"THE END"

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mercoledì 22 agosto 2012

Ecco tutte le Ilva d’Italia, non solo Taranto

Non solo Taranto, ecco tutte le Ilva d’Italia



Lidia Baratta

Non solo Taranto, anche in altre zone d’Italia ci si ammala per l’inquinamento prodotto dagli stabilimenti industriali. In base al rapporto 2011 dell’Agenzia europea per l’ambiente (Eea) sull’inquinamento prodotto dagli stabilimenti industriali in Europa, più di 60 fabbriche italiane compaiono nella lista dei 622 siti più “tossici” del continente. E, a sorpresa, l’Ilva di Taranto del Gruppo Riva non è al primo posto tra le italiane. La maglia nera del sito più inquinante d’Italia (al 18esimo posto della lista Eea) se la aggiudica la centrale Enel termoelettrica a carbone Federico II di Cerano, in provincia di Brindisi, la seconda più grande del Paese dopo Civitavecchia.
Qui, al confine con il Salento, dal 2007 il sindaco ha indetto una ordinanzache vieta la coltivazione dei 400 ettari di terreno che circondano la centrale. Da molti anni i contadini chiedono a gran voce cosa abbia avvelenato i loro campi. E forse, anche i loro polmoni. Alla fine hanno presentato un esposto, a partire dal quale la procura di Brindisi ha aperto una inchiesta. Tra i quindici indagati, ci sono dirigenti Enel e imprenditori addetti al trasporto del carbone che alimenta la centrale, accusati di gettito pericoloso di cose, danneggiamento delle colture e insudiciamento delle abitazioni. A contaminare i terreni, le colture, l’acqua e l’atmosfera, secondo la perizia affidata a Claudio Minoia, direttore del laboratorio di misure ambientali e tossicologiche della Fondazione Maugeri di Pavia, sarebbe la polvere del combustibile usato nella centrale. Stessa conclusione a cui è arrivato uno studio della Università del Salento e Arpa Puglia, che individua «la centrale Enel Federico II, con particolare riferimento alla gestione del carbonile» come «fonte potenziale più probabile delle emissioni». Il processo partirà il prossimo 12 dicembre e la provincia di Brindisi ha annunciato che si costituirà parte civile.
Dopo Cerano, bisogna aspettare il 52esimo posto per trovare gli stabilimenti a rischio chiusura dell’Ilva di Taranto, con l’emissione di 5.160.000 tonnellate di anidride carbonica all’anno, circondati dalle raffinerie e dalle centrali termoelettriche di Eni (all’80esimo posto della lista Eea).

martedì 21 agosto 2012

QUELLI CHE: "ABBIAMO VISSUTO AL DI SOPRA DEI NOSTRI MEZZI"

DI ALBERTO BAGNAI
ilfattoquotidiano.it

Uno spettro si aggira per l’Italia: lo spettro del luogocomunismo. Sapete quelli che “abbiamovissutoaldisopradeinostrimezzi”? Le grandi frasi che non dicono nulla (direbbe Flaiano), ma dicono molto su chi le pronuncia (aggiungo sommessamente io). Sono quelli che dalle colonne dell’informazione di regime ci accusano di avere “nostalgia della lira” (Gramellini, caro, lo so che i capelli non li ho persi per colpa dell’euro, grazie, il problema è un altro, e te lo spiegherei se tu non pensassi di saperne più di un premio Nobel, o anche di uno studente del primo anno. Sai, fai un po’ tenerezza anche tu…).
Il paradosso è che loro, quelli che “guardano avanti”, in realtà esprimono una patetica, perdente nostalgia per i sani principi patriarcali che reggevano l’Italia contadina. Carissimi: purtroppo siamo in una moderna economia capitalistica e finanziaria! E la finanza, caso mai non lo aveste capito (non è mai troppo tardi) serve proprio a vivere al di sopra dei propri mezzi, che non è necessariamente una cattiva idea, perché in economia esiste una cosa che si chiama “tempo”: il debito è un modo per raccordare il presente al futuro (questa è la forza del capitalismo) e non è detto che sia un modo sbagliato. Dipende da cosa si fa coi soldi che si prendono in prestito.
Per fortuna Alesina e Giavazzi ci danno un assist inaspettato nella lotta contro le orde luogocomuniste. Eh già! Perché nel disegnare un’ampia sintesi dell’accaduto, i funamboli dell’austerità espansiva, presi da un irreprimibile accesso di sincerità, cosa ci dicono? “Le banche, dopo aver concesso mutui con grande leggerezza, senza chiedersi se il debitore sarebbe stato in grado di sostenere le rate, subiscono perdite ingenti e devono ricapitalizzarsi… se interviene lo Stato, il debito pubblico esplode”.
Ma va là! Allora se tante imprese e tante famiglie hanno contratto mutui insostenibili la colpa non è tutta e solo loro? Allora è come dico io ( litigando, da un anno a questa parte, sul mio blog, con i vostri accesi ammiratori): in un’economia capitalistica il creditore deve essere accorto, deve valutare i progetti da finanziare! Quando il raccordo fra presente e futuro si inceppa, la responsabilità è anche e soprattutto di chi ha dato, non solo di chi ha preso. Grazie, colleghi.
Vogliamo fare un passettino in più? Vogliamo chiederci perché le banche paiono così “leggere” al vento della globalizzazione (quali colombe dal disio chiamate)? Voi, pudichi e ritrosi, la domanda non la fate, ma la risposta ve la do lo stesso, e gratis: le banche hanno prestato incautamente perché avevano la tronfia e spudorata certezza che al momento opportuno sarebbero state tirate fuori dai guai dai governi, i quali avrebbero fatto carne di porco dei loro cittadini pur di salvare le riverite terga dei banchieri. Cosa che sta puntualmente accadendo ad opera dei tanti garzoni di bottegainviati a riscuotere i sospesi, i quali, sapendo che l’euro sta per saltare, strozzano i cittadini per rimborsare i propri mandanti in moneta “buona”, prima dell’inevitabile svalutazione. E i cittadini accettano (per ora) di essere strozzati anche perché tanti lungimiranti e progressisti informatori ripetono loro: avetevissutoaldisopradeivostrimezzi. Penitenziagite!
Come ogni ideologia, anche il luogocomunismo è finalizzato a controllare le masse, e fallirà. E dopo, cari Solone e Licurgo, per risolvere i problemi di moral hazard della finanza ci sarà bisogno non di meno, ma di più Stato: di spezzare le reni non alla Grecia (vergogna!), ma alla finanza, dividendo le banche sia funzionalmente sia dimensionalmente (il ring fencing del quale si parla in paesi più liberi del nostro) e limitando i movimenti internazionali di capitali. Perché tanto da qui non si scappa: negli ultimi trent’anni, tutti i paesi andati a gambe per aria erano stati prima sommersi da un diluvio dicapitali esteri. I soldi che le banche prestavano “con grande leggerezza” venivano da fuori.
Ve lo spiegano questo Reinhart e Rogoff? Perché eventualmente c’è un amico mio che potrebbe spiegarvelo. Le crisi finanziarie non sono catastrofi naturali: forse non ci crederete, ma le crisi avvengono perché qualcuno ci guadagna (sì, lo so: l’esempio non è buono: purtroppo in Italia c’è chi ci guadagna anche dai terremoti: ma almeno ancora non può provocarli…). Sempre a proposito di letture consigliate, lo studio di Reinhart e Rogoff sui rapporti fra debito pubblico e crescita non servirebbe a nulla nemmeno se fosse stampato sulla carta igienica. Ma per fortuna chi fa ricerca seria su questi temi in Europa c’è: Panizza e Presbitero è una lettura consigliata per voi.
E a tutti consiglio Oltre l’austerità.

Alberto Bagnai
Tratto da :  http://www.comedonchisciotte.org/ 

Fonte : http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/26/quelli-che-abbiamo-vissuto-al-di-sopra-dei-nostri-mezzi/307141/
26.07.2012

lunedì 20 agosto 2012

CANADA,TROVATA LA CURA PER IL CANCRO.MA LE BIG PHARMA E I MASS MEDIA FANNO FINTA DI NULLA.

LA CURA PER LE MALATTIE NON C'E' SOLO PERCHE' NON CONVIENE ECONOMICAMENTE!!!

Per approfondire, tratto da http://www.stampamedica.it:

 I ricercatori dell'Università di Alberta, a Edmonton, in Canada hanno trovato la cura per il cancro, nel mese di maggio, ma se ne parla pochissimo nei notiziari e alla TV.


È una tecnica semplice, si utilizza un farmaco molto semplice.
Il metodo impiega dicloroacetato, che è attualmente usato per trattare i disordini metabolici. Quindi, non vi è alcuna preoccupazione per gli effetti collaterali o gli effetti a lungo termine.
Questo farmaco non richiede un brevetto, per cui chiunque lo può utilizzare ampiamente ed è economico rispetto ai costosi farmaci antitumorali prodotti da grandi aziende farmaceutiche.

Gli scienziati canadesi hanno testato questo dicloroacetato (DCA) sulle cellule dell'uomo, ed ha ucciso le cellule del cancro dal polmone, mammella e cervello ed ha lasciato intatte quelle sane. È stato testato su topi con tumori gravi che si sono ridotti quando sono stati alimentati con acqua integrata con DCA. Il farmaco è ampiamente disponibile e la tecnica è facile da usare. Perché le case farmaceutiche più importanti non sono coinvolte? O i media non ne sono interessati?
Nel corpo umano c'è un elemento naturale che lotta contro il cancro: i mitocondri, ma hanno bisogno di essere “spinti” per essere abbastanza efficaci [i mitocondri sono organi contenuti in ogni cellula umana, con una struttura simile a quella dei batteri, e con un proprio DNA mitocondriale; la funzione principale del mitocondrio è quella di produrre energia - N.d.T.].

Siamo tutti dei Truman Show - uscire fuori dalla Matrix


martedì 14 agosto 2012

Diamo un valore alla vita: Cosa rimane veramente al lavoratore dopo un mese di lavoro? ........ ma che cazzo hai detto e le rispondo con un rutto!

J.Ax ... che cazzo hai detto e le rispondo con un rutto!
... senti bella, potevi anche dirlo che ...
Paolo Franceschetti
in alcune interviste parla di un 85% di denaro sottratto ...
... i dati dicono che siamo i più tassati in assoluto tra eurozona, 
IL CASO/ Italia, l’ultima "follia": se crei lavoro ti (tar)tassano
o

Se le persone si ponessero questa domanda, e magari tante altre ... ma si mettessero comunque carta e penna a calcolarlo ... non so domani in quanti lavorerebbero ancora!!! Tutto va avanti perché non vogliamo raccontarci una meravigliosa e chiara verità, si viene addestrati e ci viene insegnato solo quel poco necessario a recitare una parte, poi ci si immedesima alla fin fine ...
... alla Charlie Chaplin

Perché lavorano ? Facciamo due conti . . .

articolo sempreverde e molto letto a suo tempo ... oppure 

Per lavorare devi pagare! 


E dal lato opposto: Una élite di super ricchi ha “traghettato” 13 TRILIONI di sterline offshore
(ovvero equivalente al paradiso fiscale): una somma che equivale al PIL USA e Giappone messi insieme. (...) Secondo i calcoli di Henry 6.3trilioni di sterline di beni è di proprietà di solo 92.000 persone, o lo 0.001% della popolazione mondiale:

Mi spiego meglio, diamo un valore alla nostra vita, anche piccolo, partiamo dall'essere umili e giusti e diamoci un valore non molto alto, in fondo una vita è un lampo che scorre in cui accadono tanti avvenimenti, diamoci un valore, tutto lo ha, se lavori ti pagano, ergo la vita e il tempo hanno un valore ... monetizziamolo e dividiamo per una intera esistenza questo valore, media di 75 anni per l'italiano medio, o media da operaio non specializzato "italiano" che scende a 64 anni e pensionamento previsto a 67, sic!, più di così :-) Campo di concentramento, stesso risultato? hahahhhaa, e poi parlano dell'olocausto? Ennesima notizia sulla distribuzione dei beni su questa terra!

; bene, ora una volta fatta la divisione stabilite di lavorare un terzo di questa vita, tolti gli anni di scuola per chi l'ha fatta. Ora invece calcolate esattamente le ore che dedicate al lavoro e quello che vi resta in mano a voi per buttarlo via. 

J.Ax ... ma che cazzo hai detto ... e le rispondo con un rutto

mercoledì 4 luglio 2012

Genuflettersi di fronte al "SISTEMA"

In questi giorni per il web e sui media nazionali, e quindi fascisti, si legge una notizia, per esempio ieri sulla pagina di un quotidiano potevamo ammirare questo: Monti tira e la Merkel non para, uno a zero. Mario Monti il goleador? Il forte, il macho?  
Ma per favore, è solo l’esempio del nostro sistema, se vuoi arrivare lavorare devi essere uno “yes man”, si badrone, eseguire tutti gli ordini ricevuti, giusti o sbagliati non si discute, sono ordini: ti dicessero uccidi lo devi fare! In fondo non l’ha fatto anche l’uomo elogiato da tutti i giornali? Lodavano anche Bush e ora Obama è nobel per la pace, non dimentichiamo questo, se non è follia io non so che nome dargli! 

Non dimentichiamo la scuola
che ha frequentato quest'uomo ... e per chi lavora

Io direi piuttosto che questo è fare il burattino, e quanti ne avremo visti di questi che pur di essere lodati e di sentirsi qualcuno non hanno nessuno scrupolo a dire menzogne, a fingere tutto il giorno con la loro maschera untuosa e cristiana, piena di morale e di etica … peccato che se non sei come pretendono loro, e cioè si badrone, ti ammazzano senza molti scrupoli ... alla faccia della vita sacra! Ma lo sappiamo tutti se siamo abbastanza svegli come funziona il nostro bel sistema, il meccanismo “divino”, non è dio che lo vuole così ... hahhahaha, di certo l'hanno messo in piedi all’incirca duemila anni fa. 
Dico solo una cosa a riguardo: Spendessero per far star bene gli esseri umani non avremo più guerre, giusto? Ci arriviamo tutti fino a questo; invece quello che spendono per la guerra non si taglia, importante bombardare gli innocenti. Bene, questi bravi signori appoggiano "tutti" le spese militari prima di ogni altra cosa ... lo so, se vuoi è così altrimenti sei fuori: Andiamo fuori allora, dov'è il problema? Almeno proviamoci, magari le nostre certezze diventeranno solo teorie ...
Italia, 30 miliardi di spese militari. Alla faccia della crisi! 
Meritocrazia? Ma dov’è? Le posizioni di una certo livello finiscono in mano agli incapaci, ai più venduti e sottomessi, più il loro quoziente intellettivo è basso e più si troveranno a loro agio in mezzo ai loro simili nel sistema: In fondo, vi chiedo ora, che intelligenza serve per svolgere le normali mansioni lavorative? Poca, si devono solo eseguire degli ordini e agire come una macchina, niente di più di questo: Responsabilità le chiamano, per sentirsi adulti, ma in realtà si tratta sempre e solo di far guadagnare qualcuno, niente responsabilità, ma produzione a basso costo! 
Ora i media vogliono dirci che quello è un grande? Certo, sta svendendo il paese, mantiene i settantenni alla guida e lascia fuori i giovani, fa chiudere quante partite iva al giorno e predica la crescita … che grande persona, grazie a questo grande “ si badrone” di uomo tra cent’anni avrebbero tutti la catena al piede. Per fortuna che non sono tutti come lui.
La persona intelligente per davvero si defila dal sistema e si mette a coltivare un orto, mai e poi mai le verrà in mente di fare carriera e di abbassarsi a certi compromessi … ma d’altro canto come farebbero i grandi capitalisti a sopravvivere senza persone come queste? 
Perciò opterei per una opzione differente, Mario Monti è la persona ideale per sviluppare un meccanismo di schiavitù globale, dove per essere competitivi dobbiamo imitare i cinesi che si buttano dal quarto piano perché non ce la fanno più a lavorare a quei ritmi per duecento e cinquanta dollari al mese, dove un 1% usufruisce delle risorse del pianeta gratuitamente e il restante 99% deve sgobbare tutta la vita per pagare interessi su interessi. 
Bell’affare, non c’è che dire, bravo Monti e bravi a tutti quelli come te.

Dioniso777

I termini della questione: capitalismo, sconvolgimenti climatici e criceti


Cominciamo con un paradosso. Il “meraviglioso mondo nuovo” dell’omonimo romanzo di Aldous Huxley che dà il titolo a questa rubrica (a sua volta l’autore citava William Shakespeare), lungi dall’essere un luogo in cui il coraggio di governi e cittadini ha dato vita ad una società equa ed in armonia con l’ambiente, somiglia piuttosto, in modo inquietante, ad un sistema in cui regnano autoritarismo, consumismo e finto benessere (per alcuni) come mezzi di controllo sociale, nonché di dominio della natura da parte dell’uomo.
Proseguiamo con l’ipotesi che il cambiamento sia possibile, e che un modello positivo di mondo nuovo sia un legittimo e necessario obiettivo da raggiungere, peraltro anche con una certa fretta. Cos’è che non va nel nostro modello? Perché non funziona né dal punto di vista ambientale né da quello sociale e, anzi, stanno venendo meno sempre più velocemente le condizioni minime di sopravvivenza per milioni di persone e per interi territori del pianeta?
Un modello come quello dominante, basato su sovrapproduzione e sovraconsumo, che ha come unico obiettivo il profitto di pochi grandi poteri economici, come maggiordomi i governi, e come strumenti la privatizzazione delle risorse naturali e sociali di base (aria, acqua, energia, istruzione, sanità), lo sfruttamento e la precarizzazione delle vite dei cittadini, con la loro riduzione – quando va bene – a passivi consumatori, non può che creare sconvolgimenti ambientali e sociali.
E’ un modello energivoro, che dalla rivoluzione industriale in poi ha determinato l’impennata dell’utilizzo dei combustibili fossili e l’aumento progressivo e ormai vertiginoso del rilascio di CO2 nell’atmosfera (oggi nell’ordine di 6 miliardi di tonnellate l’anno, che, insieme ai 2 dovuti alla deforestazione, fanno il doppio di quanto è naturalmente assorbibile). Ne è conseguito il riscaldamento globale, che, ipotizzato per la prima volta dallo scienziato svedese Arrhenius alla fine del XIX secolo, già dalla fine degli anni ’50 ha iniziato a preoccupare gli studiosi del clima.

lunedì 2 luglio 2012

Il socialismo cristiano.


di Savino Giacomo Guarino. 
“Dio ha destinato la terra e tutto ciò che contiene all’uso di tutti gli uomini e di tutti i popoli, dimodochè i beni della creazione devono equamente affluire nelle mani di tutti, secondo la regola della giustizia(...) La terra è data a tutti, e non solamente ai ricchi. E’ come dire che la proprietà privata non costituisce per alcuno un diritto incondizionato e assoluto. Nessuno è autorizzato a riservare a suo uso esclusivo ciò che supera il suo bisogno(…) il diritto di proprietà non deve mai esercitarsi a detrimento dell’utilità comune(...) e che le speculazioni egoiste devono essere bandite. Non è di conseguenza ammissibile che dei cittadini provvisti di redditi abbondanti(…) ne trasferiscano una parte considerevole all’estero(...) senza alcuna considerazione del torto evidente ch’essi infliggono con ciò alla loro patria(...) Ci si intenda bene: La situazione presente deve essere affrontata coraggiosamente e le ingiustizie che essa comporta combattute e vinte”. Lettera Enciclica del Sommo Pontefice PAOLO PP. VI "POPULORUM PROGRESSIO".
Queste idee non sono state scritte da un contestatore o da un rivoluzionario. Queste idee appartengono a quel grande uomo che è stato Paolo VI° autore dell’EnciclicaPopulorum Progressio, dalla quale sono tratte. Un Papa di grande erudizione - ammantata di umanità ed umiltà - parla a cuore aperto ad altri uomini, condividendone problemi ed aspirazioni. Il professor Monti ed il suo esecutivo, a mio avviso, trarrebbero grandi benefici dall’attenta lettura di questo splendido documento. Questo testo mi ricorda la Teologia della Liberazione, corrente teologica nata in Sud America, portata avanti da un clero coraggioso che vive a contatto con i problemi degli uomini, quegli uomini che occupano l’ultimo posto nelle rispettive società. Le idee espresse da Paolo VI° sono chiare e non lasciano dubbi: La giustizia sociale ed il paradiso non sono inconciliabili tra di loro, il Regno comincia sulla terra, come amava ripetere il Maestro dei maestri.

Satanismo

Una musichetta inquietante di sottofondo, teschi, candele nere e rosse sopra un tavolo.
Sulle pareti stelle a cinque punte e crocifissi rovesciati, mentre in sovrimpressione appaiono inquietanti figuri vestiti di nero, con capelli lunghi e trasandati, dallo sguardo truce.
In questo modo inizia e si sviluppa ogni “servizio” che si rispetti trasmesso dalle televisioni nazionali, ogniqualvolta la cronaca nera riporta in risalto il tema del “satanismo”.
Ed irrimediabilmente, nell’immaginario collettivo, il satanismo si confina all’interno di questi elementi: si ha quasi l’impressione che incontrando un “satanista” per strada lo si riconoscerebbe subito, dal momento che se ne andrebbe in giro vestito di nero, con collane fatte di teschi e croci capovolte sul petto, mentre sottobraccio stringe una gallina pronta per essere sgozzata in uno dei suoi rituali.
Tutti questi aspetti, seppur romanzati, hanno a che fare col satanismo, ma di esso ne rappresentano solo una piccola parte, quella più prettamente scenografica, anche se non per questo meno pericolosa.

Definizioni di Satanismo

Il satanismo è un fenomeno vasto, un atteggiamento pseudo spirituale, una sorta di contro religione che ha accompagnato da sempre, nell’ombra, la storia della civiltà umana, e che nei nostri giorni sta uscendo da quell’ombra per proporsi quale “nuova religiosità” del nuovo ordine prossimo a venire.
Darne una definizione esatta non è semplice, naturalmente, dal momento che non esiste una “istituzione” che ne determini l’ortodossia, e le varie “Chiese di Satana” della modernità sono sempre in acceso contrasto tra loro (ricordiamo, ad esempio la Church of Satan di LaVey e il Tempio di Seth di Michael Aquino, così come i vari ordini affini alla Golden Dawn influenzati dal pensiero del maestro Aleister Crowley).
Se inoltre avessimo l’opportunità di conoscere delle persone che si dichiarano “sataniste”, è molto probabile che ognuno di loro fornirebbe una definizione di satanismo diversa, ed assai personalizzata.
Pochi ammetterebbero di adorare una divinità di nome Satana, e qualcuno identificherebbe questa entità con la figura biblica del serpente, colui che voleva trasmettere agli esseri umani la conoscenza e che per questo venne punito da Adonai, il “dio malvagio” dell’antico testamento.
Quest’ultima è propriamente la nota visione pseudo-gnostica, detta anche luciferianesimo e fatta propria da numerosi ordini iniziatici della modernità.
Nella maggior parte dei casi, comunque, il satanismo verrebbe descritto come una sorta di “credenza nell’uomo”, una sorta di ricerca personale che si rifiuta di accettare ed essere limitata dalle concezioni morali, un percorso “spirituale” che trascende il bene ed il male ed ha come scopo la piena conoscenza di se stessi e delle proprie potenzialità più remote.

Essenzialmente, quindi, nel moderno studio delle religioni si individuano tre fondamentali filoni nel satanismo:

- Il satanismo propriamente detto, ovvero lo schierarsi dalla parte dell’avversario del Dio cristiano, dalla parte del “male”, nello stesso modo in cui ci si pone al servizio di un signore malvagio in cambio di benefici e favori.
- Il luciferianesimo gnostico, ovvero il considerare la figura di Satana-Lucifero positivamente, come un alleato dell’umanità ingiustamente punito da un dio-demiurgo malvagio.
- il satanismo “filosofico”, una sorta di pensiero che in Satana contempla una realtà simbolica, e non un essere vero e proprio, una allegoria alla ribellione alle regole moralistiche ed opprimenti della società cristiana, regole atte a limitare la libertà del singolo.

domenica 1 luglio 2012

Scarpe razziste e cervelli all'ammasso


Marco Cedolin


Sta tenendo banco da qualche giorno la polemica sorta intorno alle "scarpe razziste" dell'Adidas, ritirate dal commercio dalla multinazionale, in seguito all'ondata di critiche che stando ai giornali sarebbero emerse, soprattutto sul web, ad opera di un'agguerrita minoranza di utenti che in quegli scarpini individuavano un richiamo agli antichi ceppi utilizzati sugli schiavi neri in America nel XVIII e XIX secolo.
Non intendiamo abusare del tempo dei lettori, perdendoci in giudizi stilistici sul nuovo modello dell'Adidas, in verità piuttosto bruttino, o in equilibrismi di fantasia concernenti presunti richiami agli schiavi d'America, alla popolazione carceraria o alle pratiche sadomaso, ma intendiamo concederci una brevissima riflessione....
Sarà un segno dell'isteria colletiva che caratterizza i "tempi moderni", ma sembra diventare sempre più preponderante la tendenza alla creazione di feticci sostanzialmente inutili, all'interno dei quali concentrare in maniera pretestuosa l'attenzione dell'immaginario collettivo, distogliendolo dai problemi seri che quell'attenzione la meriterebbero appieno.
Anzichè contestare le multinazionali come L'Adidas per le politiche di schiavismo, portate avanti in giro per il mondo nei vari paesi dove hanno delocalizzato la produzione e per le operazioni di marketing selvaggio attraverso le quali sono arrivate a falsare gli esiti delle competizioni sportive, minando alle fondamenta la correttezza delo sport, si preferisce stigmatizzare la scarpa con le catenelle, in perfetto stile radical chic.
In piena sintonia con tanta sensibilità, il prossimo modello di scarpino, politicamente corretto, sarà sicuramente sponsorizzato dal commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati e non importerà a nessuno se lo cuciranno bambini denutriti di 7 anni, annientati dalle catene della povertà e dai progetti di "sviluppo", portati avanti dalla Banca Mondiale, con l'appoggio della "società civile" e di tanti benpensanti così sensibili alle catenelle e alla storia degli schiavi d'America, da dimenticare che la schiavitù esiste anche oggi, nonostante la chiamino progresso.

Fonte: marcocedolin.blogspot.it

venerdì 29 giugno 2012

Chi Comanda a Questo Mondo? (XII)

di TNEPD

Questo è il dodicesimo ed ultimo capitolo.
Il primo è qui.

Agli stolti non si può insegnare;
ai pavidi ed agli increduli si può
provare ad essere d’esempio.


Dopo tanto peregrinare siamo arrivati a inquadrare con sufficiente nitidezza il rapporto servo-padrone su cui si basa il gioco in cui siamo immersi.
L’atteggiamento del servo nei confronti del sistema in cui è inserito può essere fondamentalmente di tre tipi: collaborazione, sopportazione, rifiuto.
Ormai conosciamo a menadito i collaboratori del sistema, i servi ricchi, le pecore scaltre, gli alpinisti delle piramidi della paura, gli iniziati in cappuccio e grembiulino, i banksters senza scrupoli, gli elegantoni con gli armadi pieni di scheletri, le facce di tolla, i marchettari. Vanno incontro al loro destino a lunghe falcate.
Al contempo possiamo dolerci ma non adirarci della condotta della maggioranza,ossia di chi pensa di risolvere la propria vita sopportando. Lo abbiamo fatto anche noi per anni, fino al momento in cui abbiamo avuto il privilegio di trovare la forza di mettere in dubbio la realtà come ci veniva descritta, la realtà di tutti gli altri.
Guardandoci indietro non possiamo che ammettere di essere stati buoni servi per una parte della vita.

Proprio qui sorge il problema. Lo siamo ancora. Consapevoli di esserlo – e per questo meno buoni – ma pur sempre servi. Se dopo aver analizzato la situazione e ponderato le opzioni, scopriamo che il sistema non fa per noi, che non ci va di essere né servi né padroni, allora non possiamo incrociare le braccia ed aspettare che le cose cambino da sé. Si tratta di passare dalle parole ai fatti, altrimenti dopo un pò ci si scopre a grufolare nella greppia di quelli che sopportano il meno peggio e a pigolare in un corteo del PD.
L’anelito alla libertà che pervade i pensieri dei servi che non amano la propria condizione merita di essere tradotto in fatti tridimensionali, palpabili. Studiare, analizzare, criticare, comprendere van bene. Comunicare, informare e stimolare gli altri vanno benissimo. Ma, come detto, non bastano.
Abbiamo visto come il sistema sia infrangibile se si adottano strategie tradizionali, al che nasce spontanea la domanda: “Come si può combattere chi detiene il monopolio dei sei poteri su cui si basa la struttura della società?”
Il sistema non è rivoluzionabile dall’interno, non lo si può affrontare e vincere, ma almeno si può evitare di perdere e quindi di alimentarlo. A tal proposito, oltre un anno fa scrissi un post ‘Se volessi diventare famoso’ che chiudeva così: “Questa società gioca una strana partita. L’unico modo di vincere una mano pare essere d’astenersi dal giocare.”
Ebbene, il rifiuto del sistema – per non restare mera teoria – può essere tradotto nella pratica nei termini di una astensione dal sistema. Qualcosa di diverso da una fuga e diverso da una resistenza passiva. Uscire dal sistema, a ben vedere, non è vietato, è soltanto caldamente osteggiato.
Qual è il torto più grande che un servo può fare al suo padrone? Rubargli in casa? Riempirlo di botte? Mettergli il lassativo nella minestra? Trombargli la figlia? No.Smettere di servirlo.
Il bello è che, nel nostro caso, dipende solo dal servo. Chiunque può sciogliere i propri legami, tutelarsi dal sistema senza correre alcun rischio e con buone probabilità di successo. L’obiettivo individuale che ogni servo può porsi per vincere la battaglia per la propria libertà è quindi l’uscita volontaria, senza compromessi, dal rapporto servo-padrone. Sembra difficile soltanto perché gli altri, intorno a te, non lo fanno.
Concludo dunque questo breve pamphlet con una manciata di consigli pratici che mi auguro possano stimolare all’azione gli spiriti più virtuosi. Consigli, tra l’altro, utili a risparmiarsi imbarazzi nel rispondere alla domanda: “E tu, cosa stai facendo per cambiare le cose?”
Ecco cosa fare:
Smetti di lavorare. Come? Semplice. Non vai a lavorare. Hai bisogno di tutto il tuo tempo, non puoi sprecare energie ed ore preziose. Molla il lavoro, anche se ti piace (poi scoprirai che non ti piaceva affatto). Tanto ti licenzierebbero comunque a breve.
Vendi tutto il vendibile. Elettrodomestici inutili (praticamente tutti tranne il computer, il rasapeli e i vibratori), veicoli, abbigliamento, etc. Insomma, vendi tutta la roba accumulata in scellerati anni di consumismo. Alla fine dovresti restare con un buon gruzzoletto e al massimo tre valigie. Scoprirai così che gran parte dei mobili che hai comperato non servono a una mazza e venderai pure quelli.
Riduci le spese all’osso. Come? Sii parsimonioso. Spendi soltanto per cibi e vizi sani, anche se sei ricco. Anzi, soprattutto se sei ricco. Comperare cose è l’attività più idiota che esista, soprattutto se parliamo di servi che comperano cose inutili destinate ad essere accumulate ed infine abbandonate. Meno roba hai, più sei libero.
Se stai con l’acqua alla gola non darti fuoco, ma smetti di pagare. Tasse, multe, rate, abbonamenti, etc. Smetti di pagarle tutte. Ovviamente prima svuota il conto in banca e nascondi i contanti in un luogo sicuro. Poi dimenticati dei debiti, rimuovili dai tuoi pensieri. Non ritirare più le raccomandate e se citofona gente che non conosci, non rispondere. Se ti convocano in tribunale non ci andare. Passeranno gli anni ed è probabile che archivino. Se non archiviano, alla peggio ti giudicheranno in contumacia e poi citofoneranno. Tu non rispondere. Torneranno. Tu non rispondere. Dopo un pò smetteranno di romperti i coglioni, fidati. Non possono farti più di tanto. Se ti prendono prima della prescrizione, dichiarati instabile politico e perseguitato psichico. Ci cascano sempre. Se non ci cascano, manda una mail a Paolo Franceschetti. (Puoi ridurre drasticamente lo stress trasferendoti in Sud America o in Africa dopo aver completato i primi tre punti, anche se non hai l’acqua alla gola.)
Impara la gratuità nel chiedere e nell’offrire. Se chiedi qualcosa in prestito, rendilo meglio di come l’hai ricevuto. Se presti qualcosa, non aspettarti di riceverlo indietro.
Leggi, pensa e tromba, leggi, pensa e tromba. Finché ce n’è. Poi fatti uno zabaione e ricomincia.
Tra l’altro, una volta vaporizzati – o almeno ridotti al torsolo – i legami col sistema servo-padrone, una volta liberi insomma, risulta molto più intuitivo trovare una propria risposta responsabile alla domanda che titola questo saggio e decidere, infine, chi comanda a questo mondo.

Agli stolti non si può insegnare; ai pavidi ed agli increduli si può provare ad essere d’esempio.


E, talvolta, si deve.

Articolo pubblicato sul sito TNEPD
Link diretto:
http://www.tnepd.com/2012/chi-comanda-a-questo-mondo-xii

mercoledì 27 giugno 2012

Rubiamo ai poveri per dare alle banche

Marco Cedolin

La confraternita di usurai prezzolati che dopo il golpe dello scorso novembre usurpa i banchi del governo, continua a maramaldeggiare allegramente sotto la guida di Mario Monti e con il sostegno incondizionato di un parlamento composto da zombies, pronti a ratificare qualsiasi bestialità venga loro ordinata.
Lacrima Fornero ha iniziato ad impegnarsi con cura certosina nella sostituzione della produzione industriale con quella dei disoccupati, il tutto naturalmente al fine di creare la crescita e partendo dal presupposto che "il lavoro non è un diritto", bensì una creatura ectoplasmatica destinata a venire esorcizzata per sempre. Il "buon" Di Pietro e la Lega si scagliano contro le sue parole, ritenendole in contrasto con la costituzione. Ma sono stati (anche) loro a sostituire la costituzione con il Trattato di Lisbona , perchè continuare a fingere che quello che è ormai ridotto a carta straccia esista ancora?
I tagli dei servizi al cittadino e dello stato sociale oggi li chiamano "spending review", probabilmente perché usare il linguaggio del padrone incrementa l'appeal e contribuisce a far si che l'interessato non capisca una mazza di quello che viene ordito alle sue spalle....

Proprio nel nome dello spending review è partita la manovra Bondi che taglierà quel poco che resta del sistema sanitario italiano. Un taglio che dovrebbe far risparmiare allo stato circa 4 miliardi, necessari per pagare le missioni di guerra, ad oggi senza copertura finanziaria, per i primi interventi di ricostruzione in Emilia Romagna e per evitare che l'Iva venga aumentata.
Il fatto che per fare fronte al terremoto in Emilia Romagna fosse già stata inserita un'accisa sulla benzina e che il governo già abbia legiferato per mettersi al riparo da qualsiasi onere concernente la ricostruzione delle abitazioni distrutte nel corso di calamità naturali, viene come sempre bellamente sottaciuto. Tagliamo e tassiamo per non aumentare l'Iva è il mantra più in voga per giustificare tutte le manovre di questi ultimi mesi. A settembre, quando l'Iva salirà al 23%, come già disposto per legge, il gingle cambierà e nel gioco del bastone e della carota verrà inserito un nuovo spauracchio sul quale fare leva, magari la stessa Iva al 25%.

Che si tratti di "prending" review o di prendi e basta, l'unica certezza sembra essere quella concernente la destinazione d'uso dei denari. Missioni di guerra per conto terzi ed acquisti di armamenti a parte, quasi tutto il denaro sottratto alle tasche dei poveracci da Equitalia & company viene e verrà devoluto alle banche, per fare fronte alla bulimica ingordigia che ne rappresenta il tratto saliente.
Nel solo corso del 2012, ben 48 miliardi di euro estorti ai contribuenti italiani andranno infatti a rimpinguare le casse del sistema bancario europeo, ma in qualche caso è possibile anche fare di più. Come sta accadendo in questi giorni con Monte dei Paschi di Siena, che il governo italiano ha premiato con un prestito di 4 miliardi di euro, per il nuovo piano industriale che prevede la chiusura di 400 filiali e l'eliminazione di 4.600 dipendenti.
Il tutto nel nome della crescita prossima ventura, naturalmente.

Pubblicato da marco cedolin

... il lavoro non è un diritto! Nemmeno la vita lo è qui in italia ...

... il lavoro non è un diritto, va guadagnato dopo vent'anni di precariato a zero euro al mese, "stage" , oppure per 250 euro al mese, "borsa lavoro", o magari se sei fortunato ottocento\mille euro con settecento di affitto! E poi parlano del calo dei consumi come fosse una sorpresa ... con oltre 1600 aziende chiuse al giorno usciremo presto dalla crisi e aumenteranno i consumi, certo, lo capisce anche un bambino. Lei ride, la vedete? E che cazzo gli frega, vive con quindici mila euro al mese e si reca con due macchine blu ad acquistare un paio di scarpe, volete che pianga ancora? Ora tocca a voi di piangere ...

Nel frattempo i paesi davvero evoluti ci utilizzano come esempio da evitare ... mi raccomando tifate italia che si mangia bene nel bel paese!


La riforma del lavoro è anticostituzionale!




di Massimo Donadi. Due fiducie ieri, due oggi. Facendo due rapidi calcoli, con le prossime 4, il governo Monti, in 8 mesi, arriva a quota 28. Peggio di così neanche Berlusconi. Questa volta, sul tavolo c’è la riforma più oscena che si sia mai vista fino ad oggi, il piano Fornero per smantellare il lavoro, che impoverirà l’Italia e farà perdere nuovi posti di lavoro. Ancora una volta, regna incontrastata l’incoerenza di chi dice che la riforma è cattiva ma poi la voterà, nascondendosi dietro l’ipocrisia del voto di fiducia. Noi, coerentemente, voteremo contro e lo faremo per molte ragioni. La prima. Il piano Fornero non si limita a modificare singole disposizioni o discipline ma interviene con la scure introducendone nuove, dai contratti agli ammortizzatori sociali, dai fondi di solidarietà alla materia dei licenziamenti e delle tutele delle lavoratrici e dei lavoratori. Il lavoro ha un ruolo centrale nel nostro ordinamento costituzionale.

lunedì 18 giugno 2012

OGNI SECONDO VENGONO BUTTATI 38 KG DI CIBO NEI RIFIUTI


MA CI RENDIAMO CONTO CHE FOLLIA?
Ogni secondo finiscono nella pattumiera 38 chili di alimenti in Francia.Lo rivela uno studio pubblicato oggi dal quotidiano “Le Parisien – Aujourd’hui” sottolineando che il cibo che viene sprecato rappresenta il 21% di quello acquistato.In sostanza ogni anno vengono buttati 5,6 milioni di tonnellate di alimenti. Lo studio, realizzato nel marzo del 2011 in sette paesi europei, rivela che i francesi sono i maggiori “spreconi” del vecchio continente.”In Francia, si stima che ogni secondo vengono gettati 38 kg di cibo”, sottolinea l’autore dell’indagine, Jean-Marie Boucher, fondatore di ConsoGlobe. Secondo lo studio, il costo di questo spreco si stima in 430 euro all’anno per persona.
fonte : http://www.100ambiente.it
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

venerdì 15 giugno 2012

Lo sanno, di Paolo Barnard

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Pompare migliaia di miliardi di euro nelle riserve delle banche europee, il programma LTRO di Mario Draghi, non aiuta né aiuterà una singola azienda e una singola famiglia in tutta Europa.

Spiegazione: le banche prestano ad aziende e famiglie se esse appaiono in grado di ripagare i debiti. Non importa quanti trilioni di euro la BCE gli versa nelle riserve. Le banche prestano a clienti con le finanze a posto, se no non prestano.

Per apparire tali, cioè con le finanza a posto, aziende e famiglie devono vivere in un’economia che tira, e questo lo può ottenere solo una politica di Spesa a Deficit Positivo del governo, dove la spesa del Tesoro con moneta sovrana diviene automaticamente beni finanziari al netto per aziende e famiglie, cioè MMT. Oggi questo non esiste da noi, e le banche non prestano (stretta creditizia), le aziende non respirano, gli stipendi calano, l'occupazione crolla ecc ecc.

Allora: 

Pompare trilioni nelle banche = politica monetaria. 

Spesa a Deficit Positivo del governo = politica economica. 

L’Eurozona non ha più una politica economica. Solo una mostruosa politica monetaria. 

Questo non aiuta nessuno, né aziende né famiglie. 

Draghi lo sa. Monti lo sa. Lo fanno apposta. E’ economicidio. 

Paolo Barnard


Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=396
16.06.2012

domenica 10 giugno 2012

SIAMO forse prosperi e felici solo perché siamo viziosi?


I conformisti che predicano la libertà 

SIAMO forse prosperi e felici solo perché siamo viziosi? Le nostre società moderne sembrano davvero confermare la Favola delle api di Mandeville (1705), dove si narra di un alveare prospero perché basato sui vizi? Un alveare che però declina e si impoverisce nel momento in cui - le api incapaci di comprendere che i vizi e la disonestà di cui si lamentano sono il vero fondamento della loro ricchezza - decide di perseguire la virtù. La nostra economia fondata sullo scambio e il profitto prospera solo perché - dopo avere soddisfatto nel passato i nostri bisogni fondamentali - oggi produce prima i desideri (i vizi moderni), poi i bisogni e dopo i beni per soddisfarli - o magari non soddisfarli mai appieno, così da creare sempre nuovi desideri-vizi affinché il sistema (tecnica più economia) non si interrompa mai, attraverso questa incessante creazione di dipendenza. E la noia (l'accidia), considerata un tempo vizio capitale, che sembra diventare un moderno vizio utile e necessario al fare e al produrre? Come ricordava Kierkegaard - furono dèi annoiati che fecero gli uomini, Eva venne creata perché Adamo si annoiava da solo, e poi venne costruita una Torre alta fino al cielo, sempre per distrarsi - perché tutti si annoiavano. E da allora, il lavoro, il fare, fino alla nostra attuale passione per l'illimitato non sono altro che un modo per sfuggire alla noia? Tutti impiegandoci ai voleri del sistema-organizzazione, sedotti dalle sue offerte di consumo e ritualità (attivate magari dal vizio dell'invidia), ma anche perennemente annoiati, e quindi perennemente tentati da nuovi vizi, spesso creati ad arte per modificare i nostri comportamenti sociali. Attualizzando il pensiero di Mandeville secondo cui «non siamo abbastanza viziosi quanto lo si potrebbe essere». Attuando un nichilismo assoluto, per cui tutto deve essere consumato e dunque sostituito, per un “principio di distruzione” in cui solo il “non-essere” delle cose (il consumarle e dunque distruggerle) ci farebbe progredire. Umberto Galimberti - uno dei massimi filosofi italiani, docente di Filosofia della storia e Psicologia generale all'Università di Venezia - ci guida nel suo libro I vizi capitali e i nuovi vizi in un viaggio attorno a noi stessi e alle nostre società, che riprende ma anche rielabora una serie di articoli scritti per Repubblica. Libro prezioso, penetrante, da leggere e rileggere per guardarci allo specchio e capire qualcosa di noi. Perché se i vizi capitali (ira, accidia, invidia, superbia, avarizia, gola, lussuria) sono i vecchi vizi della tradizione morale (oggi derubricati a “malattie dello spirito”), i nuovi vizi secondo Galimberti (consumismo, conformismo, spudoratezza, sessomania, sociopatia, diniego e vuoto) non hanno storia, non ancora: sono vizi del presente, non indicano più una “deviazione personale” rispetto alla morale, ma «tendenze collettive, a cui l'individuo non può opporre un'efficace resistenza individuale, pena l'esclusione sociale». La voluttà dello shopping, il culto del vuoto, il sesso ridotto a meccanica: nuovi vizi, e non come deviazione della personalità, ma come suo dissolvimento. Prendiamo il conformismo. Rispetto al passato, oggi qualcosa è cambiato. In peggio. Perché «nell'età della tecnica e dell'economia globale - scrive Galimberti, riprendendo il tema a lui caro della Tecnica (il suo celebre Psiche e techne è oggi anche nell'Universale Economica Feltrinelli) - lavorare significa collaborare all'interno di un apparato dove le azioni di ciascuno sono già anticipatamente descritte e pre-scritte», passive conformazioni ai voleri dell'apparato (la fabbrica, l'ufficio, oggi l'economia globalizzata). Diventiamo così del tutto «irresponsabili, perché ciò che a noi si chiede è solo la responsabilità della buona esecuzione, non la responsabilità dello scopo finale di ciò che facciamo. Abbiamo imparato che ciò che paga è l'uniformità più rigorosa». E con questa capillare pedagogia «l'ordine e l'obbedienza non sono più percepiti come fatti coercitivi», ma come positiva normalità. Oggi l'omologazione raggiunge livelli di perfezione (e di auto-accettazione) sconosciuti ai conformismi e agli assolutismi del passato. Il tutto vestito con un sogno di libertà (mode, consumi, Internet, gioco), che maschera però il massimo conformismo. Di più: nelle società così omologate, «la differenza, la specificità e la peculiarità individuale, oltre a non essere remunerative, destano persino qualche sospetto». Vizi vecchi e nuovi, dunque: condivisi, usati, accettati. «Perché parlarne, allora? - si chiede Galimberti - Per esserne almeno consapevoli, e non scambiare come “valori della modernità” quelli che invece sono solo i suoi disastrosi inconvenienti».
 

mercoledì 6 giugno 2012

HO SOGNATO CHE TUTTO FINIVA

HO SOGNATO CHE TUTTO FINIVA di G.Tirelli
“Ci sono campi, campi sterminati, dove gli esseri umani non nascono, vengono coltivati. A lungo non ho voluto crederci, poi ho visto quei campi con i miei occhi…”
Il peccato più inenarrabile che mai si sia consumato nella storia del mondo, sta nell’avere profanato, contaminato e violentato l’opera del creato che, dall’origine, abbiamo avuto in dote dalla benevolenza infinita del Grande Sognatore. La vendetta della Madre Terra, presto, si renderà palese in tutta la sua potenza, violenza e crudeltà, senza sconti, per sancire, ancora una volta, la sua volontà trascendente e la logica suprema delle sue imperiture ragioni.
Tutte le centrali nucleari del mondo, per un motivo o per un altro, e causa le interazioni impreviste o predestinate di fattori che esulano dalla nostra capacità di analisi, di logica e di comprensione, sono destinate ad esplodere.
Se tutti gli italiani spegnessero la televisione per un solo mese, disertando telegiornali, pubblicità, partite di calcio e grandi fratelli della serie, “siamo un branco di caproni”, potremmo dettare le condizioni al Sistema Potere. Ma essendo un branco di somari, preferiamo postare la nostra indignazione in Rete, sapendo che nulla cambierà!! Come ci piace prenderlo nel culo!!!!
Se la gente non ha soldi per i consumi primari, figuriamoci a pagare le tasse! Toglieteci dunque tutte queste imposte, tributi e balzelli, grandi figli di cagne sifilitiche, sanguisughe e vampiri della vita dei nostri figli!! Che Dio vi maledica per le generazioni a venire!!
Come pensiamo di cambiare il Sistema quando milioni di persone cerebrolese acquistano e consumano (per fare un solo esempio) il bifidus exensis dell'Activia pubblicizzato da quella gatta morta della Marcuzzi!!
L'incoerenza protratta e sistematica, si traduce con il tempo in una pratica comportamentale - una vera patologia - un disturbo psichiatrico che trasfigura il soggetto, da semplice persona incoerente, in ommemmerda!!
“Il Potere economico invece di combattere i movimenti che possono creargli fastidi, semplicemente li ingloba nel suo sistema traendone anche del profitto. Negli anni sessanta, sorse il movimento hippy, e gli appartenenti abbandonarono anche il vestire convenzionale, e iniziarono a indossare abiti coloriti e apparentemente stonati rispetto alla moda in voga in quel momento. Dopo che furono distrutti dalla Cia, con l’ausilio anche della psichiatria, che finanziò la diffusione del concetto dell’amore libero e del LSD, il loro modo di vestire fu assorbito dal sistema economico che diede vita a una moda, e non fu più possibile distinguere un hippy da un comune cittadino attratto da quella moda”. L.G.
Il potere fa praticamente ciò che vuole. E ciò che il potere vuole è completamente arbitrario o dettato da sua necessità di carattere economico, che sfugge alle logiche razionali. Io detesto soprattutto il potere di oggi. È un potere che manipola i corpi in un modo orribile, li manipola trasformandone la coscienza, nel modo peggiore, istituendo dei nuovi valori che sono dei valori alienanti e falsi, i valori del consumo. Pasolini 1975
Questi esperti di economia che sparano minchiate a raffica, li potremmo tranquillamente sostituire con delle macchine che non farebbe alcuna differenza. I veri esperti siamo noi, i cittadini, che conoscono scientificamente la realtà del paese e le soluzioni.
Se credete di essere liberi, siete un branco di lobotomizzati!! Siamo sotto la peggiore dittatura della storia del mondo: IL LIBERISMO RELATIVISTA.
Diamo fuoco alle agenzie di assicurazione!! ci stanno succhiando il sangue!! e poi questo stato di merda predica la crescita!! la sola cosa che mi é cresciuta in forma esponenziale sono i coglioni!! sul punto di esplodere!!
“La pubblicità promuove prodotti industrialmente lavorati, dannosi per la salute anche secondo la medicina ufficiale, spacciandoli addirittura per salutari. Le autorità sanitarie approvano la messa in commercio di tali prodotti e poi rimproverano le mamme perché danno le merendine confezionate ai bambini, le stesse da loro precedentemente approvate”. L.G.
Oggi, avere fede sulla base dell’esempio della chiesa cattolica, è come credere ai benefici di una dieta stilata da un obeso, o ai miracolosi effetti di una lozione per capelli preparata da un calvo.
Quel giorno, tuo figlio ti chiederà la “play station” e forse tu dirai di no!! Ma il giorno successivo, ti spaccherà così tanto i maroni, che abdicherai e soddisferai la sua pretesa. Più avanti, sarà la volta del telefonino e del motorino, e poi del bicchierino e del tirino!!
 Ma dei resto, fin da quando non era che un moccioso, tu non gli hai mai fatto mancare nulla di tutto quel baraccone tecnologico e di plastica morta (eterno/resistente), pur di spegnere quel suo frigno insopportabile.
Dopo di che, il moccioso si è fatto grande, e la società civile e democratica che, in nome del progresso e del bene comune ha disseminato il percorso della sua vita, di pericoli, trappole, insidie, illusioni e bisogni effimeri, lo aspetta trepidante fra le sue braccia materne! Una vera pacchia per il Sistema!
Circa 40 anni fa, un modello computerizzato elaborato al Massachusetts Institute of Technology, chiamato World3, avvertìiva a quale destino sarebbe andata incontro la civilizzazione umana nel XXI secolo. Il libro “I limiti dello sviluppo”, uscito nel 1972, che scatenò un aspro dibattito, spiegava quei risultati: i ricercatori sostenevano che il sistema industriale globale avesse un'inerzia tale da non riuscire a correggersi in corsa, in risposta ai segnali dello stress planetario. A meno che la crescita economica non si fosse fermata prima di raggiungere l'apice, sottolineavano gli autori, la società era destinata a passare il segno e precipare, con miliardi di possibili vittime.

Ho sognato che tutto finiva. Poi mi sono svegliato e tutto era già finito da tempo.


Gianni Tirelli collaboratore del blog  http://caneliberonline.blogspot.it

MADRE OSSESSIONATA dalla bellezza come riduce la figlia di 3 anni

La filosofia americana del bello, ecco cosa produce: 3000 dollari al mese per dare cosa a questa bambina? Cosa imparerà dalla vita, ad essere alla moda e bella fuori negando ogni altro valore esistente?
Truccata, abbronzata, pettinata. A soli tre anni, la madre sottopone la piccola a delle vere e proprie sedute di bellezza
Lauren Jackson, 26 anni, del Michigan, ha portato la sua bambina, 3 anni, in un salone di bellezza, nel tentativo di vincere un concorso di bellezza. Adesso, la bionda Savanna si sottopone ogni mese a sedute abbronzanti prima di ogni gara.
La madre ha anche ingaggiato un professionista del trucco per applicare eye-liner, mascara e rossetto alla bimba. La signora Jackson spende fino a € 3.000 al mese per i concorsi della figlia e a deciso di sottoporla a sedute abbronzanti per non farla partire svantaggiata nelle gare.

Economia: Il punto della situazione


by Marco Cedolin
Le giornate stanno continuando ad allungarsi, l'aria si é fatta tiepida e mentre l'estate sta iniziando a fare capolino, sembra giunto il momento di trastullarci con un sommario bilancio di questo primo semestre di governo dei banchieri, partendo dal presupposto che probabilmente nel momento del golpe operato dalla premiata ditta Monti & Napolitano, eravamo stati troppo ottimisti.
La pressione fiscale é salita a dismisura, a causa dell'introduzione di una marea di nuove tasse e delle accise sul prezzo dei carburanti. I redditi delle persone meno abbienti sono quelli che ne hanno risentito di più e si stanno drammaticamente allungando le file alle mense della Caritas, le persone costrette a dormire in macchina e quelle letteralmente buttate sotto ad un ponte da Equitalia.
Ma nonostante l'aumento esponenziale della tassazione, le entrate del governo risultano inferiori di 3,4 miliardi rispetto alle previsioni e resta difficile immaginare che una congrega di contabili e banchieri non avesse previsto che la contrazione dei consumi e delle imprese, determinata proprio dalle nuove tasse, avrebbe provocato un effetto domino di questo tipo. Per fare fronte a questo ammanco di cassa, la soluzione sarà quella d'imporre nuove tasse che ridurranno ulteriormente le entrate dello stato, in un gioco al massacro il cui senso ultimo può essere solo la volontà di portare al fallimento questo disgraziato paese, per poi venderlo a tranci al miglior offerente....
Lo smantellamento del sistema sanitario sembra essere ormai a buon punto, se é vero che stando al rapporto del Censis ben 9 milioni d'italiani non hanno più i soldi per riuscire a curarsi e il diritto alla salute sancito nella defunta costituzione é ormai trasmutato allo stato di carta straccia.
L'eutanasia del mondo del lavoro sta facendo, se possibile, progressi anche maggiori. La disoccupazione ha raggiunto livelli record perfino per l'Istat, che non possiede gli elementi per conteggiare in maniera realistica i disoccupati. Le aziende licenziano, chiudono e delocalizzano, il lavoro precario sta sostituendo quello regolare, in un mercato (quello della realtà) che continua ad avvitarsi su sè stesso. E nei prossimi mesi andrà molto peggio, dal momento che lacrima Fornero, con l'aiuto dei sindacalisti d'accatto e dei mestieranti della politica è riuscita a smantellare perfino l'art 18 (ultimo baluardo di una sinistra che fu) dando la stura al ciclone di licenziamenti prossimo venturo, che per par condicio dovrebbe coinvolgere anche i lavoratori statali.
Fra coloro che perdono il lavoro, la famiglia, la casa e spesso la dignità, la pratica del suicidio sembra ormai diventata di uso comune, ma il governo ha espressamente vietato ai propri servitori deputati a manipolare l'informazione di dare risalto a questo stato di cose, dal momento che il fatto che i cittadini si suicidino potrebbe mettere in cattiva luce l'immagine seria e compita da boconniani doc.
E mentre gli italiani si suicidano, o non riescono più a curarsi, o restano vittima di un disastroso terremoto, in merito al quale lo stato si è cautelato, approvando una legge che lo esenta dal peso della ricostruzione, o non sanno più come fare la spesa, perché Equitalia ha pignorato perfino la pensione, il ministro Passera annuncia lo stanziamento di 100 milardi di euro da spendere in grandi opere di cemento. Il ministro Di Paola continua a comprare armi, quasi l'Italia dopo avere vigliaccamente espulso l'ambasciatore siriano si preparasse ad invadere il continente asiatico e Obama, come un piazzista d'altri tempi, propone al ministro Terzi l'acquisto di nuovi droni che potrebbero risultare molto utili anche qualora i cittadini iniziassero a concepire una concreta alternativa al suicidio.
Per ora le poche persone che contravvenendo ai diktat di destra e sinistra, osano contestare gli intoccabili della banda Monti, vengono sistematicamente bastonate ed imprigionate con le accuse più assurde, la strategia della tensione è pronta ad entrare in azione come dimostrato a Brindisi, l'Eurogenfor sta scaldando i motori, ma i droni potrebbero rappresntare la ciliegina sulla torta in caso di necessità.
Il lavoro senza dubbio sarà lungo (almeno fino al 2013 come conferma lo sponsor Bersani), ma se il buongiorno si vede dal mattino, siamo indubbiamente sulla buona strada, anche se forse a fine anno il resoconto del secondo semestre rischieranno di poterlo fare solo pochi privilegiati.

Fonte

lunedì 4 giugno 2012

La formica la cicala nell'era della crisi

C’era una volta una cicala imprenditrice, tutta diversa dall’altra cicala canterina. Questa lavorava sodo, eccome, faceva arredi per ristoranti, e che scic! Cristalli e marmi nel banco bar, gran design, modulistica e legno fino. Il made in Italy come vanto. C’era una volta una formica operaia, lavorava per la cicala, ironia della sorte, eh? Un brutto giorno la cicala chiamò quella formica, e altre 50 sue compagne, e gli disse: “Son spiacente, licenziate! L’efficienza vi ha dannate. Meno bocche qui al lavoro, per l’azienda è tutto oro!” Immaginate le formiche, il dramma.

Cosa era successo? Era successo che poco tempo prima una cavalletta in giacca e cravatta si era presentata dalla cicala con una bella storia da raccontare. Parlava fino, e le disse I dipendenti, pelandroni, sono come dei limoni. Tu non sai: ne spremi uno e due ne avrai!”. La cicala si era illuminata. E’ vero!aveva pensato, la produttività! ottimizzazione delle risorse umane! slimming down! outsourcing dove è possibile! Si fanno più arredi e si pagano meno stipendi! E così aveva fatto. Via 50 formiche, a casa.
La voce poi si era sparsa, infatti quella cavalletta in cravatta era balzata da lì all’azienda del calabrone, poi a quella del coleottero, e poi a quella della coccinella, alla multinazionale della mantide, e via così per tutta la filiera nazionale… produttività! ottimizzazione delle risorse umane! slimming down! outsourcing dove è possibile! Sforneremo più prodotti, pagheremo meno stipendi!
Una festa della modernità aziendale. Un funerale per le 50, più 400, più 34, più 98, più 311, più 1.032, più 23, più 67… e mille e mille altre formiche a casa, senza lavoro. No lavoro, no stipendio.
Passa dunque un anno. Un bel giorno la nostra povera formica incrocia per la strada la cicala imprenditrice. E sorpresa delle sorprese: indovinate chi c’aveva un muso lungo da toccare in terra? un broncio cotto come una pagnotta bruciata? Era la formica? No. Era la cicala. Cosa mai era successo? E’ successo che non so!!”, sbotta la cicala dopo un po’.Non si vende un accidenti! Non si trovano clienti! Meno ordini i primi mesi, a fine anno siamo stesi!! La mia azienda è un modello! Si lavora a martello! Soldatini efficienti! Non si vedono indolenti… Ma lo stesso siam piantati, soprattutto i fatturati! concluse stizzita.
La buona formica si appoggiò al muro, e senza neppure guardare la cicala disse: Licenziati, cassintegrati, tasche vuote, buie note. E se ci mancano i contanti chi li riempie i ristoranti? I coperti sono calati, i gestori desolati. L’arredo vecchio basta e avanza. Farlo nuovo? Si fa senza”.
E se ne andò, aggiungendo non sonoro Cogliona”. Almeno quello!
(Nota dell’autore: adesso, mia cara cicala, chiama quelli incravattati della ‘produttività’ per vendere i tuoi arredi, e fatteli pagare con un testo di macroeconomia dal titolo “Le dinamiche della Domanda Aggregata”. Oppure accetta di capire che il dogma economico che ti vendono ogni giorno è una truffa, e che se ti studi i bilanci settoriali di Keynes, Kalecki e Godley capirai come salvare la vita della tua azienda, assieme a tutta l’occupazione necessaria a creare quel circolo virtuoso di investimenti, spesa e consumi per tornare a vendere e per dare reddito a chi ne ha bisogno, a tuo vantaggio. Noi siamo a tua disposizione, www.democraziammt.info.)
Paolo Barnard

Fonte: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=391
2.06.2012

Visto qui http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10388

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