"THE END"

"THE END"
http://www.romafaschifo.com

mercoledì 26 settembre 2012

Champagne Supernova



Sapete di cosa parla la canzone Champagne Supernova degli Oasis?
Vorrei sapere il significato di questa splendida canzone degli Oasis

Artista: Oasis
Titolo: Champagne Supernova
Titolo Tradotto: Supernova Di Champagne

Quante persone speciali cambiano?
quante vite vivono in modo strano?
dov'eri quando siamo arrivati in alto?
camminando lentamente sotto al muro
più veloce di una palla da cannone
dov'eri mentre arrivavamo in alto?

Un giorno mi troverai
intrappolato nella frana
in una supernova di champagne nel cielo
un giorno mi troverai
intrappolato nella frana
in una supernova di champagne
una supernova di champagne nel cielo

Sveglia l'alba e chiedile perché
un sognatore sogna e lei non muore mai
asciuga quelle lacrime dai tuoi occhi
camminando lentamente sotto al muro
più veloce di una palla da cannone
dov'eri quando siamo arrivati in alto?

Un giorno mi troverai
intrappolato nella frana
in una supernova di champagne nel cielo
un giorno mi troverai
intrappolato nella frana
in una supernova di champagne
una supernova di champagne nel cielo

Perchè le persone credono che
andranno via per l'estate
ma io e te, noi viviamo e moriamo
il mondo continua a girare in tondo
noi non sappiamo perchè,
perchè, perchè...

Quante persone speciali cambiano?
quante vite vivono in modo strano?
dov'eri quando siamo arrivati in alto?
camminando lentamente sotto al muro
più veloce di una palla da cannone
dov'eri mentre arrivavamo in alto?

Un giorno mi troverai
intrappolato nella frana
in una supernova di champagne nel cielo
un giorno mi troverai
intrappolato nella frana
in una supernova di champagne
una supernova di champagne nel cielo

Perchè le persone credono che
andranno via per l'estate
ma io e te, noi viviamo e moriamo
il mondo continua a girare in tondo
noi non sappiamo perchè,
perchè, perchè...

Quante persone speciali cambiano?
quante vite vivono in modo strano?
dov'eri quando siamo arrivati in alto?
siamo arrivati in alto, siamo arrivati in alto
siamo arrivati in alto, siamo arrivati in alto

LA SOLITA CHIESA DI MERDA!!!!!!!!!! PEDOFILI, FRUSTRATI, CONTRO IL PIACERE, NATI PER SOFFRIRE E NE FANNO UN OBIETTIVO DI VITA ALLE SPESE DEGLI ALTRI ....

Leggo oggi:
Scandalo Chiesa tedesca: se non paghi niente sacramenti, nemmeno in caso di morte


MENO MALE!!! QUESTI IMBECILLI DAVVERO SI PREOCCUPANO CHE IL "PRETE" NEMMENO TI DA LA SACRA UNZIONE O QUALSIASI ALTRO SACRAMENTO????? 

......... e CHISSSSENEFREGAAA!

AVETE BISOGNO DEI SACRAMENTI VOI? IO NO .... MA SE AVESSI UN FIGLIO E NON LO BATTEZZASSERO SIGNIFICHEREBBE CHE ALMENO LE VOSTRE MANI SOZZE, CHE SI INTRUFOLANO NELLE MUTANDINE DEI BAMBINI ALLA RICERCA DEL SESSO ... SEGAIOLI MALEDETTI ... NON LO AVREBBERO NEMMENO SFIORATO MIO FIGLIO: STUPIDO CHI GLIELI PORTA!

 ... PENSATE CHE PUREZZA. INVERTEBRATI, ODIOSI DELLA VITA E DEI PIACERI DELLA VITA, VOI SIETE LA NEGAZIONE DEL PIACERE CHE DA LA VITA, LA NEGATE AGLI ALTRI MA VOI LA PRATICATE. SIETE LA MORTE CHE CAMMINA COL VESTITO NERO ....  E AMEN. MA VERGOGNATEVI, ANZI, DOVETE MORIRE, SPARIRE, ESTINGUERVI PERCHE SIETE IL MARCIO DEL MONDO CHE SI VESTE DA SANTO. IO VI DETESTO E SE POTESSI VI MANDAREI TUTTI SU MARTE, (non c'è atmosfera su Marte giusto?), MA POI CI PENSA LA VITA STATE TRANQUILLI PRETAME MALEDETTO COME DICEVA ARTHUR, SIETE SOLO FROCETTI E PEDOFILI, FORTI CON CHI NON SI PUO DIFENDERE, LA GENTE COME VOI DEVE SPARIRE PER SEMPRE, STA GIA' ACCADEBDO E LO SAPETE, VERO?

PERCHE? NON PROVATE AD AVERE UNA DONNA? COMUNQUE, NIENTE SACRAMENTI=MENO CRISTIANI=MENO FEDELI=MENO MAFIA E MENO MERDA, non la pensate come me? Ma teneteveli i vostri sacramenti cretini, non ho bisogno della vostra unzione per conoscere l'aldilà o per essere vicino alla natura che mi ha generato, siete voi troppo lontani dalla vostra natura, per questo scopate o vi fate fare i pompini dai bambini: MISEREVOLI!!! E volete predicare o insegnare dio? Voiiiii? Ma nascondetevi che se fosse per me sareste tutti al rogo come avete fatto per secoli, preti .... dalla merda nascono i fiori diceva De André, ma da voi cosa nasce a parte masturbazioni, pedofilia e frustrazione di un uomo solo?

Parlate con tanta gente ma mostrate solo la facciata, nessuno vi conosce fino in fondo ... e questo non è bene per l'animo umano: Già, ma che ne sapete voi stipendiati fissi dello spirito o dell'anima?

Niente, conoscete meglio i genitali dei bambini ....



In Germania la Chiesa, in seguito al crollo dei
versamenti dell’8×1000, esce allo scoperto in un modo che sfiora il grottesco.
D’ora in poi se volete considerarvi cristiani dovete pagare. Altrimenti non avrete diritto ai sacramenti, neppure in caso di morte. Infatti chi non dimostra di aver barrato l’opzione in favore della chiesa nella dichiarazione dei redditi non potrà alla sua morte avere un funerale cristiano.
Ma Cristo non aveva detto che anche i più poveri e diseredati erano comunque figli di Dio?
Da quando per essere tali occorre la patente fiscale?


Germania/ Altolà della Chiesa cattolica: niente sacramenti senza l’8×1000
Venerdì, 21 settembre 2012 – 17:15:00
Chi non versa l’8 per mille alla Chiesa non è più cattolico e non puo’ avere accesso ai sacramenti, compreso il funerale religioso: è la dura presa di posizione assunta dalla Conferenza episcopale della Germania con l’avallo del Vaticano in risposta alla fuga dei cattolici tedeschi dal pagamento del contributo. A partire da lunedì prossimo chiunque dichiarerà la sua uscita dalla comunita’ ecclesiastica di appartenenza, risparmiandosi così il pagamento dell’8 per mille, si porrà al di fuori della Chiesa cattolica.

Nel documento reso noto a Berlino si sottolinea che l’uscita formale dalla Chiesa costituisce “una grave mancanza nei riguardi della comunità ecclesiale”. “Chi per qualunque motivo dichiara davanti all’autorità civile la propria uscita dalla Chiesa”, e’ scritto nel documento, “viene meno all’obbligo di appartenenza alla comunità ecclesiastica e a quello di consentire alla Chiesa con il suo contributo finanziario di assolvere alle proprie mansioni”.
Chi non paga l’8 per mille non verrà più considerato cattolico e non potrà dunque più avere accesso ai sacramenti, come la confessione, l’eucarestia, ne’ potra’ piu’ essere padrino di battesimo. In caso di morte, poi, gli verra’ negato il funerale religioso, anche se non verra’ automaticamente scomunicato. Con questa misura la Chiesa cattolica cerca di arginare il crescente rifiuto di contribuire al suo sostentamento, ai quali basta una semplice dichiarazione alla cancelleria di un tribunale per essere esentati dal pagamento.

Negli ultimi tempi il fenomeno ha assunto grazie alla crisi una dimensione sempre piu’ considerevole, anche per i credenti di fede evangelica, che per risparmiare decidono di uscire dalla Chiesa di appartenenza. Finora le conseguenze sul piano ecclesiastico erano praticamente nulle, mentre adesso chi esce si vedra’ rifiutare ogni tipo di sacramento. Dal 1990 in poi oltre 100mila tedeschi all’anno hanno voltato le spalle alla Chiesa cattolica, mentre nel 2011 e’ stato toccato il record di 126.488 autoesclusioni.
Per tentare di arginare il fenomeno la Chiesa cattolica intende agire in futuro anche in maniera attiva, inviando a chiunque ha dichiarato al tribunale la propria uscita una lettera di invito a parlarne con il proprio parroco. Nel colloquio si cerchera’ di convincere l’eventuale pecorella smarrita a ripensarci e a tornare all’ovile.


Fonte: iconicon.it/blog
tratto da stampalibera.com


IPNOSI DI MASSA




In fondo è facile, più facile di quanto si possa immaginare. 

Ingredienti: 

  • giacca e cravatta, 
  • titoli altisonanti (professore di questi tempi va più che bene, è un passe-partout quasi magico), 
  • toni pacati, 
  • sguardi ammiccanti, 
  • parole suadenti e ipnotiche,  
  • ricalco di bassi sentimentalismi popolari (lacrime e "sacrifici" funzionano sempre), 
  • spalle compiacenti tra i media, gli intellettuali e il bestiame che occupa il  parla(tradi)mento, 
  • un vecchio signore ipocrita che blatera di coesione e salvezza e altre varie ed eventuali amenità, 
  • frasi generiche "l'europa lo chiede" "i mercati..." "fare presto", 
  • il fantasma cattivo dello spread  
    e il gioco è fatto.

Utilizzando questi selezionati ingredienti, sapientemente e cinicamente miscelati, si può ipnotizzare un intero popolo, derubarlo a sangue e ricevere pure incondizionata approvazione.

"A me gli occhi": va in scena l'ipnosi di massa.

Elia Menta
link ufficiale

La Minetti e' migliore della Bindi. Sarebbe ora di ammetterlo!!!

Scritto da Uriel Fanelli

Non scriverei questo post se non fosse che, appena giro per la rete italiana, non vedo altro che una serie di sbroccate tutte legate a Nicole Minetti. Il problema in questo caso non e' "Minetti si, Minetti no", il problema e' essenzialmente uno: perche' proprio lei no? Cioe', tutto quello che si dice di male della Minetti e' che sarebbe nel suo posto alla Regione Lombardia "senza meriti, titoli adeguati o professionalita', solo per decisione del capo del suo partito, Silvio Berlusconi"
Ora, il primo punto che sollevo contro questo modo di ragionare e' il seguente: ma tutti gli altri, questi benedetti "meriti", li hanno? Sono andato a cercare sui siti web personali di alcuni personaggi , e ho provato a cercare i "Meriti" di queste persone. Prendiamo per esempio la Bindi.
Il suo CV comprende una vita in politica -e li' mi sfuggono le sue eroiche imprese- , e una vita professionale inesistente, se non un dottorato in scienze politiche. Ora, una persona del genere, di quell'eta', quanto vale oggi sul mondo del lavoro?
La verita' e' che, col suo CV, oggi come oggi la Bindi non finirebbe neppure in un call center, ove cercano voci giovani. Nel mondo del lavoro, i "meriti" della Bindi non valgono NIENTE. Forse la prenderebbero come lavapiatti in qualche ristorante, o come cameriera. Fine che fanno, btw, moltissimi con le stesse qualifiche e la stessa eta'.
Ma gia' la Bindi ha avuto, sebbene in scienze farlocche, una certa carriera: diciamo che almeno un dottorato di ricerca con un professore famoso ha il suo fascino. Diciamo che esistono ancora posti al mondo (di solito universita' e fondazioni) ove potrebbe fare la segretaria, se non fosse che in quei posti si cerca anche la bella presenza(1).

Ma possiamo anche andare avanti. Cerco l'onorevole Livia Turco: "Diploma di liceo classico; Insegnante di scuola primaria, dirigente di partito" . Ora, se qualcuno della sua eta' si presentasse in qualsiasi centro di collocamento con un CV del genere, vedrebbe solo gente che scuote la testa. Forse gli impiegati la tratterebbero con gentilezza, ma la verita' e' che Livia Turco e' un'altra che nel mondo del lavoro non vale NIENTE.


Andiamo ai maschi, per curiosita'. Massimo D'Alema:

Diplomato, non prese mai la laurea perche' a suo dire "non voleva essere sospettato di favoritismi" (2), non ha alcuna esperienza lavorativa. Anche se si fosse laureato, sarebbe un laureato in filosofia , di quelli che fanno la coda di fronte ai centri per l'impiego. Si tratta di un altro personaggio completamente incollocabile nel mondo del lavoro: attualmente il suo CV non vale NIENTE.

Passiamo a Walter Weltroni: Diplomato in Cinema , non ha alcuna qualifica professionale ne' alcuna esperienza lavorativa. Come leader ha portato il PD al minimo dei voti, ma abbiamo detto che la politica non fa CV (altrimenti la Minetti potrebbe stare in consiglio e acquisire CV).Ah, si, ha un'esperienza come direttore dell' Unita': se il giornale non fosse poi fallito, varrebbe la pena di scriverla su CV. Secondo me e' meglio se ci scrive "disoccupato lesbonucleare". Se provassimo a collocarlo sul mercato del lavoro, probabilmente sarebbe un discreto impiegato in un customer care. Insomma, anche lui sul mercato del lavoro NON VALE NIENTE.

Se invece vado a controllare la Minetti, scopro cose interessanti. Innanzitutto, che ha lavorato come igienista dentale in un ospedale. E non era l'ultima cretina del pianeta, dal momento che le hanno dato da rimettere a posto i denti del primo ministro, dopo che e' stato colpito da una statuetta lanciata da un pazzo. Quindi, innanzitutto se vogliamo piazzarla nel mondo del lavoro, almeno un appiglio ce l'abbiamo. In secondo luogo, ha diverse esperienze come hostess di convegni. Non sara' il miglior lavoro del mondo, ma supera di ben due qualifiche lavorative sia la Bindi che la Turco, ed e' incommensurabilmente piu' "professional" di D'Alema e Weltroni. Adesso ha aggiunto al CV alcune esperienze da modella di costumi da bagno: potete dire che sia possibile per via del suo nome, ma se credete che basti il nome, provate a mettere la Bindi sulla stessa passerella. O Livia Turco.

Potrei andare avanti ancora, ma la domanda non verte sulla Minetti. Il problema e' un altro.

Cosi', adesso il punto e': ma perche' in Italia il problema del merito, della professionalita', delle capacita'lavorative, SI PONE SOLO ALLE DONNE BELLE?




Vediamo di intenderci: se qualcuno si fosse posto il problema dei "meriti" con la Bindi, che cosa avrebbe potuto rispondere? Con la catastrofe elettorale ottenuta in Veneto, quando battendosi contro la Lega , la sua CD perse il 14% in un colpo solo. Con l'aver fatto parte di un partito cancellato da un'inchiesta giudiziaria? Quali sarebbero i "MERITI" della Bindi?

Va fan culo a voi, ottusi!

Vorrei parlare di un caso successo qualche tempo fa su un forum. Non dico il nome o l'indirizzo per questioni di etica. Non so se qualcuno ha visto il mio post intitolato "Donne Superiori?". Quel giorno quando l'ho scritto ho tentato di diffonderlo il massimo possibile in rete e tra le persone che conosco, poichè mi sembrava importante. Frequentavo un forum di psicologia, dove l'avevo condiviso altrettanto. I primi commenti ricevuti erano del tipo: perchè "l'hai pubblicato qui? Penso avrai poche risposte" oppure "Che topic surreale". A me sinceramente non fregava quanti l'avrebbero letto, l'importante per me era che lo leggesse qualcuno e lo capisca. Mi ero fregato, ma ero pronto alle critiche. Sapevo che stava arrivando qualcuno a cui per forza non avrebbe piaciuto. Ammetto che sono anticonformista. Non amo la gente presuntuosa. Peccato che su quel forum mi è stato dimostrato che era pieno proprio di presuntuosi. Per prima cosa sono stato attaccato perchè ero giovane, la seconda era la mia posizione - antifemminista. Il bello è vedere di ricevere domande solo per trattenere la discussione e capire che qualcuno sta tentando di chiuderti la bocca. Ho ricevuto dei commenti del tipo "Ma hai mai visto un bimbo genio(cioè "io")? Io no."



Beh, per prima cosa non ho detto a nessuno di essere un genio(o qualcos'altro che è stato detto sempre con quel senso), seconda non sono un bimbo, terzo chi ca**o sei per dirmelo? Ovviamente censurare è civile, mentre spu**anare e essere ipocriti anche. Capisco che si può sbagliare, e lo può fare ognuno. Ma il comportamento di quelle persone mi ha dimostrato quanto siano ipocriti, bugiardi, persi ... è questo non ha niente a che fare con la mia posizione, ma con il loro modo di dettare, di pensare di aver sempre ragione di fronte ad uno che la pensa diversamente. Sono stanco. La pazienza mi era finita ad un punto nel quale ho notato di essere sottovalutato solo perchè giovane e antifemminista. Da alcuni mi è stato pure detto di "scopare un po' di più", sì proprio così. Da altri di maturare, solo perchè ero di una posizione diversa dalla loro. Come ho detto non ho la pazienza infinita, scoppio quando capisco che non ci può essere un dialogo tra persone, quindi prima ho iniziato a difendermi, poi ad attaccare. Ma attaccare con le parole, mandando quasi a fanculo, dopo aver sentito che mi devo curare. Avevo chiesto il ban, perchè non potevo più stare in quel posto, grazie ai loro pareri ottusi. Forse mi ero un po' scatenato, ma ciò non giustifica quelli che si sono comportati in quel modo. Inoltre penso che qui in Italia, e non solo, pure in altri paesi vige il pensiero di gruppo. Cioè se non la pensi come tutti gli altri vieni "attaccato", se non concordi con quelli che hanno di più esperienza sei un "immaturo", se hai un'altra cultura ed educazione vieni "quasi rieducato". Ma che ca**o di diritto è? Chi si permette di dettarmi cosa devo fare e non? Perchè devo soffrire io? Spesso tentando di far bene sembra davvero di ricevere solo risposte ingrate. Mi spiace che esistono posti dove la gente condivide solo quelle che le piace, quello che si fa vedere sempre in Tv, nei giornali, nei mass-media ... infatti si sentono forti, perchè sono in tanti. E quest'è la loro pseudo-democrazia. Ma sappiate che arriverà un giorno quando perderanno e capiranno quanto erano miserabili e sfortunati solo perchè dipendevano dalla folla. Rispetterò sempre la mia libertà così come la libertà degli altri. Mi posso ovviamente sbagliare. Se leggete questo e lo capite, grazie. Se invece vi siete messi in testa quel ca**o che vi pare, senza nemmeno tener conto di quello che ho tentato di spiegarvi ... Va Fan Culo!


BATTITO SPAGNOLO


Quando ero in Spagna in più occasioni ho visto gruppi di persone, chiamiamole pure folle perché erano in tanti a manifestare contro manovre del governo della Catalunia e vi assicuro che con pentole, e bastoni con cui picchiavano queste pentole, rompevano davvero le palle, però, ogni volta che uscivano il giorno dopo leggevi il giornale e già si sentiva parlare che tale legge non sarebbe stata approvata. Per la benzina, vi ricordate quando smisero di fare il pieno alle macchine perché costava più di un euro e sessanta al litro? So che noi lo avevamo passato già e nessuno aveva detto beh!
E pensate che è più probabile che la paga sia migliore di quelle italiane, guadagnano un po' di più o molto di più dipende dal settore dove lavorano, i camerieri più o meno sono come in Italia ma tutto costa un terzo di meno. Anche ora hanno un prezzo inferiore rispetto a noi, sono fermi a 1.6 contro i nostri 2 scarsi ... ma si sa noi paghiamo le accise della guerra in Libia del secolo scorso ... ma agli italiani cosa hanno fatto per sopportare tutto questo e non fare niente? Un buon lavaggio del cervello sembrerebbe: Me lo chiedo sempre e non sono il solo credo proprio ...
Tutto questo a cosa porta secondo voi? Porta ad avere dei popoli differenti profondamente, un essere umano quando sta bene si comporta anche meglio, vedere l'esempio italiano nel mondo, per esempio ....

BATTITO SPAGNOLO

di Redazione Cadoinpiedi.it 


Gli indignados assediano Madrid e il Parlamento contro la Troika e i mercati finanziari



Alta tensione, cariche di polizia che usano manganelli e proiettili di gomma, almeno 14 feriti, di cui uno in gravi condizioni, e una ventina di manifestanti arrestati. Uno scontro annunciato, per la manifestazione degli indignati che ha paralizzato oggi il cuore di Madrid.
Al grido di 'No nos rapresentan!' e 'La voce del popolo non e' fuorilegge', almeno 10mila persone - le autorita' ne hanno stimate 6mila - hanno marciato nel pomeriggio verso il Parlamento, blindato da oltre un migliaio di agenti come una fortezza, per esigere le dimissioni del governo, lo scioglimento delle Camere e l'inizio di un processo costituente. ''Governo dimission!'', ''Fuera, Fuera!'', la rabbia scandita contro i tagli imposti dall'esecutivo di Mariano Rajoy, tornata in piazza in due cortei partiti alle 17 da Atocha e da Piazza di Spagna, per confluire alla Carrera de San Jeronimo, protetta dalla vigilia da un triplo cordone di agenti in assetto anti-sommossa e a cavallo e vigilata dall'alto dagli elicotteri.
La protesta si e' svolta senza incidenti nelle prime ore del pomeriggio. Poi, intorno alle 19,00, le cariche della polizia quando, dalla marea in crescendo, concentrata in plaza Neptuno, si sono sganciati alcuni drappelli di manifestanti e hanno cominciato a lanciare oggetti e a premere sulle alte recinzioni di ferro, che sbarravano il passaggio alla sede della Camera, riunita in sessione plenaria. Obiettivo della manifestazione, convocata nelle reti sociali dal coordinamento 25-S, era cingere in maniera simbolica Il Parlamento e ''salvare'' la sede della sovranita' popolare dal ''sequestro compiuto dalla Troika e dai mercati finanziari, realizzato in collaborazione con la maggioranza dei partiti politici''.

Leggi dalla fonte originale: Ansa

FAMIGLIA, QUESTA MALEDETTA



Di Marco Cedolin

I dati contenuti all’interno del nuovo rapporto del Censis rappresentano lo spunto, come già accaduto in passato, affinché tanta buona stampa possa trastullarsi nel denigrare gli italiani “bamboccioni”, troppo legati alla famiglia, non sufficientemente globalisti e ancora scarsamente appiattiti sul modello americano che, a detta loro, rappresenterebbe il perfetto esempio di una società matura, efficiente ed impermeabile a qualsiasi tipo di sentimentalismo.


Stando alle cifre fornite dal Censis un terzo degli italiani abita con mamma e papà, oltre il 40% vive all’interno di un raggio di mezz’ora di camminata dalla casa dei genitori, raggio all’interno del quale il 54% degli italiani ha anche i propri parenti stretti.
E questo non vale solamente per i giovanissimi, bensì anche per gli adulti. Come se non bastasse oltre 7 milioni di italiani portano al lavoro il pranzo preparato in casa. Passano mediamente circa un’ora al giorno davanti ai fornelli, facendo si che la preparazione dei pasti assorba mediamente per una donna 21 giorni “lavorativi” l’anno. Circa 21 milioni d’italiani preparano in casa alimenti come yogurt, pane, gelato o conserve e di questi la metà lo fa regolarmente…..

Circa l’85% degli italiani continua a fare la spesa alimentare sotto casa, nei piccoli antieconomici negozi di quartiere e la maggior parte delle persone fanno i propri acquisti all’interno di un’area di una ventina di minuti di camminata dalla propria abitazione. Le mamme che lasciano il lavoro a causa della nascita di un figlio sono aumentate dal 2% all’8,7% e circa il 36% delle donne in età feconda si dedica alla propria famiglia risultando perciò inattiva.

In pratica gli italiani stentano ad uniformarsi al modello della globalizzazione che pretende l’eutanasia di ogni identità, famiglia, comunità, nazione e faticano non poco a rompere tutti i legami con le tradizioni, diventando parte integrante di una società che li vorrebbe sempre più individui atomizzati senza lacci o lacciuoli di sorta. Anzi in alcuni casi, invece di procedere sulla strada del “nirvana”, sembrano perfino tornare sui propri passi, mostrando nostalgia di quel passato che nel modello progressista equivale ad una iattura dalla quale allontanarsi al più presto.

Molti degli atteggiamenti stigmatizzati attraverso le cifre offerte dal Censis possono venire direttamente ricondotti alla crisi economica che strangola il paese e perfino i giornalacci mainstream non possono evitare di metterlo in evidenza. Dal momento che la maggior parte dei giovani è senza lavoro o lavora percependo salari ridicoli (buoni forse per l’aperitivo e le sigarette) sarebbe impensabile che costoro carezzassero l’idea di lasciare la famiglia e costruirsi una vita indipendente. Se la maggior parte delle famiglie non riesce ad arrivare a fine mese pur lavorando è naturale che l’imperativo sia quello vivere nelle vicinanze dei genitori/nonni che molto spesso rappresentano l’unica ancora di salvezza per la gestione della prole. Se il conto in banca è perennemente in rosso non può stupire il fatto che una persona si porti al lavoro il cibo cucinato in casa, anziché spendere una ventina di euro per pranzare al baretto accanto all’ufficio e così via discorrendo.

Molti altri invece sembrano essere rappresentativi di una certa idiosincrasia degli italiani nei confronti dell’appiattimento su una cultura di derivazione a stelle e strisce che di fatto non appartiene loro e della scarsa propensione a tagliare ogni radice culturale che fa parte del proprio dna.

Ma leggendo il tenore delle riflessioni portate dagli imbrattacarte sui fogli del mainstream non si può evitare di porsi una domanda. 

Crisi economica a parte sono davvero così drammatici e deprecabili gli atteggiamenti stigmatizzati attraverso i dati del Censis? 

Davvero la “non famiglia” per costruire la quale stanno lavorando da decenni i mentori del progresso, con tutti i famigliari che vivono a centinaia di km l’uno dall’altro e magari si ritrovano una volta l’anno davanti al tacchino del ringraziamento, con 10 soli minuti al giorno passati davanti al forno microonde, con le alette di pollo mangiate in ufficio dentro al cartoncino (ma non portate da casa), con la spesa fatta ogni due settimane (magari con l’ausilio dei coupons) nell’ipermercato a 2 ore di auto da casa e con le mamme che mai si sognerebbero di “sprecare” ore di lavoro per stare insieme ai propri figli, sarebbe una famiglia migliore?

tratto da http://www.stampalibera.com

Manager italiani sempre più ricchi, lavoratori sempre più poveri


di Alfiero Grandi
Sono stati pubblicati i compensi ufficiali dei manager italiani nel 2011. Il dato è impressionante. L’indice della borsa italiana è sceso del 25 % ma i manager delle stesse aziende hanno aumentato le loro retribuzioni. In particolare i 100 più pagati hanno incassato nel 2011 ben 352 milioni di euro complessivi. Con un aumento di 50 milioni sull’anno precedente, pari al 16,5 % di aumento su base annua. Una voracità non comune.
A fronte di questi compensi ci sono le retribuzioni dei lavoratori dipendenti che non recuperano neppure l’inflazione. Secondo l’Istat le retribuzioni contrattuali sono aumentate dell’1,8 % contro un’inflazione del 3,3 % e il salario lordo medio annuo nel 2011 è circa 23.000 euro. Quindi il rapporto tra la retribuzione del più pagato (Tronchetti Provera) pari a 23 milioni lordi e la retribuzione media lorda dei lavoratori è circa 1.000 volte. Qualche tempo si stimava il rapporto 1: 400, ormai questo rapporto è stato superato di slancio.

Questo segnala una volta di più che mentre ai lavoratori vengono chiesti sacrifici, salari legati alla produttività, i capi delle aziende aumentano le loro retribuzioni in modo più che proporzionale, annullando gli aumenti della tassazione e dei prezzi. Anzi aumentando il loro margine di guadagno netto. Sarebbero questi gli esmpi da proporre al paese ? Per di più si aumentano i compensi mentre le loro aziende si svalutano in borsa e sono in difficoltà. Si potrebbe dire che più difficoltà hanno le aziende più aumentano i loro compensi.
I lavoratori invece stringono la cinghia. Diminuiscono gli occupati. Poiché complessivamente il monte salari si riduce la domanda interna e quindi la recessione diventa più grave.
E’ chiaro chi porta il peso e chi si fa portare.
Sarà anche un termine desueto, ma questa si chiama lotta di classe e per di più la stanno vincendo le classi dominanti che aumentano la quota di Pil che si autoattribuiscono, mentre i lavoratori diminuiscono pesantemente la loro quota.
Così si ottengono 2 effetti, entrambi negativi. Il primo è che le distanze sociali aumentano per effetto dell’egoismo delle classi dominanti. L’Italia è oggi un paese fortemente ineguale e con mobilità sociale pari a zero. Il secondo è che la ripresa economica si allontana perché senza una ripresa della domanda interna – che solo l’aumento dei salari, degli stipendi e delle pensioni può garantire – e della fiducia nel futuro, l’economia italiana è destinata al ristagno. Per di più non è nemmeno vero che essendo i percettori di alti redditi pochi, solo “tosando” la grande massa dei contribuenti si possono trovare le risorse necessarie per aiutare la ripresa.
In realtà oggi le risorse crescenti che le classi dominanti si attribuiscono, in totale controtendenza all’andamento dell’economia e delle aziende, è talmente ingente che solo introducendo una tassazione adeguata di queste ricchezze si possono ottenere le risorse per rilanciare l’economia. L’alternativa è un abbassamento ancora più drastico del livello retributivo e di vita dei lavoratori, perché solo così si può creare il margine necessario a loro spese.
Per questo è perlomeno strana l’affermazione del Presidente Monti che si augura che le richiesta salariali per i rinnovi contrattuali siano moderate. Per rimettere in moto la domanda servono anche aumenti salariali.
La questione è seria e andrebbe affrontata con chiarezza, altrimenti non usciremo dalla recessione.
Premesso che il 2012, come alcuni hanno detto da tempo, si chiuderà con una diminuzione del Pil del 3 %, malgrado tutti i tentativi di addomesticare i conti. Ora il Governo è costretto a rivedere le previsioni, ma insiste a dare numeri troppo ottimistici. Anche per il 2013, anno in cui – senza interventi adeguati - non vi sarà ripresa economica in Italia e quindi la disoccupazione continuerà a crescere.
L’Italia avrebbe bisogno di una politica economica espansiva mirata a sostenere i redditi da lavoro e le pensioni e gli investimenti in innovazione, prendendo le risorse da chi palesemente le ha, con tutti i mezzi legali disponibili. Mezzi di cui si discute da tempo:patrimoniale, tassare le rendite finanziarie come gli altri redditi, abolire i privilegi fiscali, accordo con la Svizzera per tassare almeno un poco i capitali con targa italiana, ecc. Un esempio ulteriore: perché non introdurre anche in Italia la normativa a cui sta pensando Hollande, con un prelievo sui redditi alti portato al 75 % ? Chi guadagna 23 milioni all’anno ha ancora margine, o no ?
La produttività è un problema del sistema paese, tanto più in presenza di una classe dominante che nella sua maggioranza ha perlomeno un atteggiamento di tutela esclusiva dei suoi interessi, in barba ad ogni interesse collettivo. Infatti i lavoratori si impegnano duro mentre i manager traggono sempre maggiori introiti da aziende in difficoltà. Per i manager evidentemente il problema del risultato del loro lavoro non esiste.
Questa è la classe economica dominante che vorrebbe condizionare anche il futuro politico del nostro paese, perfino in barba ad ogni risultato elettorale.
Anche il piano del Governo per la ripresa economica è quanto mai evanescente. Se ne sa poco e quel poco è deludente. Per immettere energie nell’economia occorrono risorse. Più volte sono state fatte proposte ma il Governo le ignora e pensa solo ai conti pubblici. Conti che sono destinati ad essere sempre in difficoltà senza ripresa economica. Il cane si morde la coda e prima o poi rischiamo di dovere chiedere l’aiuto europeo che verrebbe dato a condizioni che porterebbe a ulteriori sacrifici e a una perdita secca di autonomia nelle scelte.
E’ curioso che tocchi a Strauss Kahn, purtroppo travolto da vicende non commendevoli, avanzare proposte sulle questioni della finanza pubblica che meriterebbero attenzione. Propone infatti DSK di utilizzare almeno una parte dei margini sul debito pubblico che lucrano i paesi forti dell’Europa a vantaggio dei paesi più deboli e indebitati. Ha ragione. L’attuale meccanismo salva stati è tutto caricato sulle spalle dei paesi che hanno bisogno di aiuto, che in pratica debbono pagarsi da soli il riequilibrio, mentre altri guadagnano molto dalle loro difficoltà. Purtroppo la Bce ha scelto questultima via e il Fmi ha cambiato direttore. Peccato che DSK abbia creato da solo le condizioni per non essere ascoltato, la proposta che ha avanzato nella lontana Ucraina è tuttaltro che poca cosa.
http://cambiailmondo.org/2012/09/20/manager-italiani-sempre-piu-ricchi-lavoratori-sempre-piu-poveri/Tratto da: informarexresistere.fr

Paura di ESISTERE, di ESSERE


Paura di ESISTERE ... ESSERE


Sapete bene come in questo spazio virtuale non si "sentenzi" verità assolute; non si persuada nessuno di alcunché. Qui io offro spunti di meditazione personale...Qualche volta, mi permetto di dare qualche consigli. Con l'umiltà di un essere umano, che ha speso la sua intera vita alla ricerca di se stesso.
Questa è una di quelle volte, nel senso che mi permetto di dare un consiglio. Molto semplicemente "Non permettete che vi portino via la vostra anima di individui".
Tutto qui. Se potete, non interpretate quello che dico attraverso una scontata, banale chiave di interpretazione essoterica-religiosa. Molto più semplicemente "La vita è sempre una questione essenzialmente personale. Non concedete a nessuno il potere di farvi vivere IMPERSONALMENTE.
L'esistenza è PERSONALE. Mi fanno ridere, ma anche piangere, le persone che inseguono il successo per guardare gli altri dall'alto in basso. Quale inferno psicologico deve attanagliarli. Il successo va inseguito quale meritato riconoscimento del proprio contributo creativo all'umanità, semmai. Quello è vero successo. Ma si tratta di una meta PERSONALE, della realizzazione di un sogno e di un'ambizione PERSONALI; de"ricevere" per quanto si è "dato" attraverso la propria realizzazione espressiva, naturalmente e rigorosamente PERSONALE.
Eppure, è un concetto difficile da far entrar nella zucca a troppa gente: per fortuna, a me non interessa un fico secco, di farlo entrare nella testa della gente. Chi vuol capire, capisce. Chi non vuole capire, non PUO' capire. In troppi non capiscono l'immensa importanza della prospettiva di una società formata da INDIVIDUI, individui in senso proprio...
Di questi tempi vanno molto di moda i tatuaggi. Niente da ridire, anche io ne ho molti, e da molto tempo. Quello che però vorrei sottolineare, è che un conto sono i tatuaggi strettamente PERSONALI, dotati di un significato unico e irripetibile per quel bene determinato individuo( ergo: quello che significano per me, i miei tatuaggi, è importante); tutt'altra cosa, se permettete, è il tatuaggio sulla pelle dell'individuo fittizio, dll'impostore, dell'usurpatore che vive di uno pseudo-ego, che se l'è fatto fare perché lo ha trovato "ganzo!"(dicono così da queste parti), o perché lo aveva visto a qualcun altro, e lo voleva anche lui UGUALE....
Ecco che nel primo caso la vita è vissuta in maniera personale; mentre nel secondo l'ennesimo modus operandi collettivista l'ha trasformata in "niente di personale".
E c'è pieno di gente che imita altra gente, per sopravvivere all'ignoranza della propria ombra. I vip, non certo i vari "Gandhi", le varie "Ayn Rand", i vari "Einstein", sono lo specchietto per le allodole preferito di questa società che mira all'uguaglianza, all'amalgama indistinguibile dei "piani bassi". E Volando di fiore in fiore, la gente infine si dimentica totalmente di imitare SE STESSA, e muore al mondo e alla propria anima, in qualità di individuo, senza mai aver compreso la cosa più importante di tutte: "Quale significato ha o ha avuto, la MIA esistenza?". Giacché la mia, non è la tua; e la tua, non è la mia, né quella di nessun altro.
Mirare a un senso "impersonale" dell'esistenza, è una contraddizioni in termini che annienta all'istante il potere stesso della parola "significato".


C'è sempre più gente che sente un richiamo interiore a una vita spirituale. Bene, dico io. Ma anche in questo, troppi cercano la loro stessa prigione, le loro nuove catene. Un altro, ennesimo richiamo all'indistinta UGUAGLIANZA. Eccone la stragrande maggioranza rifugiarsi prontamente sotto l'ala protettiva dell'ennesimo guru. Sotto una nuova turpe religione, avveneristica quanto uguale a tutte le precedenti, nell'oscurare la divinità nell'uomo. Eccoli cercare riparo, anche sotto l'ala del sincero e genuino maestro spirituale, che però vorrebbe tutto tranne che gli altri imitassero lui, invece che loro stessi ( in caso contrario, non sarebbe né sincero, né genuino). E' una tendenza ancora troppo forte. La paura di sentirsi INDIVIDUI, è ancora troppo forte. E in questo clima, e con queste premesse, la stessa categoria di persone si dice assolutamente persuasa di VIVERE la PROPRIA vita in MANIERA PERSONALE.

In troppi passano la vita a persuadere gli altri di qualcosa, che acquisterebbe significato unicamente se coltivato per se stessi. Abbiamo bisogno di una nuova spiritualità? No, io dico che invece ce ne vuole una, una per ogni abitante di questo pianeta. Ma chi non passa la vita nel desiderio di sviluppare la propria PERSONA, certe cose non potrà probabilmente mai capirle. Chi per ogni bivio, per ogni scelta, per ogni situazione di "giusto" o "sbagliato", si gira intorno con lo sguardo alla ricerca di quello che fanno gli altri, invece che affidarsi al proprio guardiano interiore, certe cose probabilmente non potrà capirle mai.
Niente di male, se scelte, ruoli, occupazioni o doveri, vi accomunano quotidianamente a un sacco di altre persone. Ma niente di quello che può essere fatto o pensato allo stesso modo da qualsiasi altra persona, potrà mai riassumere il miracolo di quell'ottica unica sul mondo, e della sua esperienza del mondo, che in realtà VOI siete. Non si tratta di pensiero megalo-maniacale. Non si tratta, di narcisismo.


                                                                                                          Voler essere, ed essere trattato, quale essere unico e irripetibile è il significato di ogni legame, di ogni amicizia, di ogni amore. Anche e soprattutto dell'amore verso se stessi.
Ecco di nuovo il mio consiglio: "Non lasciatevi persuadere che la vostra vita sia qualcosa di impersonale. Non lasciate che vi sottraggano la vostra anima individuale".
Dietro quel "MIO", quel "MIO" se correttamente interpretato e vissuto, si nasconde uno dei massimi segreti dell'Universo. Dell'universo, perlomeno, per come a noi ci riguarda:-)

Un abbraccio controcorrente

David The Hurricane di Bella

Spagna: parlamento spagnolo circondato.



La notizia in Italia non è stata molto diffusa. 1.350 agenti in assetto antisommossa protegge il Parlamento, nella Carrera San Jeronimo, e le strade adiacenti, isolate da alte reti metalliche.


Dalle 18, la piazza antistante il Parlamento spagnolo è occupata dai manifestanti del Coordinamento 25-S e danno l'impressione di non volersi schiodare da lì per un po'.


Nel frattempo già 8 feriti e 26 arrestati a seguito delle numerosecariche della polizia spagnola. Ma la piazza continua a rimanere unita.

Update 00:10 - Anche i poliziotti si uniscono alla protesta.

Qua la diretta della manifestazione su AudioVisol, qui sul sito de El Pais.

Segui anche via twitter:
#25S
#25-S
#Congreso
#Madrid#25s streaming

link originale

RESISTERE CON CONSAPEVOLEZZA ALLA ZUPPA ELETTROMAGNETICA CHE SOVRASTA IL NOSTRO SISTEMA NERVOSO


Peggiora ogni ora che passa… Mentre la Francia saggiamente ha messo fuori legge il wi-fi nelle sue scuole, causa seri danni che provoca sui bambini, i segnali, le antenne, i trasmettitori, le antenne telefoniche e vari gadget elettronici, non fanno che aggiungersi.
E noi dovremmo pure esserne entusiasti.
(…) Gli effetti di queste antenne ed altre tecnologie a microonde sono una testimonianza di perfidia. Mentre fingono che tutti questi apparati mortali siano innocui, il “gregge” inconsapevole muore a causa della mutazione delle cellule cerebrali, a causa dei sistemi immunitari e nervosi che vengono lesi, a causa di organi danneggiati; ai nostri figli viene predetta una prole geneticamente alterata nelle prossime due generazioni
Viviamo in una zuppa elettromagnetica
L’elettrosmog, che comincio’ a svilupparsi con la rete elettrica un secolo fa e che ora avvolge ogni abitante della Terra, è responsabile di molte malattie che affliggono gli esseri umani.
Nel 2007, il Bioinitiative Working Group pubblico’ un rapporto di 650 pagine, citando piu’ di 2000 studi (anche molto recenti) che dettagliano gli effetti tossici delle frequenze elettromagnetiche (EMF) di tutti i tipi di origine. Una esposizione cronica ad una radiazione anche se bassissima (come quella dei cellulari), puo’ causare una varietà di cancri, danneggiare il sistema immunitario e contribuire all’Alzheimer e alla demenza, nonché a malattie cardiache e molte altri disturbi.
“Per la prima volta nella nostra storia evolutiva, abbiamo generato un ambiente totalmente secondario, virtuale densamente complesso, appunto una zuppa elettromagnetica, che essenzialmente si sovrappone al sistema nervoso umano”, ha detto Michael Persinger, PhD, un neuroscienziato della Laurentian University, che ha studiato gli effetti delle onde elettromagnetiche sulle cellule cancerogene.
Piu’ di un secolo dopo che Thomas Edison accese la sua prima lampadina, sembra che le conseguenze sulla salute di tutta questa continua sovrapposizione, comincino solo ora ad essere documentate. (Source)

Leggi tutto...................

Pubblicato da rosa
http://eliotroporosa.blogspot.it/

martedì 25 settembre 2012

Occupy Madrid: in Spagna barricato il Parlamento


Occupy Madrid: in Spagna barricato il Parlamento

Migliaia di persone provienenti da tutta la Spagna si preparano a marciare intorno al Congresso per chiedere nuove elezioni. Davanti a loro 1.300 poliziotti in tenuta antisommossa:


New York - Oggi in Spagna il parlamento ha l'aspetto di una fortezza che si prepara a difendersi dall'assalto delle forze nemiche. La polizia ha infatti alzato le barricate prima che parta nel pomeriggio la protesta contro la gestione maldestra della crisi economica da parte del governo guidato dal partito conservatore di Mariano Rajoy.
Secondo le stime la manifestazione, organizzata sotto lo slogan 'Occupy Congresso', dovrebbe attirare migliaia di persone provienenti da tutta la Spagna. Per contrastarli e impedire che le proteste sfocino in violenze, la delegazione del ministero dell'Interno ha detto che 1.300 poliziotti anti sommossa saranno schierati.
I manifestanti hanno assicurato che non hanno alcuna intenzione di prendere d'assalto il Congresso e ripetere quanto successo gia' ad Atene in passato, ma che l'idea invece e' quella di marciare intorno all'edificio legislativo in segno di protesta.
I 'ribelli' chiedono nuove elezioni, denunciando l'esecutivo di aver impostato misure di austerita' contrariamente alle promesse fatte in campagna elettorale. Il partito popolare e' salito al governo piu' o meno in contemporanea con Mario Monti, lo scorso novembre, ma al contrario del professore della Bocconi e' stato eletto democraticamente dal popolo spagnolo.
La Spagna sta facendo i conti con la sua seconda fase di recessione in tre anni e con un tasso di disoccupazione che si avvicina al 25%. Madrid ha introdotto riforme economiche nel tentativo di convincere i suoi partner stranieri e gli investitori nell'area euro che e' davvero determinata a ridurre il suo deficit, che si stima sara' pari al 6,3% del Pil a fine 2012 e al 4,5% l'anno successivo.
Le preoccupazioni per le finanze pubbliche del paese sono evidenti ogni volta che il Tesoro si rivolge al mercato primario per cercare di rifinanziarsi. Al momento i tassi a dieci anni dei titoli pubblici iberici scambiano poco sotto il 6%.
http://www.wallstreetitalia.com/article/1436422/crisi-sistemica/occupy-madrid-in-spagna-barricato-il-parlamento.aspx
visto su

E' nostro dovere fare qualcosa per cercare di cambiare il sistema

visto qui http://freeondarevolution.blogspot.it/


Aldo Moro ucciso perchè voleva che fosse lo Stato e non le banche centrali a gestire la stampa del denaro

Aldo Moro ucciso perchè voleva che fosse lo Stato e non le banche centrali a gestire la stampa del denaro? L'avvocato Marra ha provato a parlarne ospite di Columbro a "Vero", ma prima di poter entrare nel merito è stato interrotto dal "going";



La vicenda del rapimento e dell'assassinio di Aldo Moro presenta dei risvolti davvero interessanti. Per esempio, l’idea di emettere biglietti di stato a corso legale senza bisogno di chiedere banconote in prestito via Bankitalia-Bce, fu di Aldo Moro, che intendeva assolvere ai bisogni del popolo italiano, con l'emissione Sovrana, senza debito, di cartamoneta a corso legale. Fu così che i governi Moro finanziarono le spese statali, per circa 500 miliardi di lire degli anni ‘60 e ‘70, attraverso l’emissione di cartamoneta da 500 lire “biglietto di stato a corso legale” (emissioni “Aretusa” e “Mercurio”).

La prima emissione fu normata con i DPR 20-06-1966 e 20-10-1967 del presidente Giuseppe Saragat per le 500 lire cartacee biglietto di Stato serie Aretusa, (Legge 31-05-1966). La seconda emissione fu regolata con il DPR 14-02-1974, del Presidente Giovanni Leone per le 500 lire cartacee biglietto di stato serie Mercurio, DM 2 aprile 1979. fonte

La scomparsa degli intellettuali



di Giovanni Pili

Proviamo a immaginare Giorgio Gaber, che sprona il pubblico a ricordare l’epopea risorgimentale, ricordandoci i valori della Repubblica; proviamo altresì a pensare un De André che in persona fa da padrino allo speciale Tv “Quello che non ho” e magari ci decanta pure un elenco. Già che ci siamo, facciamo curare la trasmissione a Pier Paolo Pasolini. Fantascienza pura. Il ruolo dell’intellettuale non è quello di difendere le istituzioni del proprio paese, bensì quello di rovesciarle, seppur in senso metaforico.
Oggi abbiamo innanzitutto una specializzazione dell’intellettuale, che diviene monodimensionale per meglio essere piazzato nella fascia oraria e per il pubblico a lui più affine. Il Travaglio, il Saviano, il Rizzo, si occuperanno per lo più di cronaca giudiziaria, ben lungi dall’approfondire il resto. Quindi l’altro val bene lasciarlo così com’è nella sua superficialità.
Per es. ai Travaglio e Saviano val bene la difesa dello stato di Israele derubricando le azioni dei palestinesi come terrorismo. Tale è effettivamente nell’universo concettuale del cronista giudiziario. Per il secondo poi è maggiormente evidente l’appoggio acritico allo stato, in quanto le organizzazioni mafiose vengono viste come un altro eterogeneo che ogni tanto finisce per inquinare l’entità statale, vista come sua prefetta antitesi. Per Rizzo le autonomie regionali non hanno ragion d’essere, la sua è una preparazione meramente fiscalista, con unica finalità ridurre gli sprechi. Per Rizzo le minoranze culturali e linguistiche sono uno spreco. In Tv non passa la specializzazione del singolo intellettuale, che attraverso il mezzo televisivo ci appare come un tuttologo. Tutti esempi di pensatori liberi comodamente usati in difesa del sistema che vorrebbero cambiare.

Ufo la piu' grande storia nascosta di sempre



UFO – La più grande storia nascosta di sempre (titolo originale UFO – The Greatest Story Ever Denied) di Jose Escamilla rappresenta sicuramente dei più importanti documentari sugli UFO da Roswell ai giorni nostri. Dai primi insabbiamenti militari relativi alla Battaglia di Los Angeles, il regista ripercorre le varie vicende relative agli avvistamenti UFO dimostrando l’effettiva possibilità di riprendere anche in pieno giorno degli oggetti non identificati grazie all’utilizzo di una semplice videocamera ad infrarossi.
Buona visione.


lunedì 24 settembre 2012

Scrittori esordienti ed editoria a pagamento: Se lo dice Umberto Eco


Scrivere un libro non è difficile. Non è complesso neanche correggerlo e valutarlo criticamente, magari riscrivendone alcune parti. Grazie alle nuove tecnologie non è complesso neppure stamparlo, acquistarne 1-5-5000 copie (sto esagerando?) e addirittura inserirlo in un canale di distribuzione nazionale. In pieno 2012 un autore è in grado di fare tutto ciò da solo; nessun bisogno di intermediari, agenti letterari, editori.
“E allora? Di che ti lamenti?” direte voi.
Mi lamento perché nonostante il libro di un perfetto sconosciuto sia in grado di raggiungere potenzialmente chiunque, c’è sempre un estrema difficoltà nel venderne anche solo (si fa per dire) 100 copie.
“E’ un problema di qualità” potrete aggiungere e magari concludere con un bel: “Se il libro è piacevole, ben scritto ed interessante venderà sicuramente.”

Siete sicuri? Io ho i miei dubbi. Innanzitutto occorre sottolineare che la tesi del libro premiato in quanto bello, cade miseramente quando ci si rende conto che i lettori tendono ad acquistare libri di autori che conoscono, o che sono consigliati da soggetti “autorevoli”. Anche io, pur essendo un autore che si autopubblica, ho avuto delle remore ad acquistare romanzi di scrittori esordienti salvo poi ricredermi il momento in cui mi sono fatto “coraggio”, mi sono collegato al sito, ed ho inserito l’articolo nel carrello.

Il problema è proprio questo: in un paese ove si legge pochissimo si cerca di andare sul sicuro. Ciò vale sia per i pochissimi che leggono 20-30 libri all’anno sia per i moltissimi che ne leggono uno ogni tanto. I primi, avendo affinato il loro palato letterario, acquistano ricercando la qualità. I secondi, timorosi di acquistare un mattone illeggibile, si affidano a quegli opinion leader che sono le TV, i giornali, o le recensioni “famose” stampate dietro la quarta di copertina.
Capirete che in un contesto del genere diventa assolutamente arduo per uno scrittore esordiente accedere ad uno di questi “opinion leader”, se non a costi talmente alti da rappresentare più una scommessa che un vero investimento.



Fino ad ora non ho detto una parola sugli editori. Perché’? La risposta è semplice: gli editori sono un sogno.
Le case editrici medio-grandi non si fanno carico del rischio insito nel pubblicare un esordiente (a meno che non sia già famoso), mentre le piccole chiedono un contributo di pubblicazione che non garantisce altro che la stampa di 100-150 copie. In quest’ultimo caso, però, il libro non viene distribuito capillarmente nelle librerie. A meno di un diretto intervento dell’autore (che fatica però), l’opera edita con una casa editrice a pagamento dovrà essere ordinato dall’acquirente; è quindi chiaro che il lettore dovrebbe andare in libreria con le idee già chiare (deve conoscere il libro). In conclusione le 150 copie pagate dall’autore è molto probabile che vengano acquistate da una cerchia piuttosto ristretta di conoscenti e che, anche in presenza di un passaparola consistente, difficilmente si riesce ad arrivare ad ulteriori ristampe.

A questo punto sembra proprio che mi sia infilato in un circolo vizioso, un vicolo cieco, un “cul de sac”.
Probabilmente si, ma non mi arrendo. Aver scritto tre romanzi (due autopubblicati) mi gratifica, ma non mi soddisfa pienamente. Sono convinto che la rivoluzione digitale possa, anzi debba essere utile a chiunque di noi sente la necessità di esprimersi sotto varie forme. E’ vero che in assenza di filtri emerge il rischio di imbattersi in opere poco interessanti o scritte male, ma è altrettanto vero che bastano due minuti di ricerca su google per poter comprendere se il libro “adocchiato” può essere interessante o meno. Recensioni, commenti, anteprime. Tutto ciò espresso liberamente e senza il congruo compenso che richiedono le spese pubblicitarie.
Quindi un po’ di coraggio! Per iniziare andate su internet e cercate, cercate cercate.
Non prima di aver letto ciò che in merito ha scritto undici anni fa Umberto Eco:



Caro Simone Bartoletti,
Rispondo volentieri al suo messaggio perché spero così di raggiungere altre persone che si trovano nella sua situazione, per dire loro candidamente come vanno le cose a questo mondo. Vengo anzitutto alla sua ultima richiesta, se io sia disposto a leggere il suo manoscritto. La risposta è no, e le ragioni sono tutte ispirate a un profondo principio di lealtà. Io (ma questa situazione è comune a molti scrittori e studiosi di una certa notorietà) ricevo ogni settimana almeno una decina di manoscritti (spediti da persone che non hanno avuto la delicatezza di fare come lei, e chiedermi prima se potevano inviarlo), dei generi più svariati, in gran parte racconti e romanzi, ma anche opere storiche o addirittura dimostrazioni sull’esistenza di Atlantide o del continente scomparso di Mu. A questi si aggiungono bozze di libri inviati liberalmente da editori stranieri che chiedono un blurb, e cioè una di quelle frasi di raccomandazione dell’opera che si stampano poi sull’ultima di copertina o in fascetta. Dieci manoscritti alla settimana fanno 520 all’anno. Una persona come me, che fa il professore universitario, dirige una rivista scientifica e due collane specializzate, è tenuto a leggere (e correggere, e rileggere) tesi di laurea voluminosissime e manoscritti inviati per la pubblicazione, per dovere d’ufficio, oltre a seguire quanto si pubblica nel proprio campo, per tenersi dovutamente aggiornato (anche se la mole di materiale che arriva è anche quella insostenibile). Anche a volersi eroicamente occupare degli altri manoscritti in arrivo, si può dedicare al massimo (diciamo) due ore giornaliere, strappate al sonno, alla lettura di tale materiale – a parte il fatto che, dopo aver letto per obbligo centinaia di pagine, ballano gli occhi. Tenuto conto che per leggere (bene) un manoscritto che può andare da cento a quattrocento pagine, anche procedendo a tre minuti a pagina (che è lo standard della lettura veloce ad alta voce), calcolando un libro medio di 250 pagine, saremmo a dodici ore, e quindi 24 giorni per libro, i conti sono facili da fare. 24 giorni per 250 libri fa 4000 giorni, e l’anno ne ha 365. Pertanto chiunque (che non faccia il mestiere full time di lettore per una casa editrice), ricevendo un manoscritto promette di guardarlo, mente. Al massimo lo annusa, ne legge le prime righe, ed emette un giudizio evidentemente poco fondato. A me non piace ingannare la gente in questo modo.La informo di un altro particolare, su cui nessuno ha mai detto la verità. Quando l’autore noto di una casa editrice invia alla direzione un manoscritto che ha ricevuto, dicendo che vale la pena di prenderlo in considerazione, rarissimamente gli si dà ascolto. Vige la persuasione che l’autore noto abbia rifilato loro qualcuno che lo stava sottomettendo a molte pressioni e che se la sia cavata in quel modo. È triste ma è così.
Passiamo ora alle case editrici. Per antica e fondata esperienza non credo alle case editrici che sollecitano manoscritti. Di solito cercano autori a pagamento, sono disposte a pubblicare qualsiasi cosa e se non rispondono è perché ne hanno già troppa. Sul funzionamento di queste case si veda cosa racconto nel mio Pendolo di Foucault a proposito del signor Garamond. È un romanzo, ma fondato su fatti reali.
Una casa editrice seria e importante, che non sollecita pubblicamente manoscritti, ne riceve comunque tantissimi – certamente cento volte più di quanti ne riceva io. Di solito (ma non esiste una regola generale) cerca di farli guardare tutti. È improbabile che li possa leggere il direttore editoriale (altrimenti non avrebbe tempo per dirigere), e spesso li si affida a lettori esterni.
Quando lavoravo in una casa editrice ne conoscevo uno, intelligentissimo e con una penna intrisa nel vetriolo, che passava la giornata sdraiato sul letto e leggeva tutti i manoscritti che riceveva. Queste letture gli venivano pagate con molta parsimonia, ma tutto sommato così campava. Li leggeva davvero, e mandava giudizi di fuoco – anche se qualche volta esprimeva rispetto e ammirazione per qualche testo. In casa editrice si faceva fatica a leggere tutti i giudizi, di una o due cartelle, che costui inviava giorno per giorno. Io adesso non ricordo bene (anche perché di solito i manoscritti in arrivo sono di carattere narrativo, e io mi occupavo solo di saggistica) ma non ho presente alcun manoscritto che sia poi diventato un librosegue

Per approfondire: questo blog
tratto da
http://www.mentecritica.net/

Germania: la Chiesa esce allo scoperto


Germania: la Chiesa esce allo scoperto

In Germania la Chiesa, in seguito al crollo dei versamenti dell’8×1000, esce allo scoperto in un modo che sfiora il grottesco.
D’ora in poi se volete considerarvi cristiani dovete pagare. Altrimenti non avrete diritto ai sacramenti, neppure in caso di morte. Infatti chi non dimostra di aver barrato l’opzione in favore della chiesa nella dichiarazione dei redditi non potrà alla sua morte avere un funerale cristiano.
Ma Cristo non aveva detto che anche i più poveri e diseredati erano comunque figli di Dio?
Da quando per essere tali occorre la patente fiscale?
Jervé



Germania/ Altolà della Chiesa cattolica: niente sacramenti senza l’8×1000
Venerdì, 21 settembre 2012 – 17:15:00
Chi non versa l’8 per mille alla Chiesa non è più cattolico e non puo’ avere accesso ai sacramenti, compreso il funerale religioso: è la dura presa di posizione assunta dalla Conferenza episcopale della Germania con l’avallo del Vaticano in risposta alla fuga dei cattolici tedeschi dal pagamento del contributo. A partire da lunedì prossimo chiunque dichiarerà la sua uscita dalla comunita’ ecclesiastica di appartenenza, risparmiandosi così il pagamento dell’8 per mille, si porrà al di fuori della Chiesa cattolica.
Nel documento reso noto a Berlino si sottolinea che l’uscita formale dalla Chiesa costituisce “una grave mancanza nei riguardi della comunità ecclesiale”. “Chi per qualunque motivo dichiara davanti all’autorità civile la propria uscita dalla Chiesa”, e’ scritto nel documento, “viene meno all’obbligo di appartenenza alla comunità ecclesiastica e a quello di consentire alla Chiesa con il suo contributo finanziario di assolvere alle proprie mansioni”.

Chi non paga l’8 per mille non verrà più considerato cattolico e non potrà dunque più avere accesso ai sacramenti, come la confessione, l’eucarestia, ne’ potra’ piu’ essere padrino di battesimo. In caso di morte, poi, gli verra’ negato il funerale religioso, anche se non verra’ automaticamente scomunicato. Con questa misura la Chiesa cattolica cerca di arginare il crescente rifiuto di contribuire al suo sostentamento, ai quali basta una semplice dichiarazione alla cancelleria di un tribunale per essere esentati dal pagamento.
Negli ultimi tempi il fenomeno ha assunto grazie alla crisi una dimensione sempre piu’ considerevole, anche per i credenti di fede evangelica, che per risparmiare decidono di uscire dalla Chiesa di appartenenza. Finora le conseguenze sul piano ecclesiastico erano praticamente nulle, mentre adesso chi esce si vedra’ rifiutare ogni tipo di sacramento. Dal 1990 in poi oltre 100mila tedeschi all’anno hanno voltato le spalle alla Chiesa cattolica, mentre nel 2011 e’ stato toccato il record di 126.488 autoesclusioni.
Per tentare di arginare il fenomeno la Chiesa cattolica intende agire in futuro anche in maniera attiva, inviando a chiunque ha dichiarato al tribunale la propria uscita una lettera di invito a parlarne con il proprio parroco. Nel colloquio si cerchera’ di convincere l’eventuale pecorella smarrita a ripensarci e a tornare all’ovile.

fonte: http://affaritaliani.libero.it/cronache/germania-chiesa-cattolica-sacramenti210912.html?refresh_ce

Visto su: 
http://renovatio-zak.blogspot.it

domenica 23 settembre 2012

Secondo alcuni "teorici di sistemi complessi" manca meno di un anno a rivolte mondiali

Di Brian Merchant - Tradotto da Reio per Comedonchisciotte.org

Qual' è la ragione principale per cui combattiamo? Per i popoli oppressi le ragioni plausibili e giustificabili sono molte – povertà, oppressione, privazione di diritti, etc. - ma la più importante è la più primitiva. È la fame, semplice. Se c'è un singolo fattore che riaccende la fiamma dei disordini sociali, questo è il cibo che scarseggia o che costa troppo. Lo dice un gruppo di teorici di sistemi complessi di Cambridge, ed ha senso.

In un paper del 2011 (1), ricercatori del Complex System Institute (CSI) hanno svelato un modello che spiega accuratamente perché le ondate di disordini che hanno colpito il mondo nel 2008 e 2011 sono accadute in quel periodo. Il fattore determinante è stato il rapido aumento del prezzo degli alimenti. Il loro modello identifica una precisa soglia per il prezzo mondiale degli alimenti che, quando viene superata, può portare a disordini globali.

Il MIT Technology Review (2) ci spiega come funziona il modello del CSI: “La prova viene da due fonti. La prima viene dai dati raccolti dalle Nazioni Unite disposti su un grafico che rappresenta nel tempo i prezzi dei cibi, il cosiddetto indice dei prezzi alimentari dell' Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO). La seconda sono le date delle rivolte nel mondo, qualsiasi sia la loro causa.” I dati sui grafici riportano questo:

Abbastanza facile. I punti neri sono i prezzi degli alimenti. Le linee rosse sono le rivolte. In altre parole, ogni volta che l' indice dei prezzi degli alimenti delle Nazioni Unite, che misura il cambio mensile dei prezzi in un paniere di beni alimentari, supera i 210 punti, le condizioni sono mature per disordini sociali per il mondo. Ovviamente il CSI non afferma che ogni volta che si supera il limite di 210 immediatamente scoppiano disordini; dice solo che la probabilità di scoppi di rivolte aumenta notevolmente. Per miliardi di persone nel mondo, il cibo copre l' 80% della spesa giornaliera (per le persone del mondo ricco, come voi e me, è circa il 15%). Quando i prezzi salgono, le persone non possono permettersi altro, o addirittura neanche il cibo stesso. E se non puoi mangiare – o peggio, la tua famiglia non può mangiare – combatti.

Ma quanto è preciso questo modello? Un aneddoto sottolineato dai ricercatori nel rapporto ci offre un' idea. Loro scrivono che “il 13 dicembre 2010 abbiamo presentato un rapporto governativo che analizzava le ripercussioni della crisi finanziaria mondiale ed abbiamo proprio identificato il rischio di disordini sociali ed instabilità politica dovuto al prezzo del cibo.” Quattro giorni dopo, Mohamed Bouazizi si è dato fuoco in segno di protesta in Tunisia. E tutti sappiamo cosa è successo dopo. (3)

Oggi l' indice dei prezzi alimentari si aggira sui 213, già da un po' di mesi – giusto al di là della soglia identificata. La bassa produzione del mais negli Stati Uniti, il più grande produttore mondiale, ha aiutato a tenere alti i prezzi.

La Manipolazione Mentale di Massa

ADATTAMENTO DI MARCO CANESTRARI


Se un’aquila, che potrebbe tranquillamente volare libera nei cieli, cresce con la convinzione di essere un pollo, rimarrà per sempre dentro il pollaio
INFORMAZIONE L’importanza dell’informazione è fuori da ogni discussione. Informare, lo dice il nome stesso che deriva da “in-formare”, cioè dare forma. Ma dare forma a cosa, se non alle coscienze? Non a caso, tutte le grandi dittature hanno iniziato sempre con il controllo dei mezzi di comunicazione (mass-media), proprio per plasmare le menti e coscienze delle persone. La totalità delle persone, educata dalla tivù alla passività e pigrizia mentale sin dall’infanzia, non sviluppa la capacità di mantenere l’attenzione autonomamente, se non è emotivamente coinvolta. I manipolatori questo lo sanno bene e per veicolare le loro informazionimantengono viva l’attenzione della gente, agendo direttamente nell’emotività.Questo si chiama intrattenimento. Il paradosso è che sono le persone stesse che esigono di essere intrattenute e non informate, e ovviamente il Sistema le accontenta: informa (a modo loro) attraverso l’intrattenimento. L’importanza dei mezzi di comunicazione, è enorme. Ai fini della governabilità, soprattutto nelle società basate sul consenso, è indispensabile limitare, ma anche controllare e orientare l’informazione, la costruzione della rappresentazione illusoria del mondo e da cui dipende la produzione e gestione del consenso.
DISTRAZIONE Tecnicamente il distrarre l’attenzione cosciente di una persona assorbendola in qualche attività o distraendola con notizie e informazioni assolutamente inutili, lascia il subconscio sguarnito del suo presidio critico, rendendo possibile l’instillazione di suggestioni, immagini, storie, ecc. Tutto quello che viene veicolato dai media in virtù del controllo capillare che esiste, è totale distrazione di massa. Le telecamere e le luci dei riflettori vengono indirizzate su problematiche del tutto inutili per noi (la casa del partito di governo, i rom, gli stupri, delinquenza, l’assassinio in famiglia, ecc.), ma estremamente funzionali per il Sistema, che in questa maniera non fornisce le Vere informazioni e notizie. Riempiono, per così dire, il palinsesto mediatico, per riempire il nostro cervello con spazzatura, idiozie, gossip, e altre stupidità amene. Una volta raggiunto il limite non c’è più spazio per le cose importanti.
OBBEDIENZA VOLONTARIA Ogni establishment che si rispetti, ha il suo arsenale di mezzi di dominazione, il cui fine ultimo è quello di produrre compliance, cioè obbedienza, conformazione da parte delle persone. Dominare gli altri significa ottenere la loro accondiscendenza più o meno volontaria. Naturalmente è meglio se volontaria, cioè ottenuta con la manipolazione (illusione, persuasione, intimidazione o condizionamento), anziché imposta con la forza (dittature, colpi di stato).
SCUOLA
La scuola è il mezzo primario per la manipolazione culturale e mentale. Abituare i bambini, attraverso l’esecuzione ripetuta per anni degli ordini degli insegnanti, a seguire gli ordini delle autorità; abituarli alla sistematica gratificazione, all’assenza di regole e di confronti con la realtà, sforna creature incapaci di auto-disciplina, completamente dipendenti e incapaci di organizzarsi. Bambini siffatti, saranno adulti corrotti e dipendenti dall’esterno, quindi più facilmente manipolabili. Nelle scuole, da una parte l’insegnamento delle materie fondamentali è concepito in modo di prevenire proprio il formarsi di una visione d’insieme, dall’altro si cerca che le nuove generazioni non dubitino mai che il sistema di potere sia democratico e legittimo.
IL SENSO DI IMPOTENZA Un'altra strategia, strettamente interconnessa con il tema del controllo, è la gigantesca campagna mediatica che inculca il senso di impotenza. Un vera e propria operazione pianificata che sta facendo da una parte assuefare a sentirsi impotenti, e dall’altra desensibilizzando alla violenza. Come viene attuato tutto ciò? Bombardando di immagini e notizie violente (assassinii, stragi, eccidi, distruzioni, brutalità) senza che avvenga alcun intervento e/o cambiamento per porvi fine. Perché lo fanno? Assuefacendoci ad accettare l’illegalità, il degrado, il furto, il crimine, l’insicurezza del territorio, le bande, l’immigrazione selvaggia, ecc. come cose inevitabili e irrisolvibili, e contemporaneamente non lasciando il tempo di pensare e riflettere, subissandoci di infiniti, incalzanti, estenuanti adempimenti: fisco, contributi, tasse, tariffe, bolli, revisione caldaia, auto, ecc., non è possibile per noi capire cosa sta realmente accadendo, e soprattutto non è possibile organizzarci di conseguenza. Il senso di impotenza, grazie ai mezzi di comunicazione di massa sta contagiando la società occidentale in maniera capillare, le persone oramai sono completamente apatiche e prive di volontà di cambiamento. Per quale motivo dovremmo cambiare noi stessi e la nostra vita, se non vediamo la luce, se le aspettative sono assolutamente nere? Questo però blocca e paralizza le coscienze di milioni di persone totalmente in balia del Sistema.
ASSOCIAZIONE E RIPETIZIONE Una iniziativa oggettivamente poco accettabile come una guerra, una legge, una tassazione, ecc. può essere resa meno pesante etichettandogli una denominazione falsa ma semanticamente “buona”, accettabile (lotta al terrorismo, democratizzazione, liberazione, sicurezza collettiva, ristrutturazione, guerra umanitaria, missili intelligenti, ecc.) e ripetendola fino allo stremo in ogni situazione e circostanza. La ripetizione di un messaggio, uno spot, se diventa pervasiva, se avviene molte volte al giorno, può far assorbire il contenuto, le implicazioni del messaggio stesso come se fossero un fatto provato, anche se non lo sono (“le armi di distruzione di massa di Saddam”, “le torri gemelle e Bin Laden”, ecc.). Analogamente applicando denominazioni odiose, repulsive (antisemita, negazionista, disubbidienti, revisionista, terrorista, stato canaglia, ecc.) si può ottenere l’effetto contrario, al fine di colpire, delegittimare, screditare, criminalizzare le iniziative, le persone, le idee non gradite. Pensiamo alla nostra società, in cui ogni canale televisivo ha un suo serial popolare, tanto per fare un esempio di indottrinamento, nel quale la polizia, la magistratura svolgono un’azione efficace, incorruttibile a tutela del cittadino, mentre la realtà vede la criminalità sempre più fuori controllo e le istituzioni sempre più inefficienti.
LO SHOCK DI MASSA Mettendo singole persone o intere popolazioni sotto shock, si può produrre il loro consenso a un cambiamento, riforma, legge, restrizione di libertà, guerra, ecc.L’esempio delle Torri Gemelle e delle leggi repressive e guerre avvenute dopo, è lapalissiano.Sfruttano l’effetto sorpresa e di spavento come enorme fattore di distrazione e paralisi di massa, inibitore di possibili reazioni e resistenze. Lo shock è molto generico e può essere prodotto da catastrofi naturali (epidemie, terremoti, virus, minacce, pandemie, ecc.), quanto da fatti economici (recessioni, crisi, crolli in borsa, fallimenti, ecc.) e politici (guerre, colpi di stato, ecc.).
SCREDITARE TUTTI
Il debunking o discredito è una forma manipolatoria, che consiste nel confutare, nello smontare, teorie e informazioni che vanno contro il pensiero ufficiale dominante. Oppure screditare i diffusori di queste teorie e informazioni. Il debunker attacca la controinformazione con messaggi semplici, discorsivi, prevalentemente a livello emotivo, con “ganci” diretti all’inconscio, piuttosto che alla logica. Questi attacchi non si rivolgono al contenuto, alle idee, ma mirano a screditare la fonte e l’autore sul piano morale associandolo spesso ad affiliazioni “appestanti” coi terroristi, nazisti, fascisti, comunisti, antisemiti, antisionisti, ecc. L’approdo estremo del debunking è quello di portare lo smascheramento degli smascheratori alle estreme conseguenze, ossia portare l’opinione pubblica alla conclusione che tutto è marcio, tutti mentono, tutti sono ladri, tutti fregano. Per tanto la verità non si potrà mai sapere, e quindi è moralmente giustificato arrangiarsi, infischiarsi di tutto e tutti. Si giunge all’egoismo più radicale e disumanizzante.
AVERE SEMPRE UN NEMICO
La frustrazione genera tensione e aggressività; e l’aggressività può scaricarsi contro di sé o contro un oggetto esterno. Quando un tale tipo di frustrazione è diffusa in tutta la popolazione, il momento è propizio per fondare un movimento e/o organizzare un attacco verso il nemico. Nel nostro mondo tormentato da insicurezza e frustrazione c’è un gran bisogno psicologico e sociale di un nemico, di colpevoli, di capri espiatori (terroristi, rom, immigrati, ecc.).
Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo –Goethe

FONTE: NEUROSCHIAVI DI MARCO DELLA LUNA E PAOLO CIONI

LKWTHIN

altri da leggere

LINK NEOEPI

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...