend al ribasso si acuirà ulteriormente nel corso dei prossimi mesi e degli anni a venire.
Da un lato la motorizzazione del paese è ormai completata da almeno un decennio e le vendite di auto nuove rigurdano in larga misura quasi esclusivamente il rinnovo del parco circolante.
Dall'altro la spesa necessaria per sostenere il possesso di un'auto ha ormai raggiunto livelli estremamente gravosi che in moltissimi casi diventano insostenibili qualora si tratti di acquistare e "mantenere" un'auto nuova.
Le automobili ed i carburanti necessari per farle muovere, insieme alle sigarette, sono da sempre il target preferito ogni qualvolta lo stato abbia la necessità di reperire nuove risorse. Passando di aumento in aumento e di tassa in tassa, il costo globale di un'autovettura ha continuato a gravare in proporzione sempre maggiore sui bilanci familiari e da ormai qualche tempo è stata raggiunta la soglia critica.
La consistente riduzione del potere di acquisto degli italiani intervenuta negli ultimi anni, unitamente al crollo delle prospettive occupazionali, all'aumento dei prezzi e della tassazione, sta riportando l'auto allo status di bene di lusso, dal quale era uscito negli anni 70.
Ed essendo la nostra una società strutturata a misura di auto (prima ancora che di uomo), dove le quattroruote sono ormai diventate praticamente indispensabili per lavorare (non è forse l'auto il primo requisito richiesto in curriculum?), andare a fare la spesa, intrattenere rapporti sociali, l'unica possibilità per milioni di persone è quella di arrangiarsi con ciò che hanno o procedere all'acquisto di un'auto usata.
La spesa correlata alle auto, acquisto (spesso a rate), benzina, assicurazione, bollo, manutenzione, multe, molto spesso risulta la prima voce del bilancio familiare, perfino superiore alla rata del mutuo o alla spesa alimentare.
Ci troviamo perciò nella situazione paradossale in cui il costo di acquisto e di gestione di un bene diventa insostenibile, ma quello stesso bene è ormai radicato così in profondità nel nostro modus vivendi da rendere praticamente impossibile la prospettiva di rinunciarci.
La prima reazione a questo paradosso consisterà per forza di cose nell'evitare la prospettiva dell'acquisto di un'auto nuova, che oltre ad indebitarci con rate insostenibili comporterebbe maggiori costi di assicurazione.
La seconda reazione sarà quella di limare il più possibile i costi di gestione, magari facendo ore di coda dinanzi a un distributore che pratica qualche centesimo di sconto, non rinnovando la polizza assicurativa (oggi in Italia 3,5 milioni auto circolano senza assicurazione), non facendo la manutenzione e non pagando le multe.
La terza reazione non potrà essere che quella della rinuncia, ma in assenza di una rivisitazione radicale del modello sociale in cui viviamo, costruito in funzione dell'automobile, potrebbe trattarsi di una "scelta" drammatica.


Marco Cedolin
Fonte: http://ilcorrosivo.blogspot.it

Ragazzi lo sapete che ...



Ragazzi lo sapete che in tutta l'UE (tranne Italia e Grecia) è riconosciuto un reddito minimo di cittadinanza (almeno 350€ + spese affituali) a ogni maggiorenne con meno di 12mila euro di reddito annuo?


Altri dati welfare (ma sono solo alcuni, di esempi ce ne sono molti altri):

1)Indennità disoccupazione:

- Per avere l'indennità di disoccupazione in Italia occorrono almeno due anni di contributi, oppure 52 contributi settimanali negli ultimi due anni. In Francia per aver diritto all'indennità è necessario aver lavorato almeno 6 degli ultimi 22 mesi. L'ammontare dell'indennità viene stabilito con una media della retribuzione degli ultimi 12 mesi, secondo un sistema che salvaguarda i redditi più bassi. La durata dell'indennità varia da un minimo di 7 mesi ad un massimo di 60. A ciò si aggiungono circa 10 euro fissi al giorno, in determinate circostanze.
- In Germania l'indennità di disoccupazione si chiama Arbeitslosenhilfe. Viene calcolata in base al netto dell'ultimo stipendio (il 60% e con figli il 67%), e non è una voce soggetta a tassazione. Fino al 2002 si aveva diritto alla sovvenzione dell'Arbeitslosenhilfe anche con un'occupazione di sole 12 ore alla settimana. Sarà sopravvissuta alla riforma restrittiva questa opportunità? Diciamo che per noi cambia veramente poco. La durata dell'indennità di disoccupazione varia dai 6 ai 32 mesi (per chi ha 57anni). Ma a partire dal 31.01.06 si porterà a 12 mesi con un massimo di 18 mesi per chi ha più di 55 anni. Dopo questi 12 mesi gli Arbeitslosen tedeschi dovranno "accontentarsi" dell'Arbeitslosengeld II che di fatto è illimitata.
2)Aiuti affittuali:
Quante volte si è chiacchierato del problema del costo degli alloggi? Qui veramente i numeri parlano da soli. L'Italia spende un ridicolo 0,1%, mentre la Francia spende il 3,1% e l'Inghilterra il 5,5.

Situazione europea:

lunedì 2 luglio 2012

E' semplice...

“Volevo solo dire che tutte le idee che hanno enormi conseguenze sono sempre molto semplici.
La mia idea consiste tutta in questo, che se gli uomini corrotti sono collegati tra loro e costituiscono una forza, bisogna che gli uomini onesti facciano la stessa cosa.
Vedi come è semplice”.

[Guerra e pace - Lev Nikolaevic Tolstoj]



http://eliotroporosa.blogspot.it

L'Italia del gollazzo.

"Fozza Italia" con un bambinetto che sorrideva comparve come manifesto sulle fiancate degli autobus; l'anno dopo Berlusconi, sorridendo a trentasei denti, vinse le elezioni.
Ci è costato 17 anni di sgovernamento, il ridicolo nel mondo, la decadenza in ogni settore della vita nazionale.
Non riusciamo proprio a resistere al sogno, a tenere i piedi in terra. Così, dopo il miracolo di Prandelli che di una venticinquina di ragazzotti presuntuosi e milionari ha fatto una squadra e che di due teste di rapa inguaribili ha fatto due uomini, si pensava perfino di vincere il torneo.
Nessuno che ragionasse, stampa e televisione a pompare e pompare, per fare ascolti e vendere i giornali. Del resto, il giornale più venduto in Italia è la Gazzetta dello Sport.
Folle oceaniche davanti ai maxischermi, amorevolmente preparati dalle competenti autorità. Naturalmente, delusione, lacrime, musi lunghi, fumogeni contro i maxischermi come Fantozzi che tira la scarpa alla televisione.

C'è un atroce articolo del Washington Post, che Wall Street Italia riassume:

... il "modello culturale" italiano per il Washington Post è segnato dall'evasione fiscale record, la mancanza di spirito civico, il nepotismo che esclude la meritocrazia.
Un insieme di "disvalori" che a loro volta sono alimentati dall'inefficienza dello Stato, la corruzione, il collasso della giustizia. Con quali conseguenze sulla produttività complessiva del paese? "L'Italia soffre per una crisi di produttività endemica - scrive il Washington Post - il problema dura da così tanto tempo e ha effetti così profondi sull'economia, che mette in pericolo l'intero tessuto della vita nazionale".
Le inefficienze di sistema sono esemplificate da un paradosso: gli italiani che hanno un posto, in media lavorano più di tutti i loro concorrenti: 1.744 ore all'anno contro le 1.705 degli americani, 1.480 in Francia, 1.411 in Germania. Ma la produttività reale di questo lavoro è rovesciata. Campioni mondiali di produttività sono gli Stati Uniti con 60,9 dollari all'ora, seguono Germania e Francia sopra quota 55, poi la Svezia a 52 e l'Inghilterra a 47,8. L'Italia è in fondo alla classifica, con 45 dollari di Pil per ogni ora lavorata. "E da anni l'Italia continua a perdere terreno. Le zone improduttive della sua economia si espandono, prevalgono sulle parti migliori". Questo spiega il dato più allarmante: dall'introduzione della moneta unica ad oggi, abbiamo perso il 30% di produttività nei confronti della Germania.
Beh, è tutto vero. Abbiamo di più per piangere, altro che quattro reti della Spagna.
Ne usciremo? Vent'anni fa avrei risposto senza esitazione di sì. Ne abbiamo viste di tutti i colori.
Oggi, a guardarmi intorno, mah....

modello italia\marchionne


Chiaro e realistico, tanta fatica per niente!

Perché stupirci in fondo? Gli stupidi non hanno sempre fatto in quel modo? L'uomo della caverna non aveva mezzi e quindi ... noi da arretrati per eccellenza diamo l'esempio. Guardiamo questo video e cerchiamo di capire il perché del disastro ... il nepotismo a chi viene abbinato da sempre? 

Il socialismo cristiano.


di Savino Giacomo Guarino. 
“Dio ha destinato la terra e tutto ciò che contiene all’uso di tutti gli uomini e di tutti i popoli, dimodochè i beni della creazione devono equamente affluire nelle mani di tutti, secondo la regola della giustizia(...) La terra è data a tutti, e non solamente ai ricchi. E’ come dire che la proprietà privata non costituisce per alcuno un diritto incondizionato e assoluto. Nessuno è autorizzato a riservare a suo uso esclusivo ciò che supera il suo bisogno(…) il diritto di proprietà non deve mai esercitarsi a detrimento dell’utilità comune(...) e che le speculazioni egoiste devono essere bandite. Non è di conseguenza ammissibile che dei cittadini provvisti di redditi abbondanti(…) ne trasferiscano una parte considerevole all’estero(...) senza alcuna considerazione del torto evidente ch’essi infliggono con ciò alla loro patria(...) Ci si intenda bene: La situazione presente deve essere affrontata coraggiosamente e le ingiustizie che essa comporta combattute e vinte”. Lettera Enciclica del Sommo Pontefice PAOLO PP. VI "POPULORUM PROGRESSIO".
Queste idee non sono state scritte da un contestatore o da un rivoluzionario. Queste idee appartengono a quel grande uomo che è stato Paolo VI° autore dell’EnciclicaPopulorum Progressio, dalla quale sono tratte. Un Papa di grande erudizione - ammantata di umanità ed umiltà - parla a cuore aperto ad altri uomini, condividendone problemi ed aspirazioni. Il professor Monti ed il suo esecutivo, a mio avviso, trarrebbero grandi benefici dall’attenta lettura di questo splendido documento. Questo testo mi ricorda la Teologia della Liberazione, corrente teologica nata in Sud America, portata avanti da un clero coraggioso che vive a contatto con i problemi degli uomini, quegli uomini che occupano l’ultimo posto nelle rispettive società. Le idee espresse da Paolo VI° sono chiare e non lasciano dubbi: La giustizia sociale ed il paradiso non sono inconciliabili tra di loro, il Regno comincia sulla terra, come amava ripetere il Maestro dei maestri.

Piccole pratiche di riflessione

In un sistema spettacolare che alterna costantemente traumi e miracoli, incontriamo continuamente notizie che provengono da qualche angolo remoto del mondo (magari sotto casa, ma l’importante è che sia un sotto casa esotico) che ci colpiscono emotivamente.
Di fronte a queste cose, o reagiamo in maniera scontata e conforme, oppure cerchiamo di porci delle domande.
Poniamo il caso del signor X che in qualche luogo esotico compie una certa azione.
E guardate come cambia tutta la nostra percezione della vicenda, se abbiamo il coraggio di porci queste tre semplici domande:

1) è andata proprio come raccontano i media?

2) in tal caso, perché X ha agito così?

3) qual è il motivo per cui il comportamento di X mi sconvolge?

E’ andata proprio come raccontano i media? Non è necessario che la notizia sia falsa: anche una verità può falsare la realtà.
Ogni anno, sentiamo dire che nelle sfilate dette Gay Pride, ci sono uomini mezzi nudi o travestiti che si baciano in pubblico.

Una decina di anni fa, ho assistito al Gay Pride a Roma, e ho visto effettivamente qualcosa del genere. Vero quindi il fatto, e lo testimoniano delle foto. Semplicemente che il rimanente 99 percento dei partecipanti erano persone dall’aspetto e dal comportamento assolutamente normale. Non è un complimento, è solo una constatazione.
Applichiamo lo stesso principio a 360 gradi, ad amici e nemici.
In questa foto, vedete alcuni candidati dell’UDC in un imprecisato torneo elettorale.

                                                       Ora, se cambiate il simbolo in fondo, questa foto potrebbe rappresentare ugualmente i tipici manifestanti del Gay Pride, i membri di un gruppo islamista turco, giovani estremisti di destra (“neonazisti”) della Sassonia, quattro bocconiani a uno startup aziendale, militanti sionisti o la scuola quadri del partito marxista-leninista iraniano in clandestinità.
Quelli che vedete nelle foto su Repubblica sono le eccezioni, in genere ritenute ridicole o dementi dai loro compagni/camerati/fratelli.

“Io, bimbo sordo violentato sotto l’altare”



di Paolo Tessadri


Per troppi anni ha taciuto, mentre la rabbia gli esplodeva dentro. Ora ha trovato il coraggio di parlare, anche con l’aiuto della madre: “Per quasi una decina di anni ho subito le violenze di tre sacerdoti, ma soprattutto di un giovane prete. Hanno cominciato che avevo tre anni e gli abusi sono proseguiti fino a 12 anni, quando lasciai l’istituto”. Giuseppe Consiglio ha 22 anni e i fatti risalirebbero a dieci anni fa, all’istituto religioso Fortunata Gresner di Verona. Proprio di fronte all’istituto Provolo, teatro di orchi seriali, dove sessanta ex allievi sordi hanno denunciato le violenze di una ventina di preti, avvenute per trent’anni, fino al 1984. Al Gresner, invece, gli abusi sessuali sarebbero proseguiti fino al Duemila. Non ci sarebbe, dunque, prescrizione per reati così recenti.
Giuseppe, sordo, si fidava: mai avrebbe immaginato di diventare vittima dentro le mura di uno dei simboli della carità della Chiesa. In un istituto specializzato per rendere migliore la vita a bambini sordi, gestito dalle suore della Compagnia di Maria per l’educazione delle sordomute, sull’esempio dell’Istituto Provolo. Poi, negli anni, diventato istituto misto e ora centro di formazione professionale. Ma come al Provolo il dramma dei bambini sordi, e ancora più indifesi di un qualsiasi bambino, si è consumato sotto l’altare. In quell’istituto ci andava per le funzioni religiose anche quel giovane sacerdote, che allora aveva circa 25 anni, e lì sono cominciate le violenze, all’insaputa delle suore, sospetta Giuseppe.
GIUSEPPE sa che da domani potrebbe essere additato in pubblico come il ragazzo abusato, ma prende coraggio e trova la forza di raccontare. “Quando avevo tre anni la mia famiglia si spostò dalla Calabria a Verona. Io sono nato sordo e giù non c’erano istituti specializzati”. Ha, infatti, riconoscenza verso l’istituto, “perché a scuola ho cominciato a parlare”. Ma è proprio nel luogo più sacro, tra le mura della Chiesa del Pianto, davanti al crocifisso, che sono cominciate le violenze. “Mi toccavano nelle parti più intime, piangevo anche tre volte la settimana, ma loro non si fermavano. Lo facevano anche quando andavo a confessarmi, in una stanza, quando eravamo faccia a faccia”. Niente e nessuno fermava soprattutto un giovane sacerdote, non c’era pietà per quel bimbo che aveva l’età per andare alla scuola materna. Non ricorda più il nome di quel prete, lo ha rimosso a forza dalla mente. Ma le cicatrici di quei torbidi momenti sono rimaste su quel dramma vissuto a lungo e taciuto per troppo tempo: “C’erano tre preti, due giovani e uno più anziano”. Giuseppe avrebbe avuto le attenzioni e gli abusi da tutti e tre, ma uno era il più cattivo, quello “giovane, attorno ai 25 anni, che aveva la pelle chiara, magro, alto di statura. Con lui andavamo solo per la messa e la confessione. Lui non dormiva all’istituto Gresner, ma al Provolo”. Giuseppe ne parla con sollievo, per non aver dovuto subire il tormento anche di notte. Ricorda anche l’aspetto dell’anziano prete, “con gli occhiali e quasi calvo. Io sono rimasto per un certo periodo completamente solo a Verona, perché mia madre andò in Calabria a prendere i miei fratelli. In quel periodo non parlavo e non riuscivo a capire e il prete ci ha obbligati a non parlare. Ci faceva paura, avevo paura che mi succedesse qualcosa di brutto”. Le violenze non sarebbero state solo sessuali. “Una psicologa mi diceva che mia mamma mi aveva abbandonato, ma non era vero, era andata in Calabria per i miei fratelli”. Giuseppe apre uno squarcio ancora più inquietante, pensa di essere stato “una delle prime vittime” di quel giovane sacerdote, in un crescendo di violenza: “Prima mi toccava solo, poi pretendeva sempre di più. Voleva anche che lo baciassi , mi faceva schifo. Ero nervoso, mi allontanavo, ma lui mi teneva fermo, poi mi diceva di non parlare”. Un racconto dell’orrore con altre vittime. “Io sono stato il primo, poi è toccato ad altri, almeno quattro, subire le violenze di quell’uomo. Però continuava ad abusare anche di me, finché sono andato via, a 12 anni”. È più di un sospetto che altri ragazzi sarebbero stati abusati, Giuseppe ne è certo: “A Ferrara del Monte Baldo, nella colonia montana del Gresner, facevamo tra noi ragazzi quello che ci facevano quei tre preti. È allora che abbiamo scoperto il significato della parola omosessuale”. Con qualcuno Giuseppe è ancora in contatto e uno dei ragazzi abusati ha ora gravi problemi di socializzazione: non esce più di casa, non parla con nessuno, evita ogni contatto con le persone. Ha cercato inutilmente di dimenticare e non ha più voluto fare il chierichetto per non rivangare il passato. Ha pure cancellato la Chiesa dal suo presente. “Non ho parlato con nessuno, mi dicevo che era troppo tardi, anche se con qualcuno volevo confidarmi. Ma mi prendeva lo stomaco, stavo male e se parlo, mi dicevo, che cosa mi succederà? Ero terrorizzato”.
HA RIVELATO il suo insopportabile segreto solo poco tempo fa, quando “ne ho parlato con mamma, perché pensava fossi gay. Si è messa a piangere. Adesso, davanti a voi, mi sento come spogliato” rivela a Giorgio Dalla Bernardina e a Marco Lodi Rizzini, responsabili dell’Associazione Provolo, che in questi anni si è battuta contro la pedofilia e che per oggi ha organizzato una marcia contro gli abusi sessuali avvenuti per trent’anni all’istituto Provolo, fino al 1984. Un evento di risonanza internazionale a cui parteciperanno persone provenienti da Inghilterra,
Olanda e Stati Uniti, con l’adesione di importanti organizzazioni internazionali contro la pedofilia. I manifestanti sfileranno fino in piazza Brà, sotto la sede del Comune del sindaco Tosi. Ed è proprio la firma del sindaco leghista che manca al patrocinio della manifestazione, che invece hanno dato Regione e Provincia.

Paolo Tessadri in “il Fatto Quotidiano” del 30 giugno 2012

JPMorgan: Il 77% dei loro introiti viene da sovvenzioni governative!

Come la redazione di Bloomberg ha sottolineato un paio di settimane fa: La JPMorgan riceve una sovvenzione del governo del valore di circa $ 14 miliardi di dollari all'anno, secondo una ricerca pubblicata dal Fondo Monetario Internazionale Fundand insieme alla nostra analisi dei bilanci delle banche. Il denaro aiuta la banca pagare gli stipendi e i grandi bonus dirigenziali. Più importante di tutto che tale banca multinazionale distorce i mercati, alimentando le crisi come il recente disastro dei subprimes e la debacle del debito sovrano che ora minaccia di distruggere l'euro e affondare l'economia mondiale. Con ogni nuova crisi bancaria, il valore della sovvenzione implicita cresce. In un recente lavoro, due economisti - Kenichi Ueda della FMI e Beatrice Weder Di Mauro dell'Università di Mainz - hanno stimato che a partire dal 2009 l'aspettativa di sostegno del governo è stata tagliata solo di circa 0,8 punti percentuali di sconto degli oneri finanziari per le grandi banche che prima era fino 0,6 punti percentuali nel 2007, prima della crisi finanziaria globale che ha richiesto un giro di salvataggi bancari. (NdA come noi tutti ricordiamo) Per stimare il valore in dollari del sussidio negli Stati Uniti che passa a questi dinosauri succhiasoldi, abbiamo moltiplicato per il debito dei depositi delle 18 delle più grandi banche del paese, tra cui JPMorgan, Bank of America Corp. e Citigroup Inc. Il risultato: e che viene portato via al popolo americano circa 76 miliardi dollari l'anno. Il numero è approssimativamente equivalente a profitti totali delle banche negli ultimi 12 mesi, o più di quello il governo federale spende ogni anno per l'istruzione.

La parte piu' grande della fetta e da addebitare alla JPMorgan con la sua sovvenzione di $ 14 miliardi di dollari all'anno, ovvero circa il 77 per cento del suo reddito netto negli ultimi quattro trimestri, in altre parole, i contribuenti americani hanno aiutato a pagare il conto per la perdita multimiliardaria della gestione ordinaria che è al centro delle discussioni odierne. Hanno inoltre fornito un sostegno più diretto: Dimon osservato in una conference call che il recente programma di rifinanziamento principale, che consente alle banche di generare reddito, modificando mutui garantiti dal governo, ha apportato un contributo significativo ai guadagni alla JPMorgan nei primi tre mesi del 2012 .

Nota del Prigioniero: il giochino ormai e' chiaro, si crea la crisi per indebitare i governi e contemporaneamente si rimpiguano le tasche di quelli che hanno generato la crisi. Ormai siamo in una condizione assolutamente ridicola e contraria a qualsiasi buonsenso logico, dove invece di punire chi ha creato il problema lo si premia, alimentando un circolo vizioso economico in cui le banche stesse continuano a guadagnare mentre il mondo fuori crolla. Questo avviene quando si lascia che le lobby gestiscano le marionette politiche che ormai non riescono a fare nemmeno piu' i finti politici, ma solamente dei volgari esecutori delle banche. Come in Europa che degli "ex-dipendenti" Goldman Sachs gestiscono i Governi con governi tecnici di comodo, in America la JPMorgan fa lo stesso succhiando il sangue al contribuente americano. Ormai non si riesce piu' nemmeno a vedere l'ombra di quello che viene chiamato parvenza demagogica politica, ci solo leader talmente tanto fantocci e senza capacita' di analisi sociale ed economica che chiedono supporto a proprio gli stessi gruppi che hanno generato la crisi, un po' come chiedere consiglio a dracula su una migliore gestione dei donatori di sangue! L'idiozia politica ormai e' arrivata al culmine, in un orgasmico seppuku rituale. La parte tragica della notizia e' sicuramente che quasi l'ottanta percento degli introiti della JPMorgan derivano da sovvenzioni governative... ma gli americani non erano contrari alle forme di socialismo reale? Dov'e' oggi nella JPMorgan il cosidetto spirito "captialistico" americano? Se non riesci a stare sul mercato per le leggi capitalistiche chiudi i battenti... non dovrebbe valere anche per la JPMorgan? A quanto pare sembra di No!



Sempre All'Erta!
NumberSix

Satanismo

Una musichetta inquietante di sottofondo, teschi, candele nere e rosse sopra un tavolo.
Sulle pareti stelle a cinque punte e crocifissi rovesciati, mentre in sovrimpressione appaiono inquietanti figuri vestiti di nero, con capelli lunghi e trasandati, dallo sguardo truce.
In questo modo inizia e si sviluppa ogni “servizio” che si rispetti trasmesso dalle televisioni nazionali, ogniqualvolta la cronaca nera riporta in risalto il tema del “satanismo”.
Ed irrimediabilmente, nell’immaginario collettivo, il satanismo si confina all’interno di questi elementi: si ha quasi l’impressione che incontrando un “satanista” per strada lo si riconoscerebbe subito, dal momento che se ne andrebbe in giro vestito di nero, con collane fatte di teschi e croci capovolte sul petto, mentre sottobraccio stringe una gallina pronta per essere sgozzata in uno dei suoi rituali.
Tutti questi aspetti, seppur romanzati, hanno a che fare col satanismo, ma di esso ne rappresentano solo una piccola parte, quella più prettamente scenografica, anche se non per questo meno pericolosa.

Definizioni di Satanismo

Il satanismo è un fenomeno vasto, un atteggiamento pseudo spirituale, una sorta di contro religione che ha accompagnato da sempre, nell’ombra, la storia della civiltà umana, e che nei nostri giorni sta uscendo da quell’ombra per proporsi quale “nuova religiosità” del nuovo ordine prossimo a venire.
Darne una definizione esatta non è semplice, naturalmente, dal momento che non esiste una “istituzione” che ne determini l’ortodossia, e le varie “Chiese di Satana” della modernità sono sempre in acceso contrasto tra loro (ricordiamo, ad esempio la Church of Satan di LaVey e il Tempio di Seth di Michael Aquino, così come i vari ordini affini alla Golden Dawn influenzati dal pensiero del maestro Aleister Crowley).
Se inoltre avessimo l’opportunità di conoscere delle persone che si dichiarano “sataniste”, è molto probabile che ognuno di loro fornirebbe una definizione di satanismo diversa, ed assai personalizzata.
Pochi ammetterebbero di adorare una divinità di nome Satana, e qualcuno identificherebbe questa entità con la figura biblica del serpente, colui che voleva trasmettere agli esseri umani la conoscenza e che per questo venne punito da Adonai, il “dio malvagio” dell’antico testamento.
Quest’ultima è propriamente la nota visione pseudo-gnostica, detta anche luciferianesimo e fatta propria da numerosi ordini iniziatici della modernità.
Nella maggior parte dei casi, comunque, il satanismo verrebbe descritto come una sorta di “credenza nell’uomo”, una sorta di ricerca personale che si rifiuta di accettare ed essere limitata dalle concezioni morali, un percorso “spirituale” che trascende il bene ed il male ed ha come scopo la piena conoscenza di se stessi e delle proprie potenzialità più remote.

Essenzialmente, quindi, nel moderno studio delle religioni si individuano tre fondamentali filoni nel satanismo:

- Il satanismo propriamente detto, ovvero lo schierarsi dalla parte dell’avversario del Dio cristiano, dalla parte del “male”, nello stesso modo in cui ci si pone al servizio di un signore malvagio in cambio di benefici e favori.
- Il luciferianesimo gnostico, ovvero il considerare la figura di Satana-Lucifero positivamente, come un alleato dell’umanità ingiustamente punito da un dio-demiurgo malvagio.
- il satanismo “filosofico”, una sorta di pensiero che in Satana contempla una realtà simbolica, e non un essere vero e proprio, una allegoria alla ribellione alle regole moralistiche ed opprimenti della società cristiana, regole atte a limitare la libertà del singolo.

domenica 1 luglio 2012

Guerra asimmetrica per il dominio globale



“Il precipizio di un nuovo conflitto internazionale è di fatto aperto, in Siria. Sull’orlo del baratro, mentre il sangue viene tragicamente versato, è scontato il retrogusto amaro del “già visto”. I recenti avvenimenti in Libia e, più in generale, l’applicazione del “protocollo” occidentale nei conflitti internazionali degli ultimi due decenni (le guerre di aggressione anglo-statunitensi contro l’Iraq; la guerra “umanitaria” della NATO contro la Serbia; la guerra tuttora in corso contro l’ Afghanistan), fornito mediaticamente di un’ingerenza politico-giuridica giustificata dall’ipocrita “ideologia” di conquista dei “diritti umani” (il “bene” contro il “male”, rigorosamente etnocentrico e a “geometria variabile”) presuppongono in un immediato futuro un’altra guerra propagandata come “umanitaria”, che andrà drammaticamente a sommarsi a quelle che di fatto si combattono a bassa intensità ancora in Libia e, sotto il profilo di un’indotta guerra civile confessionale tra sunniti e sciiti, nell’intero Medio Oriente. Un’escalation probabilmente finalizzata, o meccanicamente concatenata, a raggiungere lo strategico Golfo Persico tramite l’aggressione militare all’Iran.
Va in onda, sullo sfondo, “Syriana”, lo spigoloso film – premio Oscar nel 2005 – che metteva in parallelo la geopolitica, le spie e le vite personali. Produzione d’ispirazione liberal, con un credibile George Clooney, il film polemizzava con i metodi dell’Amministrazione repubblicana nel governo degli interessi statunitensi in Medio Oriente. In realtà, il cinismo cruento della stagione neocon ha una coerente continuità con la sofisticazione dell’attuale Amministrazione democratica e dubitiamo che ora il cineasta e filantropico Clooney – “grande elettore” del presidente Obama – si impegni a dare una continuità cinematografica ai temi affrontati sette anni fa. Eppure la guerra asimmetrica per il dominio globale si è fatta ancora più subdola, con il finanziamento palese del Congresso e l’uso esplicito del terrorismo stragista e del sabotaggio del Paesi che, volenti o nolenti, vengono a rappresentare un oggettivo ostacolo all’egemonia dell’universalismo occidentale.
(…)
Le Nazioni Unite dichiarano ora che in Siria vi è la “guerra civile”; in realtà, dall’estate del 2011 il Paese è entrato in un conflitto etnico-confessionale, presentato in modo volutamente travisato, in Occidente, come “rivoluzione liberale”. Seppure con colpevole ritardo, il governo aveva dato l’avvio a incoraggianti riforme politiche e istituzionali in chiave laico-pluralista e partecipativa, sistematicamente ignorate fuori e – quindi – dentro la Siria con il chiaro intento di sovvertire la stessa sovranità nazionale. Una meta, questa, sempre perseguita dalla politica estera israeliana fin dalla fondazione come Stato nazionale, nella volontà di David Ben Gurion, e aggiornata, negli anni ’80, da Odded Yinon, che ha teorizzato la volontà di frammentare, ri-tribalizzare, in una segmentata moltitudine di piccoli “emirati”, i Paesi arabi. È un progetto ben avviato in tutto il Medio Oriente – in oggettiva coincidenza con la prospettiva politica del terrorismo fondamentalista – che in Siria andrebbe a separare Alauiti-Cristiani, Sunniti e Drusi, contagiando anche il Libano in una conflagrazione interetnica.


Milano: due poliziotti pestano un anziano senza motivo, denunciati


Un'altro caso di abusi commesso da agenti di polizia. Non l'hanno passata liscia solo perché nella zona erano presenti le telecamere, come nel caso del senzatetto ammazzato di botte, sempre a Milano, ai cui assassini sono state persino riconosciute le attenuanti. Chissà quanti episodi simili passano inosservati, Omicidi di stato, abusi di ogni genere, le cronache parlano spesso di casi di proiettili che "partono da soli, inavvertitamente", condanne risibili per chi viene riconosciuto colpevole: 6 mesi per l'omicidio Rasman , 3 anni e mezzo (sono rimasti in servizio senza scontare 1 giorno) per l'omicidio Aldrovandi, con i poliziotti che si permettono persino di insultare lui e la famiglia, e molti altri casi, alcuni dei quali documentati minuziosamente (quelli che per qualche motivo riescono ad emergere, sicuramente una piccola parte). Indagini archiviate o mai iniziate, assoluzioni incredibili.
La percezione è quella che tutto sia consentito, a chi indossa la divisa. L'omertà che sembra regnare nelle caserme, unita all'indulgenza della magistratura, sembrano incentivare questi inqualificabili comportamenti, commessi da chi non teme, evidentemente, alcuna punizione per le proprie malefatte. Comportamenti come quello accaduto nell'albergo che ospitava il gruppo musicale Puncreas ne sono una dimostrazione. Episodi che "macchiano le divise" anche di quegli agenti che svolgono il loro lavoro con serietà, professionalità e UMANITA'.

Francesca T. per nocensura.com
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di seguito l'articolo di Marco Santopadre

Incontrano un anziano di notte in una strada di Milano e lo massacrano di botte. Poi lo denunciano per resistenza a pubblico ufficiale. Smascherati dalle immagini riprese da alcune telecamere, finiscono in manette.
Sarà che siamo sensibili al tema, ma ci sembra proprio che gli episodi di ‘Malapolizia’ in questo paese stiano diventando sempre più numerosi e inquietanti. Altro che mele marce. L’ultimo episodio è accaduto a Milano, dove due agenti di Polizia in borghese hanno prima riempito di botte un anziano e poi lo hanno denunciato con l’intento di farlo arrestare per “resistenza a pubblico ufficiale”. Ma sono stati scoperti grazie alle immagini registrate da alcune telecamere presenti sul luogo del pestaggio e arrestati. Violenti e sbadati. I poliziotti arrestati hanno circa 24 anni, sono entrambi di origine siciliana e sarebbero in servizio da appena un anno.

"scusa a Buffon” ??? ITALIA - SPAGNA



...Io vorrei sapere, che si vinca o si perda, cos’è quel milione e mezzo versato da capitan Buffon a un tabaccaio di Parma. Vorrei sapere quali e quanti dirigenti e calciatori coinvolti nell’inchiesta di Cremona per essersi venduti le partite in barba ai tifosi e alla lealtà sportiva, sono colpevoli o innocenti. E vorrei che i colpevoli fossero radiati e condannati. Nessuna vittoria all’Europeo può cancellare lo scandalo. E invece c’è chi confonde i piani. È bastato che Buffon parasse tutto ai tedeschi perché Capezzone, disperso da mesi, rialzasse il capino e intimasse non si sa a chi né perché di “chiedere scusa a Buffon”.
È bastato un paio di partite vinte perché tutti si scordassero che uno dei nostri eroi, Bonucci, è indagato nel calcioscommesse. Era già accaduto nel 2006, col Mondiale vinto un mese dopo Calciopoli: la coppa diventò un aspersorio per benedire e assolvere mediaticamente i ladroni con l’Operazione Amnesia, che ha la stessa radice di Amnistia...
Marco Travaglio

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
estratto da "Eroi in Mutande"

Ripropongo per l'ennesima volta questo mio vecchio articolo:
Visti i risultati, la Grecia fallirà in euro, ripropongo questo:
Quando vivevo a Barcellona sui quotidiani usciva la notizia dello scandalo partite truccate in Italia ... uauh, che sorpresa pensai, fosse una novità che sono truccate! Ma la gente è tanto stupida da non chiedersi come mai le squadre che hanno vinto più scudetti sono quelli di tizio, caio e sempronio? Io feci una scommessa a quel tempo e vinsi. Avevo predetto che l'Italia avrebbe vinto dato che dovevano dimostrare al paese e al mondo intero che il calcio è un gioco pulito e onesto, altrimenti chi gioca più le schedine versando soldi ogni fine settimana, e chi si reca più a tifare quei 22 cretini che rincorrono un pallone ... e noi, Italia, paese del calcio e delle idiozie, come potevamo non vincere in una simile occasione? Chiaro che il titolo sarebbe stato azzurro. Coincidenza indovinai ...
PS: Io da molti anni vado sempre dicendo "spero che perdano" 
ma ... io non mi sento italiano, e per fortuna o purtroppo lo sono. 

L'ignoranza ti fa ... parlamentare!


Qui e qui due video

Parlamentare risponde che il debito del paese è 150 miliardi ... mi sembra, si, nono, 15 mila miliardi ...
Non sapere cosa sono gli esodati ... e poi ci dovrebbero pensare?!!
Quando avremo persone con una certa intelligenza e cultura al potere?

E poi ci chiediamo perchè stiamo vicino al fallimento?

Per la cronaca, gli ESODATI sono quelle persone incentivate ad uscire dal posto di lavoro (prima del dovuto) in cambio del diritto alla pensione ... per capirci quelli che la Fornero ha fottutto proprio in questi giorni, migliaia e migliaia di persone che avevano accettato di lasciare il lavoro anticipatamente in cambio della certezza di riceve la pensione (a circa 1200 euro), e che invece con la riforma voluta dal ministro troveranno ben 400 euro in meno ... o chi invece, nel peggiore dei casi (e sono anche qui diverse migliaia di persone), ha accettato di uscire dal lavoro ma non avrà più diritto alla pensione e non ne riceverà mai più alcuna!

L' Aspi (Assicurazione Sociale per l'Impiego) è invece una forma di protezione nei confronti dei lavoratori che perdono il lavoro e che andrà a sostituire l'indennità di mobilità, gli incentivi di mobilità, co.co.pro., disoccupazione ordinaria ect ect

Scarpe razziste e cervelli all'ammasso


Marco Cedolin


Sta tenendo banco da qualche giorno la polemica sorta intorno alle "scarpe razziste" dell'Adidas, ritirate dal commercio dalla multinazionale, in seguito all'ondata di critiche che stando ai giornali sarebbero emerse, soprattutto sul web, ad opera di un'agguerrita minoranza di utenti che in quegli scarpini individuavano un richiamo agli antichi ceppi utilizzati sugli schiavi neri in America nel XVIII e XIX secolo.
Non intendiamo abusare del tempo dei lettori, perdendoci in giudizi stilistici sul nuovo modello dell'Adidas, in verità piuttosto bruttino, o in equilibrismi di fantasia concernenti presunti richiami agli schiavi d'America, alla popolazione carceraria o alle pratiche sadomaso, ma intendiamo concederci una brevissima riflessione....
Sarà un segno dell'isteria colletiva che caratterizza i "tempi moderni", ma sembra diventare sempre più preponderante la tendenza alla creazione di feticci sostanzialmente inutili, all'interno dei quali concentrare in maniera pretestuosa l'attenzione dell'immaginario collettivo, distogliendolo dai problemi seri che quell'attenzione la meriterebbero appieno.
Anzichè contestare le multinazionali come L'Adidas per le politiche di schiavismo, portate avanti in giro per il mondo nei vari paesi dove hanno delocalizzato la produzione e per le operazioni di marketing selvaggio attraverso le quali sono arrivate a falsare gli esiti delle competizioni sportive, minando alle fondamenta la correttezza delo sport, si preferisce stigmatizzare la scarpa con le catenelle, in perfetto stile radical chic.
In piena sintonia con tanta sensibilità, il prossimo modello di scarpino, politicamente corretto, sarà sicuramente sponsorizzato dal commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati e non importerà a nessuno se lo cuciranno bambini denutriti di 7 anni, annientati dalle catene della povertà e dai progetti di "sviluppo", portati avanti dalla Banca Mondiale, con l'appoggio della "società civile" e di tanti benpensanti così sensibili alle catenelle e alla storia degli schiavi d'America, da dimenticare che la schiavitù esiste anche oggi, nonostante la chiamino progresso.

Fonte: marcocedolin.blogspot.it

Calcio: colpe e responsabilità

All'età di nove anni vissi i novanta minuti più intensi della mia vita (fino a quel momento, si intende). Fu in occasione della finale intercontinentale Inter-Independiente, che ascoltai alla radio perchè mio padre era contrario all'acquisto della TV. Diceva che serve solo a rincoglionire la gente.

Quell'emozione fu superata l'anno seguente, in occasione della nuova finale di Coppa Intercontinentale. Quel giorno mio padre - che ancora si rifiutava di comprare la TV - mi portò in un bar di Milano, dove c'era una grande sala con la televisione. Fra le dense volute di fumo, seduto nelle ultimissime file, ricordo ancora la magia di quei piccoli fantasmi in bianco e nero che si muovevano veloci sullo schermo. Erano loro, i giocatori, in carne ed ossa. Per la prima volta "vedevo", fisicamente, una partita di calcio, mentre fino al giorno prima le avevo solo immaginate, ascoltandole alla radio.

Quando ci furono i mondiali del '70, mio padre dovette finalmente cedere alle pressioni dei figli, e così potemmo goderci la storica semifinale Italia-Germania dal televisore di casa nostra. Ho ancora impresso negli occhi l'ultimo goal di Rivera, che si sovrappone continuamente all'urlo infinito di Tardelli, nella vittoria mondiale dell'82, sempre contro la Germania.

Ormai il calcio in TV era diventato un'abitudine, con la Domenica Sportiva che anticipava nella sua breve sintesi tutto quello che si sarebbe discusso il giorno dopo al bar, sugli autobus e nei luoghi di lavoro.

Ma la cosa finiva li. Il calcio era un evento episodico, che iniziava a riscaldarsi il sabato, esplodeva la domenica, e il lunedì sbolliva, appunto, con i lazzi e gli sberleffi fra i tifosi delle parte avverse.

Poi accadde qualcosa di speciale. Fu un piccolo evento, all'apparenza, …

… ma era destinato a cambiare per sempre la nostra percezione del gioco del calcio. Era nata "la moviola". La Domenica Sportiva non era più soltanto una serie di goal recitati alla velocità di un rosario, che iniziava e finiva nell'arco di pochi minuti. Ora con il "ralenti" si poteva vedere e rivedere all'infinto quella maledetta palla che picchava sotto la traversa, alzava una nuvoletta di polvere bianca all'interno della porta, e poi rimbalzava di nuovo in campo, finendo fra le braccia del portiere allibito. "Rivediamolo ancora una volta, al ralenti…" ci diceva il televisore, e milioni di occhi si fissavano attenti su quella macchia chiara che si spostava veloce sul fondo scuro: la palla aveva o non aveva oltrepassato del tutto la linea bianca? L'arbitro aveva fischiato il goal, ma se la palla era entrata tutta, come si spiegava la nuvoletta bianca? Bastava inoltre la rotazione presa sotto la traversa, per giustificare il suo ritorno in campo, se era entrata del tutto?

Di fronte a questi dilemmi esistenziali, la chiacchierata al bar del lunedì mattina cominciava a non essere più sufficiente: la moviola aveva compiuto il miracolo di moltiplicare all'infinito un qualunque istante di una qualunque partita visto da qualunque angolazione, e questo moltiplicava automaticamente per mille le questioni da chiarire nella mente dei tifosi.

Nacque cosi "Il processo del lunedì", che rimandava al giorno seguente la "chiusura dei conti" fra le parti avverse al bar, a scuola o sul luogo di lavoro.

"Il processo" ebbe un grande successo, e portò automaticamente alla nascita dell' "Appello del martedi", prolungando così fino al mercoledì mattina tutte le diatribe sorte nei brevi 90 minuti di campionato, la domenica precedente.

A quel punto, qualcuno deve essersi accorto che c'era un'immensa audience potenziale, tanto affamata di pallone quanto facile da accontentare. Volete mettere quanto costa produrre un'ora di sceneggiato TV, anche il più trucido e inguardabile, rispetto a un'ora passata a fissare una palla che rimbalza su una qualunque linea bianca di un qualunque campo di calcio italiano?

In tutto l’Occidente la gente vuole la democrazia diretta

- Di Enzo Trentin -

Non c’è praticamente nessun paese occidentale in cui non ci sia una maggioranza del popolo (di solito larga) che non voglia la democrazia diretta. Nel 1995 il sondaggio ‘stato della Nazione’ mostrò che il 77% dei cittadini britannici credeva che dovesse essere introdotto un sistema «…in cui certe decisioni vengono rimesse al popolo per decidere con referendum popolare» (Prospect Magazine, ottobre 1998). Secondo un sondaggio pubblicato dal Sun (15 marzo 2003) l’84% dei britannici voleva un referendum sulla Costituzione europea. Contemporaneamente apparve un sondaggio sul Daily Telegraph secondo cui l’83% dei cittadini britannici voleva risolvere questioni di sovranità per mezzo di referendum nazionali; solo il 13% riteneva che questo fosse competenza del governo. Il Guardian (29 febbraio 2000) pubblicò un sondaggio secondo il quale il 69% dei Britannici voleva un referendum sul nuovo sistema elettorale proposto dal Primo Ministro Blair. Ciò dimostra chiaramente che il popolo britannico vuole l’ultima parola in merito all’organizzazione del loro sistema politico.
In Germania più di 4 cittadini su 5 desiderano che l’iniziativa di referendum popolare venga introdotta a livello nazionale. Da un sondaggio Emnid nel 2005 apparve chiaro che l’85% dei tedeschi ne erano convinti (Readers Digest, 10 agosto 2005), e dati simili sono pervenuti da decine di altri sondaggi. Nel 2004 Emnid chiese anche ai tedeschi se volevano un referendum sulla Costituzione europea; il 79% rispose in senso affermativo. Precedenti sondaggi mostrarono che la preferenza tedesca per la democrazia diretta è trasversale a tutti i partiti: erano sostenitori il 77% degli elettori della SPD, il 68% degli elettori CDU, il 75% degli elettori FDP, il 69% degli elettori dei Verdi, il 75% degli elettori PDS. (Zeitschrift für Direkte Demokratie 51 [periodico per la democrazia diretta no. 51], 2001, p. 7).
Secondo un sondaggio SOFRES l’82% dei francesi sono a favore dell’iniziativa referendaria popolare; il 15% sono contrari (Lire la politique, il 12 marzo 2003).
Secondo un sondaggio SCP del 2002, nei Paesi Bassi l’81% degli elettori sostiene l’introduzione del referendum. Nel 1997 un’indagine della SCP mostrava che c’era una larga maggioranza a favore della democrazia diretta in tutti e quattro i più grandi partiti politici: il 70% degli elettori del CDA (Cristiano Democratici), l’86% degli elettori del PvdA (Laburisti), l’83% del VVD (Liberali di destra), l’86% degli elettori del D66 (Democratici liberali di sinistra) (Kaufmann & Waters, 2004, p.131). Secondo un sondaggio NIPO nell’aprile 1998 il 73% degli elettori voleva un referendum sull’introduzione dell’Euro ed un sondaggio del settembre 2003 mostrava che l’80% voleva un referendum sulla Costituzione europea (che venne effettivamente tenuto nel 2005. [Nijeboer, 2005]). Oltretutto il popolo olandese si aspetta molto dalla democrazia. Il Nationaal Vrijheidsonderzoek (indagine sulla libertà nazionale) del 2004 mostra che la «promozione della democrazia» è stata scelta dalla maggior parte dei cittadini (il 68%) come una risposta alla domanda: «Che cosa, secondo voi, è particolarmente necessario per la pace nel mondo? Gallup ha intervistato gli Europei, a metà del 2003, circa l’opportunità di un referendum sulla Costituzione europea. L’83% di essi consideravano un tale referendum come ‘indispensabile’ o ‘utile ma non indispensabile’, ma solo il 12% pensava a un referendum ‘inutile’. 


Elsa Fornero ha perfettamente ragione

DI MASSIMO FINI
ilfattoquotidiano.it

Elsa Fornero ha perfettamente ragione: non esiste alcun diritto al lavoro. Questo tipo di diritti, come quello alla salute o alla felicità, appartengono alle astrazioni della Modernità che nulla hanno a che fare con la vita reale. Sono diritti impossibili perché nessuno, foss'anche Domineddio, può garantirli. Esiste, quando c'è, la salute, non un suo diritto. Esiste, in rari momenti della vita di un uomo, un rapido lampo, un attimo fuggente e sempre rimpianto, che chiamiamo felicità, non il suo diritto. Così è inutile sancire il diritto al lavoro se in una società il lavoro non c'è.
Ciò che in una società moderna possiamo pretendere è un'altra cosa: l'assicurazione, da parte della collettività, di una vita dignitosa anche per chi il lavoro non ce l'ha e non lo può trovare.

L'articolo I della Costituzione afferma solennemente: “L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”.

Questo articolo è espressione delle culture liberiste e marxiste che, assieme a quella cattolica (che peraltro del lavoro ha una concezione molto diversa) hanno contribuito a redigere la nostra Costituzione. Il lavoro diventa infatti un valore solo con la Rivoluzione industriale di cui queste culture, prettamente economiciste, sono figlie. Per Marx il lavoro è “l'essenza del valore”, per i liberisti è esattamente quel fattore che, combinandosi col capitale, dà il famoso “plusvalore ”. In epoca preindustriale il lavoro non è un valore. Tanto che è nobile chi non lavora e artigiani e contadini lavorano per quanto gli basta. Il resto è vita. Non che artigiani e contadini non amassero il proprio mestiere (che è qualcosa di diverso dal “lavoro” tanto che c'è chi dubita che in epoca preindustriale esistesse il concetto stesso di lavoro come noi modernamente lo intendiamo –R. Kurz, “La fine della politica e l'apoteosi del denaro”), certamente lo amavano di più di un ragazzo dei call-center, di un impiegato, di un operaio che, a differenza del contadino e dell'artigiano, fanno un lavoro spersonalizzato e parcellizzato, ma non erano disposti a sacrificargli più di quanto è necessario al fabbisogno essenziale.
Perché il vero valore, per quel mondo, era il Tempo. Il Tempo presente, da vivere “qui e ora”e non con l'ansia della “partita doppia” del mercante che disegna ipotetiche strategie sul futuro. Questa disposizione psicologica verso il lavoro era determinata dal fatto che in epoca preindustriale, come ho già avuto modo di scrivere, non esisteva la disoccupazione. Per la semplice ragione che ognuno, artigiano o contadino che fosse, viveva sul suo e del suo. E non doveva andare a pietire un'occupazione qualsiasi da quella bestia moderna chiamata imprenditore. “L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.
In realtà, come ogni Paese industrializzato, è fondata sulla schiavitù. Perché siamo tutti, o quasi, come scriveva Nietzsche, degli “schiavi salariati”. A differenza dell'artigiano e del contadino la nostra vita, la nostra stessa sopravvivenza, non dipende più da noi, ma dalla volontà e dagli interessi altrui. Il Primo Maggio noi celebriamo, senza rendercene nemmeno più conto, la Festa della nostra schiavitù. C'è da aggiungere che noi moderni abbiamo utilizzato nel peggiore dei modi le straordinarie tecnologie che pur proprio noi abbiamo creato. Oggi le macchine potrebbero lavorare per noi. Ma invece di utilizzarle per liberarci da questa schiavitù, costringiamo gli uomini, sostituiti dalle macchine, a cercare altri lavori, più infimi e disumani e sempre che li trovino. Ecco perché nasce il “diritto al lavoro”. Paradossale perché in realtà è un 'diritto alla schiavitù'.

Massimo Fini
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
Tratto 
http://www.comedonchisciotte.org

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