"THE END"

"THE END"
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giovedì 16 agosto 2012

Marra: la pornografia uccide quanto l’Eurogendfor

Monti ci ha indebitato per 50 miliardi all’anno per 20 anni, e questo parlamento di invertebrati ha approvato senza una parola, così come non ha detto una parola la stampa. Poi, siccome è bravo (Monti) con i titoli delle sciagure che causa, ha chiamato questa sciagura fiscal compact.
Volete ribellarvi? Pensateci bene perché ora c’è Eurogendorf ! Cos’è? È una polizia europea che ha tutti i possibili e immaginabili tipi di potere ma è immune a ogni forma di controllo sia giudiziario che parlamentare. In pratica possono anche uccidervi senza dover fornire spiegazioni a nessuno.

Contenti?

Olimpiadi: i Napolitano’s boys


Olimpiadi, vetrina per un paese in cassa integrazione. L’Italia


Sulla vicenda delle Olimpiadi Grillo ha solo ragione: sono una boiata pazzesca, una grossa fiera per spendere e fare soldi, una specie di concorso di veline con i pettorali al posto delle tette, sono una spatafiata di nazionalismo del più becero.
Le grandi potenze devono fare vedere che sono le più forti: è toccato in passato alla Germania nazista e poi a quella dell’Est, all’Unione Sovietica. Tocca da un po’ agli Stati Uniti, e più di recente alla Cina, far vedere che prendono tante medaglie, che sono i più forti, che hanno divisioni di atleti oltre che di fanteria. Che bisogna stare attenti perché loro menano. Gli americani ci mettono un sacco di soldi; i cinesi hanno anche altri metodi più spicci e convincenti, come hanno documentato i giornali. Le cose in generale si fanno per convinzione, per forza o per soldi. Se qualcuno che lo fa per convinzione c’è ancora, onore a lui.
Ma le Olimpiadi servono anche alle Nazioni di secondo ordine, a quelle patacca, inventate o in cassa integrazione che hanno bisogno di affermazioni e di medaglie non tanto per dimostrare una forza che non hanno ma giusto per affermare di esistere.
É il caso dell’Italia che pur di far vedere che c’è ancora si aggrappa agli sport più strani, quelli marginali un po’ snobbati dai potenti che preferiscono mostrare i muscoli sulle piste di atletica. Così l’Italia campa di scherma, archi, tiro a segno, e altra roba da Luna Park. Ma soprattutto impegna tutto il suo potenziale burocratico. Se per le altre Nazioni gli atleti sono la metafora della forza economica e soprattutto militare e i giochi delle rappresentazioni di battaglie, l’Italia le sue forze armate le mette direttamente in campo, senza metafore. I suoi atleti sono per due terzi poliziotti, soldati o gente che porta la divisa a spese del contribuente. S’è vinta una medaglia nel Taekwondo, che i più ritengono una variante del Sudoku, e a vincerla è stato un carabiniere. Mentre per tutta la penisola gli incendi impazzano, i forestali (una vera armata concentrata soprattutto nel Mezzogiorno) è distratta a fare il tifo per i colleghi che combattono la guerra di Londra: cinque di loro corrono e saltano, tre remano, uno pedala, uno tira di scherma, due sparano, due nuotano e uno lotta ma non contro il fuoco.
Alla fine cosa sarà costata tutta questa cosa: Casa Italia, la trasferta, gli accompagnatori, lo stipendio degli atleti per tutto il tempo della preparazione, magliette, gadgets e tutto il resto? C’è un ministro esperto in spending review che sa fare il conto approssimativo di questa avventura?
Quanti mensilità di pensionati al minimo, quanti posti letto di ospedale, quante ambulanze, quante altre cose più utili e civili si sarebbero potute fare invece di tutta questa menata?
La resa non è neppure delle migliori. I 288 palestrati hanno preso 28 medaglie, una ogni 10,3 partecipanti. Nel medagliere i Napolitano’s boys sono arrivati decimi: delle nove squadre che li hanno preceduti solo l’Australia ha un rapporto peggiore (11,8), tutti gli altri hanno fatto molto meglio, fino al 5,3 della Russia, al 5,2 degli Stati Uniti e al 4,4 dei cinesi. Sul libero mercato saremmo tagliati fuori: si gareggia giusto con i soldi di Pantalone.
Fossimo un paese serio le cose dovrebbero andare diversamente. Qualcuno per passione, capacità, ambizione vuole partecipare alle Olimpiadi? Si trova uno sponsor (quelli bravi ne trovano sempre uno), e il Comitato olimpico italiano (che dovrebbe campare solo grazie al Totocalcio) gli paga il viaggio e l’albergo: a lui ma non alla morosa, alla mamma, agli amici del Bar Sport o a tanti affettuosi commilitoni.
Se poi vince ne siamo tutti contenti, anche al Taekondo. E Napolitano si può commuovere e mandare messaggi di congratulazioni (a sue spese, col suo stipendio che gli permette una camionata di francobolli e telegrammi). Vuol mettere Presidente la soddisfazione di vedere qualcuno che gareggia e vince gratis? Si perché sarà forse anche bello vedere qualche guardia di finanza che prende una medaglia d’oro senza rovistate bagagliai o borsette a Chiasso, ma sai che incazzatura se non la prende, con quello che ci costa. La guardia naturalmente.

Altra Realta' di GILBERTO ONETO fonte Link

elenco atleti italiani olimpiadi di vancouver 2010
quasi tutti carabinieri esercito e guardia forestale


Non ci sono più i massoni di una volta

Non ci sono più i massoni di una volta
by  Massimo Mazzucco 
http://www.luogocomune.net/ 

                                                                           Alla chiusura dei recenti giochi olimpici di Londra, molti si sono divertiti a "scovare" le simbologie massoniche più o meno nascoste nella coreografie della cerimonia finale.
Non che ci volesse un grande intuito, diciamo la verità. Tutto intorno allo stadio c'erano dei piramidoni talmente grandi che soltanto un cieco avrebbe pututo non vederli. Altrettanto dicasi per la piramide egizia, che è stata simbolicamente ricostruita al centro del campo. Nella pagina della BBC, poi, le piramidi con l'occhio di Dio facevano capolino a 1200 pixel, prima che la pagina venisse caricata del tutto. [Immagini all'interno].
E c'era persino l'immancabile aquila imperiale. Non aveva due teste, questo è vero, ma ha trovato la seconda quando una acrobata è comparsa appesa davanti a quella luminosa.
Ma perchè, viene da chiedersi, tanta sfacciataggine nel mostrare questi simboli? Che cosa si vuole dire, alla fine, con questa specie di festival del kitsch in formato esoterico? A chi sono diretti, questi simboli, ...
... e cosa vogliono dire? "Noi siamo massoni, e le olimpiadi sono tutte nostre"?
E allora? Anche se fosse?
Tanto, chi dovrebbe rosicare - supponendo che esista - lo sa comunque, che le Olimpiadi "sono loro". Mica ha bisogno di vedere trenta piramidi da dieci metri l'una per capirlo. Te lo vedi, il "nemico" dei massoni, che torna a casa incazzato e dice alla moglie: "Meledetti, ci hanno fregato. Le olimpiadi sono tutte loro! L'ho capito guardando i simboli allo stadio!"





E allora? Davvero non riesco a trovare una risposta sensata, di fronte a questa colossale buffonata. Anzi, quasi quasi mi viene il sospetto che qualcuno abbia voluto semplicemente divertirsi, "giocando" a fare il massone perchè non aveva niente di meglio da fare. Oppure è un vero massone che si è divertito a fare un gesto talmente plateale da diventare non credibile, mentre lui sa di esserlo davvero.
Ma sai che brivido, in ogni caso. Sai che emozione. Te la suoni e te la canti tutto da solo.
Non sarà invece che questa è tutta una presa per il culo per poveri allocchi, che si mettono a correre come lucertole impazzite appena scoprono una piramide sotto il lavandino, mentre la vera massoneria sta tutta da un'altra parte?
Non sarà che la "robba" vera, quella destinata soltanto ai veri adepti, è scritta in codici che nessun altro è in grado di riconoscere?
A cosa serve fare una società segreta, se poi metti l'indirizzo sulle Pagine Gialle?
Non sarà che certe verità stanno invece ben nascoste, ad esempio, sul frontespizio del primo folio delle opere di Shakespeare, e rivelano l'identita del vero autore di quelle opere, ma soltanto a chi è in grado di capirlo?
Almeno, dicono che sia nascosta lì, perchè io ad esempio non sono mai riuscito a trovarla.

Massimo Mazzucco

mercoledì 15 agosto 2012

LA SCALA VERSO UNA NUOVA CRESCITA! ARTICOLO DA STAMPARE E DI TANTO INTANTO RILEGGERE IN SPIAGGIA E IN MONTAGNA!

LA SCALA VERSO UNA NUOVA CRESCITA! ARTICOLO DA STAMPARE E DI TANTO INTANTO RILEGGERE IN SPIAGGIA E IN MONTAGNA!



In queste ore sono in molti che seduti in spiaggia al bar si stanno domandando se si possa dire basta alla parola crisi.

PERSONALMENTE NON CI CREDO, MA REPUTO CHE SI INTRAVEDE UNPERCORSO IN SALITA, FRA RIFIUTI E SCARICHI MALEODORANTI DI POVERTA' E MISERIA CHE POTREBBE PORTARE A UNA LUCE FUTURA MA IN LA' NEL TEMPO.

MA SARA' UNA LUCE CHE SOLO UNA MINORANZA DELLE PERSONE VEDRA'.


PURTROPPO LA LUCE NON VERRA' RAGGIUNTA TRAMITE UNA RIVOLUZIONE SOCIALE E UN VANTAGGIO PER IL POPOLO....LE MASSE SONO STUPIDE E QUINDI COME TALI VANNO TRATTATE..per anni mentre le cose peggiorano lasci le masse indebitarsi...poi..per anni FAI DIVENTARE TUTTI PESSIMISTI, RIDUCI AL MINIMO LA VELOCITA' DI CIRCOLAZIONE DELLA MONETA, CREI DISOCCUPAZIONE E POVERTA ' E STRAPPI DI MANO A DUE EURO...QUELLO CHE LA MASSA AVEVA COMPRATO A 100 EURO.


Ecco il Dio Quattrino: le 147 banche che controllano tutto

Anche questo è uno stato mentale .... hahaha 
... a proposito dell'articolo precedente ... la crisi è nella testa ... eccome no!!! Anche 147 banche  sono solo pensiero :-(


Ecco il Dio Quattrino: le 147 banche che controllano tutto


di Stefano Davidson
Byoblu

Nell’autunno 2011 alcuni scienziati svizzeri presentarono uno studio, pubblicato su New Scientist, che rivelava come soltanto un piccolo numero di banche avesse il pieno controllo di una porzione esagerata dell’economia globale. Questo studio, battezzato“La rete del controllo globale corporativo” e sviluppato a Zurigo da Stefania Vitali, James B. Glattfelder e Stefano Battiston, consisteva nell’autopsia della vasta base dati di marketing, relativi al 2007, della Orbis. Furono prelevati e poi analizzati file da tutto il mondo, che comprendevano più di 30 milioni di operatori economici, tra imprese e investitori, incluse le relative posizioni patrimoniali.
Dai dati si evince che sono circa 43.000 le aziende transnazionali che hanno i canoni per essere definite tali dall’OCSE. Le più importanti ed influenti sono però solo 1.318, le quali sono accomunate da tre caratteristiche principali:
sommate tra di loro, arrivano a generare il 20% del reddito mondiale;
si possiedono l’un l’altra (forse anche carnalmente tra impiegati e dirigenti);
esiste un nucleo, chiamato ”Unità centrale”, che possiede tutte le altre 43.000 multinazionali.
Insomma, le società più influenti fanno parte di un unico grande cartello finanziario, un vero proprio monopolio, che controlla una ragnatela di 43mila altre società che sono in competizione tra di loro solo virtualmente e che, tutte insieme, generano un altro 60% del reddito mondiale totale. Ma non è finita: l’80% delle 1.318 super-società è a sua volta controllato da un gruppo ancora più piccolo di loro, formato da sole 737 aziende, ma sono soltanto 147 quelle che hanno in pugno il 40% della ricchezza globale.



Questa è la TOP 50:
1 BARCLAYS PLC GB 6512 SCC 4.05
2 CAPITAL GROUP COMPANIES INC, THE US 6713 IN 6.66
3 FMR CORP US 6713 IN 8.94


Dal blog di beppe grillo.La crisi è uno stato mentale - U. Marco Cali'

Dal blog di beppe grillo.La crisi è uno stato mentale - U. Marco Cali'

"Vi voglio insegnare una strategia che potrà farvi migliorare la vostra condizione lavorativa e finanziaria, le aziende che vanno bene sono quelle che “prevendono”."
U.Marco Calì, consulente finanziario indipendente
Istruzione finanziaria (espandi | comprimi)
Buongiorno, un saluto a tutti gli amici del blog di Beppe Grillo, sono Marco Calì, mi occupo di istruzione finanziaria. Il modello "vai a scuola, prendi bei voti che ti troverai un posto di lavoro e sarai a posto per tutta la vita" è definitivamente fallito.
Calcolare bene il rischio (espandi | comprimi)
Nella stragrande maggioranza dei casi questa strategia va bene in qualsiasi settore, posso portare alcuni esempi in maniera molto veloce. Poco tempo fa un imbianchino mi chiede “Ma cosa posso fare? Sono in cassa integrazione non so come vincere questa crisi”,
Questo post fa chiaramente comprendere,che Beppe Grillo e un debunker,in italiano demistificatore.
E' talmente ovvio che quello che manca sono i soldi,perciò questo post,è pura fantascienza.
Guardate questo video,associatelo al post ,e capirete,che tutta la fantasia del mondo non può niente,sulle leggi MATEMATICHE.



Molte sue proposte sono condivisibili,ma se non si svela la truffa economica,nessun debito sarà possibile ripagare.
Qualcuno con questo giochetto del post effettivamente si può salvare,ma per la legge dei numeri,si salverà a discapito di chi invece fallirà.

Pubblicato da fiore selvatico
http://unlungosogno.blogspot.it/

17 libri ... dalle sacre scritture ... Biglino Mauro

Molto bello questo di biglino

mauro biglino 08 06 12




L'ho ascoltato fino ad un ora e trenta minuti, saltando i primi minuti di introduzione tutto il resto è sempre molto interessante, spiegato bene e molto chiaro ...
"offrite a me, il grasso che ricopre gli intestini, i due reni, il grasso che sta attorno ad essi intorno ai lombi ... ma togliete la parte bassa del ... tutto lo farete bruciare, doveva essere bruciato perché l'aroma gradito dal signore, tutte le volte che è scritto, si dive sapere che in ebraico è aroma tranquillizzante per il signore ... odore tranquillizzante, odore calmante, ascoltavo adesso a 1 ora e 44 .
                                                 ... 
Quest'uomo parla di 17 libri da lui trattati all'inizio del video, libri che ruotano attorno alle sacre scritture, che lo sono: 
quanto è stato studiato questo testo? Danilo Valla, Gesù è Dio! 
Danilo Valla non lo conosco bene per esempio, l'ho trovavo consigliato sul canale youtube dove ho visto Biglino ... una diatriba su Gesù e se fosse o meno dio stesso, o figlio, o massima creatura del dio creatore, punti di vista e credenze alla fine, però mi chiedevo ma quante persone che passano ore ed ore della loro vita sopra un libro vi sono? Questo è uno dei libri più letti al mondo, le sacre scritture, se non mi sbaglio si parla di qualche miliardo di copie vendute, parliamo anche di un libro antico, tanto antico che a quei tempi nemmeno esistevano le vocali, non è cosa da poco questa!
mauro biglino, qui non è questione di "pensarla diversamente" non si tratta di opinioni si tratta di questioni molto concrete che vengono trattate in modo approfondito da un'esperto...semplice. Se hai prove che dice cose inesatte fai un video di riposta altrimenti sei solo un troll anonimo e diffamatore: In Quanti si sono dedicati allo studio della bibbia? 
Metto adesso per idea che mai una volta abbiamo conosciuto qualcuno che scrivesse per dio in diretta e inoltre di molti scrittori hanno detto io scrivo per qualcosa di più grande o per l'umanità, lo scriveva anche Schopenhauer, dietro al mondo come rappresentazione se non sbaglio, quindi, se ci mettessimo sopra a tutti i libri, scelti, non esistenti, scelti perché esistenti è impossibile da pensare, ma sentite Biglino qui al minuto 8 e cinque secondi cosa dice e di quanti libri parla solo per la parte iniziale delle sacre scritture. Interessante anche al minuto 32 ... il Tetragramma JHWH viene pronunciato come ... noi lo abbiamo interpretato vi abbiamo aggiunto le vocali in modo che suonasse bene. Quante volte abbiamo sentito dire, come ci ricorda Biglino la bibbia in quel passo quando dice … in realtà significa ... SOLO DALLA PRONUNCIA sono nate fuori religioni, pensate voi ... si trattava in fondo di vivere o morire. JHWH, che come ANNUNA non sappiamo che significhi esattamente, ma comunque erano coloro Esistono i Veda, che se non erro sono i testi sacri più voluminosi al mondo e anche tra i più antichi se non il più antico in assoluto. Molte belle e per noi occidentali e strane oltre che affascinanti le upanishad, sono le più recenti, le ultime scritte di tutti i veda

Veda - Wikipedia

it.wikipedia.org/wiki/VedaCondividi
Veda (in alfabeto devanāgarī वेद, sanscrito vedico Vedá) sono un'antichissima raccolta in sanscrito vedico di testi sacri

Upaniṣad - Wikipedia



it.wikipedia.org/wiki/UpaniṣadCondividi
Le Upaniṣad (sanscrito, sostantivo femminile, devanāgarī: उपानिषद) sono un insieme di testi religiosi e filosofici indiani composti in lingua sanscrita a partire ...

ricerca: psicanalisi e bibbia

... tutto proviene da antiche scritture ... aramaico ... ma non saranno le stesse scritture sumere, indiane ... che il periodo descritto abbia qualcosa in comune in tutte le parti è una sensazione diffusa tra chi studia, che il principio sia sempre lo stesso ... 

Lingua aramaica - Wikipedia

it.wikipedia.org/wiki/Lingua_aramaicaCondividi
L'aramaico è una lingua semitica che vanta circa 3.000 anni di storia. In passato, fu lingua di culto religioso e lingua amministrativa di imperi. È la lingua in cui ... link
oppure vedete questa

Lingua sumera - Wikipedia



it.wikipedia.org/wiki/Lingua_sumeraCondividi
Il sumero è la lingua del popolo dei sumeri; non è stato ancora dimostrato che sia imparentata con alcuna altra lingua. È una lingua ergativa (come ad esempio ... link
Sumero (eme-ĝir, eme-gi) 
Parlato inMesopotamia meridionale
Periodoeffettivamente estinta dal 2300 a.C.

cvd: CALDO E SICCITA': L'ITALIA IN GINOCCHIO


Correnti a getto deviate e siccità: un approfondimento




CALDO E SICCITA': L'ITALIA IN GINOCCHIO

di Redazione Cadoinpiedi.it - 15 agosto 2012
LA nuova ondata di caldo rischia di dare il colpo di grazia all'agricoltura italiana che, a causa della più grave siccità degli ultimi dieci anni registra danni per un miliardo di euro


A Sheep In The Deep

fonte: C’è un cartone animato che amavo moltissimo da bambina, che ha per protagonisti un cane da pastore e un coyote, Sam e Ralph. La serie ha uno schema fisso e ripetitivo. All’inizio di ogni episodio, al fischio di una sirena da fabbrica, i due entrano in scena con il loro cestino della colazione, si salutano: “Buongiorno, Ralph. Buongiorno Sam”, timbrano il cartellino ed assumono i reciproci ruoli. Il coyote quello del predatore che vuole catturare le pecore al pascolo e le studia tutte per riuscirci e il cane quello del fedele ed integerrimo guardiano e difensore degli ovini. Durante tutto l’episodio Ralph e Sam se le danno di santa ragione – con il coyote ad avere sempre la peggio. A fine giornata, il fischio della sirena fa cessare le ostilità. I due riprendono il loro cestino – il coyote Ralph invariabilmente ammaccato ed incerottato e, salutandosi di nuovo distintamente: “Buonanotte, Ralph. Buonanotte, Sam”, escono di scena, per ritrovarsi l’indomani nello stesso posto per una nuova giornata di “lavoro”.
Evidentemente la nostra vita è proprio diventata un cartone animato. Questo fatto, ad esempio, del governo di emergenza crisi “che-per-carità-se-non-facciamo-subito-le-riforme-finiamo-come-la-Grecia” chiude per ferie e, di conseguenza, immagino, anche gli speculatori che da mesi ci stanno affondando i canini nella jugulare si asterranno dal compiere azioni ostili per rispettare il riposo ferragostano dei nostri tecnocrati, mi ricorda il gioco delle parti dei due compari che hanno il compito, magari salariato, di combattersi all’ultimo sangue. Ma solo dopo che è suonata la sirena. Non la domenica e i giorni festivi. E magari, nel dopolavoro, sono capaci anche di andare a farsi una partitina a carte al bar da buoni amici.

A Sheep In The Deep (1962)
fonte
 http://www.mentecritica.net

Crisi economica e suicidi, un parere.


visto qui
http://www.stampalibera.com/ 

... in un commento leggevo


  1. La loro prole e' d'oro merita il paradiso per diritto divino...gli altri e feccia...
    Cristo Santo, ma L'uomo e' un ritardato mentale? Ogni epoca e' simile non cambia mai un bel niente? Perche'??? Rispondete SCHIAVI!!!!|
    RispondiElimina
  2. me lo sono chiesto diverse volte: ma L'uomo, e' un ritardato mentale?

    SI, SI, SI e ancora SI, una progenie di ritardati che s'è moltiplicata senza ritegno ... 


Dell'inutilità in tutti gli ambiti della vita culturale, politica e sociale



Intervista di Luigi Tedeschi a Costanzo Preve comparsa sull’ultimo numero di Italicum

(Tedeschi) L’avanzare e il perdurare della crisi economica europea, sta progressivamente destrutturando la società. La recessione e i decrementi del Pil hanno determinato la fuoriuscita dalla produzione di rilevanti quote di manodopera dal sistema produttivo. Si allargano a macchia d’olio la disoccupazione, la sottoccupazione, il precariato, il lavoro nero. Soprattutto, l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani è diventato assai difficoltoso. La nostra società diviene sempre più decadente, per il venir meno del ricambio generazionale e la mobilità sociale. La liberalizzazione dell’economia, dei costumi, della cultura di massa, quali fenomeni scaturiti dall’avvento della globalizzazione, si rivelano miti virtuali, destinati ad essere smentiti dal disfacimento degli equilibri sociali provocato dalla crisi incombente. Se volessimo elaborare un bilancio del primo decennio del XXI° secolo, dovremmo rilevare che l’avvento della società globalizzata ha avuto solo la funzione di distruggere l’eredità sociale e culturale del ‘900, dato che i nuovi orizzonti, le nuove opportunità, le grandi sfide del nuovo secolo, si sono rivelate elementi di una strategia di ascesa al potere di una nuova elitaria classe dominante del mondo finanziario a discapito della masse sempre più escluse dai processi produttivi. L’emarginazione sociale coinvolge interi popoli; esclusione ed emarginazione sono fenomeni conseguenti al tramonto di un sistema economico basato sulla produzione e di una società fondata su equilibri ispirati al solidarismo interclassista. La fuoriuscita dal mondo del lavoro determina negli individui un senso di inutilità esistenziale, di estraneazione sociale, che conduce alla perdita della autostima di se stessi, ad un non senso della propria individualità, ormai non più compatibile con le prospettive di sviluppo di una società elitaria, basata sulla generalizzata esclusione delle masse non più integrabili nei processi evolutivi della società globalizzata. La coscienza della inutilità è coeva quindi alla defunzionalizzazione produttiva. Tale condizione umana riflette quindi la struttura fondamentale dei rapporti sociali nella società capitalista. L’individuo ha coscienza di sé in quanto svolge un ruolo produttivo nel contesto economico, altrimenti la sua vita è condannata alla emarginazione, alla stregua di un prodotto obsoleto e quindi privo di valore economico. La funzione produttiva e il ruolo consumistico sono le sostanziali fonti di riconoscimento nella società capitalista. Dobbiamo allora credere che è il mercato, con i suoi rialzi e ribassi a dare senso alla vita di ognuno. Il lavoro è merce di scambio in un mercato che si evolve in una prospettiva selettiva di progressiva esclusione dei lavoratori dalla produzione, mai di espansione. La disoccupazione diffusa è però un fenomeno che rivela la sottoutilizzazione di risorse umane disponibili. Il paradosso dell’economia liberista è proprio questo: l’attuale capitalismo genera recessione per la propria incapacità di allocazione e razionalizzazione della risorse produttive disponibili.

martedì 14 agosto 2012

Trovare una cura contro il cancro non conviene

Trovare una cura contro il cancro non conviene
By Edoardo Capuano - Posted on 14 agosto 2012
PilloleÈ una soluzione semplice ed è sempre stata sotto il naso degli scienziati. C’è da utilizzare semplicemente il di-cloro-acetato, che attualmente è impiegato nei problemi metabolici.
La scoperta della sua efficacia contro i tumori è stata fatta nell’Università canadese di Alberta nel gennaio 2007. Stranamente, i media non ne hanno parlato. Eppure è una sostanza che può essere utilizzata da chiunque, non ha effetti collaterali particolari ed è estremamente economico (a differenza dei costosi farmaci antitumorali prodotti dalle grandi Aziende Farmaceutiche internazionali). 
Gli scienziati canadesi hanno testato il DCA (di-cloro-acetato) sull’uomo ed hanno ucciso le cellule tumorali dai polmoni, dal seno e dal cervello lasciando integre le cellule sane.
Lo stesso risultato era stato ottenuto alimentando cavie ammalate con acqua contenente DCA. Nel corpo umano abbiamo già chi combatte le cellule tumorali: i mitocondri. Gli scienziati, però, hanno da sempre ipotizzato che fossero danneggiabili dal cancro e si sono indirizzati sulla glicolisi, che è meno efficace ma… più costosa.
Il DCA, che innesca la reazione nei mitocondri, è ampiamente disponibile e la terapia è relativamente semplice, potete trovare maggiori informazioni su thedcasite.com sul quale vengono pubblicate le esperienze, i dosaggi, i vari casi, i pro e contro.
DOMANDA: perché le Case Farmaceutiche snobbano la scoperta?
RISPOSTA: perché il metodo è naturale e non può essere brevettato. Niente brevetto, niente affari. Senza brevetto non è possibile sfruttare la scoperta come stanno facendo, ad esempio, con le costosissime cure per l’AIDS. Meglio che la gente continui a finanziare campagne anti-tumori ed a pagare salate le cure sul mercato.
Ma forse c’è una speranza: piccoli Laboratori indipendenti potrebbero iniziare a produrre il DCA e, dopo le previste procedure, commercializzare finalmente il farmaco.



INVESTIRE SULLE SPERANZE DELLA GENTE PER TRARNE PROFITTI MILIARDARI

Sono oramai decenni che la medicina oncologica specula sulla buona fede, ignoranza e speranze della gente, con la falsa promessa di una ipotetica cura contro il cancro. E’ la stessa strategia che pratica la Chiesa cattolica che, in cambio di elemosine, promette la salvezza eterna fra le braccia del Divino Creatore.

Karl Marx aveva ragione.


Karl Marx aveva ragione.

« Il sistema creditizio che ha come centro le pretese banche nazionali e i potenti prestatori di denaro, e gli usurai che pullulano attorno ad essi, rappresenta un accentramento enorme e assicura a questa classe di parassiti una forza favolosa, tale non solo da decimare periodicamente i capitalisti industriali, ma anche da intervenire nel modo più pericoloso nella produzione effettiva – e questa banda non sa nulla della produzione e non ha nulla a che fare con essa (...) banditi ai quali si uniscono i finanzieri e gli speculatori. » (Karl Marx, Il capitale)
 di Paolo Becchi

  Cerchiamo di spiegare con una semplice metafora quello che sta succedendo in questo periodo di crisi ormai persistente. Quando si è mangiato troppo e si è fatto indigestione, magari anche a causa di qualche cibo tossico, la cosa migliore è vomitare, liberarsi del peso che si ha sullo stomaco e rimettersi in salute. Prima o poi ci cascheremo di nuovo, l’uomo sembra proprio avere la memoria della mosca – ma intanto per un po' ci sentiremo di nuovo meglio. E invece no, quello che oggi sta avvenendo è che ci teniamo ancora tutto sullo stomaco, ingurgitando dosi crescenti di Gaviscon nella speranza che non si brucino le budella.

 Fuor di metafora: si è cercato di contenere l'esplosione della “bolla” finanziaria iniettando dosi sempre più massicce di liquidità nel settore bancario e ci si appresta a fare altrettanto se sarà il caso. Molte banche italiane sono sull'orlo del fallimento: già in grosse difficoltà economiche a causa della svalutazione degli asset in portafoglio (immobili valutati a valori maggiori di quelli reali presi a garanzia su mutui concessi troppo facilmente, finanziamenti alle imprese degli amici degli amici diventate poi insolventi, e poi tutti i derivati in portafoglio –, prodotti dell’ingegneria finanziaria che valgono a volte nemmeno un decimo del loro valore d’acquisto. Ebbene, nonostante ciò sono state altresì costrette dalla BCE ad acquistare titoli di stato in asta primaria, con la conseguenza che ogni volta che il valore dei nostri titoli di stato diminuisce (l’altalena dello spread) diminuisce anche il reale valore della banca.

  E’ ben noto che, per sua costituzione, la BCE non può quando uno Stato emette dei titoli e questi non vengono assorbiti dal mercato, sostituirsi ad esso, comprando tutto quello che in commercio potremmo definire “l’invenduto” durante l’asta di emissione. A questo punto, la BCE con le mani legate dal suo statuto ha trovato il modo, – solo un fiorentino (Mario Draghi n.d.r) poteva essere così sottile - di prestare quasi mille miliardi di € alle banche (si chiama LTRO). Questo denaro è stato concesso con l’invito ad essere usato non per finanziare l’economia reale, bensì per sostituirsi alla BCE ed andare a comprare quello che per semplicità ho definito “l’invenduto”, al fine di non fare crollare il prezzo dei titoli in emissione. In questo modo però la crisi non è affatto risolta. Stiamo soltanto comprando tempo. La liquidità pompata sul mercato, con la speranza di far ripartire il sistema, in realtà al momento non fa che aumentare lo stock del debito. Perché le banche in un primo momento hanno usato il denaro ricevuto per fare finanza (questo spiega il rialzo del mercato azionario dal 2009 al 2010) e poi, come prima spiegato, hanno usato le successive iniezioni di liquidità della BCE per acquistare quote di debito pubblico. Così però la crisi si avvita su stessa. È sempre lo stesso debito che gira da una parte, dalle banche agli Stati, dagli Stati alle banche, è sempre capitale fittizio in movimento privo di valorizzazione reale.

  Indebitandosi sempre di più gli Stati non possono fare altro che scaricare gran parte del deficit sulla fiscalità generale. Questo spiega le politiche di austerity ed il fiscal compact ne che ne è una conseguenza. Gli Stati hanno tentato di salvare il sistema mediante la creazione di credito, ma questo processo non ha fatto altro che aumentare l'indebitamento e prolungare l'agonia. È come dare dosi crescenti di eroina ad un drogato e la speculazione, ovviamente, ha buon gioco ad attaccare come un virus gli organismi più deboli. Ci si ostina a non volersi rendere conto di una cosa fondamentale: l’euro è stato imposto ad economie con livelli di produttività e situazioni finanziarie molto diverse. Tra Italia e Germania, ad esempio, l’introduzione dell’euro ha fatto registrare un differenziale del 30-40% sia in termini di costo unitario del lavoro, sia in termini di produzione industriale. Inoltre l’euro è stato costruito in vitro come un organismo privo di sistema immunitario. Non c'è quindi da sorprendersi se la speculazione oggi si scagli proprio sui paesi deboli che hanno aderito alla moneta unica. Se piccolo e grosso devono correre alla stessa velocità con lo stesso peso sulle spalle, il grosso, va più forte.

  È possibile uscire da questa spirale? Difficile dirlo, ma affidare ai banchieri il governo dell'economia, come stiamo facendo, significa darsi la zappa sui piedi. Questi “banditi” – come li apostrofa Karl Marx nel terzo libro del Capitale – “nulla sanno della produzione e nulla hanno a che fare con essa”. Finora si sono limitati a salvare le banche con la scusa che erano „too big to fail“ e lo hanno fatto trasformando debito privato in debito pubblico, insomma socializzando le perdite e coinvolgendo gli Stati nel salvataggio del sistema creditizio. In questo modo però hanno portato al collasso gli Stati e sono loro ora a rischiare il default. Non bisogna essere marxisti per accettare questa analisi. Marx però era convinto che la rivoluzione proletaria avrebbe posto fine al modo di produzione capitalistico e alla sua forma assoluta raggiunta con il capitale fittizio. Su questo si era sbagliato. La crisi „catastrofica“ del capitalismo non c’è stata e il marxismo è fallito. Ma questo non ha fatto venir meno l’analisi scientifica di Marx, dalla quale possiamo ricavare la previsione preziosissima che si esce da una crisi solo con un nuovo ciclo del capitale industriale, una nuova rivoluzione industriale che sia in grado di rivitalizzare il capitalismo. Pur con la consapevolezza che la crisi è comunque connaturata al sistema, non ci resta – ahimè – che sperare che anche questa sua previsione si avveri.
Fonte

Le balle degli imprenditori italiani.

Le balle degli imprenditori italiani.
Scritto da Uriel Fanelli

  http://www.keinpfusch.net/ 

Con l'inizio delle ferie mi e' capitato di incontrare un amico che oggi lavora per Amazon, nel settore IT, e sempre per pura combinazione ho visto su Twitter gente che va in giro spacciando le solite palle degli imprenditori italiani: il famoso "costo del lavoro" per dipendente. Queste cose mi fanno incazzare , a maggior ragione da quando ho visto personalmente come funzionano i contratti altrove, per cui adesso vorrei fornire ai miei lettori un paio di "armi dialettiche" da usare contro queste merde ottocentesche.
Ci sono alcuni che vanno a dire che "se io do' 2000 euro al lavoratore, il lavoratore me ne costa 4800 , mentre in Germania ne costerebbe 2600. Ci sono alcuni svarioni sostanziali in questa cosa, e li dobbiamo vedere subito.
Il primo punto e' che sebbene anche in Germania ci sia il sostituto di imposta da parte dell'azienda, esso NON paga tutto cio' che paga in Italia. Facciamo un passo indietro.
L'errore del nostro Zio Tom e' di dire "io pago 2000 un dipendente, ma poi mi costa 4800". Le cose non stanno cosi'. Perche' il nostro eroe non paga 2000 il dipendente, lo paga 4800. Gli altri 2800, cioe', SONO SOLDI DEL DIPENDENTE.
Se lo stato non prendesse quei 2800, essi andrebbero tutti al dipendente, che poi li darebbe allo stato sotto forma di sue tasse.Quindi no, non e' l'imprenditore che paga gli altri 2800: sono del lavoratore. Li paga LUI, non il datore di lavoro.
Per capire meglio, prendiamo il mio status in Germania: appartengo ad una categoria di persone dette "contribuenti volontari". Significa che sono io a decidere a "quale INPS e quale INAIL" versare le mie tasse. Questo significa che io ricevo praticamente tutto in busta, e poi ho stipulato un contratto con una krankenkasse per il resto, e viene preso dal MIO conto in banca.
In definitiva, cioe', quelli che avrebbero ragione di incazzarsi se rimangono loro 2000 euro su 4800 sono I DIPENDENTI, e non gli imprenditori. Gli imprenditori stanno frignando col culo altrui. E sarebbe meglio che la smettessero, perche' se paragoniamo il LORO reddito con le LORO tasse, non otteniamo percentuali cosi' alte.
La verita' e' che gli imprenditori pagano MENO TASSE DEI LORO DIPENDENTI. Solo che si attribuiscono , mediante un artifizio dialettico basato sulla figura del sostituto di imposta, le tasse che pagano altri sul LORO reddito.
Chi dice che pagando 2000 euro un dipendente , poi gliene costa 4800, sta dicendo che paga 4800 euro di lordo il dipendente. E poi, il dipendente viene spennato e gliene restano 2000 netti. NIENTE DI CUI il titolare dovrebbe occuparsi. Tantomeno frignare.
Adesso voi direte: si, ma 4800 euro sono tanti.
Spiacente, anche questo e' falso.Perche' e' vero che in Germania date 2600 euro al dipendente e gliene restano 2000. Ma si tratta di uno stagista o di una donna delle pulizie.
In Italia con 2000 euro/mese in genere si paga un laureato molto tecnico e produttivo, oppure un tecnico specializzato di grande esperienze e di produttivita' notevole. Figure essenziali per l'azienda.
Ma se provate a cercare la stessa figura in Germania, e provate a pagarla con un lordo di 2600 euro/mese, VI RIDONO IN FACCIA. A quel prezzo era pagato lo stagista (che poi e' rimasto in azienda) che ho contribuito a formare, a quel prezzo e' pagata la donna delle pulizie (quella che coordina le pulizie, pardon, le sue subordinate stanno sui 1900 di netto) che ci pulisce gli uffici.

LKWTHIN

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