"THE END"

"THE END"
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martedì 15 marzo 2011

Hanno creato un precedente: arrestate i banchieri!

DI ALESSIO MANNINO
ilribelle.com

Una nazione minuscola che ha avuto la forza di ribellarsi allo strapotere bancario. Una rivoluzione, che passa anche da un nuovo testo costituzionale, finalizzata a impedire che gli interessi del Paese vengano sacrificati a quelli delle oligarchie della finanza internazionale 

Piccola e dimenticata, l’Islanda ci fa da monito. L’isola solitaria fra il Polo Nord e la Gran Bretagna, appena 300 mila anime, una piccola patria di pescatori, ha osato l’inosabile: ribellarsi alla plutocrazia globale. 

Ecco la storia. Alla fine del 2008 la crisi finanziaria si abbatte come un ciclone sugli islandesi, che nell’ottobre decidono di nazionalizzare la banca più importante del paese, Landsbanki.

Seguono a ruota la Kaupthing e la Glitnir. I debiti degli istituti falliti sono in gran parte con la City di Londra e con l’Olanda. La moneta nazionale, la corona, è carta straccia e la Borsa arriva a un ribasso del 76%. Il governo conservatore di Geir H. Haarden chiede l’aiuto del Fondo Monetario Internazionale, che approva un prestito di 2 miliardi e 100 milioni di dollari, integrato da altri 2 miliardi e mezzo di alcuni Paesi nordici. Le proteste popolari si susseguono in un crescendo che porta alle dimissioni del primo ministro nel gennaio 2009 e a elezioni anticipate nell’aprile successivo. Dalle urne esce vincitrice una coalizione di sinistra, che non riesce a frenare la caduta dell’economia. L’anno si chiude con una diminuzione del 7% del Pil. 

Il nuovo esecutivo propone la restituzione dei debiti a Regno Unito e Olanda mediante il pagamento di 3 miliardi e mezzo di euro, somma che pagheranno tutte le famiglie islandesi mensilmente per i prossimi 15 anni al 5,5% di interesse. Nel gennaio 2010 il capo dello Stato, Ólafur Ragnar Grímsson, si rifiuta di ratificarla e dà soddisfazione al popolo che reclama un referendum sulla questione. Il risultato della consultazione che si tiene a marzo è schiacciante: il 93% dei votanti dice no. La ragione è semplice: perché dover pagare tutti gli effetti di una crisi di cui sono responsabili i banchieri, protetti e coccolati dall’Fmi e dal sistema finanziario che tiene sotto ricatto il paese? La rappresaglia non si fa attendere: l’Fmi congela immediatamente gli aiuti. 

Solo a questo punto il governo di sinistra, coi forconi puntati davanti al parlamento, si decide al gran passo: denuncia e fa arrestare i bankers. L’Interpol emana un ordine internazionale di arresto contro l’ex-Presidente della Kaupthing, Sigurdur Einarsson. In questo clima da resa dei conti, lo scorso novembre si riunisce un’assemblea costituente per scrivere una nuova Costituzione che rifondi il piccolo Stato islandese sottraendolo allo strapotere del denaro virtuale. Il criterio con cui essa viene eletta vuol dare il segnale di un rinnovamento reale, profondo: si scelgono 25 cittadini senza appartenenza politica tra i 522 che hanno presentato la loro candidatura, per la quale era necessario solo essere maggiorenni ed avere l’appoggio di trenta persone. La nuova magna charta sta per essere presentata proprio in questo periodo. 

Nulla si è saputo da noi di questa Rivoluzione d’Islanda. Pacifica ma dura e determinata. A rileggerne i punti fondamentali, nel paragone con l’immobilismo conservatore che vige dalle nostre parti c’è di che farsi venire un brivido lungo la schiena: dimissioni in blocco di un governo, nazionalizzazione delle banche, referendum perché il popolo decida sulle decisioni economiche fondamentali, carcere per i responsabili della crisi, riscrittura della costituzione da parte dei cittadini. L’unica ombra che grava sul corso politico dell’isola è la richiesta di ingresso nell’Unione Europea. Perché voler buttare nel gelido mare del Nord tutto il magnifico lavoro fatto finora, esempio per gli uomini liberi d’Europa, per aderire a un superstato controllato da banchieri e manager delle multinazionali? Perché i fieri islandesi non provano a perseverare nella retta via, imitando i loro ovini e cavalli, lasciati liberi di in ampi pascoli senza recinti e senza cani da guardia? 

Alessio Mannino
Fonte: www.ilribelle.com
Link: http://www.ilribelle.com/la-voce-del-ribelle/2011/3/11/islanda-un-monito-un-esempio-free.html
11.03.2011

Nessuno ha più voglia di pensare...o nessuno lo sa più fare?

Spesso la gente comune, scambia il proibizionismo, con la regolamentazione. Per loro, la repressione, è l’unico metodo possibile per tenere sotto controllo (cioè dare una regolata) la diffusione della “droga” fra la popolazione ingenua ed indifesa.
Il concetto è stupido alla base. La punizione come deterrente, non funziona, non ha mai funzionato, poi quando la punizione non è accompagnata da validi motivazioni (in 80 anni i proibizionisti, non sono mai stati capaci di dimostrare le loro tesi) si ha l’effetto contrario…ed è un effetto assai pericoloso.
Quali sono i reali benefici del proibizionismo?
• Dura inutilmente da più di 80 anni.
• Ha mandato in galera un mucchio di gente, di cui la maggioranza incensurati.
• Ha dato modo ai malavitosi di arricchirsi.
• Ha dato modo ai loschi di poter ricattare, minacciare, controllare.
• Ha censurato le molteplici informazioni utili sulla pianta di canapa che in millenni si erano accumulate.
• Non ha permesso ai pazienti di curarsi come meglio desideravano.
• Ha aumentato il numero dei consumatori inconsapevoli.
• Ha messo a rischio la salute di milioni di persone, costrette ad approvvigionarsi di un prodotto scadente
• Ha ucciso sia direttamente, che indirettamente.
E tutto questo, lo fa ancora…com’è possibile che ciò accada?
Perché si continua su questa via?
Perché la gente non si ferma mai a riflettere, preferisce delegare lo Stato anche nell’educazione dei propri figli.
Non si parla più, non si pensa più…si ripetono le cose sentite in Tv.
Quando un sottosegretario dice in Tv: “La marijuana fa dei buchi al cervello grossi così!!…l’ho visto io!”…nessuno ride più…
Quando un ragazzo di 17 anni viene trattato come un pluricriminale solo per avere con se, o a casa propria, alcuni grammi di hashish…e prima del processo per direttissima (come si fa alle persone socialmente pericolose) s’impicca…nessuno piange più.
Quando un falegname viene arrestato perché trovato in possesso di alcune piantine di canapa auto coltivate senza opporre alcuna resistenza…e viene trovato misteriosamente “morto di botte” in cella dopo pochi giorni…nessuno urla più.
Quando si legge sul giornale: “Spacciatore tenta di violentare cliente”…ti vien quasi da pensare…”beh se lo meritava”.
Siamo noi che abbiamo permesso tutto questo…e come questo, tante altre cose, che rendono il nostro Paese lo schifo che è, governato da personaggi onesti per il solo motivo che qualcuno non ha ancora cominciato ad indagare su di loro.
Di personaggi che rifiutano le coppie di fatto e contestualmente cornificano la moglie con puttane e travestiti, che chiamano la “marijuana” il vero demonio distruttore dei giovani…e organizzano festini a base di mignotte e cocaina.
Il vero motore del proibizionismo e dell’andazzo generale, siamo noi…nessuno escluso!
Fonte:
Legalizziamolacanapa.org Team

domenica 13 marzo 2011

Mancano le basi per la democrazia in Italia

Cinque italiani su cento sono analfabeti, trentotto su cento leggono con difficoltà una scritta semplice, l’abitudine alla lettura di libri non coinvolge più del venti per cento della popolazione. Alla democrazia italiana mancano le basi. 
Qual è il livello dell’istruzione e della cultura degli italiani? Se ne parla poco, eppure la risposta a questa domanda aiuta a capire tanti problemi. Vediamo alcuni dati, tratti da due indagini internazionali i cui risultati sono stati pubblicati a cura della ricercatrice Vittoria Gallina nei saggi “La competenza alfabetica in Italia. Una ricerca sulla cultura della popolazione” (Franco Angeli, 2000) e “Letteratismo e abilità per la vita. Indagine nazionale sulla popolazione italiana 16-65 anni” (Armando editore, 2006). 
Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un’altra, una cifra dall’altra: sono analfabeti totali. Trentotto su cento lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta semplice e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione, ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi o di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un’icona indecifrabile. Tra questi, il 12 per cento dei laureati. Soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea. 
Sia chiaro: la tendenza al declino delle competenze e all’analfabetismo di ritorno riguarda tutte le società occidentali. Ma in Italia il fenomeno ha un impatto maggiore. Tant’è vero che siamo in coda all’Europa per lettura di libri e giornali. Secondo l’Istat oltre il 60 per cento degli italiani non legge nemmeno un libro all’anno. Soltanto nel 20 per cento delle famiglie c’è l’abitudine alla lettura, mentre l’80 per cento degli italiani (dati della Banca Mondiale) si informa esclusivamente attraverso la televisione. Questa televisione. In compenso gli italiani sono in vetta alle classifiche per uso del telefonino. Inutile dire che l’homo videns, come l’ha definito Giovanni Sartori in un suo saggio, è assai più suggestionabile della minoranza ancora affezionata alla parola scritta. Più vicino al rango del consumatore (o del suddito) che non del cittadino. 
Tra i pochi intellettuali che denunciano il rischio della de-alfabetizzazione di massa e le conseguenze per la tenuta della democrazia, c’è Tullio De Mauro, linguista e lessicografo, autore tra l’altro del Grande Dizionario dell’Uso della lingua italiana edito da UTET. “La democrazia vive se c’è un buon livello di cultura diffusa”, afferma De Mauro, “se questo non c’è, le istituzioni democratiche, pur sempre preferibili ai totalitarismi e ai fascismi, sono forme vuote”. Prima ancora del deficit di informazione, dunque, alla radice del “caso Italia” sembra esserci un problema di formazione, o meglio: di istruzione primaria. “Quanti di noi hanno la possibilità di ragionare sui dati di fatto, partecipando alle scelte collettive e documentandosi sul senso di quelle scelte?” si chiede de Mauro. Possibili rimedi? “Rafforzare la scuola pubblica, avviare un sistema di educazione continua per gli adulti, creare una fitta rete di centri di pubblica lettura”. E magari programmare un piano decennale di pedagogia di massa, con nuovi maestri Manzi al posto di Vespa e Maria De Filippi. Pura utopia…

giovedì 10 marzo 2011

La patologia di accumulare denaro (Pensieri dopo aver letto il denaro in testa di Andreoli V.)

Chi accumula soldi non accetta mai di ritirarsi, come se fossero immortali, tanto è doloroso smettere di far soldi. Ricorda, questo comportamento, altre dipendenze: Il sesso, la droga, il gioco d’azzardo, l’alcool, tutte dipendenze che portano il soggetto a non essere mai in pace! Allora che senso soffrire il male per privare le masse? Siamo davanti a situazioni in cui l’uomo evade dalla realtà, lo facciamo tutti, la verità è dura da sopportare a volte e cercare una via di fuga verso la gratificazione, l’appagamento è non è una cosa poi tanto strana. Certe azioni come leggere e passeggiare in montagna o meglio ancora contemplare-azione, caduta in disuso, danno realmente un senso d’isolamento in cui ti ritrovi solo con te stesso e di questo sei gratificato, insomma dopo ti senti meglio. Le dipendenze invece ti danno un’evasione con un contratto irrisolvibile: Non evadi mai abbastanza e perciò l’azione diventa compulsiva, come la droga, il gioco d’azzardo e naturalmente l’accumulare denaro. Nulla è privo di senso (nella nostra mente i conti devono tornare). Il denaro può distruggere qualunque sistema educativo. Una vita dentro una morale in grado di regolarla. La morale non è forse sparita per questo motivo? La morale cos’è se non uno strumento dell’animo umano che ci contiene, fornisce delle regole su cui basiamo i nostri comportamenti quotidiani: senza delle regole il mondo, la società come la semplice convivenza a due sono situazioni che diventano impossibili, e il denaro che effetto ha avuto sulla nostra morale? I soldi sono diventati l’unica cosa che veramente veneriamo, il nostro nuovo dio, e di conseguenza rispettiamo i comandamenti, non scritti ma chiarissimi e da tutti conosciuti, regole che questo nuovo dio impone alle nostre azioni quotidiane. E se vuoi accumulare denaro la morale la devi spegnere, non bisogna ascoltare quella voce interiore che ti dice cosa è giusto e cosa non lo è! Ecco un esempio sul denaro: si vende veleno agli uomini, per il denaro uccidiamo direttamente o indirettamente (che ce ne rendiamo conto o meno) le nostre azioni ruotano attorno al dio denaro, uccidono l’inquinamento, l’egoismo, l’indifferenza, il fregare e a volte rovinare gli altri, non parliamo poi delle guerre: per cosa sono fatte se non per il denaro? E’ uno dei business maggiori quello delle armi dopo quello della droga (La droga. Mio nonno conosceva la canapa e la utilizzava per tutto, guardate, cercate i documentari partiti dagli USA per infangare lo spinello, come se il vino fosse migliore!). Ogni nostra singola azione, fatte per avere denaro sono delle azioni criminali: Come definireste voi un uomo senza morale? Quanti ne hanno rinchiusi nelle carceri proprio perché non hanno rispettato queste regole? Il denaro va guadagnato, ma guadagnare intendo con fatica, con rispetto delle regole sociali e morali. Ecco perché chi diviene troppo ricco, è paragonabile con un criminale, il quale appena può non rispetta leggi, né l’etica, ne ha nessuna forma di rispetto verso la società, verso i suoi simili, anzi si direbbe che prova piacere nel far del male: altrimenti per quale motivo finanzierebbero le guerre creando per loro (gli investitori) dei grandi profitti e dall’altra parte creano dei massacri di gente comune, di persone indifese, come i dati parlano chiaro, sappiamo tutti che le maggiori vittime delle guerre sono le donne, i bambini, i più deboli insomma. Noi siamo una società e che ci piaccia o no delle regole per il quieto vivere ci devono essere e devono venire rispettate. Non  perché ce lo impongono con la forza, ma perché un etica di comportamento lo impone, per il motivo che se tutti fanno quello che vogliono il mondo diviene un posto invivibile, come diviene invivibile una casa dove il ragazzo alza a palla la televisione tutto il giorno, come in una singola coppia se viene a mancare il rispetto la convivenza non può andare avanti, e come pretendiamo noi di andare avanti in un mondo dove rispetto, etica e giusto comportamento hanno lasciato il posto al verbo “acquistare”? . Certo si può vivere, si vive anche in prigione d’altronde, ma come? Rispettando le regole e le leggi non è possibile divenire ricchi sfondati. Per farlo si deve rubare, evadere il fisco, imbrogliare, non rispettare le norme sociali. Ecco perché il comunismo non è mai stato attuato da nessun governo. Il comunismo IO lo intendo in questa massima:”Che ognuno possa avere le cose di cui necessita per una vita dignitosa”, non sfarzosa, dignitosa che sono due cose completamente differenti. La distribuzione dei beni come oggi è in Italia (ma andate a vedere l’America che è la stessa cosa) fatta in questo modo: il 50% in mano al 10% della popolazione, il rimanente 50% se lo deve spartire il resto della popolazione, il 90%. Se c’è un prodotto interno in una società è perché tutti hanno contribuito a generarlo e quindi il 100% si deve dividere per il 100%. Ma questo, in pochi ma influenti, non l’hanno voluto, hanno preferito fregarci, rubare e non tener conto del giusto comportamento che una morale ti detta, voglio ripetere ancora una volta che non bisogna parlare di Russia quando parliamo di comunismo, la vera spartizione equa dei beni non è MAI avvenuta in questo mondo. Almeno per la storia che noi abbiamo conosciuto, quella che ci hanno insegnato a scuola almeno non ne contiene traccia.
PS: Le parti in grassetto sono state copiate dal libro di Vittorino Andreoli, Il denaro in testa

PPS:Il libro di Vittorino Andreoli, il denaro in testa, credo che sia il secondo libro (dopo quello di Umberto Eco, il cimitero di praga, che negli ultimi sei mesi abbiano stampato e che valga la pena leggere prima di morire). Se non li avete letti ve li consiglio vivamente entrambi.

mercoledì 9 marzo 2011

Misantropia, ma cos'è in realtà?

La persona che diviene misantropo, per quali motivi lo diventa?
Si nasce ? Non credo proprio. Si inizia casomai a notare atteggiamenti negli esseri umani che di umano hanno ben poco. I falsi miti della madonna e del signore, per esempio, che professano amore e tolleranza nei confronti di chiunque, così rari invece da ritrovare nei comportamenti quotidiani. Vedi che alla fine il relazionare con gli estranei è fondato essenzialmente sulla menzogna: “Proviamo ad essere sinceri con ogni uomo e donna  che incontriamo e vedremo come andrà a finire la conoscenza, finirà presto, prestissimo e neanche nel migliore dei modi”. Poi con gli anni ti rendi conto che qualsiasi forma di amicizia che hai incontrato era fondata sull’interesse, sul guadagno reciproco, interessi di vario genere, non per forza solo economico, anche  bisogno di compagnia, bisogno di un alleato per sentirsi più forte e sicuro, ma fatto è che nei momenti peggiori della vita, quando si perde tutto, quando le situazioni avverse si mettono in fila per giocare con la tua esistenza, beh, stai certo che a qual punto gli “amici” sono tutti scomparsi, proprio come i topi prima che la nave affondi. Credo che siano pochissimi gli uomini che possono vantare l’eccezione di aver conosciuto un vero amico, quello che ho descritto sopra è una situazione standard, non ci vuole molta esperienza di vita per provarla. Sul Devoto Oli andando a vedere misantropia si trova la seguente descrizione: “Sentimento di avversione nei confronti dei propri simili, per lo più provvocato da incapacità di prender parte alla vita attiva e accompagnato da uno scontroso desiderio di solitudine”. Come non si può essere avversi nei confronti di personaggi che condannano il ladro di galline ma venerano il criminale che ha avuto successo. La differenza dove si trova? Questa incoerenza non darà mica alla luce persone con cui è piacevole discutere, parlare e vivere con questi? Sono un poco come i preti (ah, quanto odio il pretame, quella massa di parassiti che esistono solo grazie alla povertà interiore delle persone che loro stessi hanno reso sterili sin dai primi anni di vita*1), bene questi uomini vestiti di tonache nere professano amore, amore e giustizia divina. Che loro lo facciano mi procura un senso di nausea, ma che migliaia di persone ogni domenica si rechino ai loro altari ad ascoltarli, beh, questo mi spaventa. Questo mi spaventa perché queste persone che come i preti vanno a ripetere continuamente parole cariche di significato, ma non vogliono ricordare il significato delle sante inquisizioni, degli eretici messi al fuoco torturati peggio di quello che farebbe il più crudele degli animali(ma la natura insegna che gli animali non sono crudeli, soddisfano solo i loro bisogni vitali, basta). Ma loro ti amano. Lo fanno per amore. Io, da perfetto misantropo, amo la solitudine (o meglio la compagnia dei saggi, saggi che sono esistiti su questo pianeta e hanno lasciato delle memorie, i libri), mi piace osservare ed osservando questi comportamenti per nulla coerenti vedo nelle masse gli stessi sintomi che si addicono allo schizofrenico. Sempre sul Devoto Oli vado a vedere la parola schizofrenia, viene detta in questi termini: “Malattia mentale caratterizzata dalla dissociazione della personalità e delle altre attività psichiche fondamentali: presenta delirio, allucinazioni, disordine percettivo, ideativo o del comportamento”. Quale descrizione migliore della nostra società? Parlare con gli altri e dire che bisogna amare, volersi bene, essere giusti e rispettare le leggi, per poi ritrovarsi da soli ed ammirare e imitare tentando di eguagliare il peggiore dei criminali. Vediamo l’esempio delle persone che ci governano, oppure delle persone diventate straricche. Sono esempi che dareste ai vostri figli, tenendo presente che il figlio si dovrebbe amare? Stò leggendo un bellissimo libro: Il denaro in testa di Vittorino Andreoli, e nella prima parte descrive in modo clinico il nostro comportamento con il denaro ed afferma: “L’impiegato e l’operaio sopravvivono per una legge molto chiara, per arricchirsi non serve lavorare, anzi è controindicato”. E pone degli esempi di imprenditori divenuti ricchi, molto ricchi (tra loro vi sono anche preti naturalmente) e da psichiatra mette in risalto le personalità degli imprenditori paragonadole alla personalità del criminale. Ve lo consiglio comunque, è uno dei pochi libri usciti nell’ultimo anno che vale la pena leggere. Ma tornando alla descrizione di misantropia, passo ora alla seconda parte della frase:”…per lo più provvocato da invìcapacità di prender parte alla vita attiva…”, a quele vita dovrei desiderare di partecipare? Dovrei partecipare attivamente per tenere in piedi il “sistema” (Saviano in Gomorra quando parla della camorra non la nomina mai, parla sempre di sistema, esempio), un sistema basato sulla menzogna, sulla disuguaglianza e sul far male a chi ha gia avuto poco dalla vita? Pensateci un attimo, almeno che non siate volontari umanitari, pensate alla vostra parte che date quotidianamente pet tenere in piedi questo sistema: si può essere fieri ed orgogliosi di una simile azione? Cioè mi spiego meglio, loro diventano ricchi fregando le persone comuni e lo possono fare SOLO perché le persone comuni lo permettono però. Se domani nessuno si presenta al lavoro e andiamo tutti in piazza con cartellone che chiede quello che chiedevano i COMUNISTI: “Vogliamo che tutti abbiamo le cose essenziali per vivere dignitosamente e che finalmente ci sia uguaglianza”, NIENTE di più…ma lo spappolamento di cervelli tramite televisione in 40 anni ha fatto diventare il comunismo un mostro che mangia i bambini. Ribadisco che non ho mai votato comunista, perché i comunisti non sono mai esistiti se non nel libri Il Capitale di Marx, le altre sono tutte brutte imitazioni. Invece mi trovo in mezzo ad una società che ammira fanaticamente i personaggi che creano disuguaglianze e povertà. Per quale strano motivo mi dovrei integrare in una simile bolgia? Chiaro che scelgo la migliore delle compagnie, quella di me stesso. Quelle poche volte che guardo la televisione, bene, li vedo davvero la schizofrenia che diventa norma di vita. Osservando blob, la sera alle 20 su rai tre mettono bene in evidenza queste frasi e comportamenti, dove uno dice bianco, ma poi dicono anche nero, insomma che bianco e nero sono parte della vita lo sappiamo, ma vanno ben separati. Io quando guardo il TG5 o TG1 (lo faccio solo per incazzarmi!) veramente ho l’impressione di vivere su un altro pianeta. Ma poi le notizie del giorno sono sempre morti, stupri, violenze…e così dovremo abituarci che è una cosa normale. Che schifo!
Da Repubblica
"Mio figlio picchiato dal branco
il sabato è il giorno del terrore"
Sedici anni, è stato aggredito per 5 euro. Dopo una Tac scopriamo che ha la mandibola frantumata, una massa nel cranio e che bisogna operarlo per rimettergli a posto la testa.
POI sempre su un quotidiano
Teenager stregati dall'alcolil primo bicchiere a 14 anniIndagine Doxa. Gli adulti sono più moderati e sobri. Fra i giovanissimi il bere "da sballo" è una moda che non passa. Le donne lo fanno meno dei maschi, eppure i loro consumi sono in aumento
POI vediamo i TG, TG5 e TG1 detengono lo scettro dell’ipocrisia
1)Mostrano un mondo dove mancano i lavoratori===cerchi un lavoro e non lo trovi
2)Ad Arcore vi erano facinorosi pericolosi===persone che vogliono un mondo onesto e democratico
3)Le donne sono "giovani" in eterno e le accompagnano prodotti che devono essere venduti===le donne che conosco sono consumate dal lavoro e fanno pubblicità allo stile di vita della massa, come ti trasforma la vita in fabbrica, oppure in ufficio
4)Alla mattina le famiglie si alzano, con il sorriso in viso, e tutti assieme consumano la colazione===mi alzo da solo, un caffè veloce per non perdere il bus delle 7.10
5)Ogni canale al pomeriggio o tarda sera (gli orari dei programmi di approffondimento) in questi giorni godono nel dare le mille versioni in cui la povera Yara sarebbe stata ammazzata, non sapendo nulla del caso, è pura speculazione psicopatologica, è delirio! ===In Italia quanti minori spariscono ogni anno? Andate a vedere e di certo troverete che bisognerebbe riempire i palinsesti di ragazzi scomparsi.
Potrei andare avanti in eterno con questi esempi.Questa è dissociazione della realtà, cioè SCHIZOFRENIA.  Allora sono IO il misantropo che non si adegua alla società, oppure sono IO che voglio vivere bene e sereno ma per farlo non mi posso immischiare nella bolgia infernale dei cosiddetti esseri umani? Guardate Zeitgeist se non lo avete ancora fatto.
Voi della misantropia cosa ne pensate?


*1 Dateceli in mano cinque anni e saranno nostri tutta la vita. Frase pronunciata da un sacerdote nei confronti dei bambini, non ricordo il nome lo ho letto su un libro anni fa….

lunedì 7 marzo 2011

La cura giusta ?

Io da anni ho iniziato uno stile di vita alternativo. Ho staccato con il lavoro, poiché se lavoro tengo in piedi questo sistema marcio e se non lavoro non è vero che non mangio. Certo ci si deve accontentare, vivere del minimo indispensabile alla vita…il minimo, ma tutto il resto a cosa serve? A farci lavorare ed indebitare, su questo ho già scritto la settimana scorsa, una tabella con lo stipendio DIVORATO dal superfluo.
Ho viaggiato per anni, ho visto in Europa cose che nel nostro paese ci sognamo. Io al momento vivo ancora di poco, molto poco, per esempio tirato via il vitto alloggio mi bastano 100 euro per passare benissimo il mese. Ho molte passioni,prima tra tutte la lettura.
Io sono convinto che la ricetta medica per cambiare il mondo esiste, ma deve partire da noi, non ce la devono fornire gli altri. Sono dell’opinione che l’unione fa la forza, infatti noi viviamo isolati in monolocali ed oltre ai rapporti di lavoro non rimane nulla. Come si può costruire qualcosa di buono in queste condizioni?
Vi elenco dei passi per cambiare vita:
1)Chiudere il conto in banca dopo aver lasciato il lavoro e ritirato anche il trattamento di fine rapporto
2)Iniziare a cercare una casa abbandonata, magari sui colli fiorentini, ma ne siamo pieni in giro per tutta Italia
3)Cercare un gruppo di persone civili e leali che veramente vogliono cambiare lo stile di vita, io ho già provato un esperienza simile e direi che il numero buono è tra le 20\30 per sone al massimo, meglio 20 comunque, si riesce a coprire tutte le mansioni e vi sono meno bisogni.
4)Unire i soldi, acquistare un abitazione con poco terreno adiacente e sistemarla (io sono pavimentista e muratore per esempio, un amico è idraulico…e con poco ci si riesce)
5)Nel frattempo iniziare a vivere di quello che la natura fornisce (la natura ha sempre dato il cibo all’uomo, non le multinazionali!). Galline, anatre, mucche, maiali, conigli…come si può vivere solo in modo vegetariano, poiché ammazzare un animale dopo che lo hai accudito per mesi, secondo me è difficile, io opterei di vivere di pasta, pomodoro, latte formaggio e verdure, ma su questo ci si deve accordare.
6)Lavorare solo le ore neccessarie al fabbisogno giornaliero, tutto il resto del tempo è nostro per socializzare, leggere, studiare e ridere magari. Di sicuro la vita diventa serena, molto serena. Ho vissuto sette mesi in una comunità simile e veramente la depressione non sapevo più cosa fosse.
Però bisogna unirsi, è l’unione che ci rende forti, infatti le istituzioni fanno di tutto per separarci, lo sanno che divisi non combineremo mai niente, dovremo sempre e solo sottostare alle loro LEGGI.
Immaginate se tutti iniziassero ad unirsi, ritirare i soldi dalle banche e non ricercare più il denaro come fonte primaria per l’esistenza, ma solo per le poche cose indispensabili. Chi dice che non si può vivere in questo modo? Lo dicono le persone a favore di questo sistema, persone dal basso livello etico, se non addirittura inesistente.
Io voglio essere un uomo, dalle mille sfaccettature, voglio che la mia natura artistica, ma soprattutto che la mia natura in simbiosi con la natura che mi circonda diventino la magia divina che abbiamo dimenticato. Cosa c’è di più bello di vivere in mezzo alla natura?
Naturalmente questa è solo una mia idea, ma sono convinto che curerebbe tanti mali, poiché i mali della nostra società arrivano TUTTI da come viene gestito il denaro.
Spero che un giorno il mondo sarà diverso…ma se rimango solo a sperare non cambierà nulla se non in peggio per la nostra situazione.
Vale davvero la pena lavorare per far arricchire gli altri e potersi acquistare tutti i prodotti dell’ultima moda? Davvero crediamo che la magia della vita si riduca a questo?
Per forza ci lamentiamo, abbiamo perso il senso mitico della vita, ma basta poco a riprenderlo, stà dentro di noi, pensateci bene:”Ognuno di noi ha dentro una scintilla divina”, e questo facciamo passare a questa scintilla divina?
Forza, è ora di cambiare…io cerco soci, se li trovo in rete bene, altrimenti ricomincerò il mio viaggio interrotto due anni fa. 
Ma ricordate che i pensieri sono creativi, io sono ciò che penso, io sono ciò che faccio: Io sono un pensiero che agisce. Energia...sono stato in coma una volta e proprio dopo quell'incidente ho iniziato ad interessarmi alla fisica quantistica, all'astronomia ed alla filosofia ed il mio modo di vedere il mondo è cambiato completamente.

sabato 5 marzo 2011

Perché lavorano ? Facciamo due conti . . .

Credono di essere liberi, ecco chi sono i migliori schiavi. Come la nostra società, noi siamo liberi, anche di evadere le tasse quando vogliamo.
Parlano che la tassazione sul popolo non sarà aumentata. Ma se di quei pochi soldi, spesso uno stipendio si aggira sui 1000 euro quando va bene, (parliamo del lavoro che esiste oggi, quello precario), se di questi soldi togliamo le trattenute iniziali, togliamo poi l’iva che viene applicata ad ogni prodotto che acquistiamo, togliamo il 74\75% di tassa che viene applicata sui tabacchi e sul carburante. Togliamo poi le imposte, per esempio quelle che ci ritroviamo sulle bollette di casa, a quanto è la percentuale tra il realmente consumato ed il realmente pagato? E poi che ci resta da togliere? Ah, le spese bancarie, perché oramai siamo arrivati al punto che diamo i nostri soldi alla banca (e questa li investe e guadagna), ma la dobbiamo pagare: Sembra un secolo fa quando ti davano l’8% sui bot se mettevi i soldi fermi un anno…ora dobbiamo pagare. Fate i conti di quanto vi costa il conto corrente e quanto guadagnate in interessi (buoni se arrivano al 2%). Poi dobbiamo pensare ai vari bolli, canoni, assicurazioni. Io mi fermo qui con iol conteggiare, credo che sia abbastanza per capire che alla fine si lavora per ridare completamente di ritorno i soldi a chi te li ha dati. POSSIAMO affermare che impegnamo la maggior parte del tempo della nostra vita per avere in affitto per un mese del denaro, che dopo 30 giorni esatti sarà restituito. Restituito a chi? Pensateci bene…..
Abbiamo avuto il boom economico, io sinceramente in 37 anni di vita ho visto solo un boom di indebitamenti, e tra l’altro molti non li ho più pagati. Ora faccio un piccolo conto su una busta paga media:
Totale competenze 1.693
competenze
Trattenute CDEL
Trattenute INADEL
Trattenute
IRPEF
IRPEF addizionale
Regionale
IRPEF addizionale comunale
1.693
149.86
33.46
255.39
15.98
9.98
Bene, lo stato ha prelevato 465 euro, ancora prima di iniziare a spendere.
Rimangono 1.228
1228
Soldi netti dal lavoro di un mese
650 vedi nota 1
Affitto compreso di gas
450 vedi nota 2
Alimenti, contando colazione e 2 pasti composti da un primo a mezzogiorno e un secondo alla sera
117 vedi nota 3
Sigarette
167.75  vedi nota 4
Costo mensile della macchina, manutenzione esclusa
80 euro ENEL vedi nota 6
Non ho messo il gas perché incluso nelle 650 di affitto mensile
21.99 vedi nota 5
-258 vedi nota 7
Spese di medicinali base, sperando di star bene

1)Affitto 650 euro per 50 metri quadrati (compreso le spese del gas, da aggiungere 200 euro di spese condominiali).
2)Alimenti 15 euro al giorno=450 euro\mese (naturalmente non sognamo di mangiare pesce fresco o altri cibi tutte le settimane (un pranzo di pesce fresco ti costa da solo 15 euro!), nel conteggio tengo 300 grammi di pane,formaggio ed insaccati, tanta pasta e vari prodotti per fare il ragù in casa, una bottiglia di vino, frutta e verdura, carne un paio di volte la settimana)
4)Poi per la macchina mettiamo un utilitaria, Assicurazione 600 Euro\anno (perché me l’ha ceduta il padre e sono entrato a livello basso…). 180 bollo. Percorro 12.000 Km\ anno, consumo: 15km\l: IN dati otteniamo 12.000(km totali)/15(km\litro)=800 litri di carburante= 1.233 euro\anno.QUINDI LA MACCHINA MI COSTA 1233+180+600=2013 Euro anno, che diviso 12 sono 167.75 euro al mese.
3)Mettiamo ora le sigarette. Costo 3.90 per pacchetto (3.90*74/100=2.886 di tasse). Ricordiamo che il fumatore medio consuma un pacchetto al giorno, quindi 3.90*30=117 (2.886*30=86.58 di tasse)
Mettiamo poi in evidenza che tra tabacco e benzina abbiamo queste ritenute fiscali:
Benzina: costo 1,54 euro litro (ritenuta fiscale 74%), quindi 1.54*74/100=1.1396 euro di tasse su ogni litro
Mettiamo ora di percorrere 1000 km , dipende dal modello, ma meno di 80\100 litri sarà difficile usarli: Quindi moltiplichiamo 1.54*80=123.2 (1.1396*80=91.168 che sono tasse)
5)Ora metto la voce medicinali, poiché ogni volta che vado in farmacia trovo signore che spendono delle 50 euro a botta. Noi siamo in due e come molti nel nord italia prendiamo benzodiazepine per dormire (se mi lasciassero la cannabis abbatterei l’ansia e dormirei meglio, oltre che avere il morale alto tutto il giorno, ma è proibita! Non lo sono invece i neurolettici o le benzodiazepine che se leggi il bugiardino sono certamente più dannose della cannabis!)
Prendi una pastiglia a sera, nella scatola ve ne sono 20, facciamo 10 giorni. Totale 3 scatole al mese. Costo scatola 5 Eurox3=15  (in Austria, Francia e Germania Spagna, insomma nel resto del nostro continente arrivano a costare anche il 500% in meno, cercatele in rete queste notizie). Mettiamo poi un dentifricio ed un colluttorio : 5.49 Colluttorio, 1.50 Dentifricio.
6) Nella bolletta dell’ ENEL, naturalmente in un appartamento piccolo non usiamo quasi niente di elettrico che consuma (tipo forno, ferro da stiro etc ), ma in quegli 80 euro quante imposte ci sono? E quanto ammonta il vero consumo energetico? Basta guardare la prossima bolletta e vedrete che sono per la maggior parte costi AGGIUNTI! E poi comunque la media delle famiglie è più alta di 80 euro, conosco chi ne paga 200
7)-258. Ecco il nostro lavoro di un mese, dove l’unico sfizio tolto è quello delle sigarette. Senza niente, vivendo del minimo ogni mese. E teniamo conto che nelle spese non ho messo la manutenzione della macchina, vari medicinale per la salute, che a volte manca. Poi non ho conteggiato andar fuori a mangiare una pizza. Mancano anche i soldi del conto corrente, già perché la nostra idiozia è divenuta tale che per dare i soldi alle banche che li investono, NOI paghiamo.  Noi lavoriamo per indebitarci, o meglio vista sotto un altro punto di vista si può dire che NOI paghiamo per lavorare.
La cosa che mi fa arrabbiare è che tutti vanno avanti come se questo fosse “normale”. Normale pagare per lavorare, normale pagare perché diamo i soldi agli sconosciuti.  
Ma la cosa ancora più assurda è che lo stato non è presente, non esistono sussidi di disoccupazione, invalidità ti danno 220 euro se te le danno. Costruiscono case ovunque, ma le case popolari dove sono finite? Ma perché la gente continua a lavorare in questo modo? Cioè gli schiavi vitto ed alloggio erano inclusi, li avevano. Noi cosa otteniamo di più degli schiavi? Otteniamo forse che possiamo aprirci dei debiti? Che comperiamo una macchina per andare a lavorare, che va a finire poi che lavoriamo per la macchina? Ma non è meglio vivere sotto un cielo di stelle, liberi tutto il giorno di sviluppare il nostro essere. Io l’ho fatto, leggevo per ore ed ore, passeggiavo e chiacchieravo con molte persone. Insomma non stavo affatto male, ma poi soprattutto quante case lasciate disabitate in mezzo alle campagne potrebbero venire occupate?
Poi, dico una cosa forte, ma se devo vivere in un modo di “merda”, ma vale veramente la pena di vivere? Io opterei per un bel suicidio, almeno non faccio arricchire nessuno e smetto di soffrire. Specifico che io non soffro, nella vita sto bene, molto bene, ma sono arrivato negli ultimi nove anni ad avere uno stile di vita molto spirituale, vivo di nulla e non sento bisogno di niente. Non ho la macchina, non guardo la televisione, spendo 15 euro al mese per internet, 5 euro a settimana per il tabacco, mangio una volta al giorno perché non faccio movimento per bruciare di più, ho vicino una persona che mi vuole bene, possiedo molti libri e leggo, leggo e mi informo. Se gli italiani leggessero il nostro paese non andrebbe avanti normalmente in una situazione che normale non è!
Svegliatevi perché se non cambiate voi, loro non lo faranno di sicuro, gli conviene.
Aggiungo un pezzo tratto dal blog di Paolo Franceschetti
…Quello che non ci dicono mai, infatti, è che il 99 per cento dei nostri soldi va allo stato, e quindi non è con un aumento delle tasse che migliorano le condizioni di vita generali, né è in questo modo che lo stato si procura una maggiore disponibilità di risorse. Le tasse infatti non sono il 40 o il 50 per cento, a seconda dell’aliquota. Le tasse coprono invece quasi il 100 per cento dei guadagni dei cittadini. Se sembra assurdo, proviamo a fare questo ragionamento. Se un cittadino guadagna 1000 euro, 300 le da immediatamente allo stato. Ne rimangono 700 che può spendere come vuole.
Queste 700 verranno usate per acquistare dei beni, quindi verranno date ad altri cittadini. Questi cittadini, su queste 700 euro, pagheranno un altro 30 per cento di tasse, quindi ne rimarranno 490. Che verranno utilizzate per acquistare altri beni da altri cittadini che pagheranno altre tasse. Aggiungiamo che ogni bene è gravato da IVA. Cioè un’imposta all’origine che grava i beni di ulteriori carichi fiscali.
Facciamo un esempio con una parcella emessa da un professionista (medico, avvocato, notaio, ecc..). Lo stato ti dice che la tua aliquota è del 50 per cento. Ma è falso. Perché quando io faccio una fattura da 1000 euro, il 50 per cento va in tasse, ma il 20 per cento è l’Iva, a cui si aggiunge l’IRAP (circa il 4 o il 5 per cento) e la Cassa (che per noi avvocati è il 10 per cento). Il che significa che di quelle 1000 euro ce ne rimangono in tasca 200 o 300 circa. Quindi in merito al problema delle tasse sono due le balle che ci raccontano:

1) è falso che il prelievo fiscale, sia del 30, 40 o 50. Il prelievo (quando si calcola Iva, imposte locali e tasse) è comunque dal 70 all’80 per cento, a seconda delle aliquote.
2) Quando il cittadino acquista un bene, lo acquista comunque giù gravato da Iva (che, ricordiamolo, fino a qualche anno fa per certi beni era il 40 per cento). E ciò che va allo stato è molto di più anche di quell’ottanta.

venerdì 4 marzo 2011

Il senso della crisi

Tratto dal blog di   Paolo Franceschetti

Sommario. 1. Premessa. 2. Due parole sul sistema fiscale (parzialmente pubblicato in precedenza. 3. E torniamo alla crisi finanziaria. 4. Come ti elimino il rompicoglioni (cioe´ colui che non si adegua al sistema).



1. Premessa.
Tra settembre e ottobre, a dispetto delle rassicurazioni del nostro presidente del consiglio, ci aspetta, pare, una ripresa della crisi, che diventerà sempre più grave per avere il massimo picco nel 2011 - 2012.

Di questi giorni poi è la notizia che nelle scuole hanno diminuito in modo drastico le cattedre, e quindi pare che salteranno circa 100.000 posti di lavoro in tutta italia. Il che è come dire che ci saranno 100.000 persone a spasso, in Italia, che non lavoreranno. Persone che hanno studiato anni, spesso si sono specializzate facendo le famose SSIS (ovvero le scuole di specializzazione per l'insegnamento) pagate a caro prezzo, si ritroveranno lo stesso a girarsi i pollici.

Nel nostro precedente articolo sulla crisi finanziaria ci eravamo occupati dei motivi che hanno provocato questa situazione, soffermandoci sulle dinamiche strettamente economiche; in altre parole avevamo individuato a chi giova, nell’immediato, il tracollo finanziario dei mercati occidentali.

Tuttavia c’è un’altra ragione, meno immediata e meno visibile ma ancora più valida della precedente.
Vediamo quale è questa ragione, non prima però di aver fatto alcune osservazioni.



Avevamo detto che la crisi finanziaria serve essenzialmente ad arricchire i banchieri, perché il fatto che il denaro non valga più nulla (a seguito degli accordi di Bretton Woods del 1944), unitamente al fenomeno dell’acquisizione di beni reali in cambio di beni fittizi, in ultima analisi giova esclusivamente ai proprietari delle grandi banche mondiali e delle multinazionali. E’ un meccanismo che avevano giù descritto e su cui ora non torneremo, che potremo definire “redistribuzione delle ricchezze”. In pratica a seguito della crisi ci sarà una redistribuzione delle ricchezze del pianeta, perché il denaro varrà poco più della carta straccia, e chi aveva basato la sua vita sull’accumulazione del denaro o di prodotti derivati da esso, si ritroverà con un pugno di mosche in mano; in compenso invece conserveranno valore i beni reali (terreni, case, oro, pietre preziose).
Alla fine, essendo la nostra economia basata prevalentemente sul debito, l’effetto ultimo della creazione delle crisi finanziaria, sarà che i privati avranno perso molti dei loro beni per l’impossibilità di coprire i costi dei mutui, e quindi coloro che avranno guadagnato da tutta questa operazione saranno coloro che si ritroveranno proprietari di terre, case, beni di valore, ecc…
In poche parole chi si avvantaggera´da questa situazione sono i grandi gruppi di potere economico.

Tuttavia la logica porta a cercare anche altri motivi a questa crisi.

Le grandi multinazionali e le grandi banche infatti, sono già, di fatto, proprietarie della maggior parte delle ricchezze del pianeta. Poche famiglie, non più di una ventina in tutto, controllano direttamente o indirettamente oltre la metà dei beni della terra e per acquisire l’altra metà non occorre provocare una crisi finanziaria; le grandi multinazionali sono già proprietarie, nella stragrande maggioranza dei casi, delle minierie di diamanti e pietre preziose dell’africa e dell’Asia; le cosiddette sette sorelle hanno il monopolio dell’energia del pianeta, non permettendo alle energie alternative di svilupparsi; controllano di fatto la maggior parte degli stati asiatici, africani, e dell’america latina, mediante governanti compiacenti, allineati, corrotti, o semplicemente incapaci di reagire alla strapotenza del mondo occidentale e dei suoi diktat.
Le grandi superpotenze economiche sono così ricche che potrebbero tranquillamente acquistare tutto il rimamente in modo leciti o illeciti.
Allora…. Perché provocare una crisi finanziaria di questa portata?

Solo per acquistare altri beni, a seguito del fallimento di molti privati e molte aziende?


2. Due parole sul sistema fiscale (la prima parte già pubblicata in precedenza)
La ragione delle crisi è la stessa che regge il sistema fiscale dissennato che abbiamo. Un sistema fiscale assurdo, che però ha una ragione molto profonda. Ripeto qui quello che ho detto nell’articolo sul sistema in cui viviamo con alcuni correttivi.
Il sistema di tassazione deve essere vessatorio e non ci sarà mai un governo che ridurrà le tasse veramente. I soldi, infatti, in realtà ci sono, ma vengono dispersi decuplicando il costo delle opere pubbliche, finanziando società inesistenti grazie all’aiuto della CE, creando fondi neri, spendendo miliardi di euro per una sanità malata.
Il vero scopo del sistema di tassazione attuale, però, non è quello di reperire fondi da spartire tra le elite (ne hanno già a sufficienza senza dover rubare anche pochi spiccioli al cittadino comune) ma quello di costringere il cittadino a non alzare mai la testa; lo scopo è cioè quello di farlo lavorare dodici ore al giorno per sopravvivere. Se non avrà troppo tempo libero, non avrà tempo per riflettere, informarsi e svegliarsi.
Ecco quindi che appena il livello economico della popolazione inizia ad innalzarsi, sopravviene una nuova crisi economica, una nuova necessità finanziaria per cui lo stato chiede nuovi sacrifici…Quello che non ci dicono mai, infatti, è che il 99 per cento dei nostri soldi va allo stato, e quindi non è con un aumento delle tasse che migliorano le condizioni di vita generali, né è in questo modo che lo stato si procura una maggiore disponibilità di risorse. Le tasse infatti non sono il 40 o il 50 per cento, a seconda dell’aliquota. Le tasse coprono invece quasi il 100 per cento dei guadagni dei cittadini. Se sembra assurdo, proviamo a fare questo ragionamento. Se un cittadino guadagna 1000 euro, 300 le da immediatamente allo stato. Ne rimangono 700 che può spendere come vuole.
Queste 700 verranno usate per acquistare dei beni, quindi verranno date ad altri cittadini. Questi cittadini, su queste 700 euro, pagheranno un altro 30 per cento di tasse, quindi ne rimarranno 490. Che verranno utilizzate per acquistare altri beni da altri cittadini che pagheranno altre tasse. Aggiungiamo che ogni bene è gravato da IVA. Cioè un’imposta all’origine che grava i beni di ulteriori carichi fiscali.
Facciamo un esempio con una parcella emessa da un professionista (medico, avvocato, notaio, ecc..). Lo stato ti dice che la tua aliquota è del 50 per cento. Ma è falso. Perché quando io faccio una fattura da 1000 euro, il 50 per cento va in tasse, ma il 20 per cento è l’Iva, a cui si aggiunge l’IRAP (circa il 4 o il 5 per cento) e la Cassa (che per noi avvocati è il 10 per cento). Il che significa che di quelle 1000 euro ce ne rimangono in tasca 200 o 300 circa. Quindi in merito al problema delle tasse sono due le balle che ci raccontano:

1) è falso che il prelievo fiscale, sia del 30, 40 o 50. Il prelievo (quando si calcola Iva, imposte locali e casse) è comunque dal 70 all’80 per cento, a seconda delle aliquote.
2) Quando il cittadino acquista un bene, lo acquista comunque giù gravato da Iva (che, ricordiamolo, fino a qualche anno fa per certi beni era il 40 per cento). E ciò che va allo stato è molto di più anche di quell’ottanta.
E’ una somma molto vicina al 100 per cento.
In pratica tutto ciò che produciamo finisce nelle tasche dello stato, tranne quel poco che uno riesce a risparmiare e mettere da parte senza farne alcun uso. In sostanza: solo i soldi non utilizzati rimangono a noi e non vanno allo stato. Quelli messi in circolazione prima o poi finiscono nelle casse statali.
Insomma, quando lo stato aumenta quindi le tasse del 2 per cento, non incassa realmente quel 2 per cento. Perché il cittadino, guadagnando il due per cento in meno, acquisterà meno beni, e quindi il risultato è che ad un’entrata da una parte, corrisponde un’uscita dall’altra.
Ne consegue che quello che ci raccontano, sulla necessità di aumentare le tasse per far entrare più soldi nelle tasche dello stato, è una balla colossale.
Allo stato va già quasi tutto. L’aumento dell’imposizione fiscale serve unicamente per vessare il cittadino affinché non possa mai godere una vita di reale benessere.
Inoltre un sistema così congegnato aumenta le aree di illegalità e di evasione, quindi si traduce in una ulteriore perdita economica per lo stato.

Che la vera ragione del sistema fiscale non sia quella di reperire fondi, lo dimostra un fatto emblematico. Sotto il governo Prodi venne fuori lo scandalo (di cui ovviamente i media non hanno più riparlato) dei 98 miliardi di euro che i monopoli dello stato dovevano incassare dai gestori di video games e slot machine. Sono state accertate 98 miliardi di euro di evasione, pari a quasi 200.000 miliardi di lire. Il costo di diverse finanziarie. Una somma che si potrebbe (e dovrebbe) recuperare in poco tempo, ma che il governo si guarda bene dal recuperare. Basterebbe una semplice operazione coordinata dalla guardia di finanza per ottenere in poche settimane un somma che consentirebbe allo stato di respirare per due o tre anni senza drenare altro ai cittadini.
Tant’è che l’8 luglio di quest’anno il deputato del Partito Democratico Alberto Fluvi ha presentato un'interrogazione a risposta immediata in Commissione Finanze della Camera per sapere dal Ministero dell'Economia e Finanze "quali misure abbia adottato o intenda adottare in ordine alla presunta, imponente evasione d'imponibile nel settore delle slot machine, eventualmente valutando le ipotesi, prospettate nella richiamata relazione della commissione ministeriale, di ridurre l'aliquota del Preu, di introdurre il divieto per i gestori di assumere la veste di concessionari, nonché di utilizzare la Sogei per effettuare controlli sui dati di gioco, l'imposta conseguentemente dovuta e quella effettivamente dichiarata e versata, e se, considerata la dimensione del problema, non ritenga opportuna una correzione della struttura organizzativa dell'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, che preveda, a tutela della stessa amministrazione, l'istituzione di una struttura di audit centrale analoga a quella presente in tutte le Agenzie fiscali.

Ma noi sappiamo benissimo quali misuire adotterà il governo. NESSUNA.
In conclusione. Non sono i soldi di cui ha bisogno il governo. Il governo ha bisogno di schiavi che tengano la testa bassa per lavorare dodici ore al giorno e che non si informino, non pensino, non si evolvano.

3. E torniamo alla crisi finanziaria.
Dunque, le ragioni delle crisi finanziaria sono le stesse che valgono per il sistema fiscale, ovverosia abbassare le aree di benessere della popolazione.
Con l’aumentare delle aree di benessere, infatti, aumentano le persone che si informano, che hanno tempo per pensare, che possono fare collegamenti pericolosi. E hanno piu´ tempo per organizzarsi in associazioni che possano contribuire alla vita democratica del paese.
Al contrario, in una situazione di crisi la gente ha meno tempo per riposarsi, pensare, crescere…. Chi lavora dodici ore non ha tempo per fermarsi a riflettere e allora i telegiornali, i giornali, ecc…, è costretto a guardarli di sfuggita, distrattamente, e senza relazionare tra loro fatti il cui legame è invece evidentissimo.
Se le persone avessero tempo per pensare e riflettere succedere questo:
- delitto di Bagno a Ripoli; Lapo Santiccioli uccide la fidanzata, e poi si suicida con tre coltellate sul collo. Non ci sono tracce di sangue della ragazza sul suo corpo, perché dopo averla uccisa si sarebbe lavato e poi si sarebbe suicidato. Tre coltellate sul collo - si domanderebbe il cittadino che ha tempo per pensare - ? Ma come fa uno a suicidarsi con tre coltellate sul collo? E poi perché hanno archiviato subito la cosa anche se non c’erano tracce di sangue sul corpo del ragazzo?

- Tò… è stato realizzato in pieno il programma della P2. Lo trovate qui.
http://www.misteriditalia.it/loggiap2/ilpiano/P2%28piano%29.pdf
Controllo dei giornali, separazione delle carriere nella magistratura, controllo dei mass media, abolizione monopolio RAI, riforma dei rapporti stato-regione, ecc…. E, caso strano, coloro che erano nelle liste della P2 oggi sono ai vertici del ptoere statale. Ma non sarà che…

- Come mai il primo atto del governo Prodi, al momento dell’insediamento, fu quello di nominare sottosegretario alla camera un ex terrorista che aveva scontato anni di galera per l’assassinio di un poliziotto? Si trattava - disse Bertinotti, il leader dei poveri - di un cittadino che aveva pagato il suo debito con la giustizia, quindi poteva tranquillamente stare in una posizione di potere politico. Ma non sarà che c’è un collegamento tra terrorismo e istituzioni? Non sara´che la sinistra di Bertinotti aveva in qualche modo agevolato, se non peggio, quel terrorismo che a parole diceva di non volere. E soprattutto il cittadino si domanderebbe: ma come cazzo e´stato possibile che sia stato eletto un soggetto del genere? Non sara´che la legge elettorale e´una fregatura?

- Perché non recuperano i 98 miliardi dai gestori di slot-machine, ma in compenso se un barista non fa uno scontrino di due euro gli rifilano una multa che questo se la ricorda finchè campa?

- Come mai lo stato permette grandi illegalità a cielo aperto, ospedali iniziati e mai costruiti, strade iniziate e mai costruite ma poi se un cittadino qualunque cambia il tipo di fari montato sull’auto, o costruisce un garage abusivo, patisce conseguenze pesanti?

Queste sono le domande che si farebbe il cittadino che avesse tempo per riflettere, pensare, collegare, senza l´ossessione di arrivare a fine mese.
Questa crisi finanziaria poteva essere evitata. Poteva essere evitata in molti modi. Prima di tutto perchè erano anni che i "complottisti" andavano dicendo che ci sarebbe stata una crisi finanziaria.

Quando Disinformazione nel 2002 diceva che nel 2006 ci sarebbe stato il collasso economico, Pamio (il direttore di Disinformazione) veniva accusato di essere un paranoico complottista.

Ma la verità era che nei centri del potere economico e finanziario queste cose erano risapute.

Una persona che conosco, dirigente di banca, mi ha detto "certo che tutti noi sapevamo... gli esperti di finanza non potevano non accorgersi che i prodotti finanziari piazzati dalle banche erano un flop... un collage di nulla destinato a far saltare il sistema. Così come oggi, le rassicurazioni sulla ripresa sono ridicole, e chi è esperto lo sa, perchè un'economia che piazza prodotti finanziari pari a sei volte il prodotto interno lordo DEL MONDO INTERO, prima o poi è destinato a crollare, perchè vuol dire che le banche stanno piazzando è un prodotto vuoto, senza sostanza e che prima o poi ci sara´un botto di proporzioni clamorose".

La crisi quindi poteva essere evitata con un maggiore controllo dei prodotti finanziari da parte delle banche, con una riappropriazione da parte dello stato della capacità di battere moneta (ricordiamo che oggi lo stato NON batte moneta, perchè questa è emessa dalle banche centrali e dalla BCE, che NON sono sotto il controllo dei governi, e NON dipendono dai governi, ma dalle grandi banche d'affari mondiali).

Ma non è stata evitata.

Nè è stata annunciata, dai governi. Eppure Prodi, solo per fare un esempio, era un economista... avrebbe potuto e dovuto capirlo, ed era suo preciso dovere istituzionale avvertire i cittadini.

Il punto è - lo ripetiamo - che vero scopo della crisi finanziaria è impedire che i cittadini possano un giorno alzare la testa, e riflettendo si accorgano di essere degli schiavi al servizio dei padroni. Le banche e la grande industria. E questa crisi, ovviamente, aumenterà lo stato di sudditanza dei cittadini nei confronti dei “padroni” perchè aumenteranno le persone che andranno a raccomandarsi dal politico, dall’amministratore, dal potente di turno.

La crisi finanziaria non ha altro scopo che renderci ancora più schiavi.
.
4. Come ti elimino il rompicoglioni (ovvero colui che non si adegua al sistema).
La cosa non deve stupire piu´di tanto. E´dall´antichita´che chi governa cerca di mantenere in uno stato di soggezione i sudditi mediante i sistemi piu´diversi. Panem et circenses, diceva il poeta Giovenale, intendendo dire che per tenere soggiogata la popolazione e´sufficiente dargli un po´di pane e farla divertire con il circo.

In periodo Borbonico, a Napoli, l´espressione divenne "feste farina e forca", ma la sostanza era la stessa.
Attualmente i metodi usati per rendere la popolazione una massa di pecore fedeli al potere, sono gli stessi di un tempo; al posto del circo abbiamo la televisione, i media, il calcio, e tutti i miti creati dalla societa´consumistica.

Pochi si rendono conto pero´, che uno degli strumenti piu´formidabili per controllare le masse e´proprio il sistema fiscale e l´attuale crisi finanziaria. Perche´ l´ínformazione puo´essere manipolata quanto si vuole, ma ci sara´sempre qualcuno che capira´l´inganno; le leggi possono essere repressive quanto vogliono, ma per quanto esse siano dure, ci saranno sempre degli spiragli che consentiranno alle persone piu´intelligenti di reagire; ed inoltre, quando le leggi superano una certa soglia di durezza e diventano intollerabili, ci sara´sempre qualcuno disposto a ribellarsi e pagare con la vita la sua ribellione.
L´unica cosa a cui non e´possibile porre rimedio e´la carenza di beni necessari per la sussistenza. Se la persona viene privata dei beni essenziali, per quanto possa essere consapevole, informata, e intelligente, il suo obiettivo principale diventera´sopravvivere, e quindi diventa inoffensiva per il sistema, anche perche´spesso, pur di sopravvivere, scendera´a compromessi con i potenti di turno, specialmente se ha figli.
Aumenteranno cioe´le persone che saranno disposte a rivolgersi al politico di turno, che accetteranno condizioni disumane o patti moralmente illeciti, pur di avere un lavoro.

In altre parole. Noi viviamo in un´illusione di democrazia. Una vera democrazia implicherebbe il governo del popolo ma invece sappiamo bene che non abbiamo alcun potere, neanche di scegliere i nostri governanti. Il mezzo migliore per imporre una dittatura non e´la forza (perche´prima o poi qualcuno si ribellera´) ma dare al popolo l´illusione di essere libero, e quindi creare una dittatura mascherata, facendo si´che la gente chieda esattamente quello che i potenti vogliono imporre.

Non ci si ribella a qualcosa di cui non si sospetta l´esistenza e in questo modo il controllo sulla popolazione puo´andare avanti all´infinito.

Ed e´tempo di rendersi conto che il mezzo di controllo piu´potente e´, appunto, il sistema fiscale e finanziario, che puo´essere riassunto cosi´:
1) sistema fiscale ai limiti della tollerabilita´, in modo che ciascuno lavori dodici ore al giorno per poter sopravvivere;
2) leggi fiscali e controlli strutturati in modo tale che sia impossibile mettersi in regola, di modo che i contr0lli fiscali siano diretti a vessare il cittadino (a cui verra´controllato l´emissione di uno scontrino da due euro) e a favorire i potenti (non verranno mai richiesti i 98 miliardi di euro ai gestori di video-games);
3) sistema economico che garantisca sempre un´alta percentuale di disoccupati, e un´alta percentuale di lavoratori che vivano al livello di sussistenza.

Se, nonostante tutti gli sforzi, il benessere aumenta (il che e´inevitabile perche´ogni societa´tende naturalmente, nel lungo periodo, a migliorare le sue condizioni di vita) si crea una bella crisi finanziaria... e voila´... l´equilibrio e´ristabilito.

In pratica, negli stati dittatoriali in cui la dittatura e´conclamata si usano le uccisioni di massa per eliminare i possibili dissidenti.
Nella nostra "democrazia" si usano le tasse e la crisi finanziaria. Gli eventuali dissidenti che non venissero resi innocui con questo sistema, perche´troppo in vista, troppo potenti, o troppo vicini al sistema per non capirlo fino in fondo, avranno un incidente d´auto come Rino Gaetano, un malore improvviso come Berlinguer (che peraltro qualche anno prima si salvo´per miracolo proprio da un incidente d´auto); oppure si suicideranno, come Luigi Tenco. Oppure, quando la tesi del suicidio o dell´incidente sarebbe cosi´ridicola che pure Emilio Fede, Mentana, e Liguori si rifiuterebbero di accettarla, arrivera´un pazzo isolato e fara´fuoco, come accadde a Gandhi, Martin Luther king, Jonh Lennon, Jonh Kennedy o Papa Giovanni Paolo II.
La gente sara´troppo occupata a far quadrare i conti di casa per capire che si tratta di omicidi programmati dal sistema.

LKWTHIN

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